{"id":23828,"date":"2024-06-14T13:49:38","date_gmt":"2024-06-14T11:49:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=23828"},"modified":"2024-06-14T13:49:38","modified_gmt":"2024-06-14T11:49:38","slug":"vermocane-ricci-tracine-e-meduse-un-corso-su-pericoli-e-rimedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=23828","title":{"rendered":"Vermocane, ricci, tracine e meduse, un corso su pericoli e rimedi"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dal vermocane ai ricci di mare, dalle meduse alle spugne, le acque del mar Mediterraneo ospitano una vasta gamma di nuovi organismi che possono provocare reazioni avverse o addirittura avvelenamento. Il nostro mare muta a causa il cambiamento climatico e con esso i suoi abitanti. Quindi, prima ancora dei pazienti, \u00e8 fondamentale che i medici e tutti gli operatori sanitari siano immediatamente aggiornati sui nuovi pericoli che arrivano dai fondali marini. Per questo motivo sulla piattaforma Consulcesi Club \u00e8 disponibile il corso multimediale &quot;Animali e organismi marini: pericoli e rimedi&quot;, obiettivo: fornire un aggiornamento puntale ed esaustivo sulle tecniche di primo soccorso indispensabili per intervenire nei casi di intossicazione o trauma causati dal vermocane e dagli altri animali marini diffusi nel Mediterraneo. Il corso di educazione continua in medicina \u00e8 rivolto a medici, infermieri e tutti i professionisti sanitari.  \u00a0All\u2019interno del corso &#8211; riporta una nota &#8211;  si trovano utili raccomandazioni su come comportarsi, a cura di Daniele Manno, istruttore di Remote e Military Life Support) e del professor Giuseppe Petrella, Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata. Queste le indicazioni principali sui pericoli al mare: se ci si imbatte in un vermocane, il cui veleno provoca bruciore, eritema, prurito e intorpidimento, occorre rimuovere setole infisse nella cute, applicare aceto, ammoniaca o soluzioni di bicarbonato, anestetici locali, cortisonici e antibiotici.  Nel caso della medusa,  il veleno provoca dolore urente, eritema diffuso e possibile edema. Le cose da non fare: sciacquare con acqua dolce, grattare, coprire con ghiaccio, esporre la pelle al sole e applicare creme cortisoniche. Al contrario, occorre  sciacquare con acqua di mare, rimuovere nematocisti e filamenti con il dorso di un coltello, usare aceto da cucina, usare cloruro di alluminio, usare rocce o sabbia calde (le tossine delle meduse sono termolabili). \u00a0Le spine del riccio di mare possono provocare noduli, edema, scleroderma. In tal caso il trattamento prevede impacchi di aceto, immersione nell\u2019aceto, intervento chirurgico (in casi estremi) se i frammenti di spina sono infissi profondamente, inoltre \u00e8 suggerita l&#039;antitetanica. E ancora: la puntura di tracina causa dolore che pu\u00f2 durare per giorni, possibili convulsioni e sincopi, eritema, edema ed ecchimosi multiple. Il trattamento &#8211; spiegano da Consulcesi Club &#8211; consiste nell&#039;applicare cloruro di alluminio, suggerite copertura antibiotica e profilassi antitetanica. &quot;\u00c8 importante che anche i professionisti sanitari siano preparati e sempre aggiornati per affrontare al meglio queste sfide con competenza e sicurezza, sia che si tratti di prestare pronto soccorso dopo una puntura di medusa o di diagnosticare e trattare un avvelenamento da tossine marine \u2013 commenta Daniele Manno, istruttore di Remote e Military Life Support nel nuovo corso Consulcesi &#8211; Inoltre, i professionisti della salute devono essere in grado di comunicare in maniera chiara le raccomandazioni su come comportarsi nei diversi scenari ai pazienti che si preparano a partire per le vacanze. Solo cos\u00ec possiamo godere appieno delle meraviglie del Mediterraneo, in tutta sicurezza&quot;. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dal vermocane ai ricci di mare, dalle meduse alle spugne, le acque del mar Mediterraneo ospitano una vasta gamma di nuovi organismi che possono provocare reazioni avverse o addirittura avvelenamento. 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