{"id":15248,"date":"2024-05-08T15:03:00","date_gmt":"2024-05-08T13:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=15248"},"modified":"2024-05-08T15:03:00","modified_gmt":"2024-05-08T13:03:00","slug":"israele-hamas-il-destino-incerto-dei-132-ostaggi-e-il-dilemma-di-netanyahu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=15248","title":{"rendered":"Israele-Hamas, il destino incerto dei 132 ostaggi e il dilemma di Netanyahu"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Riuscite a immaginare quanto lentamente passi il tempo quando non c&#039;\u00e8 aria e stai provando a respirare? Ogni persona con coscienza e cuore, indipendentemente dalla sua origine o religione, dovrebbe chiedere il rilascio immediato degli ostaggi prima che sia troppo tardi&quot;. Amit Soussana, \u00e8 stata nelle mani di Hamas per 55 giorni. Durante la sua prigionia ha subito violenza sessuale, un&#039;esperienza che ha avuto la forza di raccontare alla premi\u00e8re a Gerusalemme del film &#039;Screams Before Silence&#039;, che documenta gli abusi sessuali di massa del 7 ottobre. Il suo appello a liberare gli ostaggi arriva in una fase delicatissima della trattativa con Hamas, mentre il governo israeliano \u00e8 sottoposto a enormi pressioni, sia da parte delle famiglie che delle cancellerie occidentali che premono per cercare di strappare il via libera all&#039;intesa.\u00a0Facile a dirsi a parole, meno con i fatti. L&#039;ala della destra &#039;dura e pura&#039; dell&#039;esecutivo, rappresentata dai ministri Ben-Gvir e Smotrich, continua a minacciare di far cadere il governo se Netanyahu dovesse cedere sulle trattative, rinunciando al piano di attaccare Rafah e soprattutto di estirpare una volta per tutte Hamas dalla Striscia di Gaza, l&#039;obiettivo dichiarato della guerra. &quot;Il dilemma di Benjamin Netanyahu: salvare gli ostaggi o il suo governo&quot;, \u00e8 il titolo emblematico di un recente articolo del Financial Times che fotografa bene lo stato dell&#039;arte. \u00a0Fermare i combattimenti per liberare gli ostaggi permetterebbe a Hamas di rivendicare la vittoria e molti dei suoi leader, incluso Yahya Sinwar, resterebbero in libert\u00e0. Rifiutare l&#039;accordo su una nuova proposta, mediata da Qatar ed Egitto e gi\u00e0 accettata da Hamas per spingersi ulteriormente dentro Rafah, rischierebbe di causare una rottura con gli Stati Uniti e lascerebbe incerto il destino degli ostaggi. Una questione in cui la carriera politica di Netanyahu e la sicurezza di Israele sono inestricabilmente intrecciate.\u00a0Ma le dichiarazioni di Soussana rilanciate dai media israeliani sono il segnale di un Paese ormai straziato da sette mesi di una guerra costata la vita a 35mila palestinesi e che vuole girare pagina. &quot;In qualche modo sono riuscita a resistere per 55 lunghi giorni ed \u00e8 impossibile per me capire come qualcuno possa essere l\u00ec da 215 giorni quando ogni secondo sembra una vita e ogni respiro potrebbe essere l&#039;ultimo&quot;, ha aggiunto la donna. E, intanto, continuano ad alternarsi spiragli che fanno immaginare una soluzione positiva e notizie tragiche di ostaggi morti in prigionia. Come Judy Feinstein, 70enne dichiarata morta dalle Brigate al-Qassam, l&#039;ala militare di Hamas, a seguito delle ferite riportate &#8211; secondo il gruppo palestinese &#8211; in un bombardamento israeliano di un mese fa.\u00a0<br \/>\nPer Hamas ogni ostaggio morto nelle sue mani significa minore leva negoziale al tavolo delle trattative. Ma anche una possibilit\u00e0 di propaganda. Se Israele non avesse distrutto tutti gli ospedali di Gaza, ha dichiarato un portavoce delle Brigate, Judy &#8211; che aveva bisogno di cure in terapia intensiva &#8211; ce l&#039;avrebbe fatta a sopravvivere. Parole che gettano sempre pi\u00f9 nelle sconforto i familiari degli ostaggi. Ormai non si contano pi\u00f9 le manifestazioni in tutto il Paese, nel centro di Tel Aviv come davanti alle residenze di premier e ministri. Anche stamane un gruppo ha bloccato l&#039;Ayalon, la strada principale della capitale, per chiedere al governo di accettare un accordo con Hamas.\u00a0Secondo un sondaggio dell&#039;Israel Democracy Institute, la maggioranza degli israeliani ritiene che raggiungere un&#039;intesa sugli ostaggi rappresenti la massima priorit\u00e0 nazionale del Paese, pi\u00f9 importante del lancio di un&#039;operazione militare su vasta scala a Rafah. Le trattative proseguono febbrili, con gli Stati Uniti impegnati in prima persona. Oggi \u00e8 in Israele il capo della Cia, Bill Burns, che nei giorni scorsi ha fatto visita anche in Qatar ed Egitto.\u00a0La stampa israeliana, intanto, come in una grande catarsi, continua a raccontare le storie di chi, una volta liberato dalla prigionia di Hamas, \u00e8 riuscito a costruirsi una nuova vita. E&#039; il caso della 18enne Noga Weiss, minacciata dal suo carceriere, che sarebbe diventata sua sposa e avrebbe cresciuto i suoi figli. \u00a0Orfana di padre, ucciso dai miliziani di Hamas lo scorso 7 ottobre durante l&#039;assalto al Kibbutz Be&#039;eri, Noga era stata rapita insieme alla madre Shiri e insieme a lei liberata a novembre dopo 50 giorni di prigionia nella Striscia di Gaza. Ora ha deciso di arruolarsi nell&#039;esercito israeliano dove ricoprir\u00e0 il ruolo di mashakit tash, ovvero sottufficiale responsabile delle condizioni di servizio, una sorta di assistente sociale per i soldati.\u00a0Agli antipodi per et\u00e0 con Noga c&#039;\u00e8 l&#039;84enne Alma Abraham, anche lei rilasciata durante lo scambio dello scorso novembre. La sua \u00e8 una storia di speranza. Oggi, dopo cinque mesi di ricovero, dove era arrivata in grave condizioni, \u00e8 stata dimessa dall&#039;ospedale di Soroka.\u00a0&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Riuscite a immaginare quanto lentamente passi il tempo quando non c&#039;\u00e8 aria e stai provando a respirare? 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