{"id":28281,"date":"2024-07-05T15:03:22","date_gmt":"2024-07-05T13:03:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=28281"},"modified":"2024-07-05T15:03:22","modified_gmt":"2024-07-05T13:03:22","slug":"obesita-cambiano-i-criteri-per-diagnosi-e-cura-della-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=28281","title":{"rendered":"Obesit\u00e0, cambiano i criteri per diagnosi e cura della malattia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nBmi addio, o quasi. Non baster\u00e0 pi\u00f9 l&#039;indice di massa corporea per stabilire se una persona soffre di obesit\u00e0 e per decidere come curarla. La definizione attuale, che considera un paziente &#039;obeso&#039; se ha un Bmi uguale o superiore a 30, &quot;esclude molte persone che potrebbero beneficiare del trattamento&quot;.\u00a0L&#039;Easo, Associazione europea per lo studio dell&#039;obesit\u00e0, detta quindi &quot;un nuovo schema per la diagnosi, la stadiazione e la gestione dell&#039;obesit\u00e0 negli adulti&quot;. Pubblicato su &#039;Nature Medicine&#039;, permetter\u00e0 di &quot;modernizzare la diagnosi e il trattamento&quot; della patologia &quot;tenendo conto di tutti gli ultimi sviluppi nel campo, compresa la nuova generazione di farmaci per l&#039;obesit\u00e0&quot;. Medicinali la cui somministrazione potr\u00e0 essere valutata anche quando l&#039;indice di massa corporea \u00e8 inferiore a 30, pari a 25 o maggiore. \u00a0&quot;Nonostante l&#039;ampio riconoscimento dell&#039;obesit\u00e0 come una malattia multifattoriale, cronica, recidivante e non trasmissibile, caratterizzata da un accumulo anormale e\/o eccessivo di grasso corporeo, la diagnosi di obesit\u00e0 \u00e8 ancora in molti contesti basata esclusivamente sui valori di soglia del Bmi e non riflette il ruolo della distribuzione e della funzione del tessuto adiposo nella gravit\u00e0 della malattia&quot;, spiega l&#039;Easo in una comunicazione che riporta in calce anche il nome dell&#039;italiano Luca Busetto, professore associato del Dipartimento di Medicina dell&#039;universit\u00e0 di Padova, vice-president della societ\u00e0 scientifica per la regione Sud. \u00a0Una delle novit\u00e0 chiave dei criteri redatti dal gruppo di lavoro Easo, composto da esperti fra cui i presidenti presenti e passati dell&#039;associazione, riguarda dunque &quot;la componente antropometrica della diagnosi di obesit\u00e0&quot;. E mette nero su bianco che &quot;il solo Bmi \u00e8 insufficiente come criterio diagnostico&quot; e che &quot;la distribuzione del grasso corporeo ha un effetto sostanziale sulla salute&quot;. Nel mirino il girovita: &quot;L&#039;accumulo di grasso addominale \u00e8 associato a un aumento del rischio di sviluppare complicazioni cardiometaboliche&quot;, ammoniscono gli specialisti, e rappresenta quindi &quot;un determinante pi\u00f9 forte dello sviluppo della malattia rispetto all&#039;indice di massa corporea, anche in soggetti con un Bmi inferiore alla soglia standard (30) per la diagnosi di obesit\u00e0&quot;. \u00a0<br \/>\nIl grasso addominale o viscerale, avverte l&#039;Easo, &quot;\u00e8 un importante fattore di rischio per il deterioramento della salute anche in persone con Bmi basso e senza manifestazioni cliniche evidenti&quot;. Pertanto le nuove indicazioni europee considerano obesi anche &quot;soggetti con Bmi pi\u00f9 basso&quot; di 30, &quot;compreso tra 25 e 30, ma accumulo di grasso addominale aumentato e presenza di eventuali compromissioni mediche, funzionali o psicologiche&quot;. Cos\u00ec &quot;riducendo il rischio di sottotrattamento in questo particolare gruppo di pazienti, rispetto all&#039;attuale definizione di obesit\u00e0 basata sul Bmi&quot;.\u00a0Gli autori chiariscono che nelle loro raccomandazioni i &quot;pilastri del trattamento&quot; anti-obesit\u00e0 &quot;aderiscono sostanzialmente alle linee guida attualmente disponibili: le modifiche comportamentali, inclusa la terapia nutrizionale, l&#039;attivit\u00e0 fisica, la riduzione dello stress e il miglioramento del sonno sono stati concordati come i principali capisaldi della gestione&quot; della patologia, &quot;con la possibile aggiunta di terapia psicologica, farmaci per l&#039;obesit\u00e0 e procedure metaboliche o bariatriche (chirurgiche ed endoscopiche)&quot;.\u00a0Relativamente alle ultime due opzioni, precisa l&#039;Easo, &quot;il comitato direttivo ha discusso il fatto che le attuali linee guida si basano su evidenze derivanti da studi clinici i cui criteri di inclusione erano per lo pi\u00f9 fondati su valori soglia antropometrici, piuttosto che su una valutazione clinica completa&quot;. Perci\u00f2, &quot;nella pratica attuale, l&#039;applicazione rigorosa di questi criteri preclude l&#039;uso di farmaci anti-obesit\u00e0 o procedure metaboliche\/bariatriche in pazienti con un sostanziale carico di malattia da obesit\u00e0, ma valori di Bmi bassi&quot;.\u00a0<br \/>\nOra si cambia: &quot;L&#039;utilizzo dei farmaci &#8211; raccomandano gli esperti &#8211; dovrebbe essere considerato in pazienti con Bmi pari a 25 o maggiore, un rapporto vita-altezza superiore a 0,5 e la presenza di compromissioni o complicazioni mediche, funzionali o psicologiche, indipendentemente dai valori soglia attuali dell&#039;indice di massa corporea&quot;. Per gli autori dei nuovi criteri, &quot;questa dichiarazione pu\u00f2 anche essere vista come un appello alle aziende farmaceutiche e alle autorit\u00e0 regolatorie, ad adottare criteri di inclusione pi\u00f9 aderenti alla stadiazione clinica dell&#039;obesit\u00e0 e meno&quot; legate &quot;ai tradizionali cut-off di Bmi quando si progettano futuri studi clinici con farmaci per l&#039;obesit\u00e0&quot;. \u00a0L&#039;obiettivo dell&#039;Easo \u00e8 &quot;avvicinare la gestione dell&#039;obesit\u00e0 a quella di altre malattie croniche non trasmissibili&quot;, per le quali si punta &quot;non a risultati intermedi a breve termine, ma a benefici per la salute a lungo termine&quot;.\u00a0&quot;Definire obiettivi terapeutici personalizzati a lungo termine&quot;: questo, secondo gli specialisti, dovrebbe guidare &quot;la discussione con i pazienti dall&#039;inizio del trattamento, considerando lo stadio e la gravit\u00e0 della malattia, le opzioni terapeutiche disponibili e i possibili effetti collaterali e rischi concomitanti, le preferenze del paziente, i fattori individuali che determinano l&#039;obesit\u00e0 e i possibili ostacoli al trattamento. Si sottolinea la necessit\u00e0 &#8211; concludono gli autori delle nuove indicazioni &#8211; di un piano di trattamento globale a lungo termine o per tutta la vita, piuttosto che di una riduzione del peso corporeo a breve termine&quot;.\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Bmi addio, o quasi. Non baster\u00e0 pi\u00f9 l&#039;indice di massa corporea per stabilire se una persona soffre di obesit\u00e0 e per decidere come curarla. 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