{"id":28429,"date":"2024-07-06T09:53:01","date_gmt":"2024-07-06T07:53:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=28429"},"modified":"2024-07-06T09:53:01","modified_gmt":"2024-07-06T07:53:01","slug":"irpef-a-milano-i-contribuenti-piu-tartassati-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=28429","title":{"rendered":"Irpef, a Milano i contribuenti pi\u00f9 tartassati d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sono i residenti della Citt\u00e0 metropolitana di Milano i contribuenti Irpef pi\u00f9 tartassati d\u2019Italia. Nel 2022 hanno versato all\u2019erario un\u2019imposta media sui redditi delle persone fisiche pari a 8.527 euro. Seguono i soggetti Irpef di Roma con 7.092, di Monza-Brianza con 6.574, di Bolzano con 6.472 e di Bologna con 6.323. I meno &#039;vessati&#039; del Paese, invece, sono i residenti della Sud Sardegna: sempre nel 2022 l\u2019Irpef media pagata al fisco nella provincia sarda da ogni singolo contribuente \u00e8 stata pari a 3.338 euro. Il dato medio nazionale, invece, si \u00e8 attestato sui 5.381 euro. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della Cgia, che ha messo a punto la graduatoria per importo Irpef medio versato all\u2019erario dai contribuenti italiani suddivisi per le 107 province presenti in Italia.\u00a0Un dato, fanno notare gli artigiani veneti, che va letto con attenzione: cos\u00ec come afferma il comma 2 dell\u2019articolo 53 della Costituzione, il nostro sistema tributario \u00e8 fondato sul criterio di progressivit\u00e0. Pertanto, i territori dove il prelievo Irpef medio \u00e8 pi\u00f9 importante sono anche quelli dove i livelli di reddito sono pi\u00f9 elevati. Va altres\u00ec segnalato che, verosimilmente, dove si paga di pi\u00f9, la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 dei servizi erogati dalle Amministrazioni pubbliche di questi territori spesso sono di rango superiore rispetto a quelli somministrati nelle altre aree del Paese dove si pagano meno tasse. Insomma, a Milano, Roma, Monza, Bolzano, Bologna, Parma, \u00e8 vero che il prelievo fiscale \u00e8 pi\u00f9 elevato, ma ci\u00f2 \u00e8 ascrivibile al fatto che in queste province la concentrazione dei contribuenti pi\u00f9 abbienti \u00e8 maggiore che nel resto del Paese. Inoltre, \u00e8 utile ricordare che rispetto alla stragrande maggioranza delle altre realt\u00e0 urbane, questi cittadini pagano di pi\u00f9, ma al contempo beneficiano di servizi pubblici (sanit\u00e0, scuola, trasporti, cultura, tempo libero, etc.), che spesso presentano livelli di qualit\u00e0 non riscontrabili altrove. \u00a0I contribuenti Irpef presenti in Italia, ricorda la Cgia, sono poco pi\u00f9 di 42 milioni, di cui 23,3 milioni dichiarano redditi da lavoro dipendente, 14,5 milioni dichiarano redditi da pensione, 1,6 milioni sono occupati come lavoratori autonomi e 1,6 milioni presentano altri redditi (affitti, terreni, rendite mobiliari, etc.). Nel 2022 l\u2019importo medio nazionale di Irpef versato all\u2019erario \u00e8 stato pari a 5.381 euro. La percentuale di contribuenti che ha pagato meno della media nazionale si \u00e8 attestata al 69 per cento. Questo vuol dire che in Italia quasi 7 contribuenti Irpef su 10 versano al fisco meno di 5.381 euro all\u2019anno. L\u2019area che presenta la percentuale pi\u00f9 bassa, pari al 60 per cento, \u00e8 la Provincia Autonoma di Bolzano. Seguono il Lazio con il 63 per cento, la Lombardia con il 64 per cento, la Valle d\u2019Aosta con il 66 per cento e l\u2019Emilia Romagna e la Liguria entrambe con il 67 per cento. Le regioni, invece, dove il tasso dei contribuenti meno abbienti \u00e8 nettamente maggiore li scorgiamo in Calabria, dove il 78 per cento dei contribuenti paga meno della media nazionale, nella Provincia autonoma di Trento con l\u201980 per cento e nelle Marche con l\u201984 per cento.\u00a0Sempre nel 2022 le casse dello Stato hanno ricevuto 174,2 miliardi di euro di Irpef netta che, come dicevamo pi\u00f9 sopra, ammonta a 5.381 euro per ogni contribuente. Questi 174,2 miliardi, ovviamente, sono \u201csottodimensionati\u201d di almeno 20 miliardi euro di detrazioni Irpef previsti dalla legge (per spese mediche, tasse scolastiche, interessi passivi sul mutuo prima casa, bonus edilizi, etc.). Inoltre, a concorrere a ridurre il prelievo vi sono altri 28 miliardi di oneri deducibili Irpef (contributi previdenziali, contributi per la previdenza complementare, spese mediche per disabilit\u00e0, assegno coniuge, etc.) che abbattono il reddito complessivo su cui, successivamente, si applica l\u2019aliquota Irpef corrispondente. Tra le 107 province italiane monitorate dalla Cgia, Roma presenta il pi\u00f9 alto numero di contribuenti Irpef: 2,9 milioni di persone di cui 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, 904 mila pensionati, 107 mila lavoratori autonomi e 64.300 soggetti con redditi da partecipazione. Seguono Milano con 2,4 milioni, Torino e Napoli entrambe con 1,6, Brescia con 927.100, Bari con 828.500, Bergamo con quasi 823 mila e Bologna con 796.700. \u00a0Nonostante il peso delle tasse negli ultimi anni sia in calo, continuiamo ad avere un livello di pressione fiscale tra i pi\u00f9 elevati in Ue. Nel 2023, infatti, solo la Francia, il Belgio, la Danimarca e l\u2019Austria hanno registrato un peso fiscale superiore al nostro. Se a Parigi la pressione fiscale era al 45,8 per cento del Pil, a Bruxelles si \u00e8 attestata al 45,3 per cento, a Copenaghen al 44,5 per cento e a Vienna al 42,9 per cento. Da noi, invece, ha toccato la soglia del 42,5 per cento. Tra i 27 dell\u2019Ue, l\u2019Italia si \u00e8 \u201cpiazzata\u201d al 5\u00b0 posto. La Germania, invece, si \u00e8 posizionata al 10\u00b0 con una pressione fiscale del 40,6 per cento e la Spagna al 13\u00b0 con il 37,8 per cento. La media dei Paesi europei \u00e8 stata del 40,3 per cento; 2,2 punti in meno della media italiana.\u00a0Secondo quanto riportato nel Documento di Economia e Finanza 2024, quest\u2019anno la pressione fiscale \u00e8 stimata al 42,1 per cento del Pil, in diminuzione di 0,4 punti rispetto alla soglia toccata nel 2023. Questo risultato \u00e8 ascrivibile al fatto che il Pil nominale \u00e8 destinato a crescere (+3,7 per cento) pi\u00f9 velocemente dell\u2019incremento del gettito fiscale (+2,6 per cento). Pertanto, la pressione fiscale \u00e8 attesa in diminuzione. Si ricorda, infatti, che la stessa \u00e8 data dal rapporto tra il gettito fiscale e il Pil nominale.\u00a0L\u2019incremento del gettito del 2,6 per cento rispetto al 2023 dipende da una pluralit\u00e0 di fattori: il primo \u00e8 legato alla crescita economica (+1 per cento circa nel 2024); il secondo alla crescita delle retribuzioni, grazie ai rinnovi contrattuali, alla corresponsione degli arretrati nel pubblico impiego e all\u2019aumento dell\u2019occupazione. Pi\u00f9 contenuto, invece, \u00e8 l\u2019impatto sulle entrate riconducibile agli inasprimenti fiscali previsti per quest\u2019anno, come la maggiore tassazione sui tabacchi, l\u2019incremento dell\u2019Iva su alcuni prodotti per l\u2019infanzia, l\u2019igiene femminile e alle riaperture dei termini per la rivalutazione e il pagamento dell\u2019imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni.\u00a0Infine, hanno sicuramente condizionato il risultato finale anche le misure che nel 2024 hanno alleggerito il prelievo fiscale sugli italiani, come la riduzione dell\u2019Irpef, tramite l\u2019eliminazione del secondo scaglione di reddito (minor prelievo pari a circa 4,2 miliardi di euro) e il \u201cbonus mamme\u201d, con l\u2019esonero contributivo per le lavoratrici dipendenti con due figli. \u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Sono i residenti della Citt\u00e0 metropolitana di Milano i contribuenti Irpef pi\u00f9 tartassati d\u2019Italia. 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