{"id":14214,"date":"2024-05-02T18:09:19","date_gmt":"2024-05-02T16:09:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=14214"},"modified":"2024-05-02T18:09:19","modified_gmt":"2024-05-02T16:09:19","slug":"lorango-si-cura-da-solo-la-prima-scimmia-che-fa-automedicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=14214","title":{"rendered":"L&#8217;orango si cura da solo, la prima scimmia che fa automedicazione"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;<br \/>\nSi era ferito a una guancia, Rakus. Cos\u00ec si \u00e8 procurato delle foglie di Akar Kuning (in gergo botanico Fibraurea tinctoria), una pianta rampicante usata nella medicina tradizionale per curare le lesioni &#8211; ma anche contro la dissenteria, per il diabete e la malaria &#8211; le ha masticate creando una sorta di impasto e se le \u00e8 applicate sul viso proprio nel punto dolente. Una classica scena di automedicazione, se non fosse che il protagonista non \u00e8 un uomo, ma una scimmia. Ed \u00e8 la prima volta in assoluto che viene segnalato un &#039;dottor orango&#039; in azione. Segno che anche i primati praticano l&#039;automedicazione.      \u00a0<br \/>\nRakus \u00e8 un maschio selvatico di orango di Sumatra (Pongo abelii). Gli esperti che lo hanno osservato in azione ritengono che stesse trattando la sua ferita utilizzando una pianta con note propriet\u00e0 medicinali. Un report di questa condotta inedita per un primate \u00e8 pubblicato sulla rivista &#039;Scientific Reports&#039;, perch\u00e9 sarebbe la prima volta che si sorprende un animale selvatico intento ad autocurarsi. Prima di questo studio, spiegano gli autori, diverse specie di primati selvatici erano state osservate ingoiare, masticare o strofinare piante con propriet\u00e0 medicinali, ma senza applicarle su ferite recenti.\u00a0La scienziata Isabelle Laumer e colleghi biologi del Max Planck Institute of Animal Behavior di Costanza (Germania) e dell&#039;Universitas Nasional dell&#039;Indonesia hanno osservato l&#039;orangutan maschio nel giugno 2022, nell&#039;area di ricerca Suaq Balimbing nel Parco nazionale di Gunung Leuser, in Indonesia. \u00a0<br \/>\nRakus ha masticato gambo e foglie di Akar Kuning e applicato ripetutamente per 7 minuti il liquido &#039;unguento&#039; cos\u00ec generato sopra una ferita sulla sua guancia destra, ferita che aveva riportato 3 giorni prima. Rakus ha quindi spalmato le foglie masticate fino a coprire completamente la lesione e ha continuato a nutrirsi della pianta per oltre 30 minuti. Gli autori riportano che non c&#039;erano segni di infezione nel punto trattato nei giorni successivi. Ed entro 5 giorni la ferita si era chiusa, per poi guarire completamente nel giro di un mese. Poich\u00e9 Rakus ha applicato ripetutamente il materiale vegetale sulla sua ferita e in nessun&#039;altra parte del corpo, e l&#039;intero processo ha richiesto pi\u00f9 di mezz&#039;ora, \u00e8 probabile che abbia trattato intenzionalmente la sua ferita facciale con Akar Kuning, sostengono i ricercatori. \u00a0<br \/>\nPrecedenti ricerche hanno identificato propriet\u00e0 antibatteriche, antinfiammatorie, antifungine e antiossidanti nell&#039;Akar Kuning e le foglie masticate potrebbero aver contribuito a ridurre il dolore e l&#039;infiammazione causati dalla ferita di Rakus e favorito la guarigione. Gli autori non sanno se questa fosse la prima volta che Rakus curava una delle sue ferite o se avesse gi\u00e0 appreso questo comportamento da altri oranghi della sua zona natale. Poich\u00e9 sembra che Rakus abbia curato intenzionalmente la sua ferita, ci\u00f2 suggerisce che il comportamento potrebbe aver avuto origine in un antenato comune condiviso dagli umani e dalle grandi scimmie, ragionano gli esperti.\u00a0&quot;Il comportamento di Rakus &#8211; conferma Laumer &#8211; sembrava essere intenzionale poich\u00e9 trattava selettivamente la ferita e nessun&#039;altra parte del corpo, con il succo della pianta. Il comportamento \u00e8 stato ripetuto anche pi\u00f9 volte, non solo con il succo della pianta, ma anche successivamente con materiale vegetale pi\u00f9 solido&quot;. Gli autori puntualizzano infine di non aver osservato al momento altri oranghi nell&#039;area di ricerca &#039;automedicare&#039; le loro ferite. Tuttavia ci\u00f2 potrebbe essere dovuto al fatto che i ricercatori incontrano raramente esemplari feriti.\u00a0&quot;Gli oranghi del sito raramente mangiano la pianta &#8211; spiega Caroline Schuppli, autrice senior dello studio &#8211; Tuttavia possono toccare accidentalmente le loro ferite mentre si nutrono di questa pianta e quindi applicare involontariamente il succo della pianta sulle lesioni. Dal momento che la Fibraurea tinctoria ha potenti effetti analgesici, possono avvertire un immediato sollievo dal dolore, il che potrebbe indurli a ripetere il comportamento pi\u00f9 volte&quot;. \u00a0&quot;Il trattamento di ferite nell&#039;uomo \u00e8 stato probabilmente menzionato per la prima volta in un manoscritto medico risalente al 2200 a.C. &#8211; rimarca Schuppli &#8211; E&#039; possibile che esista un meccanismo sottostante comune per il riconoscimento e l&#039;applicazione di sostanze con propriet\u00e0 mediche o funzionali alle ferite e che il nostro ultimo antenato comune gi\u00e0 mostrasse forme simili di comportamento&quot;.\u00a0&#8212;internazionale\/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Si era ferito a una guancia, Rakus. 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