{"id":16814,"date":"2024-05-15T16:41:45","date_gmt":"2024-05-15T14:41:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=16814"},"modified":"2024-05-15T16:41:45","modified_gmt":"2024-05-15T14:41:45","slug":"oncologo-casadei-gardini-aumentano-le-diagnosi-di-colangiocarcinoma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=16814","title":{"rendered":"Oncologo Casadei Gardini: &#8220;Aumentano le diagnosi di colangiocarcinoma&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cNegli ultimi anni abbiamo registrato un aumento dei casi di colangiocarcinoma, in parte sia per un aumento della capacit\u00e0 diagnostiche che per un incremento di steatosi epatiche\u201d. Lo ha detto Andrea Casadei Gardini, oncologo dell\u2019Unit\u00e0 operativa di Oncologia medica dell\u2019Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore associato di Oncologia all\u2019Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele di Milano, in occasione del media tutorial realizzato con Servier sulla frontiera pi\u00f9 avanzata dell\u2019oncologia di precisione, che si \u00e8 tenuto questa mattina a Roma. \u00a0\u201cIl colangiocarcinoma \u00e8 un tipo di tumore primitivo del fegato, che fa registrare ogni anno circa 5.400 nuove diagnosi in Italia &#8211; spiega l\u2019esperto &#8211; Si distingue in base alla sede d\u2019insorgenza in intraepatico, se si sviluppa all\u2019interno del fegato, ed extraepatico e della colecisti, se nasce dalle vie biliari extraepatiche. Ad oggi \u2013 continua \u2013 non vi sono metodi per la diagnosi precoce o test di screening di routine, in grado di identificare la malattia in fase iniziale, quando \u00e8 ancora possibile l\u2019intervento chirurgico. Per questo, il 70% dei pazienti presenta alla diagnosi una malattia gi\u00e0 in fase avanzata\u201d. La sopravvivenza a 5 anni \u00e8 ancora bassa, pari al 17% negli uomini e al 15% nelle donne.\u00a0&quot;Tuttavia, i recenti progressi nel campo della profilazione molecolare e nel sequenziamento genico &#8211; sottolinea Casadei Gardini &#8211; hanno evidenziato, anche in questa neoplasia, alterazioni genetiche, che possono rappresentare nuovi target terapeutici. Il 45% dei pazienti con colangiocarcinoma presenta un\u2019alterazione genetica potenzialmente \u2018actionable\u2019, cio\u00e8 bersaglio di terapie mirate. Le pi\u00f9 frequenti nelle forme intraepatiche sono le mutazioni di Idh1, presenti in circa il 20% dei casi, e le traslocazioni di Fgfr2, rilevabili nel 10%&quot;. Rilevare la presenza delle mutazioni di Idh1 pu\u00f2 fare la differenza sugli esiti della terapia.\u00a0&quot;I test dovrebbero essere eseguiti in tutti i pazienti fin dall\u2019inizio del percorso di cura, quindi anche nei pazienti candidati alla chirurgia, per l\u2019elevata percentuale di recidive successive all\u2019intervento e perch\u00e9 il fattore tempo svolge un ruolo cruciale nella gestione della patologia\u201d, sottolinea Casadei Gardini. Studi clinici hanno dimostrato l\u2019efficacia di terapie mirate in presenza di alterazioni genetiche. In particolare, ivosidenib \u00e8 il primo inibitore mirato di Idh1 approvato in Europa per i pazienti con colangiocarcinoma localmente avanzato o metastatico con una mutazione (Idh1), precedentemente trattati con almeno una linea di terapia sistemica. \u00a0\u201cNello studio Claridhy pubblicato su \u2018Jama Oncology\u2019 &#8211; conclude Casadei Gardini &#8211; la nuova molecola ha evidenziato una riduzione del rischio di progressione di malattia del 63%. I benefici sono stati confermati anche in uno studio \u2018real world\u2019, che riproduce la pratica clinica quotidiana&quot;.\u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cNegli ultimi anni abbiamo registrato un aumento dei casi di colangiocarcinoma, in parte sia per un aumento della capacit\u00e0 diagnostiche che per un incremento di steatosi epatiche\u201d. 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