{"id":124579,"date":"2026-10-15T16:56:51","date_gmt":"2026-10-15T14:56:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124579"},"modified":"2026-10-15T16:56:51","modified_gmt":"2026-10-15T14:56:51","slug":"festa-roma-presentata-la-serie-memoriae-quando-il-passato-scompare-e-il-male-torna-a-parlare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124579","title":{"rendered":"Festa Roma: presentata la serie &#8216;Memoriae&#8217;, quando il passato scompare e il male torna a parlare"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; All&#039;improvviso, un&#039;intera comunit\u00e0 dimentica completamente sei anni della propria vita. Non soltanto volti e avvenimenti, ma amori, figli, scelte, identit\u00e0. Da questao inquietante evento prende le mosse &#039;Memoriae&#039;, la serie diretta Cosimo Alem\u00e0 e Isabella Aguilar, presentata alla 21ma edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle dedicata alle serie tv. Una produzione Rai Fiction e Minerva che sceglie le coordinate del thriller e del mistery per addentrarsi in un territorio misterioso e oscuro: quello della memoria, individuale e collettiva, e dei fantasmi che tornano a reclamare il proprio posto nella storia. Tutto comincia con una frana apparentemente innocua nel piccolo paese di Vallata. Poco dopo, alcuni abitanti cominciano a soffrire di una misteriosa amnesia: sei anni cancellati, come se non fossero mai esistiti. Il borgo viene isolato, mentre fuori nessuno sa che cosa stia accadendo. A cercare una risposta \u00e8 Matteo, reporter di guerra originario del luogo, interpretato da Dario Aita, che riesce a eludere la sorveglianza e si allea con Alma (Gaia Messerklinger), oncologa rimasta bloccata in paese durante un&#039;escursione, per scoprire la verit\u00e0. Ma la perdita dei ricordi \u00e8 soltanto l&#039;inizio: visioni sempre pi\u00f9 vivide incrinano il confine tra realt\u00e0 e immaginazione, lasciando affiorare un passato che forse non vuole pi\u00f9 restare sepolto.\u00a0&quot;\u00c8 una serie ambiziosa, per noi una punta di diamante. Ci lavoriamo da cinque anni&quot;, raccontano i produttori Leonardo Ferrara e Gianluca Curti. &quot;Quando abbiamo letto il soggetto siamo rimasti colpiti. I riferimenti alla mente umana hanno avuto subito una grandissima presa sulla nostra sensibilit\u00e0 editoriale&quot;. La sfida, spiega la regista Aguilar, che \u00e8 anche autrice della sceneggiatura insieme a Gaetano Colella e Andrea Simonetti, era trovare una strada originale nella serialit\u00e0 italiana, tenendo insieme due polarit\u00e0 narrative: il calore umano e l&#039;oscurit\u00e0 del thriller. &quot;\u00c8 stata una sfida graditissima, arrivata dalla Rai. Il risultato \u00e8 codificato, ma \u00e8 strano vivere questo genere nel nostro Paese, con personaggi costruiti per rispecchiare la nostra anima latina, emotivamente calda&quot;. Al centro, un interrogativo che supera i confini della finzione: che cosa succede quando un trauma collettivo viene rimosso, anzich\u00e9 elaborato? &quot;Mi sono posta il problema: e se facessimo finta di niente, come se il male non fosse mai avvenuto? Che cosa succederebbe?&quot;, spiega Aguilar. La domanda attraversa la serie e allarga il campo dal destino dei singoli alla responsabilit\u00e0 delle generazioni e dei popoli. L&#039;Olocausto, il Muro di Berlino, le ferite della storia diventano riferimenti di una riflessione che, nel caso italiano, torna anche al fascismo. &quot;Il filo rosso ha a che fare con tutti gli orrori che abbiamo compiuto, non solo individualmente, ma anche come generazioni e come popolo. Non a caso siamo tornati al fascismo, un tema molto attuale&quot;.\u00a0Per Alem\u00e0, che firma la regia insieme ad Aguilar, il lavoro si \u00e8 misurato anche con le difficolt\u00e0 concrete di una lavorazione segnata spesso da condizioni meteorologiche impegnative, capaci di contribuire all&#039;atmosfera della serie quanto di complicare le riprese. Un riferimento dichiarato \u00e8 &#039;Les Revenants&#039;, la serie francese che ha dimostrato come un mistero possa diventare coinvolgente attraverso personaggi nei quali il pubblico riesce a riconoscersi e ad affezionarsi. &quot;Uno degli obiettivi della Rai era produrre qualcosa di innovativo, ma che non risultasse alieno allo spettatore&quot;, osserva il regista. Per Aita, il cuore del racconto \u00e8 proprio la possibilit\u00e0 di immaginarsi privati di una parte essenziale di s\u00e9. &quot;Il tema della memoria \u00e8 fondamentale. Credo e spero sia attrattivo immaginare, come \u00e8 successo a me, che cosa si proverebbe a trovarsi in quella situazione&quot;. E aggiunge: &quot;Oggi parlare di memoria collettiva e dei tentativi che si fanno, in qualche modo, per cancellarla mi sembra un argomento molto attuale e necessario. Mi piace anche quando tutto questo avviene attraverso il genere, quando \u00e8 in grado di intrattenere e divertire&quot;.\u00a0Messerklinger descrive invece Alma come una donna che &quot;reagisce all&#039;incertezza assumendosi la responsabilit\u00e0 di capire. Ogni personaggio ha una sua storia ed \u00e8 interessante vedere come ciascuno reagisca dal proprio punto di vista, quanto possa essere diversa la risposta -spiega- Alma si prende la responsabilit\u00e0 di capire che cosa sta succedendo&quot;. Per interpretarla, racconta, ha cercato &quot;una reazione concreta e credibile davanti a un mondo in cui ogni certezza sembra venir meno. Penso che questa serie sia sorprendente e io per prima ho lasciato che mi sorprendesse&quot;. Tra ricerca scientifica e suggestione mistica, &#039;Memoriae&#039; costruisce cos\u00ec un enigma che non si accontenta di chiedere che cosa sia accaduto a Vallata, ma interroga ci\u00f2 che una comunit\u00e0 sceglie di ricordare, o di dimenticare. \u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; All&#039;improvviso, un&#039;intera comunit\u00e0 dimentica completamente sei anni della propria vita. Non soltanto volti e avvenimenti, ma amori, figli, scelte, identit\u00e0. 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