{"id":27643,"date":"2024-07-02T15:16:00","date_gmt":"2024-07-02T13:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=27643"},"modified":"2024-07-02T15:16:00","modified_gmt":"2024-07-02T13:16:00","slug":"pesca-la-cozza-selvaggia-dalle-piattaforme-eni-alla-tavola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=27643","title":{"rendered":"Pesca, la Cozza Selvaggia dalle piattaforme Eni alla tavola"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nCozza Selvaggia, lo dice il termine stesso, \u00e8 la cozza che non viene coltivata ma cresce spontaneamente nel suo habitat. E al largo di Marina di Ravenna<br \/>\nl&#039;habitat lo ha trovato sui piloni delle piattaforme Eni che da decenni si trovano in mare aperto al largo delle coste della riviera. Una variet\u00e0 pregiata, \u201cla migliore che c&#039;\u00e8\u201d dicono i pescatori delle Cooperative locali che ogni anno da fine maggio a settembre ne raccolgono dalle 12.000 alle 14.000 tonnellate. E come ogni anno la Festa della Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna, la sagra che celebra questa specialit\u00e0, ha compreso la visita alle piattaforme Eni per vedere dal vivo dove e come questi molluschi vengono pescati (<br \/>\nVIDEO<br \/>\n)\u00a0\u201cQuesta iniziativa per noi \u00e8 molto importante e ricca di significato \u2013 spiega Lorenzo Ceccolini, responsabile relazioni con le comunit\u00e0 del distretto Centro Settentrionale Eni &#8211; la ripetiamo ogni anno e invitiamo le autorit\u00e0, i nostri lavoratori e anche la cittadinanza. \u00c8 un momento che vuole raccontare una sinergia tra diverse realt\u00e0. La nostra del mondo energetico di Eni, quella dei pescatori che raccolgono la cozza selvaggia di Marina di Ravenna, di alta qualit\u00e0 e molto ricercata, l&#039;attivit\u00e0 di carattere ambientale, fatta in questo caso dal Centro Sperimentale Tutela Habitat di Marina di Ravenna (CESTHA) liberando le tartarughe marine e, perch\u00e9 no, anche del settore turistico, dalle motonavi che ci hanno portato in escursione. Le piattaforme sono un luogo chiave. Dalle piattaforme estraiamo gas naturale per coprire parte del fabbisogno dell&#039;Italia, presso le piattaforme trovano riparo le tartarughe marine per poi riprendere il loro viaggio migratorio. Nella parte sommersa delle piattaforme crescono spontaneamente le cozze selvagge. Quindi oggi \u00e8 per questo che vogliamo raccontare questa convivenza del tutto particolare\u201d.\u00a0\u00a0Quello che fino a pochi anni fa era un lavoro di manutenzione dei piloni, poich\u00e9 Eni aveva comunque la necessit\u00e0 di raccogliere queste cozze per evitare la resistenza al moto ondoso, grazie ad una sinergia con i pescatori \u00e8 diventata una attivit\u00e0 economica. Lo sa bene Sauro Alleati, Presidente cooperativa La Romagnola, e \u201ccozzaro\u201d della prima ora. \u201cUn&#039;attivit\u00e0 che quando la corrente marina \u00e8 forte come oggi richiede grande attenzione \u2013 spiega all&#039;AdnKronos \u2013 infatti tutti i sommozzatori da pescatori subacquei sono diventati tecnici subacquei, abbiamo dovuto fare dei corsi di specializzazione soprattutto per la sicurezza in mare (si va a 12 metri di profondit\u00e0) e le attrezzature sono molto pi\u00f9 complesse. Ma ci lavoriamo tanto fino al punto che abbiamo fatto un marchio di qualit\u00e0 la Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna, che \u00e8, a mio parere, la prima qualit\u00e0 in Italia&quot;. \u00a0\u201cE&#039; sicuramente un prodotto identitario per Marina di Ravenna \u2013 commenta Barbara Monti, presidente di Slow Food Ravenna APS &#8211; a livello del territorio che per\u00f2 ha anche un impatto a livello turistico perch\u00e9 con il marchio che \u00e8 stato creato \u00e8 riconosciuta anche a livello internazionale e poi la qualit\u00e0 di questa cozza \u00e8 talmente alta che unita a questo marchio \u00e8 molto identificabile e quindi a livello turistico ha una attrazione\u201d.\u00a0E anche quest&#039;anno, in collaborazione con il CESTHA \u2013 Centro Sperimentale Tutela degli Habitat l\u2019escursione \u00e8 stata l&#039;occasione per la liberazione in mare aperto di 3 tartarughe marine Thelma e Louise e Nilde, le prime due arrivate assieme lo stesso giorno dopo essere state pescate accidentalmente da un peschereccio, come la maggior parte delle tartarughe\u00a0\u201cQuesta attivit\u00e0 \u00e8 molto importante, \u00e8 svolta direttamente dai pescatori \u2013 dice Simone D&#039;Acunto, Direttore CESTHA \u2013 Centro Sperimentale Tutela degli Habitat &#8211; perch\u00e9 sono loro i primi attori di questa cattura che ovviamente non vorrebbero fare ma si trovano questi animali nelle reti e scelgono di portarli a terra perch\u00e9 se li ributtassero subito in mare probabilmente molti non sopravvivrebbero. 7 tartarughe su 10 che ci sono consegnate sono in pericolo di vita e quindi \u00e8 necessario fare un check e spesso curarle prima di liberarle.\u201d La liberazione sotto le piattaforme \u00e8 una scelta strategica perch\u00e9 le piattaforme svolgono un ruolo di protezione del mare sia per tutta la fauna e la flora che sviluppano nella parte sommersa sia perch\u00e9 hanno dei regolamenti che vietano l&#039;accesso, il transito e la pesca in prossimit\u00e0. \u201cC&#039;\u00e8 un raggio di 500 metri che \u00e8 di completa interdizione e c&#039;\u00e8 una grossa area a largo di Ravenna che comunque \u00e8 vietata ad alcune tecniche di pesca un po&#039; pi\u00f9 impattanti \u2013 continua D&#039;Acunto &#8211; Quindi la liberazione sotto le piattaforme \u00e8 una scelta ponderata perch\u00e9 \u00e8 esattamente il posto pi\u00f9 sicuro dove rilasciare gli animali&quot;.\u00a0&#8212;sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Cozza Selvaggia, lo dice il termine stesso, \u00e8 la cozza che non viene coltivata ma cresce spontaneamente nel suo habitat. 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