{"id":405,"date":"2024-02-02T14:25:29","date_gmt":"2024-02-02T13:25:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=405"},"modified":"2024-02-02T14:25:29","modified_gmt":"2024-02-02T13:25:29","slug":"ucraina-da-ue-ecco-50-miliardi-contro-putin-il-passo-che-cambia-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=405","title":{"rendered":"Ucraina, da Ue ecco 50 miliardi contro Putin: il passo che cambia l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Unione Europea ha passato il \u201ccrocevia\u201d degli aiuti \u2018civili\u2019 all\u2019Ucraina rimanendo sul percorso della lenta trasformazione in un soggetto geopolitico. L\u2019accordo a 27 raggiunto nel Consiglio Europeo sull\u2019assistenza macrofinanziaria per quattro anni, per 50 miliardi di euro (33 di prestiti e 17 di trasferimenti), segna un altro passo decisivo nella progressiva evoluzione dell\u2019Unione, dopo l\u2019ok, arrivato nello scorso dicembre, all\u2019avvio dei negoziati di adesione con Kiev. Per Zsuzsanna Vegh dello European Council on Foreign Relations, gli aiuti costituiscono \u201cuna rete di sicurezza davvero importante per l\u2019Ucraina\u201d.\u00a0\u201cIl messaggio \u00e8 chiaro &#8211; ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, uno dei politici europei storicamente pi\u00f9 disponibili a dialogare con il Cremlino &#8211; la Russia non pu\u00f2 contare su qualsivoglia &#039;affaticamento&#039; degli europei nel loro sostegno all&#039;Ucraina\u201d. Anche il premier belga Alexander De Croo, un liberale fiammingo, ha osservato che i progressi fatti dall\u2019Europa non vanno \u201csottovalutati\u201d, perch\u00e9 \u00e8 la seconda volta che, malgrado le previsioni \u201ccatastrofiche\u201d della vigilia (frutto anche dei leak volti a mettere pressione su Viktor Orban), un accordo a 27 viene trovato rapidamente. \u00a0Ha aiutato, come ha sottolineato Macron, mettere \u201cqualche settimana\u201d in mezzo alle due decisioni, in modo da riuscire a \u2018recuperare\u2019 Orban. In questo caso, il premier ungherese, che pure \u00e8 il leader con la maggiore anzianit\u00e0 di servizio nel Consiglio Europeo e sa gestire abilmente l\u2019arma del veto (consentendo cos\u00ec al suo Paese di \u2018punch above its weight\u2019, come dicono gli inglesi, di contare in misura maggiore rispetto alle proprie dimensioni), ha scelto la ritirata. Ha ottenuto un paio di punti nelle conclusioni, che per\u00f2 non gli conferiscono alcun diritto di veto sugli aiuti all\u2019Ucraina. Per dirla con Macron, l\u2019Ungheria ha ottenuto l\u2019assicurazione di essere trattata \u201ccon equit\u00e0\u201d, secondo \u201cle regole\u201d che valgono per tutti per l\u2019assegnazione dei fondi Ue (20 mld sono ancora bloccati, anche per il meccanismo sulla tutela del bilancio Ue dalle violazioni dello Stato di diritto).\u00a0<br \/>\nDecisiva \u00e8 stata l\u2019unit\u00e0 degli altri 26: nemmeno i leader pi\u00f9 in grado di comprenderne la mentalit\u00e0, come Robert Fico e Giorgia Meloni, lo hanno appoggiato. Anzi, \u00e8 stata messa esplicitamente sul tavolo l\u2019arma \u2018nucleare\u2019, l\u2019articolo 7 che sospende i diritti di voto in Consiglio, in piedi dal 2018 ma mai decollato, per via della Polonia che con il Pis spalleggiava Budapest, trovandosi anch\u2019essa ai ferri corti con la Commissione. Se Orban avesse mantenuto il veto, anche governi attenti ai diritti delle nazioni , forse, avrebbero valutato un s\u00ec. E \u2019Ungheria non pu\u00f2 pi\u00f9 contare sulla sponda di Varsavia, dove ormai il Pis \u00e8 all\u2019opposizione. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, sono stati cancellati dalle parole del premier polacco Donald Tusk, il pi\u00f9 duro nei confronti di Orban, le cui posizioni, ha scandito, rappresentano una \u201cminaccia per la sicurezza\u201d dell\u2019Ue.\u00a0\u00a0Tra i 26 Giorgia Meloni, conferma una fonte diplomatica europea, \u201cha svolto un ruolo\u201d particolare nel convincere Orban a fare marcia indietro. \u201cIn ultima analisi &#8211; dice &#8211; \u00e8 stato il fronte unito dei 26 leader, indisponibili a muoversi di un centimetro, che ha costretto\u201d il leader ungherese a \u201ccedere\u201d, ma \u201cdi certo Meloni \u00e8 stata molto costruttiva e d\u2019aiuto in mezzo a questo processo\u201d, spiega la fonte. Insomma, Meloni oggi gioca a pieno titolo al gioco europeo, come \u00e8 ormai evidente dall\u2019elevato numero di visite in Italia della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale ha bisogno dei voti dell\u2019Ecr se vuole essere sicura di passare a met\u00e0 luglio nel Parlamento Europeo (posto che si ricandidi, come sembra probabile). Nel 2019 von der Leyen pass\u00f2 con uno scarto di soli nove voti: se i Cinquestelle, allora in 14, non l\u2019avessero votata, non sarebbe stata eletta. \u00a0Quel voto, tra l\u2019altro, segn\u00f2 l\u2019inizio della fine del Conte uno, mettendo in moto la valanga che port\u00f2 al Papeete e alla nascita del Conte due. Matteo Salvini, leader della Lega e vicepresidente del Consiglio, ha messo in chiaro, mercoled\u00ec a Bruxelles, che lui \u201cpersonalmente\u201d non voterebbe per von der Leyen, la cui Commissione giudica \u201cdisastrosa\u201d. Se a luglio la Lega votasse, eventualmente, contro von der Leyen, si porrebbe un problema politico per il governo. Ma una fonte qualificata ricorda all\u2019Adnkronos che mancano ancora mesi alle europee e che non \u00e8 neppure sicuro che von der Leyen sia la candidata che sar\u00e0 in Aula a Strasburgo a met\u00e0 luglio. Salvini fa \u201ccampagna elettorale\u201d, puntando su un settore della destra diversa da quello cui mira Fratelli d\u2019Italia, che ormai occupa, almeno elettoralmente, anche parte del centro. \u00a0E, anche se il centrodestra si spaccasse a Strasburgo, con la Lega da una parte e Fdi e Fi dall\u2019altra, la coalizione non \u00e8 quella eterogenea che sosteneva il Conte uno: il centrodestra, dal 1994 in poi, ha (quasi) \u201csempre trovato un punto di caduta\u201d, osserva un\u2019altra fonte. Tornando all\u2019Ucraina, il Paese di gran lunga pi\u00f9 importante dello spazio postsovietico rimasto fuori dall\u2019Ue, il significato geopolitico della decisione di ieri non va ingigantito: 50 mld di euro in quattro anni sono appena lo 0,08% del Pil cumulato previsto dell\u2019Ue in quel periodo di tempo, come ha calcolato l\u2019Economist. Non esattamente uno sforzo titanico. Tuttavia, grazie a quei soldi lo Stato ucraino potr\u00e0 continuare a pagare stipendi e pensioni, evitando il fallimento.\u00a0\u00a0Restano grossi problemi sul piano del sostegno militare, un altro capitolo rispetto all\u2019assistenza macrofinanziaria, tanto che Ursula von der Leyen ha dovuto ammettere che entro fine marzo l\u2019Ue avr\u00e0 consegnato all\u2019Ucraina \u201c520mila\u201d munizioni da artiglieria, poco pi\u00f9 della met\u00e0 del milione che era stato promesso nella primavera scorsa. Macron, che ha un passato da banchiere d\u2019affari (qualsiasi manager sa che gli obiettivi che si comunicano al mercato devono essere ragionevolmente raggiungibili, non una sfida ai limiti dell\u2019impossibile), ha rimarcato che \u201cnon \u00e8 normale\u201d che l\u2019Ue annunci un obiettivo e poi non lo rispetti. Tanto pi\u00f9 che l\u2019obiettivo \u00e8 stato mancato non tanto per deficienze di capacit\u00e0 produttiva, quanto perch\u00e9 gran parte della produzione di quelle munizioni viene esportata in altri Paesi, anzich\u00e9 essere dirottata verso Kiev.\u00a0Rimangono quindi molte cose da mettere a posto, come \u00e8 logico per un progetto, l\u2019Ue, nato come progetto di pace, per impedire agli europei di continuare a massacrarsi, come avevano fatto nelle due precedenti guerre mondiali. Ora questo progetto si sta lentamente trasformando in qualcosa di diverso, sotto la pressione della storia, che si \u00e8 rimessa in moto dopo la fine della Guerra Fredda. Il messaggio forse pi\u00f9 importante mandato dal via libera di ieri \u00e8 diretto agli Stati Uniti d\u2019America, che da molti anni, sotto Amministrazioni di ogni colore, chiedono all\u2019Europa di aumentare il proprio contributo alla difesa del Vecchio Continente, il \u2018burden sharing\u2019. \u00a0Non a caso il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato, in conferenza stampa, che la decisione del Consiglio Europeo avrebbe fatto piacere a Washington. E non \u00e8 neanche un caso, probabilmente, che il Congresso Usa abbia tenuto fermi gli aiuti all\u2019Ucraina fino adesso, al di l\u00e0 dei motivi di politica interna. Per la classe dirigente Usa sta diventando sempre pi\u00f9 complicato giustificare davanti ai propri elettori i costi che Washington sostiene per assicurare la difesa dell\u2019Europa. L\u2019Ue sembra avere recepito e si \u00e8 mossa per prima, sia pure con una certa fatica, non essendo uno Stato nazionale ma un\u2019Unione a 27 teste. La tutela della sicurezza europea, davanti al rinato imperialismo russo, richiede un impegno in prima persona dei Paesi europei, con i relativi oneri. Ieri l\u2019Ue ha segnalato di essere pronta a sostenerli. \u00a0&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Unione Europea ha passato il \u201ccrocevia\u201d degli aiuti \u2018civili\u2019 all\u2019Ucraina rimanendo sul percorso della lenta trasformazione in un soggetto geopolitico. 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