{"id":40163,"date":"2024-09-15T17:12:00","date_gmt":"2024-09-15T15:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=40163"},"modified":"2024-09-15T17:12:00","modified_gmt":"2024-09-15T15:12:00","slug":"tumori-cancro-vescica-con-immunoterapico-perioperatorio-migliora-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=40163","title":{"rendered":"Tumori: cancro vescica, con immunoterapico perioperatorio migliora sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Migliorare la sopravvivenza e ridurre il rischio di recidiva (e di morte) nel carcinoma della vescica muscolo-invasivo. Obiettivi possibili grazie al primo regime immunoterapico perioperatorio con durvalumab. E\u2019 quanto emerge dallo studio di fase 3 NIAGARA presentato oggi durante il simposio presidenziale del Congresso 2024 della European Society for Medical Oncology (Esmo) che riunisce in questi giorni a Barcellona migliaia di oncologi da tutto il mondo, e contemporaneamente pubblicati nel The New England Journal of Medicine.\u00a0A un\u2019analisi ad interim predefinita dello studio, i pazienti trattati con il regime perioperatorio ( prima e dopo l\u2019intervento) con durvalumab mostrano una riduzione del 32% del rischio di progressione di malattia, di recidiva, di non completare la chirurgia prevista o di morte rispetto al braccio di confronto. La Efs media stimata non \u00e8 stata raggiunta nel braccio durvalumab rispetto a 46,1 mesi nel braccio di confronto. Si stima che il 67,8% dei pazienti trattati con il regime durvalumab fosse libero da eventi a due anni, rispetto al 59,8% del braccio di confronto. I risultati dell\u2019endpoint secondario di sopravvivenza mostrano che il regime perioperatorio con durvalumab ha ridotto il rischio di morte del 25% rispetto alla chemioterapia neoadiuvante pre-cistectomia radicale. La sopravvivenza mediana non \u00e8 stata raggiunta in entrambi i bracci. L\u201982,2% dei pazienti trattati con il regime durvalumab \u00e8 vivo a due anni rispetto al 75,2% del braccio di confronto.\u00a0&quot;Lo studio NIAGARA dimostra che l\u2019aggiunta dell\u2019immunoterapia con durvalumab, prima e dopo la chirurgia, pu\u00f2 rappresentare una strategia innovativa, in grado di cambiare la pratica clinica per i pazienti con tumore uroteliale della vescica infiltrante operabile \u2013 afferma Lorenzo Antonuzzo, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Clinica all\u2019Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica Universit\u00e0 di Firenze -. Questo regime immunoterapico permette di migliorare in modo significativo i due endpoint principali dello studio, cio\u00e8 la sopravvivenza libera da eventi e la sopravvivenza globale. Il dato sulla sopravvivenza globale \u00e8 particolarmente rilevante in una popolazione di pazienti complessa da trattare, come quella colpita dal tumore uroteliale della vescica infiltrante. Pur trattandosi di una neoplasia localizzata a livello della vescica, \u00e8 pi\u00f9 aggressiva rispetto a quella non infiltrante e pu\u00f2 estendersi localmente fino a invadere gli strati muscolari e l\u2019intera parete vescicale&quot;.\u00a0Nello studio che ha coinvolto circa 1000 pazienti, &quot;sono stati utilizzati il trattamento neo-adiuvante, cio\u00e8 perioperatorio, costituito dalla chemioimmunoterapia e durvalumab in monoterapia dopo l\u2019intervento chirurgico \u2013 continua Antonuzzo -. Il braccio di confronto \u00e8 costituito dalla chemioterapia neoadiuvante. NIAGARA \u00e8 il primo studio registrativo in cui un regime immunoterapico, prima e dopo l\u2019intervento chirurgico, prolunga la sopravvivenza in questa patologia&quot;.\u00a0&quot;Il trattamento standard, per circa 20 anni, \u00e8 stato costituito dalla chemioterapia neoadiuvante seguita dalla chirurgia, ma la met\u00e0 dei pazienti va incontro a recidiva o progressione di malattia, per cui resta un bisogno clinico ancora insoddisfatto \u2013 sottolinea Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) -. Inoltre, in Italia, il trattamento delle forme infiltranti operabili \u00e8 variegato, perch\u00e9 vi sono pazienti che vengono trattati direttamente con la chirurgia. Gli importanti risultati dello studio NIAGARA possono costituire uno stimolo all\u2019utilizzo della terapia neoadiuvante in tutti i pazienti. Va anche sottolineato che il regime chemioimmunoterapico \u00e8 ben tollerato e sicuro&quot;.\u00a0Nella gestione della malattia &quot;e per garantire il miglior percorso terapeutico, \u00e8 fondamentale il team multidisciplinare, che deve comprendere, tra gli altri, il radiologo, il chirurgo, l\u2019oncologo, l\u2019urologo e l\u2019anatomo patologo \u2013 conclude Di Maio -. Il tumore della vescica \u00e8 uno dei pi\u00f9 frequenti, nel 2023 in Italia sono stati stimati 29.700 nuovi casi. \u00c8 una neoplasia subdola, perch\u00e9 nelle fasi iniziali pu\u00f2 essere del tutto asintomatica. I primi segni d\u2019allarme sono sintomi urinari, ad esempio difficolt\u00e0 a urinare e minzioni frequenti, e la presenza di ematuria, cio\u00e8 sangue nelle urine. Il principale fattore di rischio \u00e8 il fumo di sigaretta, a cui si aggiunge l\u2019esposizione professionale a determinate sostanze cancerogene, come ammine aromatiche e nitrosamine&quot;.\u00a0Il carcinoma della vescica \u00e8 il nono tumore pi\u00f9 comune a livello mondiale, con pi\u00f9 di 614.000 diagnosi all\u2019anno. Il carcinoma della vescica muscolo invasivo rappresenta circa un quarto dei casi di tumore della vescica. Nel setting con Mibc circa 117.000 pazienti vengono trattati con lo standard di cura. La terapia standard comprende la chemioterapia neoadiuvante e la cistectomia radicale. Tuttavia, anche dopo la cistectomia, i pazienti sono soggetti a tassi elevati di recidiva e ad una prognosi sfavorevole. Circa il 50% dei pazienti sottoposti alla chirurgia per la rimozione della vescica va incontro a recidiva. Sono fortemente necessarie opzioni terapeutiche che prevengano la recidiva dopo la chirurgia.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Migliorare la sopravvivenza e ridurre il rischio di recidiva (e di morte) nel carcinoma della vescica muscolo-invasivo. Obiettivi possibili grazie al primo regime immunoterapico perioperatorio con durvalumab. 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