{"id":20824,"date":"2024-06-01T11:01:02","date_gmt":"2024-06-01T09:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=20824"},"modified":"2024-06-01T11:01:02","modified_gmt":"2024-06-01T09:01:02","slug":"tra-ombrelloni-e-spiagge-mancano-i-bagnini-scoperto-almeno-il-10-delle-posizioni-la-denuncia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=20824","title":{"rendered":"Tra ombrelloni e spiagge mancano i bagnini, scoperto almeno il 10% delle posizioni: la denuncia"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da Jesolo a Tropea, da Rimini a Porto Cesareo, passando per Maccarese e Fregene, secondo i sindacati manca almeno il 10% dei bagnini che sarebbero necessari sulle spiagge italiane. Eppure le risposte dei gestori degli stabilimenti contattati da Adnkronos\/Labitalia, con un cronista che si \u00e8 proposto come assistente bagnanti, mostrano una realt\u00e0 che sembra parzialmente diversa: &quot;No, siamo a posto, grazie&quot; o &quot;Hai il brevetto? Manda il cv, questa \u00e8 la mail&quot;. O ancora &quot;il posto lo avrei, ma \u00e8 meglio vederci di persona, quando puoi passa dal lido&quot;. Dietro questo scollamento c&#039;\u00e8 una realt\u00e0 denunciata da diversi sindacati: per gli assistenti bagnanti \u00e8 previsto per legge il contratto nazionale di lavoro del turismo, con 40 ore settimanali di lavoro su 6 giorni e stipendio netto che parte dai 1.200 euro per poi salire a seconda dell&#039;inquadramento. Ma i gestori non sempre vogliono pagare queste cifre. E i giovani non si accontentano pi\u00f9 di paghe non adeguate. Lo dice bene Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari: &quot;I tempi sono cambiati: noi da ragazzi facevamo la fila per fare i bagnini e avere qualche soldo in pi\u00f9 in tasca d&#039;estate, oggi \u00e8 difficile che un giovane si avvicini a questo lavoro&quot;, spiega ad Adnkronos\/Labitalia. \u00a0Sul litorale pontino, tra Terracina e Sperlonga, &quot;da tempo denunciamo paghe orarie al ribasso, istituti contrattuali non rispettati e tante altre anomalie contrattuali&quot;, spiega ad Adnkronos\/Labitalia il segretario generale della Uiltucs Latina, Gianfranco Cartisano, che assiste diversi lavoratori che hanno denunciato irregolarit\u00e0 in stipendi, orari e mansioni. &quot;Nei giorni scorsi siamo stati anche convocati dall&#039;Inps &#8211; aggiunge &#8211; e abbiamo la necessit\u00e0 di intervenire a sostegno di questi lavoratori. Abbiamo da giorni inviato a tutti i Comuni costieri richieste d&#039;incontro finalizzate a limitare il danno che inevitabilmente ricadr\u00e0 sui bagnini del territorio: i bandi di gara e gli affidamenti devono tenere conto del costo orario previsto dal contratto nazionale. Con alcuni Comuni il confronto \u00e8 gi\u00e0 in fase avanzata&quot;.\u00a0Per il sindacato, la situazione sul territorio \u00e8 chiara. &quot;A Terracina &#8211; avverte Cartisano &#8211; riscontriamo le maggiori anomalie: i soggetti che contrattualizzano i lavoratori con gli stabilimenti balneari sono sempre gli stessi, da anni cambiano ragione sociale e denominazione aziendale, boicottando e raggirando i bagnini, i quali a fine stagione devono inseguire pezzi di salario mancante, mancata contribuzione e soprattutto dignit\u00e0 e mancato rispetto del lavoro svolto sulle spiagge&quot;. \u00a0Dal Tirreno all&#039;Adriatico, dal litorale pontino a quello abruzzese, le criticit\u00e0 denunciate sono spesso analoghe. Anche se l&#039;azione del sindacato e le proteste dei lavoratori gi\u00e0 l&#039;anno scorso hanno portato a qualche risultato come spiega ad Adnkronos\/Labitalia Davide Frigelli, segretario generale della Fisascat Cisl Abruzzo-Molise. &quot;Sul litorale abruzzese -racconta- abbiamo una particolarit\u00e0: c&#039;\u00e8 un&#039;agenzia, una srl, che si occupa di rifornire di bagnini l&#039;80% degli stabilimenti balneari abruzzesi. Si occupa di far loro prendere il brevetto di salvataggio durante l&#039;inverno e poi li colloca nelle varie spiagge, con una busta paga per\u00f2 intestata alla srl. Lo stabilimento cos\u00ec non si deve preoccupare di trovare il bagnino gi\u00e0 col brevetto, pensano a tutto loro, gestiscono tutto loro. Senonch\u00e9 l&#039;estate scorsa abbiamo ricevuto diverse denunce da parte di bagnini che denunciavano di essere pagati 4,50 euro all&#039;ora, al di sotto di quanto previsto dal contratto nazionale. Mentre la societ\u00e0 incassava dallo stabilimento balneare 17-18 euro l&#039;ora per ogni bagnino&quot;, sottolinea il sindacalista.\u00a0Raccolte le denunce il sindacato si \u00e8 mosso con le vertenze e qualcosa \u00e8 cambiato. &quot;Se andiamo a vedere l&#039;identikit di questi lavoratori -racconta- sono tutti ragazzi, studenti o giovani che da poco hanno finito l&#039;universit\u00e0. Grazie alla nostra azione la srl ha cambiato registro, alzando la paga. E in pi\u00f9 adesso gli assistenti bagnanti riescono ad accedere alla disoccupazione speciale del settore turismo, mentre prima non era possibile perch\u00e9 la srl attraverso diverse voci in busta paga faceva in modo che non raggiungessero le 51 ore stagionali previste per averne diritto&quot;, sottolinea Frigelli. E il sindacato oggi continua a vigilare. &quot;Scottata dalle vertenze, la societ\u00e0 gi\u00e0 l&#039;anno scorso ha rivisto le buste paga. Non \u00e8 che ci entusiasmino ma di sicuro c&#039;\u00e8 una differenza tra la notte e il giorno rispetto alle precedenti. E adesso vedremo quest&#039;anno se continueranno sulla strada che hanno intrapreso, o torneranno ai vecchi &#039;fasti&#039;, per loro naturalmente&quot;, conclude. \u00a0Quella della provincia di Latina e dell&#039;Abruzzo non \u00e8 una situazione diffusa a livello nazionale, invece, secondo Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, che, con Adnkronos\/Labitalia, rivendica la correttezza degli esercenti degli stabilimenti, riconoscendo che tra gli assistenti bagnanti oggi manca circa il 10% della forza lavoro. &quot;Oggi in Italia, comunque, c&#039;\u00e8 carenza assolutamente di questa mansione e ovviamente gli organici si fanno, ma con grandi difficolt\u00e0, con dei numeri che sono troppo limitati. Il sistema di assistenza ai bagnanti sar\u00e0 operativo, per\u00f2 siamo arrivati a questa operativit\u00e0 con difficolt\u00e0 e mancano ancora persone, un 10%, ed \u00e8 comunque un tema che riguarda un po&#039; tutto il territorio nazionale&quot;, sottolinea ancora. \u00a0Assistenti che servono &quot;per avere appunto la tranquillit\u00e0 della rotazione, nel caso di malattie, infortuni, e altro&quot;. &quot;Questi ragazzi hanno tutti, tutti i contratti nazionali che vengono applicati. Denunce di sfruttamento e diritti non rispettati? Io ritengo che si possano perimetrare a situazioni singole, sicuramente non generalizzate. Poi \u00e8 chiaro che nulla si esclude, ma \u00e8 una tipologia di figura che \u00e8 fondamentale e importante, visto che lo stabilimento balneare pu\u00f2 aprire solo se ha il servizio di salvataggio in forma singola o collettiva, questo \u00e8 quello che dice l&#039;ordinanza&quot;, spiega.\u00a0Rustignoli cita il caso della Romagna come buona pratica. &quot;Ci sono le cooperative del servizio di salvataggio che operano in tutti i Comuni, ogni Comune ha la sua e quindi, ovviamente, qui viene rispettato al 100% il contratto nazionale, sotto tutti gli aspetti, come \u00e8 giusto che sia, ne ho la massima certezza, e lo stesso avviene in Toscana, in Liguria, Veneto. Poi, chiaramente, qualche situazione probabilmente non in regola c&#039;\u00e8 ma va perimetrata alle casistiche che emergono&quot;, conclude.\u00a0Buste paga e contratti all&#039;apparenza regolari, ma nella realt\u00e0 compensi dimezzati e turni di lavoro prolungati. Dal Tirreno all&#039;Adriatico per i bagnini l&#039;estate \u00e8 spesso torrida non solo per le temperature ma anche per il trattamento ricevuto dai datori di lavoro, che, c&#039;\u00e8 da dire, non sempre sono direttamente i titolari degli stabilimenti balneari. Spesso a fornire il personale alle spiagge sono societ\u00e0 e cooperative che, stando alle testimonianze dei lavoratori raccolte da Adnkronos\/Labitalia e alle denunce e alle vertenze avviate dai sindacati, non brillano per trasparenza nella gestione dei rapporti di lavoro. E cos\u00ec spesso il bagnino, una figura fondamentale per lo stabilimento balneare, non deve solo controllare ed eventualmente salvare i bagnanti, ma anche lottare per vedere salvaguardati i propri diritti di lavoratore. \u00a0Come \u00e8 capitato ad Andrea, nome di fantasia, che per anni ha svolto questa professione nel tratto di costa pontino che va da Terracina a Sperlonga. &quot;Oggi ho 60 anni -racconta ad Adnkronos\/Labitalia- ed \u00e8 da 21 che, da giugno a settembre, faccio l&#039;assistente bagnanti nella provincia di Latina, sempre alle stesse condizioni, sempre sfruttato, sempre con queste paghe al ribasso e il tfr che non c&#039;\u00e8 mai. E a gestire tutto sono tutti gli anni gli stessi soggetti che cambiano nome alle societ\u00e0. Adesso mi sono stancato e ho deciso di denunciare, vediamo se porta a qualcosa&#8230;&quot;, spiega il lavoratore, assistito nella sua battaglia dal sindacato Uiltucs. \u00a0La sua \u00e8 una storia in cui di regolare c&#039;\u00e8 davvero ben poco. &quot;Il contratto? Vabb\u00e8 -sottolinea- non lo vediamo mai, c&#039;\u00e8 un accordo sulla paga ma non corrisponde mai al mio livello come qualifica. Non viene mai rispettato, insomma, le buste paga vengono &#039;aggiustate&#039; per far uscire quello che \u00e8 stato pattuito. E quindi 850 euro al mese per 5 ore di lavoro al giorno, ogni giorno. Mentre la busta paga di un assistente bagnante si dovrebbe aggirare intorno ai 1.150-1.200 euro&quot;, sottolinea.\u00a0Un trattamento che alla fine ha sfiancato Andrea. &quot;Mi sono stancato. Elemosinare 50, 100 euro non mi va pi\u00f9, ho detto basta e vediamo come va a finire. Il rammarico \u00e8 che la cooperativa gestisce circa 80-100 assistenti bagnanti che fornisce agli stabilimenti balneari tra Terracina e Sperlonga. Tutti si lamentano, ma nessuno fa niente&quot;, conclude amaro.\u00a0Dal Tirreno all&#039;Adriatico i chilometri sono tanti ma le storie corrono parallele, almeno ascoltando la storia di Giuseppe, studente universitario abruzzese che per un periodo d&#039;estate ha svolto l&#039;attivit\u00e0 di assistente bagnanti nella provincia di Pescara. &quot;Ho preso il brevetto d&#039;inverno &#8211; racconta ad Adnkronos\/Labitalia- presso la societ\u00e0 che rifornisce di assistenti bagnanti tutti gli stabilimenti balneari della costa. Dopo l&#039;esame mi \u00e8 stato chiesto di firmare con la loro societ\u00e0. Ho portato con me mia madre che \u00e8 nel mondo del lavoro sicuramente pi\u00f9 di quanto lo sia io e lei mi ha detto che era comunque un ottimo contratto di sesto livello, con una retribuzione minima di 8 euro all&#039;ora&quot;, sottolinea. \u00a0E cos\u00ec inizia l&#039;avventura di Giuseppe sulle torrette delle spiagge abruzzesi, esattamente nel giugno di 2 anni fa. &quot;Nel primo mese lavorativo -racconta- io non mancai un giorno al lavoro, mi feci tutti e 30 i giorni lavorativi e non mi presi un sabato n\u00e9 una domenica. Arrivata la busta paga l&#039;amara sorpresa: 600 euro. Portai subito la busta paga a mia madre e lei subito si accorse che qualcosa non tornava, e chiese al commercialista della societ\u00e0 che per\u00f2 ha fatto muro. Cos\u00ec attraverso un conoscenze ci siamo rivolti al sindacato, alla Fisascat Cisl&quot;, sottolinea. \u00a0Giuseppe ha scoperto di non essere il solo a ritrovarsi una busta paga cos\u00ec magra rispetto al lavoro svolto. &quot;Io mi ero sentito -ammette- un po&#039; come dire fregato, noi a Pescara tra i ragazzi ci conosciamo grosso modo tutti quanti e sono andato da conoscenti che svolgevano il lavoro del bagnino da pi\u00f9 tempo di me e ho chiesto quanto percepissero. C&#039;\u00e8 da dire che la maggior parte dei bagnini erano ragazzi, che ogni giorno &#039;coprivano&#039; uno stabilimento diverso, a volte anche uno la mattina uno al pomeriggio. E nel caso ci sia un&#039;organizzazione serale si pu\u00f2 anche fare il turno in piscina in uno stabilimento che \u00e8 aperto la sera&quot;, sottolinea Giuseppe. \u00a0Turni decisi dall&#039;agenzia che al momento del pagamento dello stipendio non mostrava quella disponibilit\u00e0 che chiedeva ai dipendenti. &quot;Sono andato da un ragazzo &#8211; racconta ancora Giuseppe &#8211; che faceva questo mestiere da 4 anni, aveva iniziato a 16 anni e per lui era normale ricevere 600 euro lavorando tutti i giorni. Quindi abbiamo deciso insieme di andare avanti e man mano che questa cosa prendeva voce si sono aggiunti altri giovani, sono spuntati come funghi&quot;, sottolinea. \u00a0E per la societ\u00e0 sono arrivate una serie di vertenze. &quot;Alcuni di noi sono stati risarciti, altri non lo so perch\u00e9 poi io mi sono tirato fuori dalla vicenda nel momento in cui sono stato risarcito, anche il sindacato mi ha consigliato di non avere pi\u00f9 contatti&quot;, aggiunge. E Adnkronos\/Labitalia ha interpellato Cristian Di Santo, rappresentante del Consorzio &#039;Compagnia del mare&#039; che inserisce al lavoro assistenti bagnanti in gran parte degli stabilimenti della costa abruzzese, che ha risposto sull&#039;organizzazione attuale. &quot;Per quanto riguarda quest&#039;anno -spiega- posso dire che i ragazzi faranno pi\u00f9 ore di lavoro e di conseguenza gli stipendi saranno pi\u00f9 alti rispetto agli anni precedenti, con l&#039;applicazione regolare del contratto. Per noi il problema principale \u00e8 reperire personale maggiorenne perch\u00e8 essendo un lavoro stagionale \u00e8 pi\u00f9 legato all&#039;alternanza con il periodo scolastico. Noi ci auguriamo una bella stagione all&#039;insegna del divertimento e della sicurezza&quot;, conclude. . \u00a0Ma non sono solo gli assistenti bagnanti a chiedere pi\u00f9 diritti in questa estate 2024 che sta per iniziare negli stabilimenti balneari italiani. C&#039;\u00e8 anche chi, come Gianluca, 39 anni, \u00e8 stufo di lavorare 14-15 giorni, 7 giorni su 7, con 40 gradi all&#039;ombra nelle cucine di stabilimenti e villaggi turistici. &quot;E&#039; sempre la stessa storia: \u00e8 da 11 anni che &#039;faccio la stagione&#039; sia sul litorale pontino che in altre zone -si sfoga con Adnkronos\/Labitalia- e posso dire che tra Nord, Centro e Sud non cambia niente: si \u00e8 sempre e solo sfruttati. Gi\u00e0 al colloquio di lavoro ti dicono quello che non ti daranno: tfr, straordinario, ecc.&quot;. \u00a0&quot;Ma credo che il gioco sia finito: il personale non si trova -sottolinea- perch\u00e9 le nuove generazioni non sono come noi che ci facciamo sfruttare, magari per bisogno, e non replichiamo. Io ho accettato anche contratti di due ore come se non fosse chiaro che in due ore in cucina non ci fai nulla&#8230; I giovani oggi per questi stipendi da fame non rinunciano a famiglia, salute e tempo libero&quot;, spiega amaro. \u00a0Gianluca racconta che in tanti anni &quot;solo una volta forse ho ricevuto tutto quello che mi spettava in modo regolare. In tutti gli altri casi le buste paga sono state sgonfiate con diverse voci e io mi sono sempre ritrovato uno stipendio da fame in mano&quot;, spiega. Ma la speranza \u00e8 l&#039;ultima a morire e per Gianluca, che la passione per la cucina non riesce a togliersela dalla testa nonostante i magri guadagni. &quot;Forse quest&#039;anno ho trovato un&#039;azienda seria che mi fa un contratto regolare. Ma per festeggiare aspetto di entrare, mi \u00e8 capitato altre volte che mi offrissero mari e monti e poi&#8230;&quot;, conclude amaro.\u00a0&#8212;lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da Jesolo a Tropea, da Rimini a Porto Cesareo, passando per Maccarese e Fregene, secondo i sindacati manca almeno il 10% dei bagnini che sarebbero necessari sulle spiagge italiane. 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