{"id":32773,"date":"2024-07-29T19:07:00","date_gmt":"2024-07-29T17:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=32773"},"modified":"2024-07-29T19:07:00","modified_gmt":"2024-07-29T17:07:00","slug":"cosa-ce-dietro-lattacco-di-elon-musk-a-google","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=32773","title":{"rendered":"Cosa c&#8217;\u00e8 dietro l&#8217;attacco di Elon Musk a Google"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Google ha davvero \u201coscurato\u201d il candidato nonch\u00e9 ex presidente Donald Trump? Questa \u00e8 l\u2019accusa di Elon Musk, ceo di Tesla, SpaceX e di X.com, l\u2019ex Twitter che ha acquistato per 44 miliardi di dollari e che \u00e8 diventata la piattaforma dei suoi attacchi e delle sue campagne politiche. Oggi Musk ha pubblicato lo screenshot di una ricerca Google in cui chi prova a scrivere \u201cPresident Donald\u201d ottiene come suggerimenti \u201cPresident Ronald Reagan\u201d o \u201cPresident Donald Duck\u201d, ovvero Paperino. L\u2019Adnkronos ha chiesto a Matteo Flora, imprenditore e docente di Sicurezza delle AI all\u2019ESE se davvero il motore di ricerca stia compiendo una \u2018interferenza elettorale\u2019 (cos\u00ec l\u2019ha definita Musk).\u00a0\u201cHo fatto una prova usando un VPN, cio\u00e8 fingendo di collegarmi da Austin, Texas, e il primo risultato \u00e8 quello \u2018istituzionale\u2019, dunque Donald Trump. Ma credo che sicuramente qualcuno sia intervenuto, dopo l\u2019accusa di Musk, a ripristinare un primo risultato corretto. Quello che \u00e8 pi\u00f9 strano \u00e8 vedere il secondo risultato: anche a me suggerisce Ronald Reagan, come se la categoria di chi cerca il defunto presidente repubblicano e sbaglia il suo nome di battesimo sia pi\u00f9 ampia di chi cerca \u201cPresident Trump shooting\u201d (sparatoria) o \u201cPresident Trump indictment\u201d (incriminazione). L\u2019attentato e i suoi processi penali sono decisamente pi\u00f9 recenti e rilevanti, bizzarro che Google restituisca un errore di battitura cos\u00ec in alto\u201d. \u00a0Le piattaforme non sono \u2018neutre\u2019, e Google lo scorso febbraio ha dovuto sospendere la creazione di immagini del suo chatbot Gemini perch\u00e9 stava \u2018esagerando\u2019 nell\u2019offrire risultati troppo inclusivi (gerarchi nazisti di pelle nera, imperatori romani con tratti somatici dei nativi americani, donne indiane scolpite su Mount Rushmore). Ci sono segnali che le grandi aziende tecnologiche stanno orientando i loro algoritmi a favore di un candidato o di un altro? \u201cNo, al momento non ho registrato nessun movimento in questo senso\u201d, spiega Flora, \u201canche perch\u00e9 sarebbe un grosso rischio per loro. Al momento sono protette dalla Section 230, la norma che ha quasi 30 anni e che permette alle piattaforme di non essere considerate responsabili per i contenuti che ospitano. Se dovessero agire come editori, con mosse politiche \u2018pesanti\u2019 come oscurare un candidato, perderebbero questa tutela e si esporrebbero a contenziosi miliardari. Non \u00e8 un caso se alla fine hanno tutte sbloccato Donald Trump, che era stato bandito dopo i fatti del 6 gennaio 2021\u201d.\u00a0Flora nelle sue lezioni all\u2019universit\u00e0 insegna \u201cl\u2019allineamento\u201d dell\u2019intelligenza artificiale, cio\u00e8 quel processo per cui gli obiettivi del sistema di IA devono corrispondere a quelli dei suoi progettisti, degli utenti o a valori ampiamente condivisi, a standard etici oggettivi o alle intenzioni che i progettisti avrebbero se fossero pi\u00f9 \u201cinformati e illuminati\u201d. E questo ovviamente \u00e8 un terreno scivoloso, con la Silicon Valley che incarna una serie di valori non per forza condivisi dal resto degli Stati Uniti (o del mondo). Ma Flora legge le battaglie anti-woke di Elon Musk, che nell\u2019ultima settimana si \u00e8 scagliato contro la sua stessa figlia transgender, con una chiave decisamente pi\u00f9 prosaica. \u201cIl ceo di Tesla d\u00e0 di s\u00e9 l\u2019immagine di un paladino libertario, ma in realt\u00e0 il grosso dei suoi affari dipendono dai sussidi del governo federale americano, o dagli sgravi fiscali promessi dai singoli Stati. Sta spostando la sede delle sue aziende in Texas, ma mica per ragioni ideologiche, \u00e8 solo convenienza. SpaceX vive di contratti con la Nasa, Tesla s\u2019impenna o crolla in borsa in base agli investimenti green del governo, o in funzione dei dazi sui veicoli elettrici cinesi. Il suo obiettivo, ed \u00e8 stato chiaro con l\u2019acquisizione a prezzi folli di Twitter, \u00e8 di condizionare il dibattito politico, perch\u00e9 dalla politica deriva buona parte del suo fatturato. I ricavi pubblicitari di X sono sprofondati, ma lui non l\u2019ha comprata mica per gli utili (che erano scarsi pure prima), \u00e8 il suo strumento di pressione, vuole diventare imprescindibile per il sistema di potere americano. Non si \u00e8 inventato lui questa strategia, \u00e8 la stessa di Murdoch, Bezos o di Berlusconi prima della discesa in campo\u201d.\u00a0Dietro all&#039;attacco potrebbero esserci anche le ruggini tra Elon Musk e Larry Page, co-fondatore di Google e un tempo suo grande amico. &quot;In generale, a Musk brucia ancora per quanto \u00e8 successo con OpenAI, di cui era uno dei fondatori e da cui \u00e8 uscito sbattendo la porta prima del successo planetario. Page \u00e8 stato richiamato in Google per gestire lo sviluppo dell&#039;Intelligenza Artificiale, ed \u00e8 dunque un ennesimo rivale di Musk in questo campo, in cui si \u00e8 buttato con Grok, un&#039;alternativa a ChatGpt e Gemini. Pi\u00f9 indebolisce i concorrenti, pi\u00f9 spazio pu\u00f2 guadagnare con il suo prodotto. Difficile trovare oggettivit\u00e0 in questi attacchi&quot;.\u00a0Le critiche a \u201cX\u201d non mancano: chi la considera un megafono dei trumpiani, chi rimpiange quella capacit\u00e0 di far scoprire voci fuori dalle rispettive bolle, chi si lamenta di avere un feed pieno di contenuti discutibili. Eppure resta ancora centrale: Joe Biden l\u2019ha usata per annunciare il suo ritiro dalla corsa, e lo stesso hanno fatto i coniugi Obama per pubblicare (prima dell\u2019alba, con un post programmato) i video di sostegno per Kamala Harris. \u201cNon c\u2019\u00e8 niente da fare, resta la piattaforma pi\u00f9 letta da giornalisti, politici e lobbisti, anche perch\u00e9 garantisce piena disintermediazione. Un post lo controlli completamente, un\u2019intervista a un grande media subir\u00e0 sempre una qualche forma di intervento editoriale\u201d. E i concorrenti? \u201cThreads, l\u2019alternativa costruita da Meta, sta andando meglio di quanto pensassi, ma non \u00e8 riuscita a detronizzare il vecchio Twitter nella rilevanza politica. \u00c8 popolata da chi non ama \u201cX\u201d e da chi non ha mai usato Twitter ma aveva un account Instagram, infatti spesso si incontrano i pensieri di bellissime influencer in grado di influenzare il successo di marchi pi\u00f9 che di un candidato. TikTok sarebbe un ottimo strumento per raggiungere i pi\u00f9 giovani, ma i politici occidentali lo usano poco o nulla per ragioni geopolitiche (\u00e8 cinese e il Congresso americano vuole forzarne la vendita)\u201d.\u00a0&#8212;media-comunicazionewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Google ha davvero \u201coscurato\u201d il candidato nonch\u00e9 ex presidente Donald Trump? 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