{"id":29833,"date":"2024-07-12T18:53:09","date_gmt":"2024-07-12T16:53:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=29833"},"modified":"2024-07-12T18:53:09","modified_gmt":"2024-07-12T16:53:09","slug":"caregiver-figura-centrale-serve-welfare-personalizzato-che-metta-la-persona-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=29833","title":{"rendered":"Caregiver figura centrale, serve welfare personalizzato che metta la persona al centro"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La figura del caregiver \u00e8 centrale per quanto riguarda l\u2019assistenza dei pi\u00f9 fragili. Una considerazione che sembra ovvia ma che porta con s\u00e9 una serie di importanti riflessioni, necessit\u00e0 e traiettorie da percorrere che sono state discusse al convegno Adnkronos Q&amp;A \u201cLa cura delle persone\u201d organizzato al Palazzo dell\u2019Informazione a Roma, nell\u2019ambito del canale verticale Demografica che si occupa di persone, trend, genitorialit\u00e0 e parit\u00e0 di genere.\u00a0E quello che occorre \u00e8 un welfare personalizzato, ha sottolineato in apertura nel suo intervento Luana Zanella, vicepresidente della Commissione Affari Sociali alla Camera dei deputati, che ha ricordato come proprio in questi giorni sia stata avviata una serie di audizioni su varie proposta di legge che riguardano la figura del caregiver.\u00a0\u201cUna figura che deve essere normata e riconosciuta per quella che \u00e8 la realt\u00e0\u201d, ha evidenziato la parlamentare spiegando: \u201cAd esempio non \u00e8 detto che debba essere convivente con la persona che accudisce, perch\u00e9 si pu\u00f2 benissimo avere una famiglia da gestire e doversi comunque occupare anche di qualcuno, facendo le notti o per qualsiasi esigenza\u201d. Anzi, sottolinea la deputata, nella maggior parte dei casi il caregiver non convive con l\u2019assistito \u201cper cui per cui se nella legge non viene indicato il fatto del non convivenza, questo comincia a essere un problema\u201d.\u00a0Un welfare personalizzato e basato sulla realt\u00e0 delle cose dunque. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Zanella, \u00e8 imprescindibile disporre di risorse economiche: \u201cE\u2019 soprattutto al momento della legge del bilancio che si affrontano questi temi, che se non sono accompagnati da un impegno preciso a livello di governo, e quindi a livello di risorse disponibili, sono degli impegni che rimangono un po\u2019 una voce nel vento\u201d.\u00a0Quindi, ha continuato, \u201cci apprestiamo ad affrontare questo tema delle risorse sia per il sistema sanitario sia per tutte le politiche indispensabili per fronte alla cura che \u00e8 sempre pi\u00f9 impattante anche sul benessere delle famiglie, sia dal punto di vista esistenziale sia dal punto di vista economico\u201d.\u00a0Ma c\u2019\u00e8 un secondo punto imprescindibile: \u201cla cooperazione tra i vari livelli. Non bastano le risorse disponibili, queste vanno anche integrate\u201d e dunque la direzione non \u00e8, come \u00e8 pure successo, sottrarre soldi ai Comuni, ma anzi procedere in senso opposto.\u00a0Sul tema del convegno, e sulla necessit\u00e0 di partire da quella che \u00e8 la realt\u00e0 vissuta da caregiver e assistito, \u00e8 intervenuta anche Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilit\u00e0, che ha inviato un video in cui ha sottolineato come il caregiver sia una persona che ama e cura e non voglia essere sostituito nel suo ruolo, ma accompagnato nel percorso. Invece, soprattutto in seguito al grande dramma sanitario che \u00e8 stato la pandemia da Covid, molto spesso queste persone si sono sentite e si sentono abbandonate e sole nella complessit\u00e0 della situazione e nella carenza di servizi.\u00a0\u201cDobbiamo essere in grado di ristrutturare servizi che possano andare incontro alle esigenze di sollievo ma anche quelle temporanee del familiare, che ad esempio pu\u00f2 avere un imprevisto\u201d, ha affermato Locatelli. E se \u00e8 necessario, come lo \u00e8, ripensare servizi e supporti, diventa \u201cindispensabile una cornice normativa con tutele differenziate e crescenti, con un caregiver principale e altri caregiver che comunque si occupano\u201d dell\u2019accudito.\u00a0La svolta, il punto di cambiamento e di non ritorno, ha spiegato la ministra, \u00e8 la Riforma della disabilit\u00e0 e il previsto \u2018Progetto di vita\u2019. Una sperimentazione che comincer\u00e0 il primo gennaio 2025 in nove province gi\u00e0 individuate. Si parte \u201cobbligando le istituzioni a sedersi intorno a un tavolo, quindi a muoversi loro per andare a parlare con la persona con disabilit\u00e0, che deve essere al centro a partire dai suoi desideri, in condivisione con la famiglia per scrivere il progetto di vita, che non \u00e8 altro che la risposta a bisogni che sono socio-sanitari e assistenziali ma anche sociali, e che non possono essere pi\u00f9 frammentati perch\u00e9 la persona \u00e8 un tutt\u2019uno e ha bisogno di tutto mentre ancora oggi le persone ricevono risposte e prestazioni frammentate\u201d.\u00a0\u201cAl primo posto \u2013 ha proseguito \u2013 deve esserci sempre il rispetto di quella vita in termini di relazioni, affetti, di dimensione anche sociale, sia che si tratti del contesto abitativo o di quello ospedaliero, sia che la persona abbia in qualche modo una dimensione della vita pi\u00f9 partecipata\u201d.\u00a0Poi c\u2019\u00e8 il tema del lavoro: come ricordava anche Zanella, anche Locatelli ha sottolineato come ci siano ancora \u201ctantissime situazioni, per la maggior parte si tratta di donne, in cui il caregiver lascia il proprio posto il lavoro per poter accudire i propri cari, che siano figli o genitori o altri parenti. C\u2019\u00e8 ancora tanta difficolt\u00e0 nel mondo del lavoro a garantire una elasticit\u00e0, a trovare quel compromesso chiamato nella Riforma per la disabilit\u00e0 \u2018collocamento ragionevole\u2019, per garantire alle persone di poter svolgere o il proprio lavoro in caso di disabilit\u00e0 oppure di poter accudire la persona cara continuando a poter mantenere uno stipendio\u201d.\u00a0Quello che \u00e8 necessario, ha concluso la ministra, \u00e8 un \u201ccambio di sguardo e di prospettiva che parte dal vedere le potenzialit\u00e0 e i nomi i limiti della persona\u201d. Un punto fondante anche per il prossimo G7 su inclusione disabilit\u00e0 che si svolger\u00e0 per la prima volta in Italia e sotto la Presidenza italiana, a ottobre in Umbria.\u00a0E di lavoro ha parlato anche Chiara Gribaudo, presidente Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, che ha sottolineato come l\u2019aumento dell\u2019occupazione delle donne sia un altro aspetto centrale. Sia perch\u00e9 nell\u2019ambito del settore della cura sta tornando ad aumentare la zona grigia del lavoro, sia per una questione di tipo economico: l\u2019occupazione femminile non \u00e8 solo una questione di parit\u00e0 opportunit\u00e0 ma anche di crescita del Paese.\u00a0\u201cLa legge 162, votata all\u2019unanimit\u00e0 dal Parlamento, viene sempre ricordata per la parit\u00e0 salariale ma chiede anche i dati per capire la crescita delle donne sul lavoro. Ora sono passati i due anni previsti, perci\u00f2 presenteremo alla ministra delle Pari Opportunit\u00e0 la richiesta di avere questi dati\u201d, ha fatto sapere Gribaudo aggiungendo che \u201cnon servono sussidi da medioevo come quelli proposti da Gasparri o l\u2019attuale welfare novencentesco per le donne, ma investimenti a lungo termine, e serve che le donne possano esprimere il proprio talento e quindi lavorare\u201d.\u00a0\u201cChi lavora fa anche pi\u00f9 figli e l\u2019italianit\u00e0 o presunta tale si sostiene con i servizi innanzitutto: eppure il governo ha tagliato per gli asili nido\u201d.\u00a0Una nota meno pratica ma di grande rilevanza l\u2019ha portata infine Antonio Guidi, componente Commissione affari sociali, sanit\u00e0, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Senato, ex ministro per la Famiglia e oggi attivo sui temi della disabilit\u00e0.\u00a0Guidi ha invitato a riflettere sul concetto stesso di cura, diverso da quello di \u2018guarire\u2019: \u201cNon bisogna avere l\u2019ansia di guarire. Guarire da che? L\u2019importante \u00e8 dare la certezza laica di curare. Guarire magari, ma non \u00e8 un obiettivo certo. S\u00ec, se \u00e8 una cosa semplice, ma quando hai patologie incurabili ovvero inguaribili, il nostro compito \u00e8 non far sentire sola la persona che, diciamo cos\u00ec, soffre\u201d.\u00a0\u201cL\u2019importante \u00e8 la leggerezza, il rapporto paritetico tra chi cura e chi viene curato. La cura deve servire a chi sta male ad aumentare l\u2019autodeterminazione, la possibilit\u00e0 di decidere la propria vita. Cerchiamo di aumentare la libert\u00e0 nostra e delle persone che curiamo\u201d, ha affermato.\u00a0E ha chiuso con una provocazione: \u201cLa nostra Costituzione \u00e8 molto bella ma quando \u00e8 cos\u00ec inapplicata \u2013 non inapplicabile ma inapplicata \u2013 siamo sicuri che sia perfetta? Allora rendiamola pi\u00f9 cafona ma applicabile\u201d.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La figura del caregiver \u00e8 centrale per quanto riguarda l\u2019assistenza dei pi\u00f9 fragili. 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