{"id":124292,"date":"2026-10-14T15:55:24","date_gmt":"2026-10-14T13:55:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124292"},"modified":"2026-10-14T15:55:24","modified_gmt":"2026-10-14T13:55:24","slug":"morto-dopo-fermo-carabinieri-a-lodi-sorella-di-giuseppe-uva-vicina-a-famiglia-conosco-calvario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=124292","title":{"rendered":"Morto dopo fermo carabinieri a Lodi, sorella di Giuseppe Uva: &#8220;Vicina a famiglia, conosco calvario&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Leggendo la vicenda accaduta a Lodi mi \u00e8 sembrato di rivivere la storia di mio fratello Giuseppe. Fermato, ammanettato, portato in caserma e tenuto l\u00ec per ore, prima di essere trasferito in ospedale. Purtroppo i casi si susseguono, \u00e8 una vergogna. Gi\u00e0 prima avevano &#039;licenza di uccidere&#039; con le nuove norme sullo scudo penale la situazione non potr\u00e0 che peggiorare. Verranno sempre assolti perch\u00e9 i &#039;colpevoli&#039; saranno sempre le vittime, i nostri fratelli, i nostri familiari. Si sono invertite le parti. Sono sempre pi\u00f9 disgustata&quot;. A dirlo all&#039;Adnkronos \u00e8 Lucia Uva, sorella di Giuseppe, l\u2019operaio di Varese deceduto a giugno 2008 dopo una notte trascorsa in caserma, commentando la morte a Lodi del 39enne Agostino Conigliaro, deceduto luned\u00ec mattina all&#039;ospedale Maggiore, dove era arrivato trenta ore prima, a seguito di un malore durante un intervento dei carabinieri. \u00a0Un episodio su cui la Procura di Lodi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, iscrivendo i due militari del Radiomobile, intervenuti nel residence in cui il 39enne si era intrufolato, nel registro delle annotazioni preliminari, il cosiddetto modello 45-bis, introdotto quest&#039;anno dal decreto Sicurezza per quei casi in cui il reato risulti da subito commesso in presenza di una causa di giustificazione.\u00a0&quot;Io non ce l&#039;ho con i poliziotti e i carabinieri &#8211; sottolinea Uva -, rispetto le forze dell&#039;ordine ma credo sia necessario porre un argine a questa violenza&quot;. Il copione per la sorella di Giuseppe Uva \u00e8 sempre lo stesso. &quot;Le vittime diventano di volta in volta drogati, violenti, autolesionisti, pazzi. Eppure mio fratello non lo era, cos\u00ec come non lo erano gli altri. Non lo erano Federico Aldrovandi, Riccardo Magherini o Stefano Cucchi, che ha subito la morte pi\u00f9 atroce. Occorre prendere provvedimenti, insegnare a poliziotti e carabinieri come comportarsi davanti a soggetti che loro definiscono &#039;violenti&#039; e &#039;aggressivi&#039;, addestrarli&quot;. \u00a0Ai familiari di Agostino Conigliaro, Lucia Uva esprime &quot;vicinanza e solidariet\u00e0&quot;. &quot;Conosco bene il calvario che li aspetta, i miei processi sono durati 18 anni e adesso mi sono rivolta alla Cedu perch\u00e9 aspetto ancora risposte dallo Stato italiano&quot;. Tutti gli imputati per la morte del fratello sono stati assolti, ma la famiglia ha presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani. &quot;Io vado avanti perch\u00e9 Giuseppe non \u00e8 morto di freddo, ma per le botte che ha preso e nessuno mai riuscir\u00e0 a convincermi del contrario.  Non era un delinquente e un drogato e se anche lo fosse stato dovevano prenderlo e portarlo in ospedale per il ricovero. Provo ancora molta rabbia per quello che gli \u00e8 successo&quot;, dice, ammettendo: &quot;Ho paura per i miei figli e per i miei nipoti davanti a quello che leggiamo ogni giorno, ho terrore di cosa possa succedere&quot;.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Leggendo la vicenda accaduta a Lodi mi \u00e8 sembrato di rivivere la storia di mio fratello Giuseppe. 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