{"id":27953,"date":"2024-07-04T15:42:23","date_gmt":"2024-07-04T13:42:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=27953"},"modified":"2024-07-04T15:42:23","modified_gmt":"2024-07-04T13:42:23","slug":"mafia-domani-linterrogatorio-dellex-pm-natoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=27953","title":{"rendered":"Mafia, domani l&#8217;interrogatorio dell&#8217;ex pm Natoli"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Sono qui per fornire un resoconto ordinato degli accadimenti, come risultano dai documenti ufficiali dell&#039;epoca, e non gi\u00e0 da ricostruzioni inesatte, se non oggettivamente false, in alcuni passaggi, che sono state proposte in precedenza&quot;, dall&#039;avvocato Fabio Trizzino, genero del giudice Paolo Borsellino. E&#039; il 23 gennaio del 2024 e l&#039;ex pm del pool antimafia di Palermo Gioacchino Natoli, \u00e8 seduto davanti alla Commissione nazionale antimafia per replicare alle dichiarazioni fornite nei mesi precedenti a Palazzo San Macuto proprio dall&#039;avvocato Trizzino, marito di Lucia Borsellino e legale della famiglia del giudice nei processi sul depistaggio sulla strage di via D&#039;Amelio. Natoli a Palazzo San Macuto parla di &quot;gravissime insinuazioni&quot; e &quot;accuse&quot; che sono state mosse e ribadisce la sua &quot;enorme sorpresa&quot; per &quot;le accuse di sostanziale infedelt\u00e0, se non addirittura pi\u00f9 gravi&quot; nei suoi confronti. \u00a0Sorpresa, &quot;dovuta non tanto al fatto che mai nei 31 anni trascorsi da quei fatti, n\u00e9 prima di allora, \u00e8 stato da alcuno anche solo ipotizzato o azzardato che la mia attivit\u00e0 di magistrato fosse stata ispirata a principi a condotte che non fossero di corretezza, senso di giustizia e rispetto di legalit\u00e0, ma soprattuto si fondono su una ricostruzione di avvenimenti reali distorta e del tutto destituita di fondamento&quot;. Sono trascorsi cinque mesi da allora e l&#039;ex magistrato \u00e8 finito nel registro degli indagati per favoreggiamento a Cosa nostra e calunnia. L&#039;inchiesta \u00e8 coordinata dalla Procura di Caltanissetta, che ha notificato un invito a comparire per interrogarlo al magistrato, che sar\u00e0 interrogato domani mattina alle 11. Le contestazioni a Natoli sono legate all&#039;indagine Mafia e appalti, avviata agli inizi degli anni Novanta a Palermo e a cui lavor\u00f2 con grande impegno il giudice Paolo Borsellino. \u00a0Per i pm nisseni, Natoli avrebbe insabbiato l\u2019indagine della Procura di Massa Carrara, poi confluita nel procedimento sulle gare pubbliche gestite dalla criminalit\u00e0 organizzata, per favorire l\u2019imprenditore palermitano Francesco Bonura. Ma avrebbe aiutato anche altri imprenditori Antonino Buscemi, Ernesto Di Fresco, Raoul Gardini (morto suicida), Lorenzo Panzavolta e Giovanni Bini ad eludere le indagini. \u00a0Ma cosa aveva detto l&#039;avvocato Fabio Trizzino nelle lunghe audizioni rese davanti all&#039;Antimafia, guidata da Chiara Colosimo, nell&#039;ambito del procedimento sul depistaggio Borsellino? Secondo il legale, l&#039;allora pm del pool antimafia, nel giugno del 1992, subito dopo la strage di Capaci e prima della strage di via D&#039;Amelio, aveva chiesto l&#039;archiviazione e la smagnetizzazione delle intercettazioni e la distruzione dei brogliacci di una inchiesta riguardante due societ\u00e0 operanti nelle cave di marmo di Massa Carrara, legate in qualche modo ai fratelli Nino e Salvatore Buscemi, e al boss mafioso Tot\u00f2 Riina. \u00a0L&#039;avvocato ha collegato l\u2019indagine sui Buscemi a quelle del Ros dei Carabinieri su &#039;Mafia e appalti&#039;, indicandole come il movente segreto della strage Borsellino. Il comportamento di Natoli, secondo il legale, era stato &quot;anomalo&quot; per &quot;un\u2019indagine di mafia&quot;. &quot;Il dottore Natoli avrebbe dovuto giustificare quella distruzione a Borsellino, se Borsellino fosse sopravvissuto\u201d, ha sostenuto Trizzino in Commissione Antimafia.\u00a0Natoli, nella sua lunga deposizione in Antimafia, ha parlato di &quot;affermazioni denigratorie&quot; che &quot;sono tutte clamorosamente destituite di fondamento\u201d. E, con documenti alla mano, ha sottolineato che le affermazioni dell&#039;avvocato Trizzino su quelle intercettazioni fossero \u201cclamorosamente false\u201d. Innanzitutto, perch\u00e9 \u201cle bobine delle intercettazioni telefoniche eseguite su indicazione della procura di Massa Carrara non furono mai consegnate a Palermo, e perch\u00e9 l\u2019ordine di smagnetizzazione atteneva esclusivamente ai decreti emessi dal gip di Palermo\u201d, ha detto Natoli in Antimafia. L&#039;ex pm ed ex Presidente della Corte d&#039;Appello di Palermo ha anche riferito alla Commissione di aver richiesto alla Procura di Palermo, nella persona del procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia, la consultazione del cosiddetto \u201cmodello 37\u201d, cio\u00e8 quel registro sul quale vengono annotati tutti i decreti di intercettazione e il divenire del decreto di intercettazione.\u00a0E cos\u00ec \u00e8 emerso \u201cche le intercettazioni non erano mai state smagnetizzate\u201d. Natoli ha anche consegnato alla stessa Commissione \u201cle trascrizioni integrali delle 29 intercettazioni\u201d, ritenute pi\u00f9 rilevanti dagli inquirenti. In apertura della audizione la Presidente Colosimo, quel giorno, fece sapere che la Procura di Palermo, in una nota, aveva spiegato che \u201cnon \u00e8 stato possibile reperire tre dei 4 brogliacci riferiti a quelle intercettazioni\u201d. Natoli, quel giorno, disse anche che l&#039;esito delle intercettazioni era stato &quot;assolutamente negativo&quot;, tanto che la &quot;Guardia di finanza gi\u00e0 in data 2 gennaio 1992 mi comunica che tre utenze telefoniche hanno dato il risultato zero&quot; perch\u00e9 aventi &quot;contenuto esclusivamente familiare, \u00e8 comunque non inerente al servizio&quot;. In altre parole, quelle intercettazioni &quot;non hanno consentito di individuare episodi, circostanze specifiche o altri elementi di fatto tali da chiarire&quot; i rapporti con i fratelli Buscemi (Nino e Salvatore) e la Calcestruzzi\u201d.\u00a0L&#039;ex pm del pool antimafia ha poi spiegato all&#039;Antimafia che Trizzino avrebbe messo in atto una operazione di \u201canticipazione delle conoscenze\u201d poich\u00e9 in base alla sua ricostruzione \u201ctutte le preziose conoscenze sul sistema mafia appalti, avutesi esclusivamente a partire dalla fondamentale collaborazione di Siino del luglio 1997 e dopo le dichiarazioni di Giovanni Brusca del periodo \u201998-\u201999, cio\u00e8 quando Brusca comincia a diventare effettivamente attendibile, avrebbero dovuto essere conosciute e valorizzate dai pm della Procura di Palermo, Lo Forte e Scarpinato, in anticipo rispetto alla storia, cio\u00e8 al momento della richiesta di archiviazione da loro depositata il 13 luglio 1992&quot;. Una ricostruzione che avrebbe denotato una &quot;grave capziosit\u00e0&quot;.\u00a0Durante l&#039;audizione Natoli ha anche ribadito che le sentenze e le richieste di archiviazione di altri procedimenti spiegano che si tratta di stragi che \u201channo una molteplicit\u00e0 di concause all&#039;interno delle quali si iscrivono anche quelle riconducibili al rapporto mafia-appalti. Ma soltanto come concausa e non come causa esclusiva e meno che mai come causa acceleratrice di una determinazione\u201d.\u00a0Poi, parlando ancora delle dichiarazioni di Trizzino sulla inchiesta di Massa Carrara, costola dell&#039;indagine Mafia e appalti, ha elencato i principali punti su cui verteva il fascicolo: &quot;La Procura nella persona del sostituto Augusto Lama, a partire dal 1990, stava svolgendo delle indagini sui distretti marmiferi della zona da cui sarebbe emersa la commissione di reati gravissimi da parte, tra gli altri, del noto Antonino Buscemi, gi\u00e0 imputato a Palermo&quot; in &quot;una tranche del maxiprocesso, sin dal 1988, in concorso con i vertici della Calcestruzzi S.p.A. di Ravenna, appartenente al gruppo Ferruzzi-Gardini&quot;. L&#039;allora pm Augusto Lama aveva chiesto alla procura di Palermo di &quot;espletare opportune indagini al fine di accertare le principali utenze sia private che professionali utilizzate dai fratelli Buscemi, Antonino e Salvatore&quot;, ha detto Natoli. Quest&#039;ultimo fece le indagini ma, ha specificato, &quot;a Palermo l&#039;apposito gruppo di lavoro delle misure di prevenzione si occupava di Antonino Buscemi sin dal 1990 e nel 1991 aveva chiesto delle indagini approfondite al gruppo Carabinieri Palermo Uno che poi vengono sollecitate dall&#039;allora pm Roberto Scarpinato il 13 luglio del &#039;92 in contemporanea al deposito dell&#039;archiviazione&quot;.\u00a0Successivamente le indagini vennero riaperte dai pm Giuseppe Pignatone, Ilda Boccassini, Roberto Saieva e Luigi Patronaggio. Ma anche chiesero l&#039;archiviazione della inchiesta. &quot;Era stato lo stesso giudice Giovanni Falcone ad insegnarlo agli altri magistrati: ci insegn\u00f2 che &#039;dovevamo imparare ad utilizzare le indagini preliminari come qualche cosa che veniva utilizzata a tempo&#039;, cio\u00e8 &#039;se erano ancora buoni i risultati delle indagini al termine delle scadenze, altrimenti archiviate&#039;\u201d, ha detto Natoli.\u00a0Al tempo, ha spiegato Natoli \u201cc&#039;era una interpretazione che non fu mai contestata n\u00e9 contrastata da alcuno. Nell&#039;articolo 269.2 del vigente codice di procedura penale, che ancora oggi afferma che \u2018la conservazione delle registrazioni va fatta fino a quando le sentenze non passino in cosa giudicata\u201d. Non solo. Sempre Natoli ha detto in antimafia che per dichiarati problemi economici, il governo aveva decretato che, per risparmiare, si dovevano smagnetizzare le bobine per poterle riutilizzare. Domani l&#039;ex om sar\u00e0 ascoltato dai magistrati nisseni per raccontare quanto accadde in quei giorni di giugno 1992. (di Elvira Terranova) \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Sono qui per fornire un resoconto ordinato degli accadimenti, come risultano dai documenti ufficiali dell&#039;epoca, e non gi\u00e0 da ricostruzioni inesatte, se non oggettivamente false, in alcuni passaggi, che sono state proposte&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":27954,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-27953","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=27953"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/27953\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/27954"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=27953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=27953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=27953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}