{"id":124306,"date":"2026-10-14T16:46:12","date_gmt":"2026-10-14T14:46:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124306"},"modified":"2026-10-14T16:46:12","modified_gmt":"2026-10-14T14:46:12","slug":"radiologi-e-tecnici-rinnovano-collaborazione-in-italia-70-mln-di-esami-lanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124306","title":{"rendered":"Radiologi e tecnici rinnovano collaborazione, &#8216;in Italia 70 mln di esami l&#8217;anno&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia vengono eseguiti ogni anno circa 70 milioni di esami radiologici. La diagnostica per immagini rappresenta uno snodo fondamentale dei percorsi di cura. Per garantire un numero cos\u00ec elevato di prestazioni, e assicurare qualit\u00e0 e sicurezza, \u00e8 indispensabile il lavoro di squadra tra medici radiologi e tecnici di radiologia medica. Le due professioni, con competenze e responsabilit\u00e0 diverse, lavorano fianco a fianco e concorrono, ciascuna nel proprio ruolo, al corretto svolgimento del percorso diagnostico. Parte da qui la rinnovata collaborazione tra radiologi e tecnici presentata oggi a Milano nella sede nazionale della Societ\u00e0 italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm). L&#039;obiettivo \u00e8 rafforzare un rapporto gi\u00e0 consolidato nella pratica clinica e trasferirlo sempre di pi\u00f9 anche sul piano scientifico e organizzativo. \u00a0&quot;Medico radiologo e tecnico di radiologia costituiscono un binomio indissolubile &#8211; afferma Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm, direttore Sc Radiologia Irccs Aom di Genova &#8211; \u00c8 una collaborazione che esiste da sempre nelle nostre strutture e che oggi vogliamo rafforzare, ponendo le basi per costruire insieme nuovi percorsi, documenti e linee guida. Ciascuno deve operare nel pieno rispetto della propria professionalit\u00e0 e delle proprie competenze, ma con una visione comune: questo permette di migliorare l\u2019organizzazione, la qualit\u00e0 e la sicurezza delle prestazioni. \u00c8 una necessit\u00e0 ancora pi\u00f9 evidente &#8211; aggiunge &#8211; di fronte alla rapida evoluzione della radiologia. Digitalizzazione, nuove tecnologie e teleradiologia stanno modificando i servizi. In alcuni contesti medico e tecnico possono trovarsi anche fisicamente distanti, ma continuano a essere parte dello stesso percorso. La teleradiologia pu\u00f2 essere uno strumento importante per le aree disagiate, le strutture con particolari esigenze e l\u2019emergenza, purch\u00e9 siano garantiti il rispetto della normativa, la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari e un\u2019interfaccia costante tra le due professionalit\u00e0&quot;.\u00a0La collaborazione non riguarda soltanto l&#039;attivit\u00e0 quotidiana nelle strutture sanitarie. Un elemento centrale &#8211; riporta una nota &#8211; sar\u00e0 il confronto nei luoghi in cui vengono elaborate indicazioni scientifiche e organizzative per il settore, per arrivare a riferimenti sempre pi\u00f9 chiari e condivisi.\u00a0&quot;Radiologi e tecnici lavorano spalla a spalla e hanno competenze differenti che devono essere riconosciute e rispettate &#8211; sottolinea Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp &#8211; Il punto di forza \u00e8 la condivisione delle azioni. Da oggi possiamo dare un nuovo impulso a questa collaborazione attraverso documenti, linee guida, circolari e indirizzi comuni. \u00c8 importante farlo anche nei luoghi in cui vengono assunte le decisioni e definite le indicazioni per i professionisti. Avere chiari i compiti e le responsabilit\u00e0 di ciascuno, nel rispetto reciproco delle competenze, \u00e8 il modo migliore per garantire ai cittadini prestazioni di qualit\u00e0. Il principio alla base della collaborazione \u00e8 quello del gioco di squadra nel rispetto dei ruoli. Non una sovrapposizione delle funzioni, quindi, ma la valorizzazione delle specifiche professionalit\u00e0 che intervengono nel percorso diagnostico a tutto vantaggio dei pazienti\u201d.\u00a0&quot;Il medico radiologo e il tecnico sanitario di radiologia medica contribuiscono, ciascuno nell&#039;ambito delle proprie competenze e responsabilit\u00e0, alla qualit\u00e0 e alla sicurezza del percorso diagnostico &#8211; afferma Carmela Galdieri, presidente Tsrm, Tecnici sanitari di radiologia medica &#8211; La professione del Tsrm ha conosciuto negli anni una significativa evoluzione sul piano formativo, scientifico e tecnologico. Il Tsrm \u00e8 infatti responsabile degli aspetti tecnici dell&#039;esecuzione degli esami, attraverso l&#039;applicazione dei protocolli, la gestione dei parametri di acquisizione e l&#039;ottimizzazione della qualit\u00e0 delle immagini, nel rispetto della radioprotezione e della sicurezza del paziente. Competenze distinte e complementari, che trovano nella collaborazione, nel rispetto reciproco e nella condivisione di procedure e obiettivi gli elementi fondamentali per garantire percorsi diagnostici sempre pi\u00f9 efficienti e sicuri per i pazienti&quot;.\u00a0Un primo segnale concreto della rinnovata collaborazione arriver\u00e0 dal 52\u00b0 Congresso nazionale Sirm di Milano. Per la prima volta i tecnici sanitari di radiologia medica parteciperanno con una propria sessione scientifica. Un passaggio che testimonia la volont\u00e0 di rafforzare il rapporto tra le due professioni, evidenzia la nota. &quot;\u00c8 un primo passo importante e l&#039;inizio di un percorso che vogliamo sviluppare nel tempo &#8211; conclude Gandolfo &#8211; La radiologia sta cambiando rapidamente e dobbiamo accompagnare questa trasformazione valorizzando le competenze di tutti. Lavorare insieme, nel rispetto dei ruoli, significa rendere il sistema pi\u00f9 efficiente e sostenibile e garantire ai pazienti qualit\u00e0 e sicurezza lungo tutto il percorso diagnostico&quot;.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; In Italia vengono eseguiti ogni anno circa 70 milioni di esami radiologici. La diagnostica per immagini rappresenta uno snodo fondamentale dei percorsi di cura. 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