{"id":14045,"date":"2024-05-01T12:45:40","date_gmt":"2024-05-01T10:45:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=14045"},"modified":"2024-05-01T12:45:40","modified_gmt":"2024-05-01T10:45:40","slug":"ai-derrick-de-kerckhove-serve-arte-nel-fare-le-domande-i-giornalisti-lo-insegnano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=14045","title":{"rendered":"AI, Derrick de Kerckhove: &#8220;Serve arte nel fare le domande, i giornalisti lo insegnano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;informazione e i giornalisti possono avere un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze che servono a gestire l&#039;AI, perch\u00e9 &quot;ora serve arte nel fare le domande&quot;. La comunicazione deve riuscire a sopravvivere alla presa di controllo delle persone con gli algoritmi, al rapporto tra il cliente &#039;burattino&#039; e l&#039;inserzionista &#039;burattinaio&#039;. Derrick de Kerckhove, celebre sociologo e direttore scientifico di &#039;Media Duemila&#039; dell&#039;Osservatorio TuttiMedia, parla con l&#039;Adnkronos dopo il suo intervento al convegno &#039;Megatrends del marketing e della comunicazione digitale &#8211; La rivoluzione dell&#039;intelligenza artificiale&#039;, organizzato dal Master in Economia e Management della comunicazione e dei media della Facolt\u00e0 di Economia di Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata. Le sue risposte partono dall&#039;analisi di una grande trasformazione in corso e arrivano all&#039;intuizione dei suoi prossimi sviluppi.  \u00a0Partiamo da una sua frase: &quot;La trasformazione digitale \u00e8 nuova retorica e comporta nuovi modi per essere connessi&quot;. \u00a0La trasformazione digitale, di per s\u00e9, non \u00e8 retorica, perch\u00e9 la retorica si basa sul linguaggio, una scienza della persuasione attraverso il significato, mentre tutte le operazioni digitali si basano su algoritmi; quindi, la loro modalit\u00e0 di persuasione non \u00e8 linguistica, ma performativa. Essi realizzano il loro obiettivo non cercando di sedurre o convincere il cliente, ma prendendone il controllo, emulando direttamente il potenziale cliente con la sua profilazione, facendo coincidere la sua programmazione con il modello dello stesso cliente. Gli algoritmi gestiscono le relazioni con i clienti ma senza relazionarsi consapevolmente con loro. \u00a0Ci spiega cosa vuol dire in concreto e quali sono le conseguenze?\u00a0Una volta c&#039;era qualcosa che si chiamava CRM, ma \u00e8 stato sostituito dal CCM, Customer Control Management. Naturalmente, nessuna agenzia pubblicitaria lo ammetterebbe mai. Detto questo, un elemento comune alla retorica e al controllo digitale \u00e8 il concetto di &quot;figura&quot;, cio\u00e8 la forma specifica dei diversi strumenti di persuasione\/controllo. Le figure convenzionali, che risalgono all&#039;Antica Roma e ai grandi oratori come Cicerone, erano identificate come imitazione, paragone, metafora, ripetizione, perifrasi, sineddoche, ecc. I nuovi hanno bisogno di una categorizzazione che non \u00e8 stata scoperta scientificamente, ma io proporrei &quot;marketing&quot;, &quot;branding&quot;, &quot;profiling&quot;, &quot;virale&quot;, &quot;meme&quot;, &quot;pubblicit\u00e0 subliminale&quot;, \u201cprompting\u201d, ecc. \u00a0Come sta cambiando quindi la comunicazione, con la spinta dell&#039;innovazione tecnologica?\u00a0La maggior parte di queste nuove figure non coinvolge realmente la comunicazione, non un &quot;messaggio&quot; messo in forma persuasiva, ma piuttosto un comando, un&#039;azione diretta sul cliente. L&#039;intento non \u00e8 quello di informare, intrattenere o dare una scelta al cliente, ma di riformarlo per soddisfare gli scopi dell&#039;inserzionista. La nuova figura del cliente \u00e8 quella del &quot;burattino&quot; e quella dell&#039;inserzionista quella del &quot;burattinaio&quot; che tira i fili. La vera domanda \u00e8 se ci\u00f2 che intendiamo per comunicazione possa sopravvivere a modi cos\u00ec efficaci di controllare le persone. \u00a0Pu\u00f2 descrivere l&#039;impatto dell&#039;AI generativa nel mondo del lavoro, e in particolare in quello dei media?\u00a0Ci sono molte speculazioni su questa domanda e la maggior parte di esse rientra in tre categorie. Allarmismo: tutti i lavori di &quot;comunicazione&quot; che coinvolgono qualsiasi media sono minacciati in modo irreparabile, con il licenziamento di una percentuale incalcolabile di lavoratori e la perdita per sempre delle normali competenze. Rassicurazione: s\u00ec, alcuni posti di lavoro andranno persi, soprattutto a livelli non qualificati o poco qualificati (proprio come \u00e8 stato profetizzato per il lavoro manuale minacciato dalla robotizzazione), ma verranno creati nuovi posti di lavoro; sar\u00e0 solo una questione di riqualificazione (probabilmente aiutata dal ricorso all&#039;IA generativa). Integrazione: L&#039;IA generativa migliorer\u00e0 tutti i lavori, aumenter\u00e0 il livello medio di competenza e creer\u00e0 un numero incalcolabile di nuovi posti di lavoro e opportunit\u00e0.\u00a0Qual \u00e8 quindi la sua opinione, quali sviluppi pu\u00f2 prevedere?\u00a0La mia opinione si ispira a studi precedenti sugli effetti dell&#039;introduzione di nuove tecnologie o media: tutte le grandi innovazioni arrivano &#8211; e partono &#8211; in tre fasi principali, shock e stupore, transizione dolorosa, e integrazione. Per quanto riguarda i media, il famoso sciopero di Hollywood rappresenta lo shock e lo stupore, un&#039;azione di classe di tipico rifiuto istintivo. Ma la sana adozione di GenAI da parte della stampa e dei giornalisti in generale va nella giusta direzione. I traduttori, in particolare, sarebbero piuttosto sciocchi a non utilizzare Deepl.com per tutto ci\u00f2 che non \u00e8 specificamente &quot;letterario&quot;. Per quanto riguarda l&#039;integrazione, mi aspetto interessanti innovazioni in tutte le arti, plastica, design, architettura, musica, per non parlare di software programming, massicciamente accelerato. In linea di massima tendo a concordare con l&#039;ormai vetusto pronunciamento: &quot;L&#039;AI generativa potr\u00e0 o meno rubarti il lavoro, ma chi la usa lo far\u00e0 senz\u2019altro&quot;.\u00a0Ha detto parlando di AI generativa: &quot;Fare bene le domande, sfidare la macchina e le risposte&quot;.\u00a0La novit\u00e0 \u00e8 il prompt, cio\u00e8 come formulare una domanda per ottenere il meglio da GenAI. La parola &quot;prompt&quot; \u00e8 una scelta interessante perch\u00e9 evita davvero la domanda. Significa solo &#039;provocazione&#039; e non posiziona l&#039;interrogante come una persona che chiede veramente qualcosa, ma piuttosto stuzzica il sistema, per cos\u00ec dire. Naturalmente c&#039;\u00e8 un&#039;arte nel porre domande, che la maggior parte delle scuole e dei sistemi educativi non ha insegnato; gli allievi e studenti, dall&#039;asilo all&#039;universit\u00e0, sono sempre obbligati a fornire risposte. Ora che la trasformazione digitale fornisce tutte le risposte, gli insegnanti e i professori non sanno cosa fare. \u00a0Sono necessarie nuove competenze. Come si costruiscono?\u00a0La risposta \u00e8 ovvia: insegnare a fare domande! \u00c8 possibile trovare immediatamente online un tutorial sulla formulazione di domande efficaci, nuove categorie come &quot;zero-shot&quot; (prompting diretto), prompting con esempi (one-shot, few-shot e multi-shot), prompting a catena di pensieri, chain-of-thought a zero-shot, strategie di iterazione dei prompt ecc. Non \u00e8 questo il luogo in cui iniziare il corso. Inoltre, i giornalisti sono gli unici veri maestri dell&#039;interrogazione. Dovrebbero essere loro gli insegnanti della nuova universit\u00e0. (Di Fabio Insenga)\u00a0&#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L&#039;informazione e i giornalisti possono avere un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze che servono a gestire l&#039;AI, perch\u00e9 &quot;ora serve arte nel fare le domande&quot;. 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