{"id":21150,"date":"2024-06-03T12:34:21","date_gmt":"2024-06-03T10:34:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=21150"},"modified":"2024-06-03T12:34:21","modified_gmt":"2024-06-03T10:34:21","slug":"tumore-al-polmone-cura-e-sopravvivenza-con-terapia-target-84-rischio-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=21150","title":{"rendered":"Tumore al polmone, cura e sopravvivenza: con terapia target -84% rischio morte"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una riduzione superiore all&#039;80% del rischio di progressione di malattia o di morte nei pazienti con un tumore al polmone aggressivo in fase avanzata, la forma non a piccole cellule (Nsclc) di stadio III non asportabile e con mutazione del gene Egfr. Il risultato ottenuto con la terapia al bersaglio osimertinib \u00e8 fra i dati accolti con pi\u00f9 entusiasmo al Congresso dell&#039;American Society of Clinical Oncology (Asco), in corso a Chicago. Lo studio si chiama &#039;Laura&#039; ed \u00e8 stato presentato in Sessione plenaria insieme a un altro trial, &#039;Adriatic&#039;, sull&#039;uso dell&#039;immunoterapia con durvalumab nel tumore al polmone a piccole cellule in stadio limitato. In questo caso il rischio mortalit\u00e0 cala del 27%.\u00a0Osimertinib &#8211; spiega in una nota il gruppo farmaceutico anglo-svedese AstraZeneca &#8211; \u00e8 il primo e unico inibitore di Egfr e terapia mirata che mostra un beneficio nel setting di stadio III non resecabile, prolungando di pi\u00f9 di 3 anni la sopravvivenza libera da progressione di malattia (Pfs). Nel dettaglio, i risultati positivi dello studio di fase III Laura, pubblicati contemporaneamente su &#039;The New England Journal of Medicine&#039;, mostrano che osimertinib ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della Pfs nei pazienti con Nsclc in stadio III non resecabile e con mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico Egfr &#8211; con delezioni dell&#039;esone 19 o mutazione dell&#039;esone 21 &#8211; dopo chemio-radioterapia (Crt), rispetto a placebo dopo Crt. Osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell&#039;84% rispetto a placebo, come valutato dal comitato scientifico indipendente di revisione. \u00a0La sopravvivenza libera da progressione mediana \u00e8 risultata pari a 39,1 mesi nei pazienti trattati con osimertinib, rispetto a 5,6 mesi nel gruppo placebo. Un beneficio in termini di Pfs clinicamente significativo \u00e8 stato osservato in tutti i sottogruppi predefiniti tra cui sesso, etnia, tipo di mutazione Egfr, et\u00e0, storia di tabagismo e Crt precedente. Coerentemente, i dati di sopravvivenza globale hanno mostrato un andamento favorevole con osimertinib, bench\u00e9 non fossero maturi al momento dell&#039;analisi. Lo studio continuer\u00e0 a valutare la sopravvivenza globale come endpoint secondario.\u00a0Parla di &quot;straordinari risultati&quot; Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia toracica dell&#039;Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e presidente dell&#039;Aiot (Associazione italiana di oncologia toracica). Osimertinib ha prodotto &quot;un risultato senza precedenti&quot; contro il rischio di progressione di malattia o di morte, sottolinea. &quot;Sulla base di questi dati, osimertinib dovrebbe diventare il nuovo standard di cura per questi pazienti&quot;, ritiene lo specialista. &quot;In questo modo &#8211; evidenzia Sara Ramella, direttore di Radioterapia oncologica e professore ordinario di Diagnostica per immagini e Radioterapia dell&#039;universit\u00e0 Campus Bio-Medico di Roma\/Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico &#8211; potremo offrire ai pazienti in stadio localmente avanzato un trattamento mirato in un setting ad intento curativo, in grado di ottimizzare l&#039;efficacia della chemio-radioterapia. Lo stadio III del Nsclc \u00e8 un setting complesso &#8211; precisa l&#039;esperta &#8211; che non pu\u00f2 prescindere dal coinvolgimento di un team multidisciplinare che comprenda oncologo medico, chirurgo e oncologo radioterapista per l&#039;adeguata identificazione e la corretta gestione dei pazienti&quot;. \u00a0Quanto all&#039;immunoterapico durvalumab &#8211; prosegue la nota &#8211; nello studio di fase III Adriatic ha ottenuto miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti del duplice endpoint primario di sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da progressione rispetto a placebo, nei pazienti con tumore a piccole cellule di stadio limitato (Ls-Sclc) non in progressione dopo lo standard di cura attuale rappresentato dalla chemio-radioterapia concomitante. \u00a0I risultati dell&#039;analisi ad interim pianificata mostrano che durvalumab ha ridotto appunto del 27% il rischio di morte rispetto a placebo. La sopravvivenza globale mediana \u00e8 stata di 55,9 mesi per durvalumab rispetto a 33,4 mesi per placebo. Il 57% dei pazienti trattati con durvalumab \u00e8 vivo a 3 anni, rispetto al 48% del gruppo placebo. Durvalumab ha inoltre ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 24% rispetto a placebo. La Pfs mediana \u00e8 stata pari a 16,6 mesi per i pazienti trattati con durvalumab, rispetto a 9,2 mesi nel gruppo placebo. Si stima che il 46% dei pazienti trattati con durvalumab non abbia presentato progressione di malattia a 2 anni rispetto al 34% con placebo. Il beneficio in termini di sopravvivenza globale e di sopravvivenza libera da progressione \u00e8 risultato coerente nei principali sottogruppi predefiniti di pazienti, che comprendevano et\u00e0, sesso, etnia, stadio di malattia alla diagnosi, precedente radioterapia ed eventuale irradiazione cranica profilattica.\u00a0&quot;Era da oltre 40 anni che non assistevamo a cambiamenti nello standard della terapia sistemica del tumore del polmone a piccole cellule di stadio limitato &#8211; osserva de Marinis &#8211; Adriatic \u00e8 il primo studio a evidenziare progressi con l&#039;aggiunta dell&#039;immunoterapia dopo la tradizionale chemio-radioterapia in questi pazienti. I risultati rappresentano una svolta per questa malattia altamente aggressiva in cui i tassi di recidiva sono elevati, con solo il 15-30% dei pazienti vivo a 5 anni. Durvalumab ha gi\u00e0 dimostrato un beneficio nella malattia di stadio esteso, ora sono importanti i progressi nello stadio limitato. Durvalumab \u00e8 la prima terapia sistemica, dopo decenni, a mostrare un miglioramento della sopravvivenza in questi pazienti e dovrebbe diventare un nuovo standard di cura in questo setting&quot;.\u00a0&quot;I risultati degli studi Laura e Adriatic evidenziano come le terapie innovative possano davvero cambiare le prospettive di cura dei pazienti &#8211; commenta Silvia Novello, presidente Walce (Women Against Lung Cancer in Europe), ordinario di Oncologia medica all&#039;universit\u00e0 degli Studi di Torino e responsabile Oncologia medica all&#039;ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano &#8211; Pi\u00f9 di un paziente su 6 con tumore del polmone non a piccole cellule riceve la diagnosi di malattia di stadio III non resecabile e circa il 15% presenta la mutazione di Egfr. Questi sono i pazienti candidabili a ricevere la terapia mirata con osimertinib, ora anche in questo stadio di malattia. Dall&#039;altro lato, il tumore del polmone a piccole cellule finora ha ricevuto meno attenzione rispetto ad altre neoplasie, anche a causa dello stigma sociale, riconducibile alla storia di tabagismo nella maggioranza dei pazienti. Il notevole miglioramento di sopravvivenza globale osservato con durvalumab dopo chemio-radioterapia concomitante \u00e8 in grado di trasformare il trattamento della malattia anche nello stadio limitato, dopo gli importanti risultati gi\u00e0 dimostrati dall&#039;immunoterapia nello stadio esteso&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Una riduzione superiore all&#039;80% del rischio di progressione di malattia o di morte nei pazienti con un tumore al polmone aggressivo in fase avanzata, la forma non a piccole cellule (Nsclc) di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":21151,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-21150","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21150"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21150\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/21151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}