{"id":124457,"date":"2026-10-15T12:56:19","date_gmt":"2026-10-15T10:56:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124457"},"modified":"2026-10-15T12:56:19","modified_gmt":"2026-10-15T10:56:19","slug":"dal-baratro-al-trionfo-le-rimonte-che-hanno-fatto-la-storia-del-calcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124457","title":{"rendered":"Dal baratro al trionfo: le rimonte che hanno fatto la storia del calcio"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ci sono partite che si vincono con la tattica, altre con il talento. E poi ci sono quelle che sfuggono a ogni logica, quelle in cui il cronometro diventa un nemico, la speranza sembra svanire e, proprio quando tutto appare perduto, succede l&#039;impossibile. La rimonta del Real Madrid contro la Roma, capace di ribaltare il risultato da 1-3 a 4-3 con tre reti negli ultimi sette minuti, appartiene a questa categoria. Una di quelle serate in cui il calcio ricorda a tutti perch\u00e9 sia lo sport pi\u00f9 imprevedibile: perch\u00e9 novanta minuti non sono soltanto una durata, ma una promessa. E finch\u00e9 l&#039;arbitro non fischia, nessuno pu\u00f2 considerarsi sconfitto. La storia del pallone \u00e8 piena di imprese simili. Alcune hanno deciso una partita, altre una coppa, altre ancora sono diventate parte della memoria collettiva di intere generazioni. Queste sono solo: \u00a0Se esiste una partita capace di spiegare il significato dell&#039;espressione &quot;crederci fino alla fine&quot;, \u00e8 la finale di Champions League del 1999. Al Camp Nou di Barcellona il Bayern Monaco passa in vantaggio nel primo tempo con Mario Basler e, per quasi tutta la partita, sembra avere la coppa in mano. Il Manchester United fatica, non riesce a trovare la via del gol e vede scorrere i minuti mentre i tedeschi si avvicinano al trionfo. Poi arriva il recupero. Quando il quarto uomo segnala che il tempo regolamentare \u00e8 praticamente terminato, lo United conquista un calcio d&#039;angolo. La palla finisce sui piedi di Ryan Giggs, il cui tiro sporco viene trasformato in rete da Teddy Sheringham al 91&#039;. Il Bayern \u00e8 sotto shock e gli inglesi non si accontentano di arrivare ai supplementari. Due minuti dopo, un altro corner battuto da David Beckham trova Sheringham, che prolunga il pallone verso Ole Gunnar Solskj\u00e6r. Il norvegese anticipa tutti e lo spedisce in rete. \u00c8 il 2-1. In pochi istanti, una finale persa si trasforma in un trionfo storico. Il Manchester United conquista la sua seconda Coppa dei Campioni e completa il Treble, vincendo nella stessa stagione campionato, coppa nazionale e Champions League. Il Bayern passa dalla festa alla disperazione nel giro di tre minuti.\u00a0Il Milan campione d&#039;Europa in carica sembra avere gi\u00e0 un piede in semifinale. All&#039;andata, a San Siro, i rossoneri hanno vinto 4-1 contro il Deportivo La Coru\u00f1a. Un risultato che, sulla carta, lascia pochissimo spazio ai dubbi. Al ritorno, per\u00f2, lo stadio Riazor diventa il teatro di una delle imprese pi\u00f9 straordinarie del calcio europeo. Walter Pandiani segna nel primo tempo, poi Juan Carlos Valer\u00f3n firma il raddoppio. Prima dell&#039;intervallo, il Deportivo \u00e8 gi\u00e0 sul 2-0 e ha riaperto una qualificazione che pareva chiusa. Nella ripresa, il Milan prova a reagire, ma gli spagnoli non rallentano. Alberto Luque realizza il 3-0 e Fran, al 76&#039;, completa il capolavoro. Il risultato finale \u00e8 4-0: il Deportivo si qualifica con un incredibile 5-4 complessivo ed elimina i campioni d&#039;Europa.\u00a0Se il Manchester United del 1999 rappresenta il miracolo dell&#039;ultimo respiro, il Liverpool del 2005 incarna la rimonta che sembrava impossibile gi\u00e0 prima dell&#039;intervallo. Il Milan di Carlo Ancelotti chiude il primo tempo sul 3-0, grazie alla rete iniziale di Paolo Maldini e alla doppietta di Hern\u00e1n Crespo. In campo ci sono campioni come Kak\u00e1, Andrea Pirlo, Clarence Seedorf e Andriy Shevchenko. Dall&#039;altra parte, il Liverpool sembra destinato a una sconfitta senza appello. Ma negli spogliatoi succede qualcosa che cambia la storia. Al 54&#039; Steven Gerrard accorcia le distanze. Due minuti dopo, Vladim\u00edr \u0160micer segna il 3-2. Al 60&#039;, Xabi Alonso firma il pareggio sulla respinta di Dida dopo il proprio calcio di rigore. Tre gol in appena sei minuti. Una finale che pareva chiusa si riapre completamente. Il Milan avrebbe ancora occasioni per vincerla, ma il Liverpool resiste fino ai supplementari. Ai rigori, Jerzy Dudek diventa l&#039;eroe della serata, respingendo il tiro decisivo di Shevchenko. I Reds conquistano una Champions leggendaria dopo essere stati sotto di tre reti all&#039;intervallo.\u00a0Quella del Barcellona contro il Paris Saint-Germain \u00e8 una delle rimonte pi\u00f9 incredibili mai viste nel calcio europeo, perch\u00e9 non riguarda soltanto una partita, ma un&#039;intera doppia sfida. All&#039;andata, a Parigi, il Psg ha dominato vincendo 4-0. Per qualificarsi, i catalani devono segnare almeno quattro gol senza subirne, oppure realizzarne cinque se gli avversari vanno a segno una volta. Al Camp Nou, il Bar\u00e7a parte fortissimo e trova tre reti entro il 50&#039;. Ma al 62&#039; Edinson Cavani segna per i francesi: il risultato complessivo \u00e8 5-3 e la qualificazione sembra ormai nelle mani del parigini. A quel punto servirebbe un&#039;impresa quasi irrealizzabile: tre gol in meno di mezz&#039;ora. Neymar riaccende la speranza con una punizione all&#039;88&#039; e un rigore al 91&#039;. Il Barcellona si riversa in avanti, mentre il Psg arretra sempre di pi\u00f9. Al 95&#039;, quando tutto sembra ormai finito, Neymar inventa l&#039;assist e Sergi Roberto si avventa sul pallone, battendo il portiere. Il Camp Nou esplode. Il Barcellona vince 6-1 e si qualifica con il punteggio complessivo di 6-5. \u00c8 la dimostrazione che il tempo pu\u00f2 diventare un alleato proprio quando sembra il peggior nemico. \u00a0E poi arriviamo a ieri sera, alla partita che ha riacceso il ricordo di tutte queste imprese. Allo Stadio Olimpico, la Roma conduce 3-1 contro il Real Madrid al minuto 83. I giallorossi sembrano avere la partita in pugno, mentre i campioni spagnoli si ritrovano davanti a una sconfitta che pare ormai inevitabile. Ma contro il Real Madrid, soprattutto in Europa, il concetto di partita finita \u00e8 sempre relativo. All&#039;83&#039; arriva la rete di Esp\u00ed, che riapre la sfida. All&#039;85&#039; Endrick trova il pareggio con un colpo di testa. La Roma, in pochi istanti, vede svanire un vantaggio costruito con fatica. E quando il pareggio sembra gi\u00e0 un risultato incredibile, arriva l&#039;ultimo colpo: al 90&#039;, Antonio R\u00fcdiger firma il 4-3 con una conclusione acrobatica sugli sviluppi di un calcio d&#039;angolo. Tre gol in sette minuti. Dal possibile trionfo giallorosso alla sconfitta, dal sogno alla beffa. La particolarit\u00e0 \u00e8 che tutte e tre le reti decisive nascono da situazioni di calcio d&#039;angolo, con Arda G\u00fcler protagonista nell&#039;ultimo passaggio. \u00a0<br \/>\n&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ci sono partite che si vincono con la tattica, altre con il talento. 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