{"id":40502,"date":"2024-09-17T16:25:06","date_gmt":"2024-09-17T14:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=40502"},"modified":"2024-09-17T16:25:06","modified_gmt":"2024-09-17T14:25:06","slug":"truffe-online-trappole-e-danni-ecco-come-salvarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=40502","title":{"rendered":"Truffe online, trappole e danni: ecco come salvarsi"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Buona parte della nostra vita \u00e8 online: lavoriamo, facciamo la spesa, parliamo con gli amici, organizziamo le vacanze e paghiamo prodotti e servizi, ma quanto ne sappiamo davvero di truffe digitali? Perch\u00e9 ogni giorno inseriamo i nostri dati personali in una miriade di app e siti web. Codici per l\u2019home banking, numero di carte di credito, password di e-mail aziendali e documenti sono un tesoro per i truffatori e sono tutti nei nostri dispositivi. &quot;Per questo &#8211; avverte l&#039;Unione nazionale consumatori &#8211; dobbiamo imparare a riconoscere le truffe digitali per difenderci. Nell\u2019ambito del progetto RiGenerAzioni, finanziato dal Mimit, abbiamo realizzato una social survey chiedendo ai consumatori se fossero mai stati vittima di una truffa online e se ne sanno abbastanza per riconoscerle. Ma non solo: partendo proprio dalle risposte dei consumatori, abbiamo realizzato un e-book dal titolo &#039;Come difendersi dalle truffe digitali?&#039;.\u00a0Abbiamo fatto ai 17.800 follower della pagina Instagram @consumatori qualche domanda sulle truffe digitali. Dall\u2019indagine, senza valore statistico, sembra che i consumatori siano preparati sulla pi\u00f9 classica delle truffe informatiche: il  phishing. Il 98% di loro sa che \u00e8 questo il termine giusto per definire l\u2019invio di e-mail false per rubare informazioni personali e non smishing, vishing o spoofing, scelta solo dal 2% dei consumatori. \u00a0Il phishing \u00e8 l\u2019attacco attraverso e-mail false che attirano le vittime (phishing viene proprio dal verbo inglese to fish, pescare) perch\u00e9 sembrano arrivare da un mittente affidabile come banche, societ\u00e0 di carte di credito, poste o siti web molto conosciuti e contengono sempre un link su cui cliccare, che porta su uno sito fasullo. Qui alla vittima viene chiesto di inserire le proprie credenziali per accedere al conto corrente, inserire i dati della carta di credito o autorizzare un pagamento. Ma anche di registrarsi o di scaricare un\u2019app. \u00a0Come arrivano i messaggi truffa\u00a0I messaggi truffa non arrivano solo via mail ma anche via sms, Whatsapp e ormai persino Telegram. In quel caso parliamo di smishing (phishing+sms). Anche negli sms c\u2019\u00e8 un link da cliccare che porta sul solito sito fasullo dove inserire password e numeri di conto e anche stavolta il messaggio arriva da un mittente che sembra affidabile. Addirittura possiamo trovarli nella chat autentica della banca o di una istituzione reale. \u00a0Il messaggio ha spesso toni minacciosi e carattere di urgenza: bisogna inserire i dati, pena il blocco del conto corrente, della carta di credito o di un pacco ordinato online che \u00e8 fermo in dogana, bisogna cliccare sul link per ricevere un rimborso dall\u2019Inps, per riscuotere un premio appena vinto e cos\u00ec via. Questi messaggi non vanno mai aperti, ma eliminati, bloccando il mittente. \u00a0Se si d\u00e0 seguito a una comunicazione di phishing il passo successivo potrebbe essere una telefonata, anche questa apparentemente proveniente da un numero affidabile. Questo \u00e8 voice phishing: vishing. I truffatori chiedono i dati bancari, il codice Otp (la password temporanea per eseguire le operazioni) o il Cvv, il codice di tre numeri sul retro delle carte di credito e molti cascano in queste trappole perch\u00e9 al telefono si ha meno tempo per ragionare e si lasciano ingannare dal fatto che il truffatore sia gi\u00e0 in possesso di molti loro dati. Dovremmo ricordare sempre che nessuna banca chiederebbe mai codici e password per accedere al conto corrente via e-mail, sms o telefonate.\u00a0Come fanno i truffatori a spacciarsi per la nostra banca? Si chiama spoofing ed \u00e8 una delle tecniche di truffa digitale pi\u00f9 insidiosa, proprio perch\u00e9 consiste nella manipolazione dell\u2019identit\u00e0 del mittente e ci fa credere che a mandarci un messaggio sia stata una persona che conosciamo, la nostra azienda o un dipendente della nostra banca che ci chiede i dati per accedere al conto corrente. Visto che il contatto \u00e8 gi\u00e0 in rubrica pensiamo di poterci fidare, ma l\u2019hacker ha camuffato il mittente o il numero, spacciandosi per qualcun altro con l\u2019obiettivo di rubare dati riservati. \u00a0E&#039; stato chiesto ai follower di @consumatori se avessero mai ricevuto una e-mail, un sms o una telefonata sospetta che sembrasse una truffa digitale e il risultato ci fa capire quanto il fenomeno delle truffe digitali sia diffuso e quanto sia pericoloso se non siamo preparati a riconoscerle. \u00a0Ben il 97,1% ha risposto che pi\u00f9 di una volta ha ricevuto un tentativo di comunicazione sospetto e solo il 2,9% dei consumatori ha dichiarato di non essere mai stato &#039;avvicinato&#039; dai truffatori attraverso mail, chiamate o sms. Purtroppo per\u00f2, saper riconoscere una mail di phishing non sempre ci tiene al riparo dalle truffe. Ormai le tecniche usate dai criminali informatici sono sempre pi\u00f9 sofisticate, si avvalgono anche dell\u2019intelligenza artificiale (pensiamo ai video deep fake in cui si replica perfettamente l\u2019immagine e la voce di una persona reale) e ci inseguono nei luoghi virtuali che frequentiamo di pi\u00f9: i social e gli e-commerce. E&#039; forse per questo che ancora tanti cadono nelle trappole dei cybercriminali: tra il nostro campione di consumatori, il 18,2% dichiara di essere stato vittima di una truffa online, contro l\u201981,8%. Sembra incoraggiante, ma \u00e8 sempre bene tenere gli occhi aperti. Anche perch\u00e9 spesso purtroppo si rischia di accorgersene quando \u00e8 troppo tardi.\u00a0L&#039;Unc ha poi chiesto ai consumatori che ci seguono su Instagram &#039;come proteggono i propri dati online&#039;? Tra le misure di sicurezza adottate dai follower di @consumatori c\u2019\u00e8 la Vpn, il sistema che protegge la connessione anche se navighiamo su reti wi-fi pubbliche, nascondendo l\u2019indirizzo IP.\u00a0Un\u2019altra misura che i consumatori dicono di usare \u00e8 l\u2019autenticazione a due fattori, precauzione fondamentale per accessi ad app o siti in cui inseriamo dati personali o per i pagamenti online, che utilizza un codice inviato sul telefono per eseguire l\u2019accesso. \u00a0Qualche consumatore, per\u00f2, ha risposto che non usa nessuna misura di sicurezza per proteggere i propri dati personali online. Attenzione! I truffatori possono rubare la nostra identit\u00e0 e anche i nostri soldi.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Buona parte della nostra vita \u00e8 online: lavoriamo, facciamo la spesa, parliamo con gli amici, organizziamo le vacanze e paghiamo prodotti e servizi, ma quanto ne sappiamo davvero di truffe digitali? 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