{"id":27621,"date":"2024-07-02T17:41:46","date_gmt":"2024-07-02T15:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=27621"},"modified":"2024-07-02T17:41:46","modified_gmt":"2024-07-02T15:41:46","slug":"siccita-e-allarme-in-sicilia-negli-invasi-solo-il-25-di-acqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=27621","title":{"rendered":"Siccit\u00e0, \u00e8 allarme in Sicilia: &#8220;Negli invasi solo il 25% di acqua&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;acqua negli invasi in Sicilia &quot;sta lentamente diminuendo, man mano che si consuma e non piove&quot;, al momento \u00e8 &quot;al 25 per cento del totale&quot;. Ed entro &quot;il mese di luglio&quot; la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, &quot;come da scenario elaborato&quot;. Ci sono territori in cui le reti idriche urbane in cui si perde &quot;anche il 50 per cento dell&#039;acqua&quot; e casi virtuosi come quelli di molte reti urbane di comuni dell\u2019ennese e del nisseno dove le perdite sono state abbattute con interventi di rifacimento. E a correre il rischio pi\u00f9 grave sono &quot;le colture arboree. &quot;Per\u00f2, &quot;a fronte di una situazione seria c&#039;\u00e8 un piano di Protezione civile regionale di interventi immediati entro l\u2019estate per la gestione dell&#039;emergenza con riuso e ripresa di pozzi abbandonati, ristrutturazione di pozzi e di pompe di sollevamento nonch\u00e9 un piano di potenziamento del parco autobotti pubbliche gi\u00e0 in attuazione. A cui far\u00e0 seguito un piano a medio termine con ulteriori nuovi pozzi e il revamping dei dissalatori. Ed, infine un piano a lungo termine per le grandi opere infrastrutturali, che prevedono investimenti cospicui, che fanno anche parte del Pnrr, ad esempio&quot;. A parlare in una intervista all&#039;Adnkronos \u00e8 l&#039;ingegner Salvo Cocina, Capo Dipartimento della Protezione civile in Sicilia e a capo della cabina di regia per l&#039;emergenza siccit\u00e0 in Sicilia. Che fa il punto della situazione attuale. \u00a0Oggi gli invasi sono ai minimi storici, l\u2019agricoltura e il turismo rischiano una battuta d\u2019arresto e, soprattutto, i cittadini di alcune decine di comuni continuano a subire un razionamento dell\u2019acqua e altri di un centinaio di comuni una riduzione dell\u2019acqua che va avanti da mesi. &quot;Vi \u00e8 il concreto rischio che, col passare del tempo, aumentino i danni per le aziende agricole e per gli allevamenti con possibili rischi sanitari legati all\u2019abbattimento dei capi di bestiame&quot;, denunciano i vertici di Anci Sicilia. \u00a0Il Capo della Protezione civile Cocina ammette che la &quot;situazione&quot; sull&#039;acqua in Sicilia &quot;\u00e8 seria e complessa&quot;. Ma spiega che: &quot;La situazione delle risorse idriche e dell&#039;approvigionamento idropotabile \u00e8 monitorata costantemente dall\u2019autorit\u00e0 di bacino, anche se i primi segnali allarmanti sono iniziati a gennaio, direi inquietanti. A febbraio e marzo 2024 questi dati ci inducono a dichiarare la situazione di crisi regionale sia nell&#039;agricoltura che nell&#039;idropotabile&quot;.\u00a0Ad aprile perdurando la siccit\u00e0 la regione ha chiesto lo stato di emergenza nazionale ottenuto il 6 maggio. &quot;Gli invasi della Sicilia sono al 25 per cento di capienza del totale, ovvero sono al 50 per cento rispetto allo scorso anno. E questo \u00e8 un dato allarmante, perch\u00e9 si capisce subito che non possiamo fare fronte all&#039;irriguo, come l&#039;anno scorso, quindi l&#039;agricoltura \u00e8 la prima a essere colpita. Seconda cosa, ci sono dei bacini per idropotabile, due in particolare, Ancipa e Fanaco, che hanno dei problemi seri di esaurimento&quot;, dice Cocina. \u00a0&quot;Sull&#039;irriguo la partita \u00e8 persa in partenza &#8211; sottolinea ancora Cocina &#8211; il clima non ci ha aiutato, qui non piove da settembre\/ottobre dello scorso anno e negli anni prima \u00e8 piovuto poco. Una condizione di stress idrico, l&#039;acqua negli invasi non c&#039;\u00e8 perch\u00e9 non ha piovuto. Possono anche dire che la Regione non sa gestire bene gli invasi, ma la realt\u00e0 \u00e8 solo una: non ha piovuto. Quindi, si sono avviate diverse misure strutturali e non, a brevissimo, a breve, a medio periodo delle misure da adottare&quot;. Oltre alle misure di lungo periodo. \u00a0Sono 92 i milioni di euro in arrivo in Sicilia per la realizzazione di infrastrutture idriche prioritarie. Si tratta del primo stralcio di finanziamenti destinati ai 49 interventi, per complessivi 1,6 miliardi, inseriti nel Piano idrico della Regione Siciliana, interamente approvato dal ministero delle Infrastrutture e inglobato nel Piano nazionale per la sicurezza del settore idrico (Pnsii). \u201cCon questa prima tranche di finanziamenti \u2013 afferma il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani \u2013 metteremo subito in cantiere alcune delle opere programmate per affrontare un fenomeno che sta colpendo duramente la nostra Isola. \u00c8 solo l\u2018avvio della mole di interventi che abbiamo previsto nel Piano di cui la Regione per la prima volta si \u00e8 finalmente dotata con una visione sistemica d\u2019insieme. Adesso si passa alla fase operativa, con le strutture regionali impegnate a realizzare senza indugi quanto previsto. Vigileremo affinch\u00e9 cittadini e imprenditori siciliani possano avere al pi\u00f9 presto risposte concrete per colmare le annose lacune del nostro sistema idrico\u201d. &quot;Lo scenario peggiore ci dice che la situazione peggiorer\u00e0 a agosto e settembre&quot;, mette in guardia Cocina. &quot;Dal punto di vista irriguo la partita \u00e8 gi\u00e0 perso. Il rischio pi\u00f9 grave \u00e8 quello per le colture arboree &#8211; dice &#8211; che, se non sono irrigate, rischiano di seccare. E per ripiantare gli alberi e portarli in produzione ci vogliono almeno 4 o 5 anni, non basta un anno. Quindi, la priorit\u00e0 viene data nel campo agricolo alla &#039;irrigazione di soccorso&#039;, proprio per evitare la &#039;morte&#039; degli arbusti, per essere chiari&quot;.\u00a0&quot;Qual \u00e8, quindi, la scelta strategica che noi abbiamo adottato, fin da gennaio? Quella di allungare la vita utile degli invasi per intercettare l&#039;acqua che ci sar\u00e0 nel periodo invernale, razionando subito l&#039;acqua&quot;, spiega Cocina. &quot;Quindi l&#039;Autorit\u00e0 di bacino ha imposto di prelevare meno acqua da febbraio- aggiunge &#8211; a favore del potabile. Non si possono sacrificare i cittadini, ospedali o le produzioni alimentari. La questione pi\u00f9 grave riguarda l&#039;approvigionmento delle dighe di Fanaco e Ancipa&quot;. &quot;Ci sono otto comuni del nisseno e altre decine dell&#039;agrigentino che ne sono dipendenti esclusivamente del Fanaco, poi ci sono Gela e Caltanissetta che dipendono dall&#039;Ancipa\/Fanaco e che sono i primi a risentire la crisi. Il Fanaco, secondo le previsioni, finir\u00e0 a fine luglio&quot;, cio\u00e8 tra pochi giorni. &quot;Si parla di zattere galleggianti per prelevare l&#039;acqua che \u00e8 rimasta- spiega Cocina &#8211; tutto ci\u00f2 compatibilmente con i pesci, di cui bisogna prendersi cura. Su queste sono avviate tutte le iniziative previste&quot;.\u00a0&quot;Il secondo scenario peggiore \u00e8 quello del palermitano &#8211; dice ancora Cocina &#8211; approvvigionato dai laghi di Scanzano, Rosamarina, Poma, Piana degli Albanesi, che vedr\u00e0 l&#039;esaurimento delle risorse a gennaio 2025, sempre nello scenario peggiore, il cosiddetto &#039;worst case&#039;&quot;. Quindi si punta alle misure di &quot;mitigazione&quot;, dice. &quot;Per prima cosa abbiamo cominciato a ridurre i prelievi e le irrigazioni&quot;, dice. &quot;Abbiamo fatto una serie di riunioni, istituito la cabina di regia e creato dei tavoli provinciali. E abbiamo raccolto le istanze dal territorio&quot;. E a maggio il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per la siccit\u00e0 in Sicilia, come richiesto dalla giunta regionale, per una durata di 12 mesi, stanziando i primi 20 milioni di euro, &quot;con la possibilit\u00e0 di incrementare le risorse in tempi brevi&quot;. &quot;Cos\u00ec, abbiamo elaborato un piano di interventi per 20 milioni di euro&quot;. \u00a0&quot;Abbiamo raccolto tutte le fonti alternative&quot;, dice. &quot;Il nostro piano prevede oltre 1000 litri al secondo di nuova acqua, mentre vengono a mancare dal Fanaco e dall&#039;Ancipa &quot;circa 500 litri al secondo almeno\u201d. \u00a0In Sicilia c&#039;\u00e8 anche un &quot;un problema di traiettoria dell&#039;acqua&quot;, &quot;Spesso l&#039;acqua si trova nel trapanese e non si pu\u00f2 spostare tutto a Gela &#8211; spiega &#8211; c&#039;\u00e8 anche questo problema di reti. Anche se in Sicilia abbiamo una buona rete infrastrutturale. Riusciamo, ad esempio, a spostare l&#039;acqua, dal Trapanese o dal Palermitano o dal messinese a Gela, anche se con limitazioni&quot;.  Una delle prime misure &quot;a brevissimo termine&quot; sono &quot;le autobotti, anche che non risolvono il problema globale dell&#039;acqua ma servono a risolvere problemi locali fra i quali pi\u00f9 grave la zootecnia&quot;. &quot;Gi\u00e0 da aprile ho finanziato la riparazione di circa 80 autobotti. E finanziato autobotti nuove, che non trovandosi, si stanno reperendo quelle usate&quot;. \u00a0La Regione siciliana ha avviato nella cabine di regia il tema del ripristino immediato dei dissalatori&quot;. &quot;Purtroppo il Dipartimento nazionale non li ha voluti inserire tra gli interventi urgenti&quot;, spiega. Ma i &quot;dissalatori hanno bisogno di una rete principale in cui immettere l\u2019acqua prodotta che funziona e sia capace &quot;. Il problema dei dissalatori \u00e8 legato anche alle condotte a mare, &quot;perch\u00e9 va gettata la salamoia, il 60 per cento dell&#039;acqua trattata viene restituita e il 40 per cento \u00e8 acqua potabile&quot;. \u00a0I Comuni sono preoccupati anche sul fronte del turismo. &quot;Avanza lo spettro delle disdette. Tutto ci\u00f2 purtroppo causer\u00e0 un progressivo impoverimento dei territori che, a sua volta, avr\u00e0 ricadute dirette sulle finanze dei comuni\u201d, dice l&#039;Anci. &quot;Ma il capo della Protezione civile, getta acqua sul fuoco. &quot;Ad oggi, nell&#039;ambito del turismo non abbiamo segnalazioni di situazioni di crisi&quot;, spiega. Con specifico riferimento alla provincia di Agrigento. &quot;C&#039;\u00e8 una dialettica interna molto stretta, ma non si pu\u00f2 parlare di situazioni critiche. E comunque il presidente vi ha istituito un tavolo permanente per Prevenire e risolvere situazioni di crisi&quot;. (di Elvira Terranova) \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;acqua negli invasi in Sicilia &quot;sta lentamente diminuendo, man mano che si consuma e non piove&quot;, al momento \u00e8 &quot;al 25 per cento del totale&quot;. 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