{"id":17097,"date":"2024-05-16T13:38:23","date_gmt":"2024-05-16T11:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=17097"},"modified":"2024-05-16T13:38:23","modified_gmt":"2024-05-16T11:38:23","slug":"settimana-della-tiroide-esperti-per-6-milioni-piu-informazione-e-meno-esami-inutili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=17097","title":{"rendered":"Settimana della tiroide, esperti: &#8220;Per 6 milioni pi\u00f9 informazione e meno esami inutili&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia le persone che soffrono di patologie della tiroide sono pi\u00f9 di 6 milioni. La Settimana mondiale della tiroide \u00e8 l\u2019occasione per parlare delle malattie che colpiscono questa ghiandola, dell&#039;importanza di una diagnosi corretta e degli opportuni controlli, senza eccedere. Anche quest\u2019anno la Smt si celebrer\u00e0 a partire dal 20 maggio e si concluder\u00e0 il 25 maggio, nella Giornata mondiale della tiroide. \u00a0\u201cMalattie tiroidee croniche: pi\u00f9 informazione meno esami inutili\u201d vuole essere un invito &#8211; riporta una nota &#8211; rivolto a tutta la popolazione, ad avere un ruolo attivo nell\u2019informarsi, da fonti qualificate, sui temi della salute e che l\u2019informazione sia considerata parte degli stili di vita raccomandati al pari della buona alimentazione e del movimento. Le organizzazioni dei pazienti e la comunit\u00e0 scientifica &#8211; riferisce la nota &#8211; chiedono che l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 riconosca le malattie tiroidee quali malattie non trasmissibili che, per definizione della stessa Oms, sono le patologie croniche, a lungo decorso, che derivano da una combinazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali, differenziandosi quindi dalle malattie infettive contagiose, trasmissibili da un soggetto all\u2019altro, che causano epidemie. \u00a0Le malattie non trasmissibili costituiscono la principale causa di morte e di disabilit\u00e0 nel mondo: appartengono a questa categoria le malattie cardiovascolari, il cancro, le malattie respiratorie croniche, il diabete e anche l\u2019obesit\u00e0. L\u2019interesse principale nel far riconoscere le malattie della tiroide nell\u2019ambito delle malattie croniche risiede nel fatto che la ricerca biomedica &#8211; si legge nella nota &#8211; in questo settore richiede finanziamenti cospicui; riconoscere le malattie tiroidee quali malattie croniche consentirebbe l\u2019accesso a maggiori finanziamenti per nuovi studi i cui risultati andrebbero a beneficio della popolazione interessata da tali patologie. \u00a0&quot;La Settimana mondiale della tiroide 2024 &#8211; ricorda Rossella Elisei, presidente Associazione italiana tiroide (Ait) e coordinatrice della Smt &#8211; \u00e8 patrocinata dall\u2019Iss e promossa dalle principali societ\u00e0 scientifiche endocrinologiche, mediche e chirurgiche, quali Associazione italiana della tiroide (Ait), Associazione medici endocrinologi (Ame), Societ\u00e0 italiana di endocrinologia (Sie), Societ\u00e0 italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp), Societ\u00e0 italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), Societ\u00e0 italiana unitaria di endocrino chirurgia (Siuec), Associazione italiana medicina nucleare (Aimn), European thyroid association (Eta), insieme a Cape &#8211; Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini e sostenuta con un contributo incondizionato da parte di Eisai, Ibsa e Merck Serono&quot;.\u00a0La maggior parte delle malattie della tiroide &quot;possono entrare di diritto nel gruppo delle malattie non trasmissibili &#8211; afferma Gianluca Aimaretti, presidente Sie &#8211; Sia l\u2019ipertiroidismo che l\u2019ipotiroidismo sono patologie croniche, nella maggior parte dei casi di natura autoimmune, ovvero causate da una reazione immunitaria anomala che si rivolge contro le cellule della tiroide, causandone distruzione nel caso dell\u2019ipotiroidismo o eccessiva stimolazione nel caso dell\u2019ipertiroidismo. In entrambi i casi si tratta di patologie che hanno necessit\u00e0 di essere periodicamente controllate, senza eccedere nel numero dei controlli e nel tipo di esami da eseguire ciclicamente. Ad esempio, il dosaggio degli autoantianticorpi, il cui valore numerico pu\u00f2 variare indipendentemente dalla variazione clinica della malattia, non va ripetuto ad ogni controllo, ma solo in particolari momenti del percorso di cura identificati dallo specialista&quot;. \u00a0\u00c8 &quot;importante, tuttavia, sottolineare che, se \u00e8 vero che da un lato la frequente ripetizione di esami clinici e strumentali non strettamente necessari, rappresenta una delle voci pi\u00f9 dispendiose, per quanto riguarda il bilancio del nostro Ssn, dall\u2019altro &#8211; fa notare Fabio Monzani, delegato Sigg &#8211; non deve essere dimenticata, come invece purtroppo spesso accade, la necessit\u00e0 del monitoraggio della funzione tiroidea nei pazienti anziani con nota patologia, soprattutto se in terapia con ormone tiroideo o farmaci antitiroide&quot;. \u00a0E &quot;proprio per la natura cronica della maggior parte delle patologie tiroidee &#8211; sottolinea Renato Cozzi, presidente Ame &#8211; \u00e8 indispensabile che l\u2019endocrinologo avvicini con empatia questi pazienti, che spesso incontrano lo specialista dopo lunghi periodi di attesa&quot;. Anche &quot;la patologia nodulare tiroidea \u00e8 una patologia cronica &#8211; aggiunge Laura Fugazzola, presidente Eta &#8211; La presenza di noduli di ridotte dimensioni, a volte pi\u00f9 piccoli di 1 cm, \u00e8 molto comune nella popolazione generale adulta (50% degli over 50) ma la loro rilevanza clinica \u00e8 molto scarsa. Per tale motivo l\u2019esecuzione di ecografie tiroidee su grandi segmenti di popolazione, eseguite senza una motivazione clinica, \u00e8 oggi sconsigliata perch\u00e9 evidenzier\u00e0 noduli che avranno una scarsissima importanza clinica, ma che provocheranno inutile preoccupazione nel soggetto in cui sono stati casualmente rilevati&quot;. \u00a0&quot;Diversamente, i noduli di dimensioni pi\u00f9 grandi &#8211; sottolinea Fugazzola &#8211; devono essere valutati per la possibilit\u00e0 di alterare la funzione tiroidea e per verificarne la loro natura. Noduli benigni che non alterano la funzione ghiandolare dovranno comunque essere controllati periodicamente e l\u2019inserimento di questa condizione clinica tra le malattie croniche potrebbe contribuire a ridurre la spesa sanitaria attraverso una migliore programmazione dei controlli clinici, evitando quindi la ripetizione di esami inutili. Allo stesso tempo si potrebbe prevedere di inserire questa patologia, in quanto cronica, tra le esentabili dal pagamento del ticket&quot;. \u00a0Fondamentale per Antonella Olivieri del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, Endocrino-Metaboliche e dell&#039;Invecchiamento dell&#039;Iss, &quot;fare prevenzione attraverso la profilassi con sale iodato: la patologia nodulare tiroidea \u00e8 infatti fortemente condizionata dalla carenza di iodio. Sebbene in Italia, grazie alla campagna sull\u2019uso del sale iodato iniziata nel 2005, la nutrizione iodica sia molto migliorata, occorre che la popolazione continui ad essere sensibilizzata ad utilizzare poco sale e solo iodato gi\u00e0 a partire dall\u2019et\u00e0 pediatrica, al fine di contrastare in maniera rilevante la formazione del gozzo e dei noduli tiroidei&quot;. \u00a0Capitolo a parte per i tumori della tiroide. &quot;Sono senz&#039;altro da considerare tra le malattie croniche non trasmissibili &#8211; spiega Elisei (Ait) &#8211; in quanto spessissimo, e fortunatamente, guariscono o cronicizzano con una bassa probabilit\u00e0 di recidivare ma, trattandosi di pazienti tiroidectomizzati e sottoposti a terapia con ormone tiroideo, devono essere seguiti per lungo tempo. Anche per questa patologia vi sono dei fattori di rischio che possono essere positivamente modificati, ad esempio evitando o minimizzando l\u2019esposizione della regione del collo alle radiazioni ionizzanti&quot;. \u00a0L\u2019identificazione della malignit\u00e0 del nodulo &quot;avviene con l\u2019agoaspirazione e l\u2019esame citologico &#8211; aggiunge Elisei &#8211; che per\u00f2 oggi vengono riservati solo a noduli di dimensioni maggiori di un centimetro e con caratteristiche ecografiche sospette. \u00c8 importante ricordare che solo il 5% dei noduli tiroidei \u00e8 di natura maligna e raramente si presenta in forma avanzata con lesioni a distanza. La terapia chirurgica e, quando opportuno la terapia radiometabolica, possono risolvere completamente la malattia. Viste le caratteristiche di queste malattie molto diffuse, ma spesso, non gravi e curabili con successo, \u00e8 particolarmente importante promuovere un\u2019informazione esauriente ma non allarmistica, evitando approfondimenti diagnostici non motivati&quot;. \u00a0Nella gestione delle patologie croniche della tiroide anche la &quot;medicina nucleare svolge un ruolo importante &#8211; evidenzia Marco Maccauro, delegato Aimn &#8211; in particolare, due procedure comuni utilizzate sono la scintigrafia tiroidea e la terapia con iodio radioattivo. Queste procedure richiedono la valutazione accurata del paziente, la scelta appropriata della procedura, dosaggi precisi, monitoraggio attento e gestione responsabile dei rifiuti radioattivi. Queste pratiche contribuiscono a garantire risultati efficaci e sicuri per i pazienti affetti da patologie tiroidee croniche&quot;. \u00a0Diventa &quot;quindi importante che giungano a valutazione chirurgica, sia per patologia benigna che tumorale, i soggetti che trovino effettiva indicazione e che al paziente venga proposto il percorso e l\u2019eventuale opzione chirurgica pi\u00f9 idonea &#8211; ribadisce Giovanni Docimo, presidente Siuec &#8211; Non esiste un trattamento standard per tutti ma numerose opzioni terapeutiche da verificare caso per caso in cui, dopo una attenta valutazione di tutti fattori di rischio, il colloquio tra l\u2019endocrinologo, il chirurgo ed ovviamente l\u2019interessato riveste un ruolo fondamentale nel proporre il trattamento pi\u00f9 adeguato&quot;.\u00a0L\u2019unico screening di massa necessario per le patologie tiroidee (in atto, per legge, da molto tempo nel nostro Paese) &quot;\u00e8 lo screening per l\u2019ipotiroidismo congenito &#8211; ricorda Malgorzata Wasniewska, presidente eletto Siedp &#8211; che ancora oggi rappresenta la pi\u00f9 frequente endocrinopatia dell\u2019infanzia e che grazie allo screening consente di identificare i neonati affetti, e iniziare subito la terapia che risolver\u00e0 il quadro clinico, ma che dovr\u00e0 essere portata avanti per tutta la vita. Lo screening per l\u2019ipotiroidismo congenito, durante i suoi 50 anni di storia, ha permesso, grazie all\u2019intervento tempestivo, di prevenire il ritardo psico-motorio e mentale nei soggetti affetti dalla citata patologia&quot;. \u00a0Infine, Anna Maria Biancifiori, presidente Cape: &quot;Siamo impegnati a portare e facilitare, attraverso tutte le nostre iniziative sul territorio, un\u2019adeguata e corretta informazione che pensiamo possa aiutare il paziente a convivere con queste patologie croniche. Il loro eventuale riconoscimento all\u2019interno delle malattie croniche non trasmissibili comporter\u00e0 un beneficio sia clinico che economico per i pazienti che ne sono portatori&quot; conclude.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia le persone che soffrono di patologie della tiroide sono pi\u00f9 di 6 milioni. 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