{"id":14803,"date":"2024-05-06T14:44:57","date_gmt":"2024-05-06T12:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=14803"},"modified":"2024-05-06T14:44:57","modified_gmt":"2024-05-06T12:44:57","slug":"aurelio-grimaldi-al-beccaria-torture-sudamericane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=14803","title":{"rendered":"Aurelio Grimaldi: &#8220;Al Beccaria torture sudamericane&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Quello che \u00e8 successo al carcere minorile Beccaria di Milano \u00e8 un segnale di ritorno al Medioevo. Quelle che ho viste nelle immagini andate nei tg le chiamo torture sudamericane, torture crudeli, per fare del male&quot;. A parlare, in una intervista all&#039;Adnkronos, \u00e8 il regista e scrittore Aurelio Grimaldi, che commenta cos\u00ec i fatti del carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, dove nelle scorse settimane sono stati arrestati 13 agenti penitenziari e altri otto sono stati sospesi dal servizio per presunti maltrattamenti e torture. Grimaldi \u00e8 l&#039;autore del libro &#039;Meri per sempre&#039;, poi diventato un film cult nel 1989 con Michele Placido, ambientato nel carcere Malaspina di Palermo. &quot;Non credevo alle mie orecchie, quando ho sentito la notizia &#8211; dice Aurelio Grimaldi, impegnato in questi giorni in Sicilia per girare il suo nuovo film &#8211; Intanto stiamo parlando del carcere minorile di Milano, dove pensiamo che le cose siano organizzate meglio che altrove. E&#039; stato intitolato al grande Cesare Beccaria, che parlava &#039;De delitti e delle pene&#039; nel 1764 e ora, nel 2024, succedono queste cose. Io non voglio prendermela con gli agenti penitenziari, che spero verranno portati severamente davanti alle forze ddell&#039;autorit\u00e0. Per\u00f2 credo che gli agenti che vengono pagati dallo Stato e gli operatori che non fanno il loro dovere sono doppiamente responsabili. Se il reato lo commette chi deve salvaguardare la sicurezza nazionale \u00e8 pi\u00f9 angosciante. Al di l\u00e0 dei responsabili&quot;. \u00a0Secondo Aurelio Grimaldi &quot;il sistema di giustizia minorile va completamente rivisto&quot; e il &quot;governo Meloni sta prendendo la strada pi\u00f9 sbagliata&quot;. &quot;Un agente di Polizia penitenziaria si pu\u00f2 permettere questa cosa perch\u00e9 convinto che i suoi superiori siano d&#039;accordo. Se succedono queste cose vuole dire che questo sistema si \u00e8 modificato, perch\u00e9 pensavano che fosse un sistema condiviso. C&#039;\u00e8 una sorta di &#039;liberi tutti&#039;&quot;. E ricorda quanto accaduto ai tempi in cui insegnava al carcere Malaspina di Palermo, quando fu scoperto che gli agenti picchiavano dei giovani detenuti. &quot;Tenga conto che al Malaspina la guerra tra me e gli agenti penitenziari salt\u00f2 fuori non perch\u00e9 gli agenti torturassero i ragazzi, ma perch\u00e9 picchiarono ad esempio un alunno, perch\u00e9 aveva rivolto frasi erotiche a una docente del corso lavoratori&quot;, ricorda. &quot;Mi chiamarono e da quel momento \u00e8 successo un casino. Gli agenti di Palermo coi quali c&#039;\u00e8 stata una guerra non torturavano ma davano punizioni- prosegue &#8211; Li portavano alle &#039;case popolari&#039;, cio\u00e8 in isolamento e li picchiavano. Ma sentire che nel 2024 succedono queste cose indica che \u00e8 il sistema minorile che non funziona&quot;.\u00a0Aurelio Grimaldi critica, poi, il decreto Caivano: &quot;Si pensa solo ad aumentare le pene per i minori che delinquono e prevede sanzioni anche per i genitori dei ragazzi che delinquono &#8211; dice &#8211; I genitori dei miei alunni di allora, proprio come i genitori di Caivano, compresi quelli delle ragazzine violentate, sono casi limite di un sistema sociale che fa acqua da tutte le parti, sono a loro volta vittime del sistema sociale&quot;.  Al momento nel carcere minorile Beccaria, che \u00e8 solo maschile, sono detenuti 82 ragazzi, a fronte di 70 posti teoricamente disponibili dopo il recente ampliamento della struttura. Solo 11 dei ragazzi detenuti hanno ricevuto una condanna definitiva; tutti gli altri sono in attesa di un processo e sono quindi in custodia cautelare, cio\u00e8 la detenzione che viene ordinata dal giudice prima del processo o prima della fine delle indagini, se si teme che la persona indagata possa commettere altri reati, scappare o \u201cinquinare\u201d le prove. &quot;Sono numeri altissimi &#8211; dice ancora Grimaldi &#8211; Se pensiamo che gran parte \u00e8 in custodia cautelare perch\u00e9 non \u00e8 mai stato condannato&quot;.\u00a0Intanto, proprio la notte scorsa \u00e8 scoppiato un incendio nel carcere minorile Beccaria di Milano. I vigili del fuoco hanno impiegato circa tre ore per spegnere l\u2019incendio. Il segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo di Polizia, Alfonso Greco, parla di una &quot;notte di alta tensione&quot; e di &quot;una rivolta che ha coinvolto molti detenuti&quot;. Stando alla ricostruzione del Sap &quot;alcuni detenuti, dopo la mezzanotte, hanno dato fuoco alle suppellettili della cella \u2013 afferma Greco \u2013 e, una volta usciti, hanno devastato tutto buttando gi\u00f9 blindi e spaccato finestre. Al Beccaria erano presenti solo 4 unit\u00e0 di Polizia Penitenziaria e sono stati richiamati in servizio alcuni agenti per ripristinare l\u2019ordine e la sicurezza dell\u2019istituto minorile. Sono intervenuti i pompieri e altre forze di polizia&quot;. Non ci sono feriti n\u00e9 tra i minori, n\u00e9 tra il personale di polizia penitenziaria.\u00a0Grimaldi ricorda alcune delle scene riprese dei maltrattamenti ai ragazzi detenuti da parte delle guardie penitenziarie arrestate. C&#039;\u00e8 ad esempio un ragazzino che viene trascinato fuori dalla sua cella e viene preso a calci. Una scena, immortalata dagli occhi elettronici, descritta come \u201ccruenta\u201d in un\u2019annotazione redatta lo scorso 15 marzo dal Nucleo Investigativo regionale della Polizia penitenziaria. Secondo quanto emerge dall\u2019inchiesta, quattro agenti lo avrebbero portato fuori dalla cella e trascinato gi\u00f9 per le scale, mentre uno di loro lo tirava \u201canche dal braccio sanguinante\u201d. A quel punto, il ragazzo sarebbe stato &quot;spinto contro il muro\u201d e colpito \u201cripetutamente alla testa e al torace\u201d fino a cadere a terra. Due degli agenti, sotto gli occhi dei colleghi, lo avrebbero quindi preso a calci. Altre &quot;quattro persone, probabilmente sanitari\u201d, dopo avere sentito \u201cil trambusto\u201d si sarebbero spostate nell\u2019infermeria, dove nel frattempo era entrato il 15enne. Una volta riportato in cella con il braccio fasciato, il ragazzo sarebbe stato \u201cnuovamente prelevato\u201d da due agenti e portato \u201cin un ufficio al piano terra\u201d, dove \u00e8 rimasto \u201cper circa otto minuti\u201d, durante i quali, per\u00f2, si legge che non vi sarebbero state ulteriori condotte violente. &quot;Torture sudamericane&quot;, taglia corto il regista.\u00a0Aurelio Grimaldi anni fa insegnava al carcere Malaspina, il carcere minorile palermitano. Da quella esperienza nacque, appunto, il libro &#039;Meri per sempre&#039; che divenne un film diretto da Marco Risi e interpretato da Michele Placido. &quot;Ricordo che i ragazzi, che avevano una et\u00e0 media di 16 anni, avevano al massimo la quarta elementare, chi anche meno. E i genitori erano spesso analfabeti&quot;, dice. Quello di poter lavorare in un carcere era una sorta di &quot;desiderio adolescenziale&quot; di Aurelio Grimaldi. Che da bambino aveva vissuto &quot;l\u2019esperienza negativa di quelle colonie estive organizzate per figli di ferrovieri&quot; come lui.\u00a0Al primo anno di insegnamento quando and\u00f2 a scegliere la sede dei neo-assunti, vincitori di concorso, c\u2019era un posto nel carcere minorile, che oltre tutto non voleva nessuno: &quot;Realizzai immediatamente il mio antichissimo sogno&quot;, dice oggi. Una esperienza &quot;che mi ha salvato la vita da tutti i punti di vista&quot;, aggiunge. &quot;Io stamattina sono stato al carcere di Termini Imerese, dove stiamo girando delle scene del mio nuovo film &#8211; racconta &#8211; e ho detto alla direttrice del carcere che Enzo Tortora, quando usc\u00ec dal carcere, disse &#039;Ho capito che il mondo si divide tra chi ha messo piede in carcere echi non lo ha fatto&#039;. Io ho avuto la fortuna di averlo fatto. Un&#039;esperienza fondamentale&quot;. &quot;Un\u2019esperienza molto pi\u00f9 forte del previsto perch\u00e9 io immaginavo che dovesse essere costruita sul rapporto tra insegnanti e alunni, invece ho trovato una struttura disumanizzata, Ma mi ha permesso di diventare autore e regista&quot;.\u00a0Il libro &#039;Meri per sempre&#039; era &quot;autobiografico al cento per cento&quot; in cui erano contenuti &quot;anche i temi dei ragazzi che raccontavano le loro storie in prima persona, seguiti da un mio resoconto del primo anno scolastico&quot;. Cos\u00ec il libro venne tradotto in film. Ma lui non se ne and\u00f2 &quot;con le sue gambe&quot;, come dice, perch\u00e9 &quot;subii delle minacce e mi allontanarono provvisoriamente&quot;. Ma quel provvisorio divent\u00f2 definitivo. &quot;Ero troppo ingombrante per la nuova direzione&#8230;&quot;. Di quella esperienza cosa \u00e8 rimasto ad Aurelio Grimaldi? &quot;Io sognavo di fare lo scrittore ma insegnare mi piaceva moltissimo. Don Milani \u00e8 stato importante nella mia vita ma gi\u00e0 da bambino, provengo da una famiglia piccolo-borghese, il senso della ingiustizia sociale, pur stando a Luino, lo sentivo forte. Io mi sentivo privilegiato. La mia convinzione era che ci fossero ingiustizie e la scuola pu\u00f2 fare tantissimo&quot;. \u00a0&quot;Negli anni trascorsi al Malaspina mi sono reso conto che i ragazzi venivano tutti dai quartieri popolari- dice &#8211; Il mio sogno da ex insegnante la scuola come centro sociale, con attivit\u00e0 di gioco&quot;. Perch\u00e9 i ragazzi dei quartieri popolari &quot;sono doppiamente colpiti dalla vita&quot;, intanto &quot;perch\u00e9 hanno vissuto in quartieri e situazioni familiari difficili&quot; e poi perch\u00e9 &quot;finiscono in carcere&quot;. \u00a0Aurelio Grimaldi non ha mai interrotto i contatti con molti dei suoi ex alunni detenuti. &quot;Certo alcuni sono tornati in carcere- dice &#8211; ma molti mi hanno ritrovato anche grazie a Facebook. Mi capita di incontrarmi con alcuni di loro, che adesso sono sposati e con figli&quot;. (di Elvira Terranova)\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Quello che \u00e8 successo al carcere minorile Beccaria di Milano \u00e8 un segnale di ritorno al Medioevo. 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