{"id":15753,"date":"2024-05-10T10:47:55","date_gmt":"2024-05-10T08:47:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=15753"},"modified":"2024-05-10T10:47:55","modified_gmt":"2024-05-10T08:47:55","slug":"natalita-fare-figli-in-italia-e-unimpresa-studio-raccoglie-grido-daiuto-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=15753","title":{"rendered":"Natalit\u00e0: &#8220;Fare figli in Italia \u00e8 un&#8217;impresa&#8221;, studio raccoglie grido d&#8217;aiuto genitori"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Avere un figlio oggi in Italia? Un&#039;impresa, un vero e proprio viaggio ad ostacoli, per questo motivo i futuri genitori sono sempre di pi\u00f9 in cerca d&#039;aiuto: \u00e8 quanto emerge dal primo Osservatorio Fater &#8211; joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter &amp; Gamble, in collaborazione con l\u2019istituto di ricerca Eumetra &#8211; che di fatto fotografa le sfide e le difficolt\u00e0 di chi in Italia fa figli o vorrebbe averne, nonostante i bassi redditi, un alto tasso di disoccupazione che interessa soprattutto giovani e donne. Elementi che hanno un forte impatto sulla scelta di essere genitori oggi. \u00a0Il progetto di ricerca &#8211; riporta una nota &#8211; \u00e8 partito dall\u2019ascolto di esperti con diverse competenze (psicologi dell\u2019et\u00e0 evolutiva, educatori, pedagogisti, pediatri, ginecologi, operatori in ambito sociale) ed ha poi raccolto le opinioni di un campione di oltre 3.000 genitori in attesa, con figli in et\u00e0 compresa dagli 0 ai 6 anni e potenziali genitori. Ci\u00f2 che emerge con pi\u00f9 evidenza \u00e8 un vero e proprio grido d\u2019aiuto, specialmente da parte delle mamme, nelle fasce di et\u00e0 pi\u00f9 giovani.\u00a0Il vissuto della genitorialit\u00e0 presenta aspetti problematici per una larga parte dei genitori. La solitudine \u00e8 uno degli stati emotivi pi\u00f9 frequentemente sperimentati: a soffrirne sono pi\u00f9 le madri, con il 47% che dichiara di sentirsi spesso da sola, rispetto al 30% dei padri. A questa difficolt\u00e0 spesso si aggiunge un senso di inadeguatezza al ruolo di genitore, che colpisce il 49% delle mamme (vs il 33% dei pap\u00e0), e un senso di oppressione che dipende dal confronto con un modello ideale di \u201cgenitore perfetto\u201d che riguarda larga parte dei genitori (49% delle madri, 37% dei pap\u00e0).\u00a0Preoccupazioni che per circa 3 genitori su 5 (59%) si traducono nella necessit\u00e0 di avere qualcuno accanto a cui appoggiarsi. Non sorprende quindi che 1 genitore su 4 mostri un livello molto alto di quello che viene definito \u201cstress parentale\u201d legato al ruolo genitoriale e al carico di responsabilit\u00e0 e impegno che questo comporta (la misurazione \u00e8 stata effettuata con lo \u201cStress Parental Index, indicatore largamente utilizzato in ambito sanitario. Il 25% del campione intervistato mostra un valore superiore a 52, che denota una relazione disfunzionale genitore-figlio).\u00a0A dimostrazione di questo &#8211; dettaglia la nota &#8211;  il 76% dei genitori temono di non fare abbastanza per il proprio figlio e il 62% dichiara che prendersene cura richieda pi\u00f9 tempo ed energia di quello che riesce dare. A ci\u00f2 si aggiunge che larga parte del campione lamenta la riduzione della propria sfera di libert\u00e0 individuale (56% dichiara \u201cavere uno o pi\u00f9 figli lascia poto tempo e flessibilit\u00e0 alla mia vita\u201d), fino ad un 20% degli intervistati che ammette che la maggiore fonte di stress nella propria vita \u00e8 il\/la proprio\/a figlio\/a. Nella relazione genitore-figlio\/a, invece, la libert\u00e0 di sperimentare in autonomia sembra essere una priorit\u00e0 per donne e uomini (81% madri e 70% padri), seguita dalla voglia di dare sempre nuovi stimoli ai bambini (70% madri e 73% padri), con pi\u00f9 di 1 genitore su 2 (58% mamme e 48% pap\u00e0) che segue i consigli degli esperti per sentirsi una madre o un padre migliore.\u00a0Con l\u2019arrivo di un figlio cambia anche il rapporto che il genitore ha con il proprio lavoro ed \u00e8 qui che l\u2019indagine evidenzia maggiori differenze tra madre e padre. Il 39% delle donne e il 32% degli uomini dichiarano di essere meno soddisfatti del proprio lavoro dopo essere diventati genitori. Inoltre, il 47% delle donne dichiara di fare fatica a conciliare il lavoro con la gestione dei figli, mentre il 37% degli uomini sostiene che il proprio stipendio non sia sufficiente per far fronte alle nuove necessit\u00e0 della famiglia.\u00a0L\u2019Osservatorio si sofferma inoltre sulle madri che non lavorano o sono in maternit\u00e0 (38% delle mamme, fonte Istat) e la ricerca rivela che si tratta quasi sempre di una scelta sub\u00ecta. Infatti, prima di avere figli l&#039;87% di queste aveva un\u2019occupazione e la maggioranza di esse (59%) dopo essere diventata madre vorrebbe tornare a lavorare se esistessero soluzioni flessibili (es: part-time), che non sempre, per\u00f2, sono disponibili sul mercato del lavoro. Solo l\u201911% dichiara di voler continuare a dedicarsi esclusivamente alla famiglia.\u00a0Le politiche di welfare aziendali diventano, quindi, l\u2019ago della bilancia per molti genitori. Dall\u2019ascolto &#8211; riferisce la nota &#8211;  si evidenzia ancora un divario tra le aspettative di padri e madri lavoratori e le misure che realmente vengono adottate. Tra le priorit\u00e0, emergono la necessit\u00e0 di avere una maggiore flessibilit\u00e0 degli orari (56% dei genitori), misura adottata solo dal 27% delle aziende del campione intervistato, e la possibilit\u00e0 di lavorare in smart working (43% genitori vs 28% delle aziende del campione intervistato che lo implementano). Il divario di aspettative maggiore si ha quando si parla di integrazioni allo stipendio: una misura considerata necessaria per il 46% dei genitori ma promossa solo dal 9% delle imprese.\u00a0\u00c8 la societ\u00e0 nel suo insieme a cui i genitori chiedono il maggior numero di aiuti per la gestione dei figli, a cominciare dallo Stato e dai Comuni che sono attualmente percepiti come i grandi assenti nel supporto alle famiglie. Infatti, questi sono indicati dalla maggior parte del campione (52%) come i principali soggetti deputati a fornire un sostegno economico, mentre soltanto il 5% riconosce di riceverlo. Le aziende si confermano ancora centrali per gli aiuti economici che possono fornire ai genitori (24%) e la flessibilit\u00e0 lavorativa (23%). Emerge, infine, il bisogno di poter contare sul supporto di esperti di genitorialit\u00e0 e di gruppi di genitori per poter condividere esperienze e difficolt\u00e0.\u00a0In generale &#8211; conclude la nota &#8211;  il 30% delle famiglie pensa che la societ\u00e0 dovrebbe rispondere ai propri bisogni, anche se questo \u00e8 sperimentato solo dal 3% delle famiglie. Una situazione analoga si riscontra per le aziende (27% attese dei genitori vs 6% genitori realmente soddisfatti).  In totale controtendenza spiccano i nonni, che si rivelano essere la vera e propria spina dorsale della societ\u00e0 dal momento che il 59% dei genitori si sente sufficientemente supportato da essi, con un ampio spettro di tipologie di aiuto ricevute, dall\u2019accudimento dei nipoti quando i genitori sono a lavoro (41%) fino all\u2019aiuto economico (23%).\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Avere un figlio oggi in Italia? 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