{"id":125489,"date":"2026-10-20T15:34:00","date_gmt":"2026-10-20T13:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=125489"},"modified":"2026-10-20T15:34:00","modified_gmt":"2026-10-20T13:34:00","slug":"longevita-attiva-arriva-la-nutraddizione-il-segreto-e-aggiungere-cio-che-serve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=125489","title":{"rendered":"Longevit\u00e0 attiva, arriva la &#8216;Nutraddizione&#8217;: il segreto \u00e8 aggiungere ci\u00f2 che serve"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211;  E se la regola per invecchiare bene non fosse togliere ma aggiungere? E se, invece di concentrarci su quello che bisogna evitare, imparassimo a riconoscere ci\u00f2 di cui il corpo ha bisogno per affrontare il cambiamento nelle diverse fasi della vita? Da questa inversione di prospettiva nasce il concetto di &#039;Nutraddizione&#039; (da nutrire e addizione), un nuovo modo di concepire l\u2019alimentazione sana non come una sequenza di divieti e sottrazioni, ma come l\u2019arte di aggiungere quello che serve al corpo per mantenersi in salute nel tempo. Tra i nutrienti al centro di questo cambio di paradigma &#8211; informa una nota &#8211; ci sono le proteine, fondamentali non solo per mantenere la massa muscolare ma anche per garantire il corretto funzionamento dell\u2019intero organismo.  In questo cambio di prospettiva, il muscolo assume un ruolo centrale: oltre a sostenere il sistema muscolo-scheletrico, contribuisce alla funzionalit\u00e0 dell\u2019organismo e, con il passare degli anni, diventa una risorsa essenziale per preservare indipendenza e qualit\u00e0 della vita.\u00a0\u00c8 uno dei temi approfonditi dal 1\u00b0 Rapporto &#039;Vivi l&#039;et\u00e0&#039; sulla longevit\u00e0 attiva, curato da Ennio Tasciotti, direttore dello Human longevity program dell\u2019Irccs San Raffaele di Roma e promosso da Meritene, che analizza le pi\u00f9 recenti evidenze scientifiche su nutrizione, movimento e integrazione al fine di identificare i principali fattori che contribuiscono ad un invecchiamento in salute. Il principio &#8211; si legge &#8211; non \u00e8 &quot;mangiare di pi\u00f9&quot; o aggiungere indiscriminatamente. \u00c8 capire cosa serve e quando. L&#039;invito \u00e8 a spostare l\u2019attenzione verso una maggiore consapevolezza: riconoscere i bisogni del corpo nelle diverse fasi della vita e intervenire, quando necessario, per sostenerli. &quot;Se non riesci a sopperire a quello che ti serve con le buone pratiche, cio\u00e8 con l\u2019alimentazione, oggi la scienza e la medicina offrono delle alternative &#8211; spiega Tasciotti -. Ma quello che serve non lo decide l\u2019individuo: va sempre valutato da un professionista sanitario in grado di formulare per ogni paziente il giusto percorso nutrizionale e integrativo&quot;.\u00a0La supplementazione non va intesa, quindi, come una scorciatoia da utilizzare indistintamente &#8211; riferisce la nota &#8211;  quanto piuttosto come un valido supporto quando l\u2019alimentazione abituale non riesce a coprire i fabbisogni, per esempio in presenza di scarso appetito, difficolt\u00e0 digestive o altre condizioni che rendano pi\u00f9 difficile raggiungere un adeguato apporto nutrizionale. Il cambio di paradigma riguarda anche il modo in cui comunichiamo la salute. Non una nuova lista di divieti, ma una maggiore consapevolezza di quello che serve al corpo nelle diverse fasi della vita. &quot;Bisogna agire in maniera diametralmente opposta rispetto al terrorismo alimentare &#8211; sottolinea Tasciotti -.Dobbiamo aggiungere le cose che fanno bene, non solo togliere quelle che fanno male&quot;. Una prospettiva particolarmente rilevante dopo i 65 anni, quando il mantenimento della massa muscolare diventa uno degli elementi chiave per l&#039;autonomia e la qualit\u00e0 della vita.\u00a0\u00a0L&#039;obiettivo, dunque, non \u00e8 inseguire una dieta perfetta n\u00e9 trasformare la longevit\u00e0 in una nuova forma di privazione. \u00c8 adattare le proprie abitudini alimentari e motorie ad un corpo che cambia, partendo da informazioni scientifiche e affidandosi al supporto di professionisti qualificati.  Perch\u00e9 invecchiare bene non significa necessariamente fare pi\u00f9 rinunce ma imparare, piuttosto, a scegliere quello di cui il corpo ha bisogno. A partire dai 65 anni, mantenere un adeguato apporto proteico diventa particolarmente importante. Con l\u2019invecchiamento, infatti, il muscolo risponde meno efficacemente allo stimolo rappresentato dall\u2019assunzione di proteine e dall\u2019esercizio fisico: \u00e8 il fenomeno noto come &quot;resistenza anabolica&quot;. Non significa che il corpo smetta di rispondere ma che ha bisogno di uno stimolo maggiore per ottenere una risposta simile a quella che si osservava in et\u00e0 pi\u00f9 giovane. &quot;Con l\u2019invecchiamento nel corpo si riduce la capacit\u00e0 di rispondere agli stimoli e ne servono di pi\u00f9 per ottenere lo stesso risultato &#8211; fa notare Tasciotti -. Questo vale anche per la nutrizione. Il metabolismo cambia anche a causa della diminuita capacit\u00e0 del nostro organismo di assimilare le sostanze&quot;.\u00a0La conseguenza \u00e8 che il riferimento nutrizionale non rimane necessariamente lo stesso per tutte le et\u00e0. &quot;Secondo una recente revisione della letteratura basata sulla tecnica dell\u2019ossidazione degli aminoacidi indicatori &#8211; dettaglia la nota &#8211; negli anziani con sarcopenia (la perdita progressiva di muscolo e forza che pu\u00f2 accompagnare l\u2019invecchiamento) il fabbisogno medio stimato di proteine \u00e8 pari a 1,2 g\/kg di peso corporeo al giorno, mentre l\u2019assunzione raccomandata arriva sino a 1,5 g\/kg al giorno. Un dato che si discosta dalla Rda generale di 0,8 g\/kg al giorno e che contribuisce a spiegare perch\u00e9, soprattutto in presenza di perdita di massa e forza muscolare, l\u2019alimentazione debba essere valutata in relazione all\u2019et\u00e0 e alle condizioni individuali. Come suggerisce la ricerca, inoltre, non \u00e8 importante soltanto raggiungere un determinato apporto proteico nell\u2019arco della giornata, ma anche che le proteine vengano distribuite nei diversi pasti&quot;.\u00a0&quot;Gli studi che valutano il fabbisogno muscolare di aminoacidi negli over 65 &#8211; prosegue la nota &#8211; suggeriscono infatti di distribuire equamente l\u2019assunzione di proteine nei tre pasti principali. Per un individuo di 60 kg questa raccomandazione si traduce in circa 25\u201330 grammi di proteine per pasto, necessarie per stimolare efficacemente la risposta anabolica. \u00c8 un cambio di prospettiva che porta a guardare alla proteina non pi\u00f9 soltanto come al nutriente associato all\u2019aumento della performance atletica&quot;. &quot;Le proteine non servono solo ai muscoli &#8211; osserva Tasciotti -. Il corpo funziona perch\u00e9 le proteine svolgono moltissime funzioni: sono coinvolte nei meccanismi di difesa del sistema immunitario, nel trasporto dei metaboliti nel corpo, nella comunicazione tra le cellule. Senza proteine non si blocca solo il sistema muscolo-scheletrico, ma smette di funzionare l\u2019intera fisiologia dell\u2019organismo&quot;.\u00a0\u00a0Le evidenze raccolte nel Rapporto &#039;Vivi l&#039;et\u00e0&#039; di Meritene sulla longevit\u00e0 attiva &#8211; prosegue la nota &#8211; indicano, inoltre, che &quot;la strategia nutrizionale acquista maggiore rilevanza quando viene inserita in un approccio pi\u00f9 ampio, che comprende anche l\u2019attivit\u00e0 fisica, in particolare l\u2019esercizio di forza. Gli ultimi studi scientifici e le recenti evidenze cliniche mostrano infatti che la supplementazione proteica utilizzata da sola pu\u00f2 aiutare a preservare la massa muscolare, ma non produce necessariamente miglioramenti altrettanto significativi sulla forza e sulla performance fisica.  I risultati pi\u00f9 consistenti emergono quando nutrizione ed esercizio di resistenza vengono combinati&quot;.  &quot;Se c\u2019\u00e8 un organo della longevit\u00e0, questo \u00e8 il muscolo: \u00e8 il nostro miglior alleato, la nostra migliore assicurazione per un invecchiamento sano e di successo &#8211; afferma Tasciotti -.Per questo nutrizione e movimento dovrebbero essere sempre considerati insieme&quot;.\u00a0Il 1\u00b0 Rapporto &#039;Vivi l\u2019et\u00e0&#039; sulla longevit\u00e0 attiva, curato da Tasciotti e promosso da Meritene &#8211; conclude la nota &#8211; &quot;nasce con l\u2019obiettivo di raccogliere e tradurre in indicazioni comprensibili le pi\u00f9 recenti evidenze scientifiche sull\u2019invecchiamento in salute.  Prende in esame tre dimensioni strettamente interconnesse &#8211; nutrizione, movimento e cognizione &#8211; e propone una lettura della longevit\u00e0 non come semplice aumento degli anni di vita ma come capacit\u00e0 di mantenere nel tempo salute psicofisica, autonomia funzionale e relazioni di qualit\u00e0&quot;. \u00a0&quot;Attraverso la campagna sociale Vivi l&#039;\u00e8t\u00e0 e il 1\u00b0 Rapporto sulla longevit\u00e0 attiva, Meritene si propone l&#039;obiettivo di contribuire alla diffusione di una cultura del benessere pi\u00f9 consapevole, accessibile e orientata alla qualit\u00e0 della vita&quot; commenta Giulio Gandolfi, BEO di Nestl\u00e9 Health Science.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; E se la regola per invecchiare bene non fosse togliere ma aggiungere? 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