{"id":2881,"date":"2024-02-22T06:59:07","date_gmt":"2024-02-22T05:59:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=2881"},"modified":"2024-02-22T06:59:07","modified_gmt":"2024-02-22T05:59:07","slug":"smog-scienziati-aumentano-ricoveri-non-ce-soglia-sicura-per-cuore-e-polmoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=2881","title":{"rendered":"Smog, scienziati: &#8220;Aumentano ricoveri, non c&#8217;\u00e8 soglia sicura per cuore e polmoni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Lo smog aumenta il pericolo di finire in ospedale per problemi al cuore e ai polmoni. Secondo due ampi studi americani pubblicati su &#039;Bmj&#039;, l&#039;esposizione a breve e lungo termine all&#039;inquinamento atmosferico da polveri fini Pm2,5 \u00e8 associata a un maggior rischio di ricovero per gravi malattie cardiache e respiratorie. Non solo: letti nel loro insieme, i risultati dei due lavori indicano che &quot;non esiste una soglia&quot; di inquinanti che si possa considerare &quot;sicura per la salute di cuore e polmoni&quot;.\u00a0Nel 2021 l&#039;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha aggiornato le linee guida sulla qualit\u00e0 dell&#039;aria, raccomandando che i livelli medi annuali di particolato Pm2,5 non dovrebbero superare i 5 microgrammi per metro cubo (\u03bcg\/m3) e che le concentrazioni medie di Pm2,5 nelle 24 ore non dovrebbero superare i 15 \u03bcg\/m3 per pi\u00f9 di 3-4 giorni all&#039;anno. \u00a0Nel primo studio, i ricercatori hanno collegato i livelli medi giornalieri di Pm2,5 ai codici postali di residenza di quasi 60 milioni di adulti statunitensi over 65 dal 2000 al 2016, quindi, attraverso dati Medicare hanno monitorato i ricoveri in ospedale di questa popolazione su una media di 8 anni. Correggendo l&#039;analisi, tenendo conto di fattori economici, sanitari e sociali, gli autori hanno osservato che l&#039;esposizione media al Pm2,5 nell&#039;arco di 3 anni era associata a un aumento delle probabilit\u00e0 di un primo ricovero per 7 tipi di patologie cardiovascolari: cardiopatia ischemica, malattia cerebrovascolare, insufficienza cardiaca, cardiomiopatia, aritmia, cardiopatia valvolare, aneurismi dell&#039;aorta toracica e dell&#039;aorta addominale.\u00a0Rispetto a esposizioni al Pm2,5 pari o inferiori a 5 \u03bcg\/m3, esposizioni comprese tra 9 e 10 \u03bcg\/m3 erano collegate a un +29% del rischio di ricovero per patologie cardiovascolari. Su scala assoluta, le probabilit\u00e0 di ospedalizzazione sono aumentate dal 2,59% con esposizioni pari o inferiori a 5 \u03bcg\/m3 al 3,35% con esposizioni di 9-10 \u03bcg\/m3. &quot;Ci\u00f2 significa che, se riuscissimo a ridurre i livelli di Pm2,5 annuale sotto a 5 \u00b5g\/m3, potremmo evitare il 23% dei ricoveri per malattie cardiovascolari&quot;, calcolano gli scienziati. Con l&#039;adesione alle linee guida Oms si potrebbero dunque ottenere &quot;benefici sostanziali&quot;, ma &quot;i risultati &#8211; avvertono i ricercatori &#8211; suggeriscono che non esiste una soglia&quot; di smog &quot;sicura per l&#039;effetto cronico del Pm2,5 sulla salute cardiovascolare generale&quot;. I danni cardiovascolari sono persistiti per almeno 3 anni dopo l&#039;esposizione al Pm2,5 e la suscettibilit\u00e0 variava in base a et\u00e0, istruzione, accesso ai servizi sanitari e deprivazione dell&#039;area di residenza.\u00a0Nel secondo studio, gli scienziati hanno considerato le concentrazioni giornaliere di Pm2,5 a livello di contea e i dati relativi alle richieste mediche, per monitorare i ricoveri ospedalieri e gli accessi al pronto soccorso per cause naturali, malattie cardiovascolari e respiratorie di 50 milioni di adulti americani over 18 dal 2000 al 2016. Durante il periodo di osservazione, sono stati registrati oltre 10 milioni di ricoveri e 24 milioni di visite in pronto soccorso. \u00a0Gli autori hanno rilevato che l&#039;esposizione a breve termine al Pm2,5, anche a concentrazioni inferiori a quelle fissate dall&#039;Oms, era associata in modo statisticamente significativo a tassi di ricovero pi\u00f9 elevati per cause naturali, patologie cardiovascolari e respiratorie, nonch\u00e9 ad accessi al pronto soccorso per cause naturali e malattia respiratoria. \u00a0Entrambi i gruppi di ricerca riconoscono diversi limiti nei loro studi, tra cui una possibile classificazione errata dell&#039;esposizione alle polveri fini, e precisano che fattori non misurati potrebbero aver influenzato i risultati. I dati osservati potrebbero, inoltre, non essere applicabili a cittadini senza assicurazione medica, bambini e adolescenti, e a chi vive fuori dagli Stati Uniti. Ci\u00f2 detto, per gli scienziati &quot;i risultati offrono un importante contributo al dibattito sulla revisione dei limiti&quot; ai livelli di smog, &quot;delle linee guida e degli standard sulla qualit\u00e0 dell&#039;aria&quot;. Complessivamente, concludono, &quot;questi nuovi dati rappresentano un prezioso riferimento per futuri standard nazionali sull&#039;inquinamento atmosferico&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Lo smog aumenta il pericolo di finire in ospedale per problemi al cuore e ai polmoni. 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