{"id":36625,"date":"2024-08-23T16:10:28","date_gmt":"2024-08-23T14:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=36625"},"modified":"2024-08-23T16:10:28","modified_gmt":"2024-08-23T14:10:28","slug":"agrigento-souvenir-sulla-mafia-al-bando-confcommercio-sicilia-altri-seguano-esempio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=36625","title":{"rendered":"Agrigento, souvenir sulla mafia al bando. Confcommercio Sicilia: &#8220;Altri seguano esempio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Tolleranza zero&quot;. Ad annunciarla \u00e8 il sindaco di Agrigento, Franco Miccich\u00e8, che si dice &quot;sorpreso&quot; dall&#039;eco mediatica suscitata dalla sua ordinanza che vieta la vendita, da parte di coloro che commerciano souvenir turistici, di oggetti che rievocano la mafia. Un provvedimento &quot;scontato e necessario&quot; dopo la segnalazione da parte di un concittadino della presenza, nelle vetrine dei negozi della centralissima via Atenea, di magneti che raffigurano &#039;u mafiusu&#039; o &#039;a mafiusa&#039; con tanto di coppola e lupara, in alcuni casi a bordo di un&#039;auto con i colori della bandiera italiana. &quot;Per me \u00e8 stato naturale agire immediatamente &#8211; dice all&#039;Adnkronos -, trovo mortificante essere etichettati come &#039;mafiosi&#039;&quot;. Da tempo l&#039;Amministrazione comunale, che si prepara al 2025 anno in cui Agrigento sar\u00e0 Capitale della cultura, lavora all&#039;affermazione della cultura della legalit\u00e0. &quot;Lo facciamo nelle scuole e con eventi a 360 gradi. Non \u00e8 tollerabile, allora, che in citt\u00e0 si veicoli questo tipo di promozione della Sicilia e del Paese intero&quot;.\u00a0\u00a0&quot;Ritenuto che la vendita di tali prodotti nel territorio di Agrigento mortifica la comunit\u00e0 agrigentina, da anni impegnata nella diffusione della cultura della legalit\u00e0, si ordina il divieto di vendita di qualsiasi tipo di oggetto che inneggi, o richiami in qualunque modo e forme, alla mafia e alla criminalit\u00e0 organizzata&quot;, si legge nell&#039;ordinanza. E i commercianti pare si siano subito adeguati. &quot;I gadget sono spariti&quot;, assicura il primo cittadino. I controlli, affidati soprattutto alla Polizia municipale, proseguiranno nei prossimi giorni per garantire il rispetto dell&#039;ordinanza e per i trasgressori scatteranno le multe. &quot;Un turista &#039;ignorante&#039; potrebbe essere attratto da questi souvenir, che veicolano un messaggio fuorviante. E&#039; necessario allora educare sia i commercianti sia i turisti all&#039;acquisto di gadget che rappresentino davvero una citt\u00e0, una Regione e uno Stato, che ha pagato un tributo altissimo nella lotta alla mafia&quot;. Un plauso arriva da Confcommercio Sicilia, che sostiene l&#039;ordinanza emessa dal primo cittadino. &quot;Anzi \u2013 sottolinea all&#039;Adnkronos il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti \u2013 diciamo di pi\u00f9. Auspichiamo che anche altri sindaci della nostra Isola possano seguire lo stesso esempio&quot;.\u00a0Sul tema si dibatte da tempo. &quot;Le prime posizioni, in proposito, da parte di associazioni che combattono la mafia sotto ogni punto di vista si riferiscono gi\u00e0 a oltre un decennio fa &#8211; ricorda Manenti -. La nostra confederazione, poi, \u00e8 caratterizzata da uno specifico codice etico che prevede di adoperarsi per la tutela della legalit\u00e0 e della sicurezza e per la prevenzione e il contrasto di ogni forma di criminalit\u00e0, mafiosa, comune, organizzata e non. Il nostro impegno, dunque, \u00e8 di contrastare ogni legame con la criminalit\u00e0, sia materiale che formale&quot;.\u00a0Per Manenti &quot;gli stereotipi che arrivano da certi pupazzetti potrebbero sembrare poca roba. Ma cos\u00ec non \u00e8. Il messaggio che passa, soprattutto nei confronti dei visitatori stranieri, \u00e8 devastante&quot;. Ecco perch\u00e9 Confcommercio continuer\u00e0 a &quot;lottare anche nei confronti delle semplici allusioni alla mafia o alla criminalit\u00e0 organizzata&quot;. \u00a0&quot;Il nome della nostra Isola deve essere associato a immagini positive e non certo alla mafia &#8211; dice ancora Manenti -. Che questo segnale arrivi da Agrigento che il prossimo anno sar\u00e0 Capitale italiana della Cultura \u00e8 significativo&quot;. Un passo, quello del sindaco agrigentino, assicura il numero uno di Confcommercio Sicilia che &quot;stiamo apprezzando moltissimo&quot; e che &quot;speriamo possa essere il primo di una lunga serie&quot;. Anche se, sottolinea, &quot;stare a confrontarsi su queste argomentazioni ancora nel 2024 \u00e8 davvero imbarazzante. Ma tant\u2019\u00e8&quot;.\u00a0Sull&#039;ipotesi apre anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.\u00a0&quot;L&#039;iniziativa agrigentina potrebbe essere replicata anche qui, dove \u00e8 sempre pi\u00f9 necessario liberarsi di vecchi e superati stereotipi&quot;, dice il primo cittadino, che nei prossimi giorni si confronter\u00e0 con l&#039;assessore comunale Giuliano Forzinetti e con la commissione consiliare\u00a0alle Attivit\u00e0 produttive per\u00a0individuare &quot;il percorso pi\u00f9 idoneo&quot;. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che &quot;Palermo, grazie soprattutto ai risultati ottenuti da magistrati e forze dell&#039;ordine, ha fatto grandi passi in avanti per liberarsi dell&#039;immagine di una citt\u00e0 di mafia&quot;, \u00e8 altrettanto vero che &quot;la battaglia per affermare una compiuta legalit\u00e0 \u00e8 ancora in corso e impone l\u2019assoluto impegno di tutti&quot;.\u00a0Gi\u00e0 lo scorso anno gadget e souvenir &#039;ispirati&#039; a Cosa nostra erano stati messi al bando sui traghetti che collegano la Sicilia\u00a0alla Calabria grazie a un intervento dell&#039;assessore alle Infrastrutture della Regione siciliana, Alessandr\u00f2\u00a0Aric\u00f2. Che oggi torna sul tema. Questa volta l&#039;invito \u00e8 rivolto\u00a0ai vertici delle societ\u00e0 di gestione degli scali di Palermo (Gesap), Catania e Comiso (Sac), Trapani (Airgest), Lampedusa (Ast) e Pantelleria (Enac). In una lettera l&#039;esponente della Giunta Schifani chiede lo stop alla vendita di oggettistica a tema mafia\u00a0negli shop e spazi commerciali degli aeroporti siciliani. &quot;Mantenere un&#039;immagine dignitosa e scevra dai soliti stereotipi negativi &#8211; scrive Aric\u00f2 &#8211; \u00e8 senza dubbio una linea ferma da tenere nei luoghi di primo approdo di turisti e visitatori che raggiungono la Sicilia, come appunto gli aeroporti dell\u2019Isola&quot;. \u00a0Un divieto che all&#039;aeroporto internazionale &#039;Falcone Borsellino di Palermo&#039; &quot;vige ormai da tempo&quot;, come fanno sapere all&#039;Adnkronos da Gesap. La societ\u00e0 che gestisce lo scalo del capoluogo siciliano, infatti, ha scritto ai sub-concessionari chiedendo il ritiro dai banchi di vendita di simili souvenir e lo stop alla loro commercializzazione. Adesso l&#039;ordinanza del\u00a0sindaco di Agrigento, che assicura: &quot;Ho ricevuto decine di telefonate di consensi, anche da parte dei miei concittadini&quot;. &quot;Ben venga l&#039;ordinanza del sindaco &#8211; conclude Giuseppe Caruana, presidente di Confcommercio Agrigento -. Il messaggio lanciato attraverso questi souvenir \u00e8 distorto, un messaggio che non solo gli agrigentini ma tutti i siciliani contrastano da anni con forza. Un messaggio da condannare fermamente e che rappresenta anche un&#039;offesa alla nostra storia e alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalit\u00e0 organizzata&quot;.\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Tolleranza zero&quot;. 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