{"id":38890,"date":"2024-09-07T15:41:00","date_gmt":"2024-09-07T13:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=38890"},"modified":"2024-09-07T15:41:00","modified_gmt":"2024-09-07T13:41:00","slug":"imprese-studio-teha-con-philip-morris-investire-in-competenze-e-digitalizzazione-per-rilancio-produttivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=38890","title":{"rendered":"Imprese, studio Teha con Philip Morris: investire in competenze e digitalizzazione per rilancio produttivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nel mondo \u00e8 in corso una vera e propria rivoluzione industriale data dall\u2019integrazione pervasiva delle tecnologie digitali in azienda, che oggi accelera ulteriormente grazie all\u2019intelligenza artificiale. Questa centralit\u00e0 di tecnologia e innovazione rende necessario sviluppare un nuovo paradigma nella relazione tra uomo e tecnologia: la societ\u00e0 5.0, dove la tecnologia non \u00e8 pi\u00f9 un qualcosa che sostituisce, ma diventa un abilitatore di nuovi modelli di cittadinanza e lavoro che vedano l\u2019individuo al centro.  In questo contesto, la chiave per la competitivit\u00e0 \u00e8 l\u2019innovazione, che \u00e8 a sua volta alimentata dalle competenze. \u00c8 questo il principio che ha guidato la realizzazione dello Studio \u201cItalia 5.0: le competenze del futuro per lo sviluppo dell\u2019innovazione nell\u2019epoca dell\u2019intelligenza artificiale in Italia e in Ue\u201d, elaborato da Teha Group in collaborazione con Philip Morris Italia, presentato oggi nell\u2019ambito della 50esima edizione del Forum di The European House \u2013 Ambrosetti, in una conferenza stampa cui hanno preso parte Massimo Andolina (Presidente Regione Europea, Philip Morris International), Marco Hannappel (Presidente e Amministratore Delegato, Philip Morris Italia \u2013 Vp South West Europe Cluster) e l\u2019Advisor scientifico e portavoce dell\u2019iniziativa Giorgio Metta (Direttore Scientifico, Istituto Italiano di Tecnologia).\u00a0La ricerca si \u00e8 posta l\u2019obiettivo di definire gli elementi per un New Deal delle competenze per trasformare il nostro Paese in un\u2019Italia 5.0 \u2013 in grado di cogliere da protagonista tutti i benefici derivanti da innovazione, digitalizzazione e nuove tecnologie \u2013 che rappresenti anche un modello da esportare a livello europeo. Lo studio ha fatto leva su un\u2019ampia attivit\u00e0 di stakeholder engagement, che ha visto la partecipazione di oltre 10 vertici di imprese, delle istituzioni e delle associazioni di categoria in interviste riservate, nonch\u00e9 il coinvolgimento di oltre 450 imprese da 4 Paesi UE (Italia, Germania, Francia, Spagna) in una survey, somministrata in collaborazione con Coldiretti, per misurare digitalizzazione e competenze nei settori agricolo e manifatturiero.Questi i punti chiave emersi dallo studio: L\u2019adozione del paradigma 5.0 rappresenta un imperativo competitivo: i paesi che investono di pi\u00f9 in R&amp;D crescono maggiormente e sono pi\u00f9 competitivi. Inoltre, c\u2019\u00e8 una forte correlazione tra digitalizzazione delle aziende e capacit\u00e0 di generare innovazione.\u00a0L\u2019Italia \u00e8 una potenza agricola e manifatturiera. Le pmi sono centrali nel tessuto economico europeo ed italiano, rappresentando il 97% del totale delle imprese in Europa e il 98% in Italia. Il ruolo delle grandi aziende \u00e8 fondamentale per guidare un processo di digitalizzazione, innovazione e sostenibilit\u00e0 delle filiere assumendo il ruolo di capofiliera. Le aziende parte di una filiera sono infatti pi\u00f9 innovative e pi\u00f9 sensibili a sostenibilit\u00e0 e digitale.\u00a0Essere parte di una filiera genera degli impatti positivi anche per quanto riguarda la produttivit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0, come dimostra il significativo differenziale nei dati tra la media di aziende agricole italiane e aziende tabacchicole associate a Coldiretti che collaborano con Philip Morris Italia (+56% per la produttivit\u00e0 e +24% per la sostenibilit\u00e0). Per la societ\u00e0 5.0, le competenze sono chiave: serve alfabetizzare digitalmente 15 milioni di cittadini, aumentare gli iscritti a corsi di laurea ICT e agli ITS e puntare sulla formazione continua. Secondo Valerio De Molli, Managing Partner &amp; Ceo di Teha Group e The European House \u2013 Ambrosetti, \u201cper cogliere appieno le opportunit\u00e0 offerte dalle nuove tecnologie e dall\u2019intelligenza artificiale, \u00e8 chiave per l\u2019Italia muoversi verso un nuovo paradigma di dispiegamento tecnologico: quello della Societ\u00e0 5.0. Per costruire un&#039;Italia 5.0 \u00e8 strategico il ruolo delle aziende capofiliera: l\u2019Italia \u00e8 infatti un Paese di Pmi, che generano il 48% del valore aggiunto del Paese e impiegano il 57% degli occupati, ma sono pi\u00f9 in difficolt\u00e0 rispetto a digitalizzazione e competenze, per cui \u00e8 necessario il ruolo di stimolo della grande impresa. Inoltre, le competenze sono chiave, soprattutto per cogliere i benefici dell\u2019intelligenza artificiale: il Paese \u00e8 in ritardo, serve un Piano Marshall delle competenze\u201d.\u00a0\u201cLa ricerca conferma \u2013 anche con le testimonianze dirette provenienti dal mondo delle aziende &#8211; che il capitale umano \u00e8 oggi l\u2019elemento chiave della competitivit\u00e0 delle imprese e della crescita dell\u2019economia, elemento ulteriormente valorizzato dalla rivoluzione dell\u2019intelligenza artificiale\u201d, ha sottolineato l\u2019Advisor scientifico dell\u2019iniziativa Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell\u2019Istituto Italiano di Tecnologia. \u201cl\u2019Italia \u00e8 un Paese di eccellenze anche nella ricerca e nell\u2019istruzione. Tuttavia, l\u2019Italia ha un problema di scala sulle competenze: nonostante le eccellenze, l\u2019Italia sconta un ritardo sistemico sulle competenze digitali, sia di base che avanzate: mancano infatti 15 milioni di cittadini da alfabetizzare al digitale, aumentare gli iscritti a corsi di laurea Ict e agli Its e puntare sulla formazione continua\u201d.\u00a0Per Massimo Andolina, Presidente Regione Europea di Philip Morris International, \u201cL\u2019ambizione dell\u2019Italia pu\u00f2 e deve essere quella di abbracciare un nuovo paradigma di sviluppo per posizionarsi come modello da esportare in Europa. Per colmare il gap di competenze digitali occorre partire dalle esperienze pi\u00f9 virtuose e da una collaborazione pubblico-privato di tipo strutturato. In questo momento storico \u00e8 fondamentale, da una parte, tenere il passo dell\u2019innovazione, guidandola, per mantenere alta la competitivit\u00e0; dall\u2019altra parte garantire il pi\u00f9 ampio accesso possibile a percorsi di formazione all\u2019avanguardia, che accompagnino i professionisti lungo il loro intero percorso in azienda\u201d.\u00a0Secondo Marco Hannappel, Presidente e AD di Philip Morris Italia, &quot;l\u2019esperienza di Philip Morris Italia \u00e8 emblematica: grazie alle competenze all\u2019avanguardia della nostra filiera integrata \u2013 che oggi coinvolge oltre 41.000 persone e pi\u00f9 di 8000 imprese &#8211; abbiamo costruito negli anni un modello di business invidiato in tutto il mondo, il cui principale driver \u00e8 sempre stato la capacit\u00e0 di innovare. I dati oggi mostrano i frutti di questo percorso virtuoso e quanto il ruolo di capofiliera sia essenziale, in particolare nel mondo agricolo: grazie agli accordi di programma sottoscritti negli anni da Philip Morris con il Ministero dell\u2019Agricoltura e con Coldiretti, gli agricoltori aderenti all\u2019iniziativa mostrano dati sull\u2019innovazione sensibilmente migliori rispetto alla media Italiana ed Europea: l\u201989% di tali aziende dichiara di aver realizzato o di avere in corso progetti agritech rispetto al 46% della media italiana e al 77% della media Ue.\u201d\u00a0Sulla base delle prospettive fornite dalle attivit\u00e0 di stakeholder engagement \u2013 survey, interviste riservate e tavoli di lavoro, sono state elaborate le 5 proposte chiave per lanciare il New Deal delle competenze per un\u2019Italia 5.0:  1.Formazione in ingresso. Lanciare un Piano Marshall delle competenze con l\u2019obiettivo di superare i gap del Paese e di rendere l\u2019Italia una fucina di talenti per il paradigma 5.0. Nei prossimi anni sar\u00e0 necessario innanzitutto accelerare l\u2019alfabetizzazione digitale di 15 milioni di cittadini per centrare gli obiettivi Ue stabiliti nel Digital Compass (80% di adulti con competenze digitali di base). Inoltre, occorre fare un deciso passo avanti sulla formazione universitaria e su quella professionalizzante: per recuperare il gap con i Paesi benchmark pi\u00f9 avanzati, \u00e8 necessario aggiungere ai numeri attuali 137mila laureati Ict, 87mila ingegneri e 140mila iscritti agli Its. In questo, i fondi del Pnrr rappresentano un\u2019opportunit\u00e0 da cogliere al meglio. \u00a02.Formazione permanente. Oltre alla formazione in ingresso, per un\u2019Italia 5.0 \u00e8 necessario intervenire anche sui percorsi di reskilling e upskilling dell\u2019attuale forza lavoro. Occorre individuare strumenti normativi adeguati per offrire ai lavoratori percorsi di miglioramento delle proprie competenze, sostenendo la transizione digitale del mercato del lavoro italiano. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di formare almeno 2,8 milioni di lavoratori in Italia, al fine di raggiungere la media UE di quota di partecipazione a percorsi di formazione e istruzione nella popolazione adulta. \u00a03.Digitalizzazione delle Piccole e Medie Imprese (pmi). La digitalizzazione delle pmi italiane \u00e8 cruciale per la competitivit\u00e0 del sistema-Paese, in quanto rappresentano l\u2019ossatura produttiva del nostro sistema economico. Per questo motivo \u00e8 necessario creare un piano nazionale dedicato alla digitalizzazione delle pmi e in particolare delle filiere manifatturiere e agricole, al fine di rendere l\u2019adozione di nuove tecnologie pi\u00f9 accessibile. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di digitalizzare almeno 126mila pmi per raggiungere il target UE fissato nel Digital Compass (90% di pmi con livello digitale di base). Il piano transizione 5.0 rappresenta un passo importante in questa direzione. \u00a04.Capofiliera e innovazione. Per dimensione economica, impatto occupazione e propensione all\u2019innovazione, la presenza di un\u2019impresa capofiliera \u00e8 determinante per la digitalizzazione di tutte le altre aziende coinvolte nella filiera, come evidenziato dalla survey Teha su 400 aziende europee: il 44,9% dei rispondenti in Italia e il 40,4% dei rispondenti in Spagna, Francia e Germania afferma che il capofiliera favorisce la formazione continua e lo sviluppo di competenze digitali. questo motivo, occorre valorizzare il ruolo dei capifiliera come motore per l\u2019innovazione di prodotto e di processo, per la digitalizzazione e per la sostenibilit\u00e0, promuovendo la diffusione di contratti di filiera come gi\u00e0 fatto con successo in Italia.\u00a05.Collaborazione pubblico-privato: per realizzare una strategia sul medio periodo \u00e8 fondamentale che vi siano quadri regolatori efficaci, stabili, in grado di promuovere l\u2019innovazione di prodotto e di processo e creare un ecosistema tra Istituzioni, universit\u00e0 e aziende. Sotto questo aspetto, in virt\u00f9 del quadro unionale nel quale l\u2019Italia agisce, per recuperare competitivit\u00e0 rispetto ad altri continenti \u00e8 fondamentale che queste condizioni vengano garantite e promosse a partire dal legislatore europeo. \u00a0&#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nel mondo \u00e8 in corso una vera e propria rivoluzione industriale data dall\u2019integrazione pervasiva delle tecnologie digitali in azienda, che oggi accelera ulteriormente grazie all\u2019intelligenza artificiale. 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