{"id":23521,"date":"2024-06-13T15:11:00","date_gmt":"2024-06-13T13:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=23521"},"modified":"2024-06-13T15:11:00","modified_gmt":"2024-06-13T13:11:00","slug":"proteine-e-dieta-mediterranea-8-cose-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=23521","title":{"rendered":"Proteine e dieta mediterranea, 8 cose da sapere"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Perch\u00e9 le nostre scelte a tavola sono centrali per noi e per il mondo in cui viviamo? Perch\u00e9 nella nostra dieta le proteine sono fondamentali, e perch\u00e9 la dieta mediterranea \u00e8 il modello alimentare ideale per assumerle? A queste domande risponde la Fondazione Istituto Danone, da sempre impegnata nella divulgazione di temi nutrizionali legati alla salute, con il volume \u2018Proteine nella dieta mediterranea\u2019, in 8 punti chiave, a cura di Federico Mereta, edito da Gribaudo e realizzato da un board scientifico di esperti: i professori Lorenzo Morelli, Andrea Ghiselli, Maurizio Muscaritoli e Michele Sculati, la Professoressa Elisabetta Bernardi e l\u2019Ingegnere Assunta Filareto.\u00a0Il libro, pensato per il benessere, senza rinunciare ai gusti della tradizione e per contribuire a diffondere, nel dibattito sull\u2019alimentazione, messaggi fondati sul rigore della scienza &#8211; si legge in una nota &#8211; sfata il mito che la dieta mediterranea sia un modello nutrizionale rigido e unico. \u00c8 infatti un modello alimentare vario ed equilibrato in termini di quantit\u00e0 e densit\u00e0 energetica degli alimenti, sia di origine vegetale sia animale, in una combinazione di diverse consuetudini alimentari storicamente seguite nei Paesi del bacino del Mediterraneo. Si tratta per\u00f2 di modello un po\u2019 abbandonato dagli italiani. Secondo uno studio del Crea Alimenti e Nutrizione, pubblicato sulla rivista scientifica \u2018Frontiers in Nutrition\u2019 e basato su un campione di 2869 persone, in Italia solo il 13%, una percentuale minoritaria della popolazione, segue oggi i principi della dieta mediterranea, con forti spaccature geografiche. \u00a0Le proteine sono correlate anche alla longevit\u00e0 per la loro funzione plastica fondamentale: costruiscono, riparano, mantengono il benessere di cellule e tessuti che, anche e proprio grazie a loro, sono costantemente rimpiazzati. Esiste una connessione certa tra il consumo di proteine e la salute, in particolare con la sopravvivenza complessiva: l\u2019aumento dell\u2019assunzione di proteine pu\u00f2 essere inversamente associato alla mortalit\u00e0. In particolare, negli over 60 grazie ai loro effetti protettivi sulla forza muscolare, sulla fragilit\u00e0 e sulle risposte immunitarie. Analizzando i dati, queste affermazioni non sono generalizzabili a tutte le fonti proteiche.Le proteine, inoltre, contrastano l\u2019invecchiamento del muscolo e la sarcopenia della terza et\u00e0. I muscoli impattano per il 40% del nostro peso corporeo (a meno che con l\u2019allenamento la loro massa non aumenti) e ne possediamo pi\u00f9 di 600. L\u2019invecchiamento \u00e8 fisiologicamente associato a una riduzione della massa muscolare: dopo i 40 anni il tasso di perdita \u00e8 stimato intorno all\u20198% ogni dieci anni e, dopo i 70 anni \u00e8 al 15%. \u00a0Aldil\u00e0 dell\u2019ambito fisiologico, vi sono fattori che accelerano la perdita di massa muscolare progressiva e generalizzata, con conseguente riduzione della forza e della prestazione fisica, nonch\u00e9 della qualit\u00e0 di vita: \u00e8 la sarcopenia. Un\u2019adeguata distribuzione della quota proteica ai pasti, con un apporto di proteine in almeno due pasti principali e una riabilitazione fisica rappresentano una strategia potenzialmente efficace nel contrastare la sarcopenia nella terza et\u00e0.\u00a0Nel libro si chiarisce anche la differenza tra proteine animali e vegetali. Le Linee Guida per una corretta alimentazione in Italia ne raccomandano un consumo equilibrato che, salvo altre indicazioni, \u00e8 del 45% di animali e del 55% di vegetali. Tra le fonti di proteine animali, l\u2019apporto maggiore dovrebbe arrivare dai prodotti lattiero-caseari, per il loro fondamentale apporto di calcio, e dai prodotti della pesca, mentre le carni dovrebbero far parte per il 10% della nostra alimentazione. Le proteine di origine animale hanno un elevato valore biologico (pi\u00f9 facilmente digeribili e assorbibili dall\u2019organismo) e un\u2019importante quantit\u00e0 di aminoacidi essenziali (costituenti che l\u2019essere umano pu\u00f2 trarre solo alimentandosi). Le proteine vegetali sono collegate a una minore mortalit\u00e0\u0300 complessiva, in particolare cardiovascolare, e a una migliore sensibilit\u00e0\u0300 insulinica (ovvero l\u2019organismo risponde meglio alla regolazione insulinica della glicemia). Va comunque tenuto presente che non si pu\u00f2 isolare il nutriente \u2013 la proteina \u2013 dalla fonte che lo apporta \u2013 l\u2019alimento. Noi mangiamo alimenti e non nutrienti. Quindi \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di fonti proteiche.\u00a0Il testo spiega anche il perch\u00e9 le proteine ci rendano sazi, in 5 mosse. La prima \u00e8 perch\u00e9 la quantit\u00e0 di proteine presenti in un alimento aumenta il tempo di permanenza nello stomaco, e questo diventa un potenziale condizionamento per la lavorazione orale (dal primo morso alla deglutizione), con conseguente maggiore stimolo saziante. Inoltre, un pasto ricco di proteine, combinato con una giusta quantit\u00e0 di carboidrati, stimola il rilascio dell\u2019ormone Glp-1 che rallenta lo svuotamento dello stomaco, aumenta il senso di saziet\u00e0 e riduzione dell\u2019appetito. L\u2019entit\u00e0 dell\u2019energia dispersa in calore \u00e8 maggiore dopo aver assunto proteine. \u00c8 stata avanzata l\u2019ipotesi che la saziet\u00e0 possa essere indotta con efficacia dagli aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) presenti nelle proteine di elevata qualit\u00e0. Infine, per spiegare l\u2019effetto saziante delle proteine si parla anche del loro ruolo nell\u2019induzione della gluconeogenesi (produzione di glucosio) postprandiale.\u00a0Le proteine hanno anche un ruolo nel micobiota intestinale (miliardi di microrganismi i appartenenti a migliaia di specie differenti) che molti studi dimostrano avere un ruolo essenziale per la salute dell\u2019intero organismo. Le proteine vegetali sono importanti per il microbiota, perch\u00e9 lo modulano attraverso effetti prebiotici e sostengono la crescita di lactobacilli e bifidobatteri, diminuendo la proliferazione dei batterioidi. Le proteine animali modulano il microbiota grazie a un rapporto pi\u00f9 \u2018corretto\u2019 tra gli aminoacidi essenziali e la facilit\u00e0 di digestione.\u00a0Infine, anche nello sport le proteine hanno un ruolo centrale.Il loro fabbisogno infatti aumenta nello sportivo, in una percentuale che va dal 20% fino al 100% negli atleti a livello agonistico, in particolari situazioni di allenamento. Per chi fa sport, l\u2019aumento del dispendio energetico &#8211; e quindi delle calorie consumate ogni giorno &#8211; porta a un aumento sistematico della quota proteica. Ma questo &#8211; conclude la nota &#8211; deve avvenire in una dieta varia e bilanciata, con una corretta proporzione tra carboidrati, proteine, grassi, fibre e altri nutrienti chiave che si raggiunge solo attraverso la variet\u00e0 e non focalizzandosi solo su un nutriente.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Perch\u00e9 le nostre scelte a tavola sono centrali per noi e per il mondo in cui viviamo? 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