{"id":124782,"date":"2026-10-16T14:36:00","date_gmt":"2026-10-16T12:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124782"},"modified":"2026-10-16T14:36:00","modified_gmt":"2026-10-16T12:36:00","slug":"ricerca-e-innovazione-i-giovani-protagonisti-del-congresso-degli-oftalmologi-universitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124782","title":{"rendered":"Ricerca e innovazione, i giovani protagonisti del congresso degli oftalmologi universitari"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ricerca scientifica, innovazione tecnologica e, soprattutto, formazione delle nuove generazioni di oftalmologi. Sono questi i temi al centro del XXII Congresso nazionale della Societ\u00e0 degli oftalmologi universitari italiani (Sou), in corso dal 15 al 17 ottobre presso l&#039;Auditorium del Rettorato dell&#039;universit\u00e0 degli Studi &#039;Gabriele d\u2019Annunzio&#039; di Chieti-Pescara. Il congresso, informa una nota, riunisce la comunit\u00e0 accademica italiana dell&#039;oftalmologia &#8211; professori, ricercatori, direttori delle scuole di specializzazione e medici in formazione &#8211; in una fase di profonda trasformazione della disciplina. Intelligenza artificiale, imaging avanzato, medicina di precisione, terapie geniche e cellulari, neuroprotezione e nuove tecniche chirurgiche stanno infatti modificando rapidamente le possibilit\u00e0 di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie oculari. A caratterizzare questa edizione \u00e8 soprattutto la scelta di mettere i giovani al centro, non soltanto come destinatari della formazione, ma come protagonisti del confronto scientifico. Gli specializzandi provenienti dalle diverse scuole italiane di Oftalmologia presentano e discutono i principali temi della disciplina insieme a professori, ricercatori e direttori delle Scuole di specializzazione. Un modello che trasforma il congresso in un confronto diretto tra generazioni e lega strettamente formazione, ricerca e pratica clinica. \u00a0Hanno rivolto un videomessaggio ai partecipanti Anna Maria Bernini, ministra dell&#039;Universit\u00e0 e della Ricerca; Orazio Schillaci, ministro della Salute; e Robert Giovanni Nistic\u00f2, presidente dell&#039;Agenzia italiana del farmaco. Sono intervenuti Liborio Stuppia, magnifico rettore dell&#039;universit\u00e0 degli Studi &#039;Gabriele d\u2019Annunzio&#039; di Chieti-Pescara; Nathan Levialdi Ghiron, magnifico rettore dell&#039;universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata; Mauro Palmieri, direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti; Nicoletta Ver\u00ec, assessore alla Salute della Regione Abruzzo; Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo. &quot;Non pi\u00f9 soltanto correggere un difetto o curare una patologia, ma proteggere nel tempo la vista e la qualit\u00e0 della visione. Questa \u00e8 la sfida della longevit\u00e0 ed \u00e8 anche la nuova frontiera della medicina: non curare un organo, ma prendersi cura della persona nella sua interezza. La ricerca sta accelerando, cambia la medicina, crescono le tecnologie e deve cambiare anche la formazione&quot;, ha dichiarato la ministra Bernini. &quot;\u00c8 fondamentale promuovere un autentico dialogo tra generazioni, valorizzando il patrimonio di esperienze e conoscenza dei professionisti pi\u00f9 esperti, favorendo il contributo di idee, competenze e sensibilit\u00e0 innovative portate dai giovani &#8211; ha sottolineato Schillaci &#8211; Garantire percorsi formativi di alto livello vuol dire investire sul futuro del servizio sanitario e sulla capacit\u00e0 di offrire ai cittadini cure sempre pi\u00f9 sicure, appropriate ed efficaci&quot;.\u00a0Alla cerimonia inaugurale era inoltre presente Rodolfo Mastropasqua, ordinario di Oftalmologia presso l&#039;universit\u00e0 degli Studi &#039;Gabriele d\u2019Annunzio&#039; di Chieti-Pescara e segretario della Sou. Sul fronte della prevenzione, il congresso si inserisce inoltre in una fase di crescente attenzione istituzionale alla salute visiva. Marta Schifone, componente della Commissione Affari sociali della Camera e prima firmataria di una risoluzione per la promozione di un Piano nazionale di prevenzione visiva, approvata il 7 ottobre scorso dalla stessa commissione, ha evidenziato che &quot;molte patologie oculari possono avere un decorso lento e graduale e, in alcuni casi, svilupparsi senza sintomi evidenti. Quando il problema si manifesta, il danno pu\u00f2 essere ormai irreversibile. Per questo \u00e8 fondamentale promuovere screening regolari e uniformi su tutto il territorio nazionale, a partire da minori, anziani e persone pi\u00f9 fragili. Prevenire significa tutelare la salute, l&#039;autonomia e la qualit\u00e0 della vita delle persone, ma anche ridurre i costi sanitari e sociali delle patologie diagnosticate troppo tardi&quot;. \u00a0&quot;L&#039;universit\u00e0 ha una responsabilit\u00e0 particolare: non deve soltanto trasferire e applicare le conoscenze disponibili, ma contribuire a produrre quelle che renderanno migliori le cure di domani &#8211; ha affermato Carlo Nucci, presidente della Sou e professore ordinario di Oftalmologia dell&#039;universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata &#8211; Con questo congresso abbiamo voluto mettere al centro i nostri giovani. Gli specializzandi e i giovani ricercatori rappresentano il futuro dell\u2019oftalmologia italiana e devono essere formati non soltanto all&#039;eccellenza clinica e chirurgica, ma anche alla ricerca, all&#039;innovazione e alla capacit\u00e0 di interpretare criticamente un progresso scientifico e tecnologico che procede oggi con una velocit\u00e0 straordinaria&quot;. Particolare rilievo assume la sessione &#039;Giovani ricercatori in Oftalmologia: Best Papers 2024-2026&#039;, dedicata alle migliori pubblicazioni scientifiche realizzate dai giovani ricercatori italiani, per valorizzare la produzione scientifica delle nuove generazioni e ribadire il legame inscindibile tra formazione specialistica e ricerca. \u00a0Tra le trasformazioni al centro del congresso c&#039;\u00e8 l&#039;evoluzione della tomografia a coerenza ottica (Oct) e dell&#039;angiografia Oct (Oct-A), tecnologie di imaging che permettono di studiare con definizione sempre maggiore la retina, il nervo ottico e la microcircolazione oculare. A queste tecnologie diagnostiche si affianca il rapido sviluppo dell&#039;intelligenza artificiale, con algoritmi in grado di analizzare grandi quantit\u00e0 di immagini e dati clinici e con potenziali applicazioni nello screening, nella diagnosi precoce, nella stratificazione del rischio e nel monitoraggio delle patologie oculari. L&#039;innovazione riguarda anche le terapie. Nelle malattie della retina, come la degenerazione maculare legata all&#039;et\u00e0 e l&#039;edema maculare diabetico, le nuove strategie puntano ad aumentare l&#039;efficacia e la durata dei trattamenti, riducendo il numero delle somministrazioni e il conseguente carico assistenziale per pazienti, familiari e strutture sanitarie. Nuove prospettive arrivano inoltre dalle terapie geniche, che dalla cura di alcune rare distrofie retiniche ereditarie stanno aprendo la strada a un approccio sempre pi\u00f9 personalizzato alle malattie oculari. L&#039;innovazione in oftalmologia ha anche una ricaduta sulla sostenibilit\u00e0 del Servizio sanitario nazionale. Con l&#039;invecchiamento della popolazione, la prevenzione e il trattamento delle patologie oculari croniche assumono infatti un valore non soltanto clinico, ma anche sociale ed economico.\u00a0&quot;Investire nella ricerca e nella qualit\u00e0 della formazione specialistica universitaria significa investire nel futuro del Servizio sanitario nazionale &#8211; ha rimarcato Nucci &#8211; Una diagnosi pi\u00f9 precoce, una terapia pi\u00f9 efficace, la possibilit\u00e0 di rallentare la progressione di una malattia o di ridurre il numero di trattamenti necessari possono tradursi non soltanto in una migliore qualit\u00e0 di vita per il paziente, ma anche in un utilizzo pi\u00f9 efficiente e sostenibile delle risorse sanitarie&quot;. Tra i momenti di maggiore rilievo scientifico del congresso, la Sou Medal Lecture 2026 \u00e8 stata conferita al professor Anthony Khawaja dell&#039;University College London e Consultant Ophthalmic Surgeon al Moorfields Eye Hospital di Londra, per il contributo scientifico allo studio del glaucoma e, in particolare, per le sue ricerche sui fattori di rischio e sui determinanti della malattia. I suoi studi contribuiscono allo sviluppo di approcci sempre pi\u00f9 orientati alla prevenzione, alla stratificazione individuale del rischio e alla diagnosi precoce. La presenza di Khawaja rappresenta inoltre un&#039;importante occasione di confronto tra la comunit\u00e0 accademica oftalmologica italiana e la ricerca internazionale.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ricerca scientifica, innovazione tecnologica e, soprattutto, formazione delle nuove generazioni di oftalmologi. 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