{"id":31901,"date":"2024-07-24T12:25:00","date_gmt":"2024-07-24T10:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=31901"},"modified":"2024-07-24T12:25:00","modified_gmt":"2024-07-24T10:25:00","slug":"litalia-si-svuota-meno-4-milioni-di-residenti-entro-il-2050","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=31901","title":{"rendered":"L&#8217;Italia si svuota, meno 4 milioni di residenti entro il 2050"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La popolazione residente in Italia \u00e8 in decrescita: da circa 59 milioni al 1\u00b0 gennaio 2023 a 58,6 milioni nel 2030, a 54,8 milioni nel 2050 fino a 46,1 milioni nel 2080. Sono le nuove previsioni Istat sul futuro demografico del Paese, aggiornate al 2023, che evidenziano tendenze la cui direzione parrebbe irreversibile, pur se in un contesto nel quale non mancano elementi di incertezza. \u00a0Il rapporto tra individui in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni) e non (0-14 e 65 anni e pi\u00f9) passer\u00e0 da circa tre a due nel 2023 a circa uno a uno nel 2050. Con un\u2019et\u00e0 media di 51,5 anni entro il 2050 (50,8 per l\u2019Italia), nel Mezzogiorno ci sar\u00e0 un processo di invecchiamento pi\u00f9 rapido. \u00a0<br \/>\nTra il 2014 e il 2023, sotto l\u2019azione di dinamiche demografiche recessive, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti (da 60,3 milioni a poco meno di 59). In linea con tale tendenza, sottolinea l&#039;Istat, lo scenario di previsione \u201cmediano\u201d contempla un ulteriore calo di 439mila individui entro il 2030 (58,6 milioni), con un tasso di variazione medio annuo pari al -1,1\u2030. Nel medio termine la diminuzione della popolazione risulterebbe pi\u00f9 accentuata: da 58,6 milioni a 54,8 milioni tra il 2030 e il 2050 (tasso di variazione medio annuo pari al -3,3\u2030). Nella misura in cui si manifestassero le ipotesi demografiche contemplate sotto lo scenario mediano, entro il 2080 la popolazione scenderebbe a 46,1 milioni, diminuendo di ulteriori 8,8 milioni rispetto al 2050 (-5,8\u2030 in media annua) mentre il calo complessivo dall\u2019anno base dell\u2019esercizio (2023) ammonterebbe a 12,9 milioni di residenti.\u00a0L\u2019evoluzione della popolazione rispecchia il principio, tipico delle previsioni demografiche, di risultare tanto pi\u00f9 incerta quanto pi\u00f9 ci si allontana dall\u2019anno base. Nel 2050 il suo intervallo di confidenza al 90% (ovvero che il suo presunto valore cada tra due estremi con probabilit\u00e0 pari al 90%) oscilla tra 52,7 e 57,0 milioni. Trent\u2019anni pi\u00f9 tardi si \u00e8 tra 39,3 e 53,1 milioni. Nell\u2019ipotesi pi\u00f9 favorevole, quindi, la popolazione potrebbe subire una perdita di \u201csoli\u201d 5,9 milioni tra il 2023 e il 2080, di cui 2,0 milioni gi\u00e0 entro il 2050. Nel caso meno propizio, invece, il calo di popolazione toccherebbe i 19,7 milioni di individui entro il 2080, 6,3 milioni dei quali gi\u00e0 in vista del 2050. In conclusione, nell\u2019ambito di ipotesi ragionevoli e ragionate (quelle cio\u00e8 potenzialmente prospettabili per il Paese, a meno di ipotizzare scenari da replacement level) la popolazione diminuir\u00e0, ma l\u2019entit\u00e0 della riduzione pu\u00f2 presentare evidenze numeriche profondamente diverse una dall\u2019altra, che richiamano nell\u2019immagine scenari non solo demografici ma anche sociali ed economici altrettanto diversi.\u00a0L&#039;Istat nelle sue previsioni segnala il progressivo spopolamento che investe tutto il territorio, ma con differenze tra Nord, Centro e Mezzogiorno che fanno s\u00ec che tale questione raggiunga una dimensione significativa soprattutto al Sud. &quot;Secondo lo scenario mediano, nel breve termine si prospetta nel Nord (+1,5\u2030 annuo fino al 2030) un lieve ma significativo incremento di popolazione, al contrario nel Centro (-0,9\u2030) e soprattutto nel Mezzogiorno (-4,8\u2030) si preannuncia un calo di residenti. Nel periodo intermedio (2030-2050), e ancor pi\u00f9 nel lungo termine (2050-2080), tale quadro evolutivo si espande, con un calo di popolazione generalizzato in tutte le ripartizioni geografiche ma che conserva pi\u00f9 forza in quella meridionale&quot; spiega l&#039;Istat. Guardando al lungo periodo, il Nord potrebbe ridursi di 2,6 milioni di abitanti entro il 2080 ma di appena 50mila se si guardasse al 2050. Ben diverso \u00e8 il percorso evolutivo della popolazione nel Mezzogiorno, la quale nel 2080 potrebbe ridursi di 7,9 milioni di abitanti, 3,4 milioni dei quali gi\u00e0 entro il 2050.\u00a0Le considerazioni di cui sopra vanno anche valutate alla luce della profonda incertezza che le sovrasta. Nel Nord \u00e8 potenzialmente possibile anche un percorso di costante crescita demografica (fino a 28,7 milioni di residenti entro il 2080), come rappresentato dai limiti superiori dell\u2019intervallo di confidenza. Viceversa, tanto nel Centro quanto nel Mezzogiorno tale possibilit\u00e0 non \u00e8 mai contemplata, nemmeno sotto le ipotesi di scenario pi\u00f9 favorevoli.\u00a0E ancora: nei prossimi 20 anni l&#039;Istat prevede un aumento di circa 930mila famiglie in Italia: da 26 milioni nel 2023 si arriver\u00e0 a 26,9 milioni nel 2043 (+3,5%). Si tratta per\u00f2 di famiglie sempre pi\u00f9 piccole, caratterizzate da una maggiore frammentazione, il cui numero medio di componenti scender\u00e0 da 2,25 persone nel 2023 a 2,08 nel 2043. Anche le famiglie con almeno un nucleo (ossia contraddistinte dalla presenza di una relazione di coppia o di tipo genitore-figlio) varieranno la loro dimensione media da 2,94 a 2,79 componenti.\u00a0L\u2019aumento del numero di famiglie deriver\u00e0 prevalentemente da una crescita delle famiglie senza nuclei (+16%) che salgono da 10 milioni a 11,5, arrivando a rappresentare nel 2043 il 42,9% delle famiglie totali (nel 2023 erano il 38,3%). Al contrario, le famiglie con almeno un nucleo diminuiranno di oltre il 4%: tali famiglie, nel 2023 pari a 16,1 milioni (il 61,7% del totale), nel 2043 scenderanno a 15,4 milioni, costituendo cos\u00ec solo il 57,1% delle famiglie. Un tale calo delle famiglie con nuclei deriva dalle conseguenze di lungo periodo delle dinamiche socio-demografiche in atto in Italia. L\u2019invecchiamento della popolazione, con l\u2019aumento della speranza di vita, genera infatti un maggior numero di persone sole &#8211; sottolinea l&#039;Istat &#8211; il prolungato calo della natalit\u00e0 incrementa le persone senza figli, mentre l\u2019aumento dell\u2019instabilit\u00e0 coniugale, in seguito al maggior numero di scioglimenti di legami di coppia, determina un numero crescente di individui soli e di monogenitori.\u00a0L\u2019aumento della speranza di vita e dell\u2019instabilit\u00e0 coniugale fanno s\u00ec che il numero di persone che vivono da sole, vere e proprie \u201cmicro-famiglie\u201d, cresceranno nel complesso del 15%, facendo aumentare il loro ammontare da 9,3 milioni nel 2023 a 10,7 nel 2043. Tra l\u2019altro, tale aumento, tanto assoluto quanto relativo, \u00e8 quello che spiega in pi\u00f9 larga misura la crescita globale del numero totale di famiglie. Per le famiglie unipersonali le differenze di genere sono sostanziali. Gli uomini che vivono soli vedranno un incremento del 10%, passando da 4,2 a 4,7 milioni nel 2043. Per le donne sole si prevede una crescita ancora maggiore (+20%), che ne determina un aumento da 5,1 a 6 milioni.\u00a0Le famiglie monocomponente, per via della loro composizione per et\u00e0, hanno un importante impatto sociale, considerando che \u00e8 soprattutto nelle et\u00e0 pi\u00f9 avanzate che le persone sole aumentano in modo significativo. Gi\u00e0 nel 2023, tra i 9,3 milioni di persone sole quelle con 65 anni \u00e8 pi\u00f9 ammontano a 4,4 milioni, costituendo il 47,5% del totale. Negli anni a venire l\u2019incidenza di ultrasessantacinquenni sul complesso delle famiglie unipersonali cresce in misura consistente. Nel 2043, grazie a una crescita di ben il 40%, gli ultrasessantacinquenni soli raggiungeranno i 6,2 milioni, arrivando a costituire il 57,7% dei 10,7 milioni di persone che si prevede vivranno sole.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La popolazione residente in Italia \u00e8 in decrescita: da circa 59 milioni al 1\u00b0 gennaio 2023 a 58,6 milioni nel 2030, a 54,8 milioni nel 2050 fino a 46,1 milioni nel 2080.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":31902,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-31901","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31901\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/31902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}