{"id":19975,"date":"2024-05-29T14:13:50","date_gmt":"2024-05-29T12:13:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=19975"},"modified":"2024-05-29T14:13:50","modified_gmt":"2024-05-29T12:13:50","slug":"alimenti-siglato-lo-smart-meat-2030-un-manifesto-per-sostenibilita-digitale-settore-zootecnico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=19975","title":{"rendered":"Alimenti, siglato lo Smart Meat 2030, un manifesto per sostenibilit\u00e0 digitale settore zootecnico"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Siglato oggi al Senato il Manifesto Smart Meat 2030 &#8211; Sustainable Management and Advanced Responsible Technologies for Meat Ecosystems and Agri-food Tracking &#8211; per la sostenibilit\u00e0 digitale del settore zootecnico italiano. Il Manifesto \u00e8 stato firmato nel corso della conferenza stampa per la presentazione del Rapporto &#039;La transizione digitale delle filiere italiane della carne&#039; indetta su iniziativa del senatore Antonio De Poli, in collaborazione con la Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale. Lo studio \u00e8 stato realizzato dalla Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale con il contributo scientifico del centro studi di Carni Sostenibili, l\u2019associazione che riunisce le principali sigle dei produttori di carni e salumi in Italia. \u00a0Nelle intenzioni dei promotori il Manifesto \u00e8 aperto ad associazioni, aziende e Istituzioni che vogliano sottoscriverne l\u2019impegno, collaborando nella costruzione di un sistema ancora pi\u00f9 avanzato, sostenibile e tecnologico. Smart Meat 2030 nasce per sostenere le aziende del settore zootecnico italiano nel loro percorso verso gli obiettivi europei 2030 di sostenibilit\u00e0: dalla valorizzazione della tecnologia digitale e della sostenibilit\u00e0 digitale come pilastri delle filiere di produzione della carne alla necessit\u00e0 di infrastrutture, competenze e formazione; dalla costruzione di ecosistemi data driven all\u2019adozione di tecnologie avanzate fino al monitoraggio delle emissioni e del benessere animale; dalla questione della sicurezza informatica al ruolo strategico delle Istituzioni. Sono 10 i punti che costituiscono il Manifesto e disegnano un percorso di sensibilizzazione verso i temi pi\u00f9 urgenti per supportare le aziende del settore verso la transizione digitale in un\u2019ottica di sostenibilit\u00e0 ambientale, economica e sociale.\u00a0Il Rapporto &#039;La transizione digitale delle filiere italiane della carne&#039; \u00e8 il primo studio che analizza come le tecnologie digitali possano migliorare l&#039;allocazione del capitale fisico, naturale e umano nelle aziende della filiera delle carni riducendo i costi e guadagnando in efficienza. Il Rapporto esamina il ruolo dell&#039;agricoltura digitale nel migliorare l&#039;equit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 ambientale dei sistemi alimentari, evidenziando le sfide che potrebbero emergere lungo il percorso. Inoltre, lo studio rappresenta uno strumento di riflessione per facilitare la comprensione e la transizione verso una nuova realt\u00e0 produttiva per tutti gli attori, dal primario ai servizi, coinvolti nella produzione della carne. Nel corso dell\u2019analisi sono stati esaminati in modo critico e dettagliato l&#039;impatto e le implicazioni della digitalizzazione, intesa come inserimento di tecnologia, e della trasformazione digitale, intesa come effetto della digitalizzazione sui processi, sulle filiere della carne, valutandone le ripercussioni in termini di sostenibilit\u00e0\u0300. \u00a0 Lo studio scatta una fotografia dettagliata dell\u2019intero comparto. Oggi in Europa ci sono 9,1 milioni di aziende agricole, di cui 3,2 milioni di aziende sono zootecniche e miste, la produzione agricola complessiva nei Paesi europei ammonta a 537,5 miliardi di euro, di cui 206 miliardi derivanti dalla produzione animale. Nel nostro Paese, invece, ci sono 166.460 aziende zootecniche (131.110 specializzate nell\u2019allevamento del bovino, 28.550 per il suino e 6.800 per il settore avicolo), per 513.000 addetti (358.000 per il settore bovino, 91.000 per il settore suino e 64.000 per il settore avicolo). In totale il settore zootecnico vale 33 miliardi di euro (11 miliardi per la fase agricola, 22 miliardi per quella industriale). L\u2019Italia con 3,69 milioni di tonnellate di carne prodotta si colloca al 5\u00b0 posto in Europa, dopo Germania (7,92 mln\/tons) Spagna (7,16 mln\/tons), Francia (5,42 mln\/tons) e Polonia (5,13 mln\/tons), ma al penultimo posto nei consumi pro-capite di carni con 72 kg di consumo apparente all\u2019anno, a cui corrispondono circa 35,5 kg di consumo reale, considerando solo la parte edibile di carne (al netto di ossa, cartilagini e grasso).\u00a0Gli ultimi dati Istat su innovazione e digitalizzazione &#8211; 7\u00ba Censimento Generale dell\u2019Agricoltura tratteggiano una situazione fatta di luci e ombre: in totale poco pi\u00f9 del 15% delle aziende zootecniche \u00e8 digitalizzata, percentuale che sale al 71,6% per quelle pi\u00f9 grandi che superano il centinaio di capi adulti. Quello che emerge dal Rapporto della Fondazione \u00e8 che le filiere della carne, oggi, anche a valle degli investimenti fatti nell\u2019ambito di Industria 4.0 e di quelli affrontabili nel contesto del Pnrr, sono tra quelle che potrebbero trarre maggiori vantaggi da un approccio orientato alla sostenibilit\u00e0\u0300 digitale, ma in molti casi ne stanno cogliendo soltanto gli impatti pi\u00f9\u0300 marginali. Sono, infatti, ancora molti gli ostacoli che ne limitano una capillare diffusione: la mancanza di infrastrutture pervasive, la scarsa diffusione nel settore di una cultura orientata al digitale e la difficolta\u0300 di gestire un processo di cambiamento che per essere efficace deve toccare tutti gli anelli di una catena del valore complessa e multiforme. Ostacoli che hanno certo rallentato, ma non bloccato lo sviluppo di esperienze, modelli e casi d\u2019eccellenza che dimostrano quanto queste filiere possano essere non solo efficientate, ma talvolta rivoluzionate dalla trasformazione digitale in un\u2019ottica di sempre maggiore sostenibilit\u00e0\u0300 ambientale, economica e sociale. \u00a0Il Rapporto, inoltre, analizza la sostenibilit\u00e0\u0300 digitale nell&#039;allevamento di carne in termini di ottimizzazione dell&#039;uso delle risorse, miglioramento del benessere animale, riduzione dell&#039;impronta ecologica dell&#039;intera filiera. Tecnologie come sistemi IoT avanzati possono monitorare in tempo reale le condizioni degli animali e l&#039;ambiente in cui vivono, permettendo interventi tempestivi che migliorano la salute e il benessere degli animali e riducono la necessita\u0300 di trattamenti farmacologici. Tecnologie come la telemetria avanzata per la raccolta delle informazioni e l&#039;analisi predittiva sono impiegate per monitorare la salute e il comportamento degli animali, con sensori che raccolgono dati su parametri vitali e attivit\u00e0\u0300, contribuendo a prevenire malattie e a migliorarne le condizioni di vita. Un approccio che non solo impatta positivamente sulla sostenibilit\u00e0\u0300 delle operazioni, ma che ha effetti incrementali anche sulla qualit\u00e0\u0300 del prodotto finito, come dimostrato dagli studi raccolti nel rapporto, che evidenziano una diminuzione del 20% nel tasso di mortalit\u00e0 e una riduzione del 15% nell&#039;uso di antibiotici attraverso le applicazioni di tali tecnologie.\u00a0 Secondo Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilit\u00e0 Digitale, \u201c\u00e8 di fondamentale importanza che si comprenda il ruolo profondamente trasformativo della digitalizzazione in una filiera complessa come quella della carne. Ragionare in termini di sostenibilit\u00e0 vuol dire ragionare in termini sistemici: ci\u00f2 comporta da una parte la possibilit\u00e0 di ottimizzare il rapporto di efficienza\/efficacia degli allevamenti, dall\u2019altra per\u00f2 il fatto che all\u2019aumento dell\u2019efficienza aumenta anche la complessit\u00e0 per gli attori della filiera. Per gestire questo aumento di complessit\u00e0 servono strumenti digitali. E cultura diffusa per utilizzarli. Ma utilizzandoli ci si rende conto che rappresentano non solo una grande opportunit\u00e0 per la sostenibilit\u00e0 economica e sociale degli allevamenti, ma anche uno strumento imprescindibile per migliorarne la sostenibilit\u00e0 ambientale\u201d. E conclude Epifani \u201csenza contare gli impatti di tecnologie come l\u2019AI, i Big Data, l\u2019IoT sul benessere animale, che deve essere una delle priorit\u00e0 nella costruzione di un ecosistema digitale di filiera realmente sostenibile\u201d.\u00a0 Per Giuseppe Pulina, presidente di Carni Sostenibili e professore Ordinario di Etica e Sostenibilit\u00e0 degli Allevamenti dell&#039;Universit\u00e0 di Sassari, \u201cle aziende agrarie producono molte informazioni, \u00e8 stato stimato che entro il 2050 produrranno circa 4,1 milioni di punti dati al giorno, ma oggi la quasi totalit\u00e0 va dispersa. La sfida \u00e8 utilizzare queste informazioni per aumentare l\u2019efficienza produttiva, riprogrammando i sistemi in chiave digitale perseguendo l&#039;intensificazione intelligente dei sistemi agro-zootecnici\u201d. E ha aggiunto il professore: \u201cSiamo agli albori di una nuova rivoluzione quella della trasformazione digitale, se precedentemente, a partire dagli anni duemila, gli aumenti produttivi erano generati per due tersi dalle informazioni e per un terzo dagli input di acque, terre e energie, oggi possiamo ambire a una &#039;super sostenibilit\u00e0&#039; dove gli aumenti produttivi sono generati oltre il 100% da informazione e dalla riduzione degli input. In termini termodinamici: il sistema produce di pi\u00f9, consumando di meno\u201d. \u00a0\u201cCisco ha la missione di connettere in modo sicuro le persone e le cose, permettendo di valorizzare le opportunit\u00e0 della trasformazione digitale. Per noi \u00e8 particolarmente importante contribuire a realizzare un futuro inclusivo per tutti e perseguiamo questo obiettivo realizzando soluzioni tecnologiche sostenibili e circolari &#8211; afferma Angelo Fienga, director Sustainable Solutions Emea di Cisco &#8211; L\u2019Internet delle Cose \u00e8 una tecnologia abilitante, che permette di raccogliere dati molto dettagliati dalle catene di produzione e nelle filiere; ci pu\u00f2 far capire come si impiegano le risorse e come possiamo ottimizzarle, sfruttando anche l\u2019Intelligenza Artificiale per estrarre dai dati informazioni di valore. Ci\u00f2 permette di migliorare i processi sia in termini di costi sia di impatto ambientale e crea le condizioni per perseguire insieme obiettivi di business e uno scopo pi\u00f9 alto di miglioramento per la societ\u00e0\u201d. \u201cGrazie all&#039;uso di dati e intelligenza artificiale \u00e8 possibile ottimizzare il ciclo di crescita del bestiame, ridurre gli sprechi negli impianti di trasformazione e aumentare l&#039;efficienza nella distribuzione. Tutto questo consente di ottenere rese costanti e di qualit\u00e0 superiore, migliorare la salute degli animali e ridurre l&#039;impatto ambientale, promuovendo un&#039;economia circolare e sostenibile\u201d, dice Francesco Frinchillucci, Sales Director di Sas.\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Siglato oggi al Senato il Manifesto Smart Meat 2030 &#8211; Sustainable Management and Advanced Responsible Technologies for Meat Ecosystems and Agri-food Tracking &#8211; per la sostenibilit\u00e0 digitale del settore zootecnico italiano. 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