{"id":13710,"date":"2024-04-29T15:14:54","date_gmt":"2024-04-29T13:14:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=13710"},"modified":"2024-04-29T15:14:54","modified_gmt":"2024-04-29T13:14:54","slug":"malaria-tornera-in-italia-lesperto-no-allarme-ma-guardia-alta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=13710","title":{"rendered":"Malaria torner\u00e0 in Italia? L&#8217;esperto: &#8220;No allarme ma guardia alta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia ritorner\u00e0 la malaria? Alla domanda rispondono gli esperti dopo che in Puglia sono stati scoperti esemplari di zanzare della malaria. &quot;Le condizioni attuali non giustificano un allarme immediato&quot;, perch\u00e9 le zanzare anofele vettrici dell&#039;infezione &quot;oggi ci sono, ma sono troppo poche per sostenere il ciclo di trasmissione della malattia. Se per\u00f2 dovessero verificarsi condizioni propizie a un&#039;esplosione della popolazione di questi insetti, allora certamente la domanda dovremmo farcela&quot;. Quindi &quot;guardia alta&quot;, \u00e8 il monito del biologo Paolo Gabrieli, professore di Zoologia dell&#039;universit\u00e0 Statale di Milano, una carriera dedicata allo studio delle arbovirosi. Dopo che l&#039;Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e della Basilicata ha scoperto in Puglia esemplari di zanzare della malaria non pi\u00f9 rilevate da oltre 50 anni, l&#039;esperto spiega all&#039;Adnkronos Salute perch\u00e9 &quot;\u00e8 fondamentale continuare a seguire il comportamento di questi insetti e controllarne la proliferazione&quot;. Soprattutto, avverte, con un cambiamento climatico in corso.\u00a0Fino agli anni &#039;60 del Novecento, ricorda Gabrieli, l&#039;Italia era un Paese malarico e qualche zanzara anofele nello Stivale \u00e8 rimasta. &quot;Abbiamo ancora zanzare appartenenti al cosiddetto complesso maculipennis, un gruppo di 7-8 specie molto simili fra loro &#8211; illustra lo scienziato &#8211; che sono potenziali vettori di malaria. Sono diffuse in diverse zone della Penisola, soprattutto nelle aree costiere del Centro-Sud Italia e nelle isole, dove un tempo erano di casa. In questo momento stiamo dunque vivendo quello che viene definito &#039;anofelismo senza malaria&#039;&quot;. Due le ragioni. La prima \u00e8 che &quot;avere la zanzara giusta non basta perch\u00e9 ci sia anche la malattia&quot;, la seconda \u00e8 che le anofele italiane &quot;oggi non sono sufficienti&quot;. \u00a0&quot;Nel ciclo di trasmissione di patogeni come quello della malaria &#8211; precisa Gabrieli argomentando il primo punto &#8211; le zanzare fungono solo da vettori. Quando nascono, tendenzialmente sono sane. Per poter trasmettere il patogeno devono prima infettarsi loro stesse e affinch\u00e9 ci\u00f2 accada ci deve essere un serbatoio della malattia che in Italia ancora non abbiamo. Anche se pungessero una persona tornata infetta da un Paese malarico, potrebbero al massimo originare qualche caso di trasmissione locale, ma non certo un&#039;epidemia su larga scala&quot;. Quanto al secondo punto, prosegue il biologo, \u00e8 legato a &quot;un parametro che viene chiamato &#039;capacit\u00e0 vettoriale delle zanzare&#039;. E&#039; simile all&#039;R0 delle malattie infettive e permette di capire quanto una popolazione di zanzare sia in grado di trasmettere una determinata malattia&quot;. Questo indice &quot;dipende da tantissimi fattori, ma uno dei pi\u00f9 importanti \u00e8 la probabilit\u00e0 effettiva che le zanzare possano incontrare (e pungere) l&#039;uomo. Meno le zanzare anofele sono numerose, e oggi in Italia lo sono molto poco, e meno \u00e8 probabile che l&#039;incontro con l&#039;uomo avvenga&quot;.\u00a0Insomma, poche zanzare anofele da un lato, nessun vero serbatoio umano o animale dall&#039;altro. Ecco perch\u00e9, sul fronte malaria, secondo Gabrieli &quot;al momento possiamo stare relativamente tranquilli&quot;. Ma in futuro? Se ad oggi &quot;la probabilit\u00e0 che possa esserci una trasmissione sostenuta dell&#039;infezione in Italia \u00e8 bassa &#8211; ribadisce l&#039;esperto &#8211; \u00e8 assolutamente importante mantenere alta la guardia&quot;. \u00a0Innanzitutto c&#039;\u00e8 il fatto che &quot;noi uomini &#8211; riflette lo scienziato &#8211; tendiamo a creare le condizioni ottimali per la proliferazione delle zanzare senza rendercene conto&quot;: dal sottovaso sul terrazzo ai depositi di acqua piovana, sono diversi i possibili habitat &#039;a misura di insetto&#039; che nella vita quotidiana rischiamo di creare. E poi c&#039;\u00e8 l&#039;emergergenza clima: &quot;Umidit\u00e0 e caldo&quot; alle zanzare piacciono, si sa, e la tropicalizzazione del meteo anche alle nostre latitudini &quot;sicuramente non aiuta&quot;. Anche gli esperti riuniti a Barcellona per il Congresso della Societ\u00e0 europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid) hanno lanciato l&#039;allarme: &quot;Se le emissioni di carbonio e la crescita della popolazione continueranno ad aumentare ai ritmi attuali, entro il 2100 saranno a rischio di malaria e Dengue 4,7 miliardi di persone in pi\u00f9 nel mondo&quot;. Italiani compresi. \u00a0Gabrieli concorda e invita a scongiurare soprattutto un pericolo: il rischio di &#039;bissare&#039; quanto \u00e8 accaduto in passato con la zanzara tigre, specie aliena divenuta in poco tempo invasiva in tutta Italia. &quot;La preoccupazione &#8211; conclude il biologo &#8211; non riguarda tanto le zanzare anofele di casa nostra, perch\u00e9 alla fine le conosciamo e sappiamo come si comportano. Bisogna stare attenti, piuttosto, a non creare delle condizioni che favoriscano la diffusione di nuove zanzare invasive che possono portarci malattie dall&#039;estero. Comprese altre zanzare in grado di trasmettere la malaria&quot;. \u00a0&quot;In Italia vive una zanzara Anopheles labranchiae che \u00e8 in grado di trasmettere la malaria. Il fatto che in Puglia sia stata trovata l&#039;Anopheles maculipennis ci dice che dobbiamo stare un po&#039; pi\u00f9 attenti ma nulla di pi\u00f9 &#8211; sottolinea all&#039;Adnkronos Salute Massimo Andreoni direttore scientifico della Societ\u00e0 italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e professore ordinario di Malattie infettive Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma &#8211; Quest&#039;ultima zanzara \u00e8 solo &#039;pi\u00f9 competente&#039; rispetto alla prima nel trasmettere la malaria ma va chiarito che alcuni casi di malaria in Italia, la maggior parte di importazione, ci sono e non hanno mai portato a focolai o situazioni endemiche. In pi\u00f9 questa scoperta risale a due anni fa e non mi pare sia successo nulla di drammatico. La circolazione della Anopheles maculipennis va monitorata ma senza allarmi&quot;, dice Andreoni tornando sullo studio dell&#039;Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata che ha scoperto in Puglia esemplari di zanzara della malaria dopo oltre 50 anni. \u00a0Per Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive ospedale policlinico San Martino di Genova, il fatto di avere trovato una zanzara del genere Anopheles in Puglia &quot;non deve allarmare la popolazione perch\u00e9 non c&#039;\u00e8 un rischio immediato di trasmissione della malaria per\u00f2 pone problema che si inserisce in un discorso globale sulle zanzare e i cambiamenti climatici che stanno favorendo la proliferazione. L&#039;Anopheles per\u00f2 pone il problema della malaria per il futuro e del controllo delle zanzare: spero che questa scoperta in Puglia serva a lavorare meglio su tutti i generi di zanzare attraverso larvicidi e pesticidi. Chi dice oggi di far crescere l&#039;erba senza tagliarla per difendere la biodiversit\u00e0, spero stia scherzando perch\u00e9 le zanzare sono vettori di Dengue, West Nile, Chikungunya e poi, appunto, della malaria&quot;.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia ritorner\u00e0 la malaria? Alla domanda rispondono gli esperti dopo che in Puglia sono stati scoperti esemplari di zanzare della malaria. &quot;Le condizioni attuali non giustificano un allarme immediato&quot;, perch\u00e9 le&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13711,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-13710","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13710","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13710"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13710\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/13711"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telelaser.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}