{"id":25611,"date":"2024-06-22T13:55:00","date_gmt":"2024-06-22T11:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=25611"},"modified":"2024-06-22T13:55:00","modified_gmt":"2024-06-22T11:55:00","slug":"piu-rischi-alzheimer-se-il-colon-e-infiammato-studio-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=25611","title":{"rendered":"Pi\u00f9 rischi Alzheimer se il colon \u00e8 infiammato, studio italiano"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;intestino, si sa, \u00e8 il nostro secondo cervello. Con il cervello &#039;parla&#039; e riesce a influenzarlo in salute e in malattia. Tanto che &quot;l&#039;infiammazione del colon anticipa l&#039;insorgenza dei difetti di memoria dell&#039;Alzheimer&quot;. Lo suggerisce uno studio italiano condotto nell&#039;ambito dello Spoke 4 di Mnesys, &#039;Cern italiano&#039; per la ricerca sul cervello finanziato dal Pnrr, anima del I Forum nazionale delle neuroscienze che si chiude oggi a Napoli. \u00a0&quot;Il corpo &#8211; spiegano gli scienziati &#8211; parla con il cervello non solo attraverso connessioni nervose, ma anche per mezzo di segnali provenienti dal microbiota&quot;, il mega-mix di microrganismi che abita nell&#039;intestino. &quot;Individuare quali, fra questi segnali, possano influenzare la salute del cervello e avere eventualmente un ruolo nella &#039;storia naturale&#039; delle malattie neurodegenerative, come l&#039;Alzheimer&quot;, \u00e8 uno degli obiettivi dello Spoke 4 e dello studio &#039;Experimental colitis in young Tg2576 mice accelerates the onset of an Alzheimer&#039;s-like clinical phenotype&#039;, condotto sui roditori da un gruppo di ricerca dell&#039;universit\u00e0 di Bologna guidato da Laura Calz\u00e0 e Luciana Giardino. \u00a0Il lavoro, pubblicato a maggio su &#039;Alzheimer&#039;s Research &amp; Therapy&#039;, indica appunto il link tra infiammazione del colon e rischio Alzheimer. &quot;Invecchiando precocemente &#8211; descrivono i ricercatori &#8211; il microbiota intestinale provoca un&#039;infiammazione organica e altera le propriet\u00e0 degli astrociti, una popolazione di cellule gliali che svolge un ruolo fondamentale di supporto all&#039;attivit\u00e0 dei neuroni&quot;. \u00a0&quot;Questo lavoro &#8211; afferma Calz\u00e0, ordinaria di Anatomia degli animali domestici del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell&#039;ateneo bolognese &#8211; rientra all&#039;interno dell&#039;inquadramento di riferimento stabilito dalla commissione &#039;Lancet Neurology&#039; del 2020 su prevenzione, intervento e cura della demenza e sull&#039;importanza di identificare i fattori di rischio modificabili che entrano in gioco sull&#039;insorgere della fase sintomatica di questa patologia. Se \u00e8 vero infatti che la malattia di Alzheimer si sviluppa subdolamente per anni, danneggiando il cervello prima che compaiano i sintomi e venga diagnosticata, \u00e8 altrettanto vero che conoscere questa fase presintomatica della malattia apre possibilit\u00e0 preventive e terapeutiche completamente nuove, ad esempio regolando opportunamente i segnali che derivano dal microbiota&quot;.\u00a0&quot;Ad oggi &#8211; ricorda Patrizia Fattori, ordinaria di Fisiologia all&#039;universit\u00e0 di Bologna e coordinatrice dello Spoke 4 &#8211; la Commissione Lancet su prevenzione, intervento e assistenza alla demenza ha individuato 12 fattori di rischio modificabili responsabili di circa il 40% delle demenze mondiali, che di conseguenza potrebbero essere teoricamente prevenute o ritardate e che influenzano individui di tutte le et\u00e0. La nostra comprensione della demenza sta cambiando, con la descrizione pi\u00f9 recente di nuove cause patologiche, e ci\u00f2 &#8211; prospetta la specialista &#8211; permetter\u00e0 di ridurre sempre pi\u00f9 l\u2019impatto di queste patologie&quot;. \u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;intestino, si sa, \u00e8 il nostro secondo cervello. Con il cervello &#039;parla&#039; e riesce a influenzarlo in salute e in malattia. 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