{"id":15189,"date":"2024-05-08T12:44:12","date_gmt":"2024-05-08T10:44:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=15189"},"modified":"2024-05-08T12:44:12","modified_gmt":"2024-05-08T10:44:12","slug":"immunodeficienze-primitive-esperti-ritardi-diagnosi-per-70-90-pazienti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=15189","title":{"rendered":"Immunodeficienze primitive, esperti: &#8220;Ritardi diagnosi per 70-90% pazienti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ritardi diagnostici fino a 5 anni per il 70-90% dei pazienti con immunodeficienze primitive (Pid), costretti ad una qualit\u00e0 di vita compromessa, con un peggioramento della sopravvivenza e della prognosi: un dato allarmante che ha pesanti ripercussioni non solo per i pazienti, ma anche per i caregiver e per il Servizio sanitario nazionale. A fotografare la condizione dei pazienti con Pid &#8211; patologie di origine genetica innate e rare, che presentano alterazioni nel funzionamento del sistema immunitario causando infezioni e malattie quali disordini ematologici, danni d&#039;organo irreversibili fino all&#039;insorgenza di tumori &#8211; \u00e8 un gruppo di esperti che si \u00e8 riunito oggi a Roma, in occasione di un evento realizzato con il supporto non condizionato di Becton Dickinson, per discutere e definire il percorso diagnostico per questi pazienti. \u00a0Percorso che si pu\u00f2 riassumere in 4 punti, ricorda una nota: il sospetto diagnostico deve essere affidato al pediatra di libera scelta o al medico di medicina generale, al fine di poter identificare i segnali di allarme e prescrivere i test di laboratorio; se si riscontra un primo sospetto, i pazienti devono essere inviati a centri territoriali regionali, ambulatori pediatrici o hub periferici, per effettuare un primo test di tipizzazione immunologica con citometria a flusso per avere un indirizzo diagnostico; a completamento della diagnosi il paziente deve essere indirizzato ai centri di riferimento specializzati (IpiNet, Aieop) e network europei di riferimento per le malattie rare, presso cui effettuare la tipizzazione immunologica di approfondimento con successivo avvio tempestivo della terapia adeguata e individuale; a seguito della diagnosi e della definizione del trattamento, deve essere attivato un programma di continuit\u00e0 terapeutica. Il paziente viene inviato ai centri territoriali regionali in cui verr\u00e0 periodicamente eseguito il monitoraggio clinico, di laboratorio e strumentale con modalit\u00e0 in presenza o in remoto.\u00a0Tra i principali sintomi che possono destare sospetto ci sono frequenti eventi infettivi, soprattutto a livello polmonare, forme allergiche complesse, anomalie dermatologiche e problemi neurologici. Per questi pazienti &#8211; in Italia la prevalenza stimata \u00e8 di 5,1 casi ogni 100mila abitanti per le circa 300 forme di Pid, dato fortemente sottostimato a causa dei ritardi diagnostici &#8211; se la diagnostica gioca un ruolo centrale per la presa in carico e cura, altrettanto importante secondo gli esperti \u00e8 la definizione di un percorso di allineamento e coinvolgimento di tutti gli attori del sistema, un approccio multidisciplinare per una diagnosi tempestiva grazie all&#039;innovazione tecnologica della citometria a flusso, che svolge un ruolo centrale nella diagnosi delle Pid grazie alla rapida valutazione dei diversi componenti del sistema immunitario.\u00a0&quot;Secondo uno studio della Jeffrey Model Foundation &#8211; spiega Paolo Sciattella, professore Ceis-Eehta, Facolt\u00e0 di Economia, Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata &#8211; pazienti con una diagnosi acclarata pesano sul sistema salute circa 4 o 5 volte in meno di pazienti senza una diagnosi. I costi totali per la cura delle immunodeficienze primitive si aggirano intorno ai 13-15 milioni di euro l&#039;anno. A questi vanno aggiunti i costi relativi alle complicanze che richiedono assistenza ospedaliera. Un recente studio condotto dall&#039;Eehta-Ceis &#8211; aggiunge &#8211; ha evidenziato che, ogni anno, pi\u00f9 di 2mila pazienti con Pid vengono ricoverati, generando una spesa media di circa 3mila euro a paziente e una spesa complessiva di oltre 6 milioni di euro&quot;. \u00a0&quot;E&#039; importante sottolineare &#8211; prosegue Sciattella &#8211; che la necessit\u00e0 di ricovero ospedaliero non impatta solo sulla spesa sanitaria, ma genera costi indiretti legati alla perdita di produttivit\u00e0 del paziente e del caregiver. I risultati dello studio evidenziano l&#039;importanza di una diagnosi e di una presa in carico precoce che, oltre a migliorare la sopravvivenza e la prognosi dei pazienti, permettono di ottimizzare l&#039;utilizzo delle risorse sanitarie, generando un risparmio per il Servizio sanitario nazionale e per il sistema sociale nel suo complesso. Inoltre, un paziente non correttamente diagnosticato o tardivamente diagnosticato, oltre a subire un peggioramento dello stato di salute, ha importanti ripercussioni sulla qualit\u00e0 di vita in termini di alti tassi di invalidit\u00e0, frequenti astensioni dal lavoro, ripetuti ricoveri e visite mediche. Situazione che peggiora se si considera che esistono notevoli differenze di gestione tra i centri di riferimento e il territorio, con conseguenti disomogeneit\u00e0 che aggravano l&#039;outcome diagnostico&quot;.\u00a0Il gruppo di esperti sottolinea l&#039;importanza di portare all&#039;attenzione del Centro nazionale malattie rare il modello di gestione del paziente cos\u00ec come di creare maggiore consapevolezza sui nuovi mezzi diagnostici oggi disponibili all&#039;interno delle comunit\u00e0 scientifiche, incluse quelle di riferimento nell&#039;ambito di medicina generale (Fimmg, Simg, Fimp), grazie anche ad attivit\u00e0 di formazione continua. \u00a0&quot;Le Pid sono malattie del bambino e dell&#039;adulto, dovute ad un difetto del sistema immunitario spesso su base genetica &#8211; commenta Raffaele Badolato, professore ordinario di Pediatria e direttore Clinica pediatrica dell&#039;Universit\u00e0 degli Studi di Brescia, Spedali Civili di Brescia &#8211; Queste condizioni sono caratterizzate da infezioni gravi che portano a danneggiare l&#039;organismo e che in alcuni casi possono essere anche fatali. Le Pid possono anche insorgere come malattie autoimmuni o come gravi manifestazioni allergiche. Per diagnosticarle si devono effettuare indagini diagnostiche di tipo immunologico e talora genetico. Le indagini di primo livello, che valutano i livelli plasmatici di anticorpi e i diversi tipi di globuli bianchi presenti nel sangue, possono essere prescritti da pediatri e medici di medicina generale, mentre per le indagini di analisi immunologica pi\u00f9 approfondita, quale la citometria a flusso, e per le indagini generiche occorre ricorrere ai centri di terzo livello come quelli della rete Aieop-IpiNet ai fini di una corretta interpretazione&quot;.\u00a0&quot;Vivere con una immunodeficienza primitiva \u00e8 vivere &#039;in attesa&#039; &#8211; descrive Filippo Cristoferi, responsabile relazioni istituzionali Aip Odv (Associazione immunodeficienze primitive) &#8211; In attesa di una diagnosi personalizzata, di una terapia adeguata e tempestiva, di un percorso di presa in carico integrale. Ad attendere con te ci sono la famiglia e i caregiver, che offrono protezione e assistenza. Si ha bisogno degli altri, si dipende, si cerca una compagnia. Si vive un percorso insieme. Difficile e avventuroso&quot;.\u00a0Risulta quindi necessario &#8211; concludono gli esperti &#8211; sviluppare all&#039;interno del Piano nazionale malattie rare una sezione dedicata alla tipizzazione immunologica, per consentire ai pazienti con Pid di accedere a servizi diagnostici e terapeutici pi\u00f9 efficaci e omogenei a livello nazionale in modo tempestivo. Ma resta di fondamentale importanza riuscire a declinare al meglio i bisogni a livello regionale per poter dare una risposta sempre migliore ai pazienti, ai loro familiari e caregiver e quindi offrire loro una migliore qualit\u00e0 della vita. \u00a0&#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ritardi diagnostici fino a 5 anni per il 70-90% dei pazienti con immunodeficienze primitive (Pid), costretti ad una qualit\u00e0 di vita compromessa, con un peggioramento della sopravvivenza e della prognosi: un dato&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-15189","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15189","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15189"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15189\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15189"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15189"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15189"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}