{"id":124731,"date":"2026-10-16T11:47:41","date_gmt":"2026-10-16T09:47:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124731"},"modified":"2026-10-16T11:47:41","modified_gmt":"2026-10-16T09:47:41","slug":"melanoma-in-italia-oltre-12-900-casi-lanno-imi-personalizzare-prevenzione-e-cure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124731","title":{"rendered":"Melanoma, in Italia oltre 12.900 casi l\u2019anno, Imi: &#8220;Personalizzare prevenzione e cure&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ogni anno, in Italia, pi\u00f9 di 12.900 persone si ammalano di melanoma e oltre 221mila pazienti vivono con questa diagnosi. La sopravvivenza a 5 anni supera il 90%, ma si registrano ancora circa 2.500 decessi l\u2019anno. Da qui l\u2019esigenza di incentivare la prevenzione con percorsi personalizzati in base al rischio individuale, garantendo controlli mirati alle persone pi\u00f9 vulnerabili. Anche l\u2019intelligenza artificiale (Ai) pu\u00f2 contribuire a vincere questa sfida purch\u00e9 sia utilizzata come supporto e non come sostituto del clinico. Lo sostengono gli specialisti dell\u2019Intergruppo melanoma italiano (Imi) che apre oggi a Bologna il suo congresso annuale: per i prossimi 3 giorni, dermatologi, oncologi, chirurghi, anatomopatologi e altri professionisti sanitari si ritrovano per discutere le ultime novit\u00e0 scientifiche sulla neoplasia. \u00a0\u201cIl melanoma risulta in crescita in quasi tutti i Paesi occidentali, ma si pu\u00f2 sconfiggerlo anche grazie ad un approccio multidisciplinare &#8211; afferma Daniela Massi, professoressa e presidente Imi &#8211; \u00c8 cos\u00ec inoltre possibile ottenere una maggiore personalizzazione dei trattamenti. Oltre al genere sono diversi gli aspetti di cui dobbiamo tenere conto perch\u00e9 \u00e8 un tumore molto eterogeno. Nel percorso diagnostico e terapeutico, la precisione dell\u2019anatomia patologica \u00e8 fondamentale per guidare le scelte cliniche. Oggi la biologia molecolare, la digital pathology e l\u2019intelligenza artificiale offrono davvero opportunit\u00e0 senza precedenti. In particolare, l\u2019Ai pu\u00f2 agire come un \u2018copilota specializzato\u2019 al fianco dell\u2019anatomopatologo e offrire un supporto di valore inestimabile, soprattutto nella diagnosi. Inoltre, la digitalizzazione non \u00e8 solo un processo tecnologico ma anche culturale e organizzativo. Servono regole, standard ed ecosistemi digitali accessibili per garantire diagnosi sempre pi\u00f9 accurate e trattamenti davvero su misura del singolo paziente\u201d. \u00a0\u201cIl melanoma costituisce un problema sanitario crescente &#8211; prosegue Vincenzo De Giorgi, segretario Imi &#8211; La prima sfida riguarda la riduzione dei comportamenti a rischio ed \u00e8 quindi fondamentale promuovere una corretta fotoprotezione: non pu\u00f2 essere limitata solo alle vacanze estive, ma va estesa alla vita quotidiana con particolare attenzione alle donne e ai pi\u00f9 giovani. Poi \u00e8 necessario diagnosticare il cancro precocemente e meglio. Le moderne tecniche non invasive, come la dermoscopia o l\u2019imaging avanzato, permettono di identificare melanomi sempre pi\u00f9 piccoli e sottili. L\u2019aumento della sensibilit\u00e0 diagnostica deve per\u00f2 accompagnarsi a una maggiore specificit\u00e0, per evitare un numero eccessivo di asportazioni di lesioni benigne, con conseguenze per i pazienti e per il sistema sanitario. \u00c8 su questo equilibrio tra efficacia, appropriatezza e sostenibilit\u00e0 che dovr\u00e0 concentrarsi la prevenzione dermatologica dei prossimi anni\u201d. Ogni anno nel mondo si registrano circa 100mila nuovi casi di melanoma e la sua incidenza \u00e8 raddoppiata negli ultimi 10 anni. \u201c\u00c8 una crescita che \u00e8 andata di pari passo all\u2019incremento ed evoluzione delle terapie &#8211; sottolinea Roberto Patuzzo, consigliere Imi &#8211; L\u2019approccio chirurgico \u00e8 profondamente cambiato e, in contesti selezionati, vi \u00e8 stata una riduzione dell\u2019invasivit\u00e0 degli interventi. \u00c8 un fatto importante dal momento che la prospettiva di una lunga sopravvivenza \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente e quindi sono pi\u00f9 rilevanti le conseguenze degli interventi: cicatrici, dolore persistente, linfedema e limitazioni funzionali possono accompagnare il paziente per diversi anni\u201d.\u00a0\u00a0\u201cPreservare tessuti e funzioni, garantire la riabilitazione e la gestione degli esiti &#8211; continua &#8211; sono ormai parti essenziali della cura. Il percorso deve assicurare continuit\u00e0 assistenziale, controlli personalizzati e attenzione alle priorit\u00e0 della persona. L\u2019obiettivo finale \u00e8 integrare il controllo della malattia con la tutela della qualit\u00e0 di vita, lungo tutto il percorso del paziente\u201d. Per Mario Mandal\u00e0, Past President Imi, \u201canche i trattamenti medici sono cambiati negli ultimi decenni e i pi\u00f9 utilizzati sono adesso le terapie target e l\u2019immunoterapia. L\u2019implementazione di queste cure ha portato benefici ai pazienti ma anche all\u2019inevitabile necessit\u00e0 di gestire le tossicit\u00e0. I clinici devono assicurare sempre una corretta informazione a malati e caregiver: migliora la consapevolezza dei pazienti, perfeziona il rapporto medico-malato e pu\u00f2 contribuire ad instaurare una relazione di fiducia. Le diagnosi precoci del tumore cutaneo e la gestione multidisciplinare garantiscono poi una migliore risoluzione anche degli eventi avversi. Di solito sono l\u2019oncologo e lo specialista d\u2019organo che devono farsi carico della riduzione dell\u2019impatto delle tossicit\u00e0 croniche a lungo termine\u201d. \u00a0Al congresso di Bologna ampio spazio viene dedicato anche alla ricerca sul melanoma. \u201cPromuovere studi indipendenti \u00e8 uno dei principali obiettivi della nostra Associazione &#8211; sottolinea Anna Maria Di Giacomo, consigliere Imi &#8211; Purtroppo la ricerca no profit in Italia attraversa una fase critica e negli ultimi 15 anni le sperimentazioni non finanziate dall\u2019industria farmaceutica sono calate del 57%. In questo contesto difficile gruppi cooperativi, come Imi, possono davvero avere un ruolo importante, per esempio, promuovendo trial su farmaci innovativi ma in setting o in popolazioni di pazienti spesso esclusi dagli studi registrativi. Altro ambito rilevante \u00e8 il disegno di studi che prevedano una forte componente traslazionale, finalizzata anche all\u2019identificazione di biomarcatori predittivi di risposta e tossicit\u00e0 ai trattamenti\u201d. \u00a0\u201cL\u2019evoluzione delle terapie e della ricerca ha portato a risultati davvero rilevanti nel contrasto a una neoplasia insidiosa come il melanoma &#8211; evidenzia Massi &#8211; Lo stesso vale per le nuove tecnologie che dovrebbero sempre essere garantite a pazienti e clinici. I test di Next Generation Sequencing (Ngs) permettono di identificare alterazioni genetiche cruciali per accedere a farmaci mirati. Tuttavia, non esiste ancora un pannello diagnostico o prognostico dedicato e rimborsato nel tariffario. La criticit\u00e0 \u00e8 elevata nei tumori melanocitari atipici o a incerta definizione, dove la diagnosi \u00e8 molto complessa e cos\u00ec come il rischio di sotto-trattamento o sovra-trattamento. Come Imi abbiamo chiesto al ministero della Salute di inserire nel nomenclatore tariffario la prestazione: \u2018Test Ngs per tumori melanocitari atipici ad incerto potenziale maligno\/melanocitoma\u2019. Auspichiamo inoltre &#8211; conclude &#8211; un investimento mirato per individuare i centri di riferimento regionali connessi in rete per l\u2019esecuzione degli esami innovativi\u201d.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ogni anno, in Italia, pi\u00f9 di 12.900 persone si ammalano di melanoma e oltre 221mila pazienti vivono con questa diagnosi. 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