{"id":40702,"date":"2024-09-18T14:30:00","date_gmt":"2024-09-18T12:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=40702"},"modified":"2024-09-18T14:30:00","modified_gmt":"2024-09-18T12:30:00","slug":"salute-indagine-1-italiano-su-2-teme-alzheimer-ma-solo-1-su-10-conosce-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=40702","title":{"rendered":"Salute, indagine: 1 italiano su 2 teme Alzheimer ma solo 1 su 10 conosce malattia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un italiano su 2 teme di poter soffrire di Alzheimer in futuro, ma appena 1 su 10 dichiara di essere molto informato sulla malattia. Non mancano gli ottimisti: 4 italiani su 5 sono convinti che la ricerca possa portare a terapie efficaci. E&#039; quanto emerge da un&#039;indagine condotta per conto di Airalzh (Associazione italiana ricerca Alzheimer), presentata oggi a Roma al ministero della Salute in occasione della conferenza stampa per celebrare i primi 10 anni dell&#039;attivit\u00e0 di ricerca medico-scientifica di Airalzh Onlus. L&#039;indagine, di Walden Lab con il supporto operativo di Eumetra MR, si \u00e8 basata su un campione di 800 soggetti, rappresentativo degli italiani di et\u00e0 pari o superiore ai 40 anni.\u00a0&quot;La percezione della malattia di Alzheimer come patologia grave e potenzialmente rischiosa per ciascuno di noi \u00e8 risultata ampiamente condivisa nella popolazione, anche se sono molto scarse le conoscenze, in particolare su prevenzione, diagnosi precoce e cura &#8211; afferma Paolo Anselmi, Founder &amp; Managing Partner di Walden Lab &#8211; Molto elevato \u00e8, per\u00f2, l&#039;interesse nel ricevere informazioni su questi aspetti spiegati con un linguaggio chiaro e mezzi in grado di raggiungere l&#039;ampia platea della popolazione&quot;.\u00a0L&#039;Alzheimer \u00e8 considerata una malattia &quot;molto grave&quot; dal 68% degli italiani; solo il cancro (83%) e la sclerosi multipla (71%) sono considerate pi\u00f9 gravi. Molto elevata (49%) \u00e8 la preoccupazione che la malattia possa in futuro riguardarci personalmente o colpire una delle persone che ci sono care. E gi\u00e0 oggi il 28% del campione dichiara che tra i familiari pi\u00f9 stretti ci sono o ci sono state persone che hanno sofferto di Alzheimer. Una percentuale che raggiunge il 49% se si considerano anche gli amici e i conoscenti. Nonostante l&#039;elevata percezione di gravit\u00e0 e di rischio associata all&#039;Alzheimer e una diretta esperienza della malattia, che riguarda quasi la met\u00e0 del campione, solo una ristretta minoranza (15%) si dichiara oggi &quot;molto informata&quot; su questa malattia. A cui si aggiunge un 43% che si dichiara &quot;abbastanza informato&quot;. Alla richiesta di indicare il proprio livello di informazione sui diversi aspetti della malattia, la maggioranza si dichiara molto o abbastanza informata sui sintomi (64%), sul decorso (60%) e sull&#039;esito della malattia (59%) mentre \u00e8 solo una minoranza a dirsi informata sulle possibilit\u00e0 di cura (41%), di diagnosi precoce (39%) e di prevenzione (33%). \u00a0I sintomi maggiormente associati alla malattia &#8211; risulta ancora dall&#039;indagine &#8211; sono la perdita di memoria (85%), la perdita della capacit\u00e0 di orientamento (69%) e la perdita di contatto con i propri cari (63%) e con il mondo esterno (58%). Tra i fattori di rischio, ce n&#039;\u00e8 uno che \u00e8 percepito di gran lunga come dominante: la presenza di casi di Alzheimer in famiglia (75%), mentre meno considerati risultano la limitata attivit\u00e0 intellettuale (38%) e altri fattori &#039;non specifici&#039; quali la depressione (29%), la dieta poco sana (26%) e il fumo (22%). E&#039; infatti solo una minoranza (32%) a considerare uno stile di vita sano utile per la prevenzione dell&#039;Alzheimer. Particolarmente poco considerata la buona qualit\u00e0 del sonno.\u00a0Guardando al futuro, prevale un atteggiamento ottimistico: l&#039;81% ritiene molto o abbastanza probabile che vengano trovate terapie efficaci per curare l&#039;Alzheimer e un&#039;analoga percentuale (83%) ritiene decisivo il ruolo della ricerca per l&#039;individuazione di nuove cure e forme di prevenzione.\u00a0In linea con gli elementi evidenziati dall&#039;indagine, si conferma l&#039;interesse del campione a ricevere informazioni sulla malattia in grado di colmare le ampie lacune informative. In particolare, si vorrebbe saperne di pi\u00f9 sulle modalit\u00e0 di prevenzione (61%), le possibilit\u00e0 di diagnosi precoce (60%) e le prospettive di cura (55%). Fondamentale risulta l&#039;affidabilit\u00e0 della fonte informativa, con il campione che esprime chiaramente interesse nel ricevere informazioni da realt\u00e0 specializzate nella ricerca su cura e prevenzione, preferibilmente inserite in strutturate partnership con i migliori centri di ricerca a livello mondiale.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un italiano su 2 teme di poter soffrire di Alzheimer in futuro, ma appena 1 su 10 dichiara di essere molto informato sulla malattia. 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