{"id":20956,"date":"2024-06-01T22:57:00","date_gmt":"2024-06-01T20:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=20956"},"modified":"2024-06-01T22:57:00","modified_gmt":"2024-06-01T20:57:00","slug":"philippe-leroy-lattore-93enne-e-morto-oggi-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=20956","title":{"rendered":"Philippe Leroy, l&#8217;attore 93enne \u00e8 morto oggi a Roma"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nSi \u00e8 spento questa sera a Roma a 93 anni Philippe Leroy dopo una lunga malattia. Per decenni \u00e8 stato uno dei volti pi\u00f9 noti del cinema e della tv italiana, Paese che aveva &#039;adottato&#039; all&#039;inizio degli anni Sessanta, dopo una giovinezza avventurosa, che lo aveva reso particolarmente credibile nei ruoli da duro interpretati nei decenni successivi. L&#039;ultima apparizione in La notte \u00e8 piccola per noi, regia di Gianfrancesco Lazotti del 2019.\u00a0Il suo nome per il grande pubblico italiano \u00e8 legato all&#039;interpretazione che diede di Yanez de Gomera, il fedele amico portoghese del celebre pirata Sandokan la Tigre della Malesia, nello sceneggiato televisivo della Rai &quot;Sandokan&quot; (1976) di Sergio Sollima, e a quella di Leonardo nell&#039;altrettanto celebre sceneggiato televisivo &quot;La vita di Leonardo da Vinci&quot; (1971) di Renato Castellani.\u00a0<br \/>\nNel 1990 l&#039;attore aveva sposato la giornalista Silvia Tortora, figlia del conduttore televisivo Enzo, da cui ha avuto due figli, Philippe e Michelle, e che lo ha lasciato vedovo il 10 gennaio 2022. L&#039;attore ha anche un&#039;altra figlia da un precedente legame, l&#039;attrice Philippine Leroy-Beaulieu.\u00a0Dai cinespettatori italiani si era fatto apprezzato gi\u00e0 come coprotagonista accanto a Rossana Podest\u00e0 nei film &quot;Sette uomini d&#039;oro&quot; (1965) e &quot;Il grande colpo dei 7 uomini d&#039;oro&quot; (1966). Sul grande schermo l&#039;attore ha saputo imporre, sia in ruoli di eroe sia in quelli negativi, infidi o crudeli, il suo personaggio di &#039;duro&#039; dal fisico asciutto e atletico, dal volto scavato e dal carattere deciso. In mezzo secolo di carriera Leroy \u00e8 apparso in quasi centocinquanta film (essenzialmente italiani), anche se spesso in parti di secondo piano, passando attraverso tutti i generi, dal peplum all&#039;horror, dal thriller alla commedia. In tv il suo ruolo pi\u00f9 recente \u00e8 stato nella serie &quot;Don Matteo&quot; (2008-2009) con Terence Hill, nel ruolo del vescovo. Al cinema ha avuto un ultimo piccolo ruolo in &quot;La notte \u00e8 piccola per noi&quot; (2019) diretto da Gianfrancesco Lazotti.\u00a0Nato a Parigi il 15 ottobre 1930 in una famiglia nobile (il padre, diplomatico, era marchese), nel 1952, dopo la laurea in scienze politiche, Leroy abbandon\u00f2 un destino garantito per andare a combattere come sottotenente paracadutista prima in Vietnam e poi in Algeria; visse quindi per qualche tempo negli Stati Uniti. Tornato in patria, esercit\u00f2 mestieri assai diversi finch\u00e9, in qualit\u00e0 di amministratore della pubblicit\u00e0 della rivista &quot;La cin\u00e9matographie fran\u00e7aise&quot; ebbe modo di entrare in contatto con il mondo del cinema.\u00a0Leroy conobbe cos\u00ec Jacques Becker, che nel 1960 lo scrittur\u00f2 per &quot;Il buco&quot;, nel suo primo ruolo da duro: un detenuto che tenta la fuga dal carcere, un criminale, ma umano e pieno di dignit\u00e0. Seguirono altre interpretazioni in Francia, ma, soprattutto, dal 1961 prese a lavorare prevalentemente in Italia, dove partecip\u00f2 subito a due film che esemplificano i suoi principali ruoli futuri: &quot;Caccia all&#039;uomo&quot; di Riccardo Freda, in cui interpreta un bandito ricercato e poi catturato dalla polizia; &quot;Leoni al sole&quot; di Vittorio Caprioli, liberamente ispirato al romanzo &quot;Ferito a morte&quot; di Raffaele La Capria.\u00a0Da allora, sia nei film commerciali sia in quelli d&#039;autore, e anche nelle numerose produzioni televisive (cui prese parte sin dai primi anni Settanta), l&#039;attore altern\u00f2 parti di cattivo puro con altre di aristocratico decadente: dal pilota borghese tradito dalla moglie di &quot;Una donna sposata&quot; (1964) di Jean-Luc Godard, al &#039;professore&#039;, membro di una gang internazionale che svaligia una banca svizzera di &quot;Sette uomini d&#039;oro&quot; (1965) di Marco Vicario, film campione d&#039;incassi che gli regal\u00f2 una grande popolarit\u00e0.\u00a0Per il fisico e la duttilit\u00e0 d&#039;espressione, Leroy si \u00e8 visto spesso affidare personaggi di forte carisma resi con notevole classe: \u00e8 infatti un principe in &quot;L&#039;attico&quot; (1963) di Gianni Puccini e in &quot;Il tango della gelosia&quot; (1981) di Steno; Sant&#039;Ignazio di Loyola in &quot;State buoni se potete&quot; (1983) di Luigi Magni e Papa Leone XIII in &quot;Don Bosco&quot; (1988) di Leandro Castellani.\u00a0Spesso, invece, \u00e8 stato scelto per interpretare personaggi crudeli, decisi a distruggere gli avversari: cos\u00ec \u00e8 il tribuno Silla che non esita a rompere un trattato di pace in &quot;Solo contro Roma&quot; (1962) di Herbert Wise (Luciano Ricci); un maggiore che trasforma con la forza un plotone di ribelli in una macchina da guerra in &quot;R.A.S. &#8211; Nulla da segnalare&quot; (1973) di Yves Boisset; un nazista in &quot;Il portiere di notte&quot; (1974) di Liliana Cavani; un uomo che costringe la moglie a prostituirsi e violenta l&#039;amica del figlio sotto i suoi occhi in &quot;Tranquille donne di campagna&quot; (1980) di Claudio De Molinis.\u00a0Leroy ha saputo rendere i suoi personaggi inquietanti, come in &quot;Femina ridens&quot; (1969) di Piero Schivazappa, in cui l&#039;uomo irreprensibile che interpreta \u00e8 in realt\u00e0 un seviziatore di prostitute. In &quot;Senza sapere niente di lei&quot; (1969) di Luigi Comencini, disegna un crudele assassino disposto a diventare l&#039;amante della figlia di una donna uccisa pur di ricavarne delle informazioni, mentre in &quot;L&#039;occhio selvaggio&quot; (1967) di Paolo Cavara \u00e8 un cinereporter che, per ottenere una scena realistica, organizza un incidente e filma un attentato senza badare all&#039;amante che rimane uccisa. Nel corso degli anni Novanta, oltre a lavorare in televisione, ha interpretato piccoli ruoli in film come &quot;Nikita&quot; (1990) di Luc Besson, &quot;Il ritorno di Casanova&quot; (1991) di Edouard Niermans e &quot;Mario e il mago&quot; (1993) di Klaus Maria Brandauer. Nel 1999 ha partecipato alla commedia &quot;Il pesce innamorato&quot; di Leonardo Pieraccioni e nel 2001 al drammatico &quot;Vajont &#8211; La diga del disonore&quot; di Renzo Martinelli.\u00a0\u00a0\u00a0&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Si \u00e8 spento questa sera a Roma a 93 anni Philippe Leroy dopo una lunga malattia. 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