{"id":20981,"date":"2024-06-02T08:57:55","date_gmt":"2024-06-02T06:57:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=20981"},"modified":"2024-06-02T08:57:55","modified_gmt":"2024-06-02T06:57:55","slug":"tax-freedom-day-da-domani-3-giugno-i-soldi-guadagnati-non-vanno-piu-al-fisco-cosa-significa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=20981","title":{"rendered":"Tax Freedom Day, da domani 3 giugno i soldi guadagnati non vanno pi\u00f9 al fisco: cosa significa"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Domani 3 giugno \u00e8 il Tax Freedom Day 2024, il giorno di liberazione fiscale in cui gli italiani smettono di lavorare per pagare le tasse. Un traguardo importante, anche se puramente simbolico, per partite Iva, lavoratori dipendenti, pensionati o imprese che quest&#039;anni arriva con un giorno di anticipo rispetto al passato, secondo l\u2019annuale elaborazione effettuata, da oltre 20 anni, dall\u2019Ufficio studi della Cgia di Mestre.  \u00a0In linea meramente teorica, spiega la Cgia di Mestre, da luned\u00ec lavoreremo per soddisfare i nostri bisogni e non pi\u00f9 per pagare le tasse, le imposte, i tributi e i contributi sociali previsti nel 2024. Un gettito che per l\u2019erario dovrebbe garantire 909,7 miliardi di euro. Risorse che sono indispensabili allo Stato per far funzionare le scuole, gli ospedali, i bus, i treni, gli uffici pubblici e per pagare le pensioni, gli stipendi agli statali e ai dipendenti degli enti locali. In altre parole, sono soldi che le Amministrazioni pubbliche prima incassano, poi investono nei servizi, nel welfare, nelle infrastrutture sociali ed economiche per migliorare la qualit\u00e0 della vita di ognuno di noi.\u00a0Per non essere fraintesi \u00e8 bene evidenziarlo con forza: ancorch\u00e9 &#039;il giorno di liberazione fiscale&#039; non costituisca un principio assoluto &#8211; spiega ancora la Cgia di Mestre -, questo esercizio dimostra empiricamente quanto sia eccessivo il carico fiscale che continua a gravare sugli italiani. Sebbene quest\u2019anno la pressione fiscale sia destinata a scendere di 0,4 punti percentuali rispetto al 2023. E grazie a questa contrazione, luned\u00ec 3 giugno gli italiani potranno festeggiare il &#039;tax freedom day&#039;; insomma, se dall\u2019 inizio di gennaio sino a domani abbiamo ipoteticamente lavorato per onorare le richieste del fisco, dall\u2019inizio della prossima settimana fino al 31 dicembre, invece, lo faremo per noi stessi e per le nostre famiglie. Da questo caso di scuola elaborato dall\u2019Ufficio studi della Cgia, emerge che per l\u2019anno in corso sono stati necessari ben 154 giorni di lavoro (sabati e domeniche inclusi) per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti quest\u2019anno (Irpef, Imu, Iva, Irap, Ires, addizionali varie, contributi previdenziali\/assicurativi, etc.). Rispetto al 2023, quest\u2019anno ci \u201cliberiamo\u201d dal fisco un giorno prima, anche se da calendario sono due, poich\u00e9 il 2024 \u00e8 un anno bisestile.\u00a0Ma come ha fatto l\u2019Ufficio studi della Cgia a stabilire che il 3 giugno \u00e8 il tax freedom day del 2024? La stima del Pil nazionale prevista quest\u2019anno \u00e8 di 2.163 miliardi di euro ed \u00e8 stata suddivisa per 366 giorni, ottenendo cos\u00ec un dato medio giornaliero pari a 5,9 miliardi di euro. Di seguito, sono state \u201crecuperate\u201d le previsioni di gettito delle entrate e dei contributi sociali che i percettori di reddito verseranno quest\u2019anno allo Stato che ammonteranno a 909,7 miliardi di euro3. Pertanto, questo ultimo importo \u00e8 stato rapportato al Pil giornaliero, ottenendo cos\u00ec il giorno di liberazione fiscale del 2024 che scatta dopo 154 giorni dall\u2019inizio dell\u2019anno, ovvero il prossimo 3 giugno. Come dicevamo \u00e8 un puro esercizio teorico che, comunque, ci consente di determinare, con una unit\u00e0 di misura non \u201cconvenzionale\u201d, il carico fiscale in capo ai contribuenti di un Paese qualsiasi.\u00a0Se per coloro che le tasse le pagano fino all\u2019ultimo centesimo il &#039;tax freedom day&#039; \u00e8 una scadenza idealmente da festeggiare, per chi invece non le paga o lo fa solo sporadicamente \u00e8, ovviamente, un giorno come un altro. In questo ultimo caso annoveriamo, ad esempio, i lavoratori completamente o parzialmente irregolari presenti in Italia che, secondo una stima dell\u2019Istat riferita al 20214, ammontano ad almeno 2,8 milioni. Sono persone completamente sconosciute al fisco o che, sebbene parzialmente in regola, omettono di versare una parte delle imposte e dei contributi previdenziali, violando cos\u00ec le norme fiscali e contributive.\u00a0In termini assoluti le regioni che ne contano di pi\u00f9 sono quelle maggiormente popolate: la Lombardia con 439.500 unit\u00e0 irregolari, il Lazio con 366.200 e la Campania con 308.200 sono le realt\u00e0 territoriali dove il &#039;nero&#039; abbonda maggiormente. Se, invece, facciamo riferimento al tasso di irregolarit\u00e0, le regioni del Mezzogiorno sono quelle pi\u00f9 interessate da questa piaga economica\/sociale. La Calabria, ad esempio, presenta una quota del 19,6 per cento, la Campania del 16,5, la Sicilia del 16 e la Puglia del 14,4. La media italiana si attesta sull\u201911,3 per cento.\u00a0Secondo quanto riportato nel Documento di Economia e Finanza, la pressione fiscale nel 2024 \u00e8 stimata al 42,1 per cento del Pil, in diminuzione di 0,4 punti rispetto alla soglia toccata nel 2023. Questo risultato \u00e8 ascrivibile al fatto che il Pil nominale \u00e8 destinato a crescere (+3,7 per cento) pi\u00f9 velocemente dell\u2019incremento del gettito fiscale (+2,6 per cento). Pertanto, la pressione fiscale \u00e8 attesa in diminuzione. Si ricorda, infatti, che la stessa \u00e8 data dal rapporto tra il gettito fiscale e il Pil nominale.\u00a0L\u2019incremento del gettito del 2,6 per cento rispetto al 2023 dipende da una pluralit\u00e0 di fattori: il primo \u00e8 legato alla crescita economica (+1 per cento circa nel 2024); il secondo alla crescita delle retribuzioni, grazie ai rinnovi contrattuali, alla corresponsione degli arretrati nel pubblico impiego e all\u2019aumento dell\u2019occupazione. Pi\u00f9 contenuto, invece, \u00e8 l\u2019impatto sulle entrate riconducibile agli inasprimenti fiscali previsti per quest\u2019anno, come la maggiore tassazione sui tabacchi, l\u2019incremento dell\u2019Iva su alcuni prodotti per l\u2019infanzia, l\u2019igiene femminile e alle riaperture dei termini per la rivalutazione e il pagamento dell\u2019imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni. Infine, hanno sicuramente condizionato il risultato finale anche le misure che nel 2024 hanno alleggerito il prelievo fiscale sugli italiani, come la riduzione dell\u2019Irpef, tramite l\u2019eliminazione del secondo scaglione di reddito (minor prelievo pari a circa 4,2 miliardi di euro) e il \u201cbonus mamme\u201d, con l\u2019esonero contributivo per le lavoratrici dipendenti con due figli.\u00a0Continuiamo intanto ad avere un livello di pressione fiscale tra i pi\u00f9 elevati in Ue. Nel 2023, infatti, solo la Francia, il Belgio, la Danimarca e l\u2019Austria hanno registrato un peso fiscale superiore al nostro. Se a Parigi la pressione fiscale era al 45,8 per cento del Pil, a Bruxelles si \u00e8 attestata al 45,3 per cento, a Copenaghen al 44,5 per cento e a Vienna al 42,9 per cento. Da noi, invece, ha toccato la soglia del 42,5 per cento. Tra i 27 dell\u2019UE, l\u2019Italia si \u00e8 \u201cpiazzata\u201d al 5\u00b0 posto. La Germania, invece, si \u00e8 posizionata al 10\u00b0 con una pressione fiscale del 40,6 per cento e la Spagna al 13\u00b0 con il 37,8 per cento. La media dei Paesi europei \u00e8 stata del 40,3 per cento; 2,2 punti in meno della media italiana, conclude la Cgia. \u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Domani 3 giugno \u00e8 il Tax Freedom Day 2024, il giorno di liberazione fiscale in cui gli italiani smettono di lavorare per pagare le tasse. 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