{"id":23170,"date":"2024-06-12T14:32:12","date_gmt":"2024-06-12T12:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=23170"},"modified":"2024-06-12T14:32:12","modified_gmt":"2024-06-12T12:32:12","slug":"gender-gap-minozzi-iris-ceramica-group-cambiare-cultura-per-superarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=23170","title":{"rendered":"Gender Gap, Minozzi (Iris Ceramica Group): \u201cCambiare cultura per superarlo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ci vuole un impegno, un commitment, che sia duraturo, coerente e forte per cambiare i pregiudizi che stanno dietro al gender gap sul lavoro. E occorre la consapevolezza che la presenza femminile in azienda e nei ruoli apicali \u00e8 una ricchezza. Infine, ci vuole pazienza. Perch\u00e9 tutto parte dai retaggi culturali che ancora ci portiamo dietro, che non si trasformano da un giorno all\u2019altro. Ma qualcosa si sta muovendo.\u00a0Di gender gap e discriminazioni abbiamo parlato con Federica Minozzi, ceo di Iris Ceramica Group, azienda italiana con base a Fiorano Modenese, leader nel settore delle ceramiche e dunque in un settore di \u2018manifattura pesante\u2019, storicamente appannaggio maschile.\u00a0Con Minozzi abbiamo iniziato dal punto della situazione delle donne nel mondo del lavoro, in particolare nelle posizioni apicali e in settori tradizionalmente maschili come quello in cui opera la sua azienda.\u00a0<br \/>\nLavorare su pregiudizi e retaggi storici<br \/>\n\u00a0\u201cSicuramente la situazione \u00e8 destinata a migliorare \u2013 spiega Minozzi \u2013 per\u00f2 al momento la vedo ancora abbastanza complessa. La ricerca \u2018Women Count 2022 \u2013 The Pipeline\u2019 osserva che l\u2019inserimento nel mondo del lavoro delle donne \u00e8 maggiore dove c\u2019\u00e8 gi\u00e0 una forte presenza femminile. Nei mondi pi\u00f9 pesanti da un punto di vista produttivo, di cui l\u2019industria ceramica chiaramente fa parte, l\u2019inserimento di nuove donne \u00e8 al di sotto del 20%. E\u2019 una situazione che in qualche modo soffre ancora di un sistema culturale di pregiudizi per certi aspetti abbastanza importanti, che si pu\u00f2 cambiare solo lavorando profondamente sulla cultura e su questi bias\u201d.\u00a0Pregiudizi e bias legati a retaggi storici, continua la ceo di Iris Ceramica Group: \u201cNonostante mio padre fosse anche molto aperto a questo gender gap, fu il primo nell\u2019industria ceramica a nominare una donna manager negli anni Settanta e questa signora, tra l\u2019altro, ha avuto anche tre figli, si trattava per\u00f2 di eccezioni e soprattutto questa signora lavorava nella parte amministrativa\u201d.\u00a0\u201cSecondo me \u2013 spiega \u2013 soprattutto in certi ruoli, tanto pi\u00f9 all\u2019interno delle fabbriche, \u00e8 difficile trovare uno spazio per inserire delle donne a livello apicale. Noi quindi le abbiamo inserite tanto a livello degli uffici marketing e comunicazione, per\u00f2 c\u2019\u00e8 una parte pi\u00f9 industriale dove per una serie di vari motivi, anche perch\u00e9 si ritiene magari un lavoro duro fisicamente, le donne hanno ancora meno spazio\u201d.\u00a0Ma il sistema produttivo sta cambiando molto, si sta automatizzando in modo rapidissimo, come sottolinea la manager: \u201cPer esempio due anni fa in America, nel cuore del conservatore Tennessee, ho dato la responsabilit\u00e0 di una fabbrica pesante a una donna, un\u2019ingegnere chimico, e sta performando estremamente bene; quindi, io credo che ci sia spazio oggi, anche in quei sistemi produttivi nuovi che sono pi\u00f9 legati al lavoro delle macchine e a delle competenze anche tecniche\u201d.\u00a0Precisa la ceo: \u201cNon trovo pi\u00f9 attuale neanche il concetto che ci sono poche donne laureate o con conoscenze tecniche importanti, \u00e8 chiaro che oggi sono spesso anche persone pi\u00f9 giovani; quindi, ci possono essere due pregiudizi che intervengono contemporaneamente: l\u2019allergia alla donna e l\u2019allergia alla giovent\u00f9\u201d.\u00a0<br \/>\n\u2018Allergia alla donna e allergia alla giovent\u00f9\u2019<br \/>\n\u00a0\u00c8 un problema tipicamente italiano, evidenzia Minozzi: \u201cAll\u2019estero e tanto pi\u00f9 in America la giovent\u00f9 \u00e8 vista come un plus, purch\u00e9 uno sia capace chiaramente e abbia certe doti. In Italia spesso c\u2019\u00e8 questo preconcetto che le persone giovani sono inesperte; questo credo che sia anche legato proprio a un fattore culturale perch\u00e9 noi diamo poche opportunit\u00e0 ai giovani di fare carriera rapidamente e quindi \u00e8 oggettivamente vero, poich\u00e9 i giovani non hanno spesso un tipo di esperienza a livello di ruoli di leadership che consente di sentirsi sicuri nell\u2019affrontare certe sfide\u201d.\u00a0Insomma si tratta di un circolo vizioso, che riguarda anche gli uomini ma con una differenza. \u201cLa Mckinsey pubblica ogni anno un report che si chiama \u2018Women in the Workplace\u2019 che ha evidenziato che, mentre le donne vengono inserite nelle aziende per ci\u00f2 che hanno gi\u00e0 realizzato nel passato, gli uomini vengono inseriti con una visione delle loro potenzialit\u00e0 future, e questo \u00e8 curioso perch\u00e9 nella donna l\u2019inesperienza viene vissuta pi\u00f9 negativamente che in un uomo e anche questo credo che sia un fattore culturale, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un motivo logico oggettivo, \u00e8 proprio un bias cognitivo. Secondo me anche su questi aspetti bisogna lavorare molto da un punto di vista culturale\u201d.\u00a0Competenza, giovent\u00f9, risultati e potenzialit\u00e0. Questi potrebbero essere considerabili come punti di resistenza che le donne incontrano. Ma nello specifico come donna e come professionista quali punti di esistenza ha dovuto affrontare Minozzi, essendo diventata molto giovane ceo di Iris ceramica Group Italia?\u00a0Lo chiarisce lei stessa: \u201cQuesta resistenza, questi pregiudizi li ho vissuti molto sulla mia pelle quando sono entrata in azienda. Ai tempi con grande entusiasmo sono entrata direttamente in azienda dopo gli studi, quindi totalmente inesperta. Tra l\u2019altro in quel periodo, nel \u201997, c\u2019era ancora meno presenza femminile e tanto meno ad alto livello. Quindi io mi rendevo conto che le persone a lavoro, soprattutto i dirigenti, mi vedevano praticamente come la figlia del proprietario che in qualche modo \u2018va sopportata\u2019\u201d.\u00a0<br \/>\nLa possibilit\u00e0 per le donne di dimostrare il proprio valore<br \/>\n\u00a0E qui Minozzi tocca un punto importante: nonostante l\u2019ulteriore pregiudizio dell\u2019essere la figlia del proprietario e nonostante il padre Romano, fondatore nel 1961 dell\u2019azienda, le abbia sempre chiesto molto pi\u00f9 di quello che pretendeva dai manager uomini, lei ha avuto almeno \u201cla possibilit\u00e0 di mostrare quello che valevo, mentre magari molte altre donne nel mio settore della ceramica a parit\u00e0 di condizioni, a parit\u00e0 di capacit\u00e0 possono non aver avuto questa opportunit\u00e0 di essere viste in modo oggettivo per i loro risultati\u201d.\u00a0\u201cQuesto, secondo me, \u00e8 uno spreco perch\u00e9 diverse ricerche hanno dimostrato che le aziende con pi\u00f9 presenza femminile nei ruoli di leadership hanno fino a un 50% di probabilit\u00e0 in pi\u00f9 di performare con profitti al di sopra della media del proprio settore e questa probabilit\u00e0 aumenta in modo direttamente proporzionale alla quantit\u00e0 di presenza femminile nei ruoli direttivi\u201d, sottolinea la manager.\u00a0In sostanza, \u00e8 una ricchezza per l\u2019azienda avere donne in posizioni apicali: \u201cI pregiudizi per assurdo contrastano completamente con le realt\u00e0 date dai numeri oggettivi e anche questo \u00e8 curioso, perch\u00e9 gli imprenditori dovrebbero guardare i numeri\u201d, rimarca.\u00a0<br \/>\nLeadership maschile e femminile<br \/>\n\u00a0E i numeri si spiegano anche col differente approccio nel modo di esercitare il potere tra uomini e donne. \u201cLe donne \u2013 afferma la manager \u2013 hanno pi\u00f9 propensione a creare ambienti di lavoro condivisibili, pi\u00f9 aperti al confronto, al dialogo onesto e alle opinioni altrui. E hanno anche maggiore propensione a prendersi cura dell\u2019altro, quindi a occuparsi magari delle persone che possono essere in difficolt\u00e0 con il carico di lavoro. Le donne nei team tendono a svolgere anche il lavoro del collega pur senza prendersene i meriti se in difficolt\u00e0, e questo porta poi a raggiungere i risultati in tempi pi\u00f9 rapidi e in modo pi\u00f9 efficace\u201d.\u00a0\u201cCredo da una mia riflessione personale che noi donne in qualche modo siamo geneticamente ancora predisposte per prenderci cura, per essere empatiche banalmente perch\u00e9 ancora geneticamente abbiamo l\u2019istinto di allevare la prole e quindi abbiamo uno stile di leadership pi\u00f9 empatico e meno autoritario. Questo credo che in qualche modo favorisca il lavoro di squadra\u201d, continua Minozzi sottolineando come nel mondo di oggi, \u201cche ha un livello di complessit\u00e0 sempre crescente in modo anche rapido, il l lavoro di squadra sia quello che fa la differenza per raggiungere dei risultati, perch\u00e9 \u00e8 una persona da sola pu\u00f2 anche essere un genio, ma difficilmente ha tutte le competenze necessarie per affrontare le sfide\u201d attuali.\u00a0Nelle \u2018vecchie generazioni\u2019 la manager vede \u201cancora ancora un approccio mediamente pi\u00f9 autoritario, quello che io chiamo un po\u2019 il \u2018maschioalfismo\u2019\u201d, ma \u201csicuramente la generazione Z \u00e8 inclusiva e pi\u00f9 etica a livello valoriale, quindi nei giovani vedo maggiore apertura anche da parte degli uomini verso il confronto, verso la diversity in generale, sia essa di genere, di colore o di provenienza\u201d.\u00a0<br \/>\nFondamentale il commitment dell\u2019azienda<br \/>\n\u00a0Come si porta tutto ci\u00f2 in azienda? Intanto per cambiare la cultura Iris Ceramica Group ha promosso oltre 4000 ore di formazione extra in azienda a livello annuale e ha creato un sistema pi\u00f9 flessibile a livello sia di marketing sia di orari di lavoro. Una necessit\u00e0, quella di conciliare famiglia e lavoro, sentita soprattutto dalle donne, sulle cui spalle ricade ancora quasi la totalit\u00e0 della cura della famiglia e che non a caso \u00e8 uno dei fattori che alimenta il gender gap.\u00a0Allo stesso tempo l\u2019azienda ha creato \u201cun ambiente molto attento anche al rispetto delle donne, quindi il sistema di whistleblowing per la segnalazione di fenomeni di bullismo, di mancanza di rispetto, e una cultura dove si \u00e8 spiegato agli uomini che anche la battuta che sembra simpatica o un complimento potrebbero non essere percepiti come tali, ma come un\u2019invasione della propria intimit\u00e0 o della propria libert\u00e0 di scelta, anche solo banalmente su come vestirsi, pettinarsi o truccarsi\u201d.\u00a0\u201cVale sempre la pena fare formazione e spiegare perch\u00e9: tante volte ho notato che alcuni uomini non si rendono proprio conto, sono davvero in buona fede convinti che certe cose facciano piacere alle donne e quando si spiega che non \u00e8 cos\u00ec, dopo un primo momento magari di incredulit\u00e0, se sono aperti \u2013 chiaro che ci vuole una certa intelligenza anche empatica nei confronti dell\u2019altro \u2013 capiscono\u201d, afferma Minozzi.\u00a0Ovviamente ci possono essere anche persone resistenti ma qui deve intervenire una decisione forte dell\u2019azienda, che deve agire in base ai propri valori e stabilire \u201csu che manager vuole puntare\u201d e su quali no, e questi sono messaggi molto chiari, perch\u00e9, conclude Minozzi, \u201cil commitment dell\u2019azienda \u00e8 fondamentale per cambiare la cultura\u201d.\u00a0&#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ci vuole un impegno, un commitment, che sia duraturo, coerente e forte per cambiare i pregiudizi che stanno dietro al gender gap sul lavoro. 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