{"id":19386,"date":"2024-05-26T00:01:41","date_gmt":"2024-05-25T22:01:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=19386"},"modified":"2024-05-26T00:01:41","modified_gmt":"2024-05-25T22:01:41","slug":"tumori-loncologo-sempre-piu-pazienti-under-40","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=19386","title":{"rendered":"Tumori, l&#8217;oncologo: &#8220;Sempre pi\u00f9 pazienti under 40&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Oggi mi occupo molto frequentemente di casi di 40enni o ancora pi\u00f9 giovani con vari tipi di tumori diversi. Tumori che non sono quelli tipici dei giovani&quot;. A spiegarlo all&#039;Adnkronos Salute \u00e8 Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center del Policlinico Gemelli di Roma. &quot;Chi fa il clinico non vede i numeri, ma i pazienti che entrano in ambulatorio. Io faccio l&#039;oncologo da quasi 35 anni e posso dire che 15-20 anni fa non ne vedevo di ragazzi di 27-28 anni con tumore del pancreas&quot;.\u00a0Ad aumentare in questa fascia d&#039;et\u00e0, under 40, &quot;sono neoplasie tipiche dell&#039;adulto&quot;. &quot;Noi oncologi li abbiamo davanti questi pazienti. Quanto incida esattamente il fenomeno in termini epidemiologici lo capiremo quando avremo numeri pi\u00f9 grandi o un trend pi\u00f9 ampio, ma lo specialista si deve preoccupare e deve approfondire ora perch\u00e9 sta succedendo ora&quot;. \u00a0L&#039;esperto parte dalla sua esperienza personale di medico, per lanciare un alert e approfondisce le ragioni per cui la struttura capitolina ha deciso di impegnarsi in un progetto battezzato &#039;G-Aya&#039;, dedicato proprio ai tumori degli adolescenti e dei giovani adulti, a pazienti con diagnosi di malattia oncologica nell&#039;et\u00e0 compresa tra i 15 e i 39 anni. Una sorta di &quot;maxi-contenitore dove confluiscono studi che esplorano pi\u00f9 aspetti, dall&#039;epidemiologico al sociale fino al genomico tecnologicamente avanzato, per dare vita a un grande osservatorio e database a 360 gradi sui tumori degli under 40&quot;, riassume l&#039;esperto evidenziando l&#039;urgenza di affrontare un lavoro del genere. Sempre pi\u00f9 studi segnalano infatti un aumento delle diagnosi in questa fascia d&#039;et\u00e0, in particolare alcuni tipi di neoplasie che in genere insorgono in una fase pi\u00f9 avanzata della vita. Qual \u00e8 la portata reale? Sui dati epidemiologici si sta lavorando, puntualizza Tortora. \u00a0\u00a0&quot;L&#039;osservatorio epidemiologico italiano fa dei calcoli normalizzati per et\u00e0, diagnosi precoci e cos\u00ec via, ed evidenzia che i trend non sembrano pericolosissimi. Ma in una recente analisi dell&#039;universit\u00e0 di Edimburgo e di un ateneo cinese i numeri risultavano tutt&#039;altro che confortanti, rilevando un incremento di quasi l&#039;80%&quot; dei casi di tumore tra gli under 50 a livello globale nell&#039;arco di una trentina di anni.\u00a0 &quot;E siccome vediamo anche tumori per esempio legati all&#039;apparato digerente, quindi un aumento di quelli del colon o del pancreas, anche l&#039;alimentazione deve finire sotto esame. Oltre al fumo, all&#039;alcol, all&#039;aumento del sovrappeso e dell&#039;obesit\u00e0, ulteriori fattori predisponenti portandosi dietro a loro volta il diabete e alcune malattie metaboliche. Un recente lavoro segnala che c&#039;\u00e8 stato un invecchiamento cellulare della popolazione, un peggioramento dell&#039;et\u00e0 biologica degli attuali 40-50enni, emerso da un confronto su 9 parametri tra i nati negli anni &#039;50 e i nati negli anni successivi. L&#039;invecchiamento cellulare classicamente predispone a un maggior numero di mutazioni e, quindi, aumenta la suscettibilit\u00e0 al cancro&quot;. Stanno insomma venendo fuori una serie di aspetti. &quot;Dobbiamo provare ad unire i puntini&quot;. Ed \u00e8 il motivo per cui Tortora ha lanciato anche &quot;un appello&quot; ai colleghi. \u00a0\u00a0&quot;Se io sto vedendo in ambulatorio una fascia d&#039;et\u00e0 che prima non avevo mai visto devo segnalarlo e pormi delle domande&quot;, ragiona. Il suo messaggio \u00e8: &quot;Accendete i riflettori su questi casi, perch\u00e9 potremmo fare un database nazionale. Raccogliete dati per avere informazioni un po&#039; pi\u00f9 precise, e se c&#039;\u00e8 una profilazione, annotatela. Dobbiamo andare oltre l&#039;osservazione sul singolo caso, altrimenti tutto il resto ci sfugge. E se chi lavora in istituzioni pi\u00f9 piccole non lo pu\u00f2 fare&quot;, non pu\u00f2 affrontare una raccolta e analisi sistematica, &quot;allora invii i dati a un centro di raccolta pi\u00f9 grande&quot;. Serve uno sforzo comune, \u00e8 l&#039;invito.\u00a0&quot;Noi nella nostra realt\u00e0 abbiamo cominciato a lavorare sul colon, sul pancreas &#8211; elenca &#8211; stiamo raccogliendo dati, ma con il progetto G-Aya puntiamo ad avere database sempre pi\u00f9 preciso con numeri affidabili&quot;. Il capitolo Aya (Adolescents and Young Adults) &quot;\u00e8 gi\u00e0 sviluppato dal National Cancer Institute statunitense, \u00e8 diventata questa un&#039;area sensibile un po&#039; in tutti i centri oncologici del mondo, non solo perch\u00e9 c&#039;\u00e8 un trend di aumento di tumori nei giovani adulti, ma anche per la necessit\u00e0 di aumentare il livello di consapevolezza tra i giovani, al di l\u00e0 del fatto che possano entrare o meno negli screening oncologici&quot;, che magari partono da un&#039;et\u00e0 pi\u00f9 avanzata. Al Gemelli, nell&#039;ambito del progetto che si sta sviluppando anche con giovani specialisti, come la ginecologa Inge Peters, si stanno seguendo pi\u00f9 filoni. &quot;Si cerca &#8211; spiega Tortora &#8211; di intercettare eventuali alterazioni genomiche che possono predisporre allo sviluppo di tumori&quot;.\u00a0&quot;Noi &#8211; prosegue &#8211; oggi sappiamo che in generale in meno del 10% dei casi si individua una responsabilit\u00e0 dell&#039;eredo-familiarit\u00e0. Il restante 90% sono alterazioni acquisite nel corso della vita. Con la profilazione genomica che si sta facendo possiamo scendere pi\u00f9 in profondit\u00e0, e identificare alterazioni che potrebbero avere un ruolo nella predisporre quei giovani allo sviluppo di tumori. Vogliamo studiare i geni con le tecnologie moderne che abbiamo ora, di Next Generation Sequencing (Ngs)&quot;. \u00a0&quot;Stiamo usando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione &#8211; assicura Tortora &#8211; dalla mappatura della tipologia di tumori che vediamo all&#039;identificazione di fattori che possono essere di ostacolo per chi il tumore lo ha avuto, quindi anche con uno sguardo sul sociale. Vogliamo studiare bene e seguire nel tempo chi ha gi\u00e0 avuto una neoplasia, cosa che permetterebbe anche di intercettare prima eventuali secondi tumori. E capire anche cosa negli stili di vita pu\u00f2 esporre i giovani a questo rischio oncologico. Insomma \u00e8 in atto un grosso sforzo, che portiamo avanti con Giovanni Scambia, direttore scientifico dell&#039;Irccs e i colleghi&quot;, e &quot;ci sono mille risvolti&quot;.\u00a0&quot;C&#039;\u00e8 anche un progetto europeo, e noi ci agganciamo a questo progetto europeo sui tumori dei giovani adulti&quot;, spiega. Come funziona l&#039;osservatorio in costruzione? I pazienti under 40 dell&#039;istituto &quot;automaticamente, per motivi anagrafici, entrano nei nostri database. Peraltro &#8211; ripercorre &#8211; stavamo gi\u00e0 lavorando da due anni su quelli che chiamiamo &#039;Early Onset Cancer&#039;, cio\u00e8 appunto quei tumori che insorgono precocemente e che abitualmente vedevamo pi\u00f9 frequentemente nell&#039;adulto. Li stavamo studiando con tecnologie anche molto avanzate di informatica, di machine learning, con tutto il gruppo di bioinformatici, per cercare di capire che ha di diverso un ragazzo di 25 anni che non ha familiarit\u00e0, non ha una sindrome di Lynch o altri elementi chiaramente predisponenti, ma sviluppa un tumore del colon. Speriamo di avere al pi\u00f9 presto risposte a domande come queste&quot;.\u00a0Lo stile di vita conta, fin dalla tenera et\u00e0 e pu\u00f2 tramutarsi in futuro &#8211; se si fanno scelte sbagliate &#8211; in uno scomodo fardello. Quanto e come incida questo aspetto sui casi di tumore in aumento fra gli under 40 si sta definendo sempre di pi\u00f9. Sedentariet\u00e0, aumento di obesit\u00e0 e sovrappeso, cattive abitudini che non risparmiano anche la tavola. &quot;Noi abbiamo sentito l&#039;esigenza in questo momento di fare un focus su questa popolazione, di avere un osservatorio rivolto anche agli aspetti sociali, quindi al futuro di questi pazienti, alla costruzione della loro carriera, alle difficolt\u00e0 che incontrano&quot;. Ma si mettono sotto la lente anche gli stili di vita &quot;rispetto al fenomeno che stiamo osservando&quot;. E su questo stiamo richiamando molto l&#039;attenzione dei giovani che si ammalano presto e che non hanno dei geni di suscettibilit\u00e0 eredo-familiare. Loro in qualche modo devono averlo acquisito il carico mutazionale che ha portato al tumore&quot;.\u00a0&quot;E oltre alle esposizioni professionali&quot;, sul posto di lavoro, che in persone giovani non avranno un ruolo cos\u00ec preponderante, &quot;ci deve essere qualche altra cosa &#8211; riflette l&#039;esperto -. Noi pensiamo che gli stili di vita siano responsabili. Consideriamo che dagli anni &#039;90 in poi c&#039;\u00e8 stata un&#039;accelerazione sui cibi industriali processati, sull&#039;uso di zuccheri, di bevande zuccherine, sul junk food. Si \u00e8 osservata una riduzione di qualit\u00e0&quot; nell&#039;alimentazione, &quot;e alla fine tutto questo, unito ad altri elementi, deve avere un risvolto&quot;. E&#039; un effetto che si vede a lunga distanza. Ecco perch\u00e9, osserva Tortora, &quot;bisogna andare gi\u00e0 alle scuole elementari a parlare con gli studenti&quot;.\u00a0&quot;Ai ragazzi cosa direi? Lo sto facendo in varie circostanze, li invito a essere pi\u00f9 esigenti anche con i genitori. Devono essere i ragazzi, i bambini, che tornano a casa a convincerli sull&#039;importanza di scelte alimentari sane, per esempio&quot;. Educazione dal basso. E dai primi anni di vita. &quot;In Inghilterra hanno lanciato questa campagna severissima sul divieto di fumo fino a 18 anni&quot;. C&#039;\u00e8 chi obietta che &quot;il protezionismo pu\u00f2 stimolare la violazione della legge. Ok, per\u00f2 intanto io come Stato lancio un messaggio&quot;.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Oggi mi occupo molto frequentemente di casi di 40enni o ancora pi\u00f9 giovani con vari tipi di tumori diversi. Tumori che non sono quelli tipici dei giovani&quot;. 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