{"id":2059,"date":"2024-02-16T06:56:48","date_gmt":"2024-02-16T05:56:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=2059"},"modified":"2024-02-16T06:56:48","modified_gmt":"2024-02-16T05:56:48","slug":"pancia-gonfia-per-caramelle-e-gomme-sugar-free-ecco-perche-succede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=2059","title":{"rendered":"Pancia gonfia per caramelle e gomme sugar-free? Ecco perch\u00e9 succede"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nPancia gonfia per aver masticato caramelle o gomme sugar-free? Scienziati americani dell&#039;universit\u00e0 della California (Uc) di Davis svelano una possibile causa dell&#039;intolleranza al sorbitolo, dolcificante utilizzato in diversi prodotti alimentari &#039;senza zucchero&#039;: questa condizione potrebbe dipendere da cambiamenti del microbioma intestinale. Pi\u00f9 precisamente dalla scomparsa di particolari batteri per effetto dell&#039;assunzione di antibiotici o di una dieta ricca di grassi, suggerisce lo studio. Il lavoro, condotto sui topi e pubblicato su &#039;Cell&#039;, offre &quot;una base di partenza completamente nuova per approcci volti a diagnosticare, prevenire e trattare l&#039;intolleranza al sorbitolo&quot;, spiega l&#039;autore senior Andreas B\u00e4umler, vicepresidente Ricerca del Dipartimento di Microbiologia medica e Immunologia dell&#039;Uc Davis.\u00a0Il sorbitolo &#8211; ricordano i ricercatori &#8211; \u00e8 un alcol zuccherino usato in chewing gum, mentine e dolciumi sugar-free. In natura \u00e8 presente in albicocche, mele, pere, avocado e altri cibi, e ad alte concentrazioni pu\u00f2 provocare gonfiore, crampi e diarrea. In alcune persone, tuttavia, ne basta una piccola quantit\u00e0 per causare disturbi digestivi. Una condizione nota appunto come intolleranza al sorbitolo. &quot;Il nostro studio indica che la degradazione del sorbitolo da parte di microbi&quot; della flora intestinale &quot;normalmente protegge dall&#039;intolleranza&quot; alla sostanza, che pu\u00f2 essere invece causata da &quot;una compromissione della capacit\u00e0 microbica di scomporre il sorbitolo&quot;, afferma Jee-Yon Lee del team di B\u00e4umler, primo autore della ricerca. \u00a0Per prima cosa, attraverso analisi metagenomiche gli scienziati hanno individuato quali batteri intestinali hanno geni che producono l&#039;enzima necessario a degradare il sorbitolo. Tra questi, hanno identificato quelli che erano abbondanti prima di un trattamento con farmaci antibiotici, ma non dopo. Si sono cos\u00ec concentrati sui microbi della famiglia Clostridium. Questi batteri sono anaerobici, cio\u00e8 non gradiscono gli ambienti in cui c&#039;\u00e8 ossigeno. In topi ai quali venivano somministrati antibiotici, o che venivano nutriti con una dieta ricca di grassi saturi, gli studiosi hanno osservato un ridotto utilizzo di ossigeno da parte delle cellule di rivestimento (epitelio) dell&#039;intestino. Ci\u00f2 aumentava la quantit\u00e0 di ossigeno a livello intestinale, riducendo il numero di batteri del genere Clostridium. E questa carenza di Clostridia impediva la &#039;digestione&#039; del sorbitolo.\u00a0A questo punto i ricercatori hanno provato a ripristinare la popolazione di batteri Clostridium nell&#039;intestino dei topi, in modo che questi potessero tornare a scomporre il sorbitolo. In un esperimento hanno alimentato i roditori con Anaerostipes caccae, un batterio intestinale che produce butirrato. Il butirrato \u00e8 un acido grasso a catena corta che migliora l&#039;utilizzo di ossigeno da parte dell&#039;epitelio intestinale, riducendo la quantit\u00e0 di gas &#039;libero&#039; nell&#039;intestino crasso. La regolazione della presenza di ossigeno con Anaerostipes caccae ha ripristinato i normali livelli di Clostridia. Ci\u00f2 proteggeva i topi dalla diarrea indotta dal sorbitolo, anche dopo che l&#039;apparato digerente degli animali aveva eliminato i batteri produttori di butirrato.\u00a0Gli scienziati ipotizzano che la mesalazina (5-aminosalicilato) o mesalamina &#8211; un farmaco impiegato per trattare la colite ulcerosa, il morbo di Crohn e altre malattie infiammatorie croniche intestinali &#8211; possa essere efficace contro l&#039;intolleranza al sorbitolo negli esseri umani. La mesalazina funziona infatti in modo simile ai batteri produttori di butirrato, ricreando nell&#039;intestino un ambiente con poco ossigeno, ovvero quello preferito dai Clostridia. \u00a0Lo studio ha &quot;un&#039;importante limitazione&quot;, ammettono gli autori: rispetto all&#039;uomo, i topi possono tollerare livelli di sorbitolo molto pi\u00f9 elevati, quindi &quot;saranno necessari studi clinici per verificare se la mesalazina possa trattare l&#039;intolleranza al sorbitolo umana&quot;. Ci\u00f2 precisato, per Lee &quot;questa scoperta \u00e8 cruciale, anche visto l&#039;uso prevalente di sorbitolo e simili nella produzione di alimenti dietetici cheto-friendly ad alto contenuto di grassi&quot;. Pi\u00f9 in generale, conclude, la ricerca &quot;evidenzia l&#039;importanza dell&#039;utilizzo di ossigeno da parte dell&#039;epitelio intestinale per mantenere un sano equilibrio nella flora batterica, specie dei Clostridia, per una corretta digestione di alcuni zuccheri&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Pancia gonfia per aver masticato caramelle o gomme sugar-free? 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