{"id":123650,"date":"2026-10-12T11:25:21","date_gmt":"2026-10-12T09:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123650"},"modified":"2026-10-12T11:25:21","modified_gmt":"2026-10-12T09:25:21","slug":"fontaines-d-c-dopamine-chamber-e-il-mondo-in-cui-viviamo-gia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123650","title":{"rendered":"Fontaines D.C., \u2018Dopamine Chamber\u2019 \u00e8 il mondo in cui viviamo gi\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Com\u2019\u00e8 \u2018Dopamine Chamber\u2019, l\u2019album dei Fontaines D.C. in uscita venerd\u00ec prossimo per XL Recordings? La domanda \u00e8 d\u2019obbligo. Dopo \u2018Romance\u2019 del 2024, il successo di \u2018Starburster\u2019, il salto dai club ai grandi festival, la svolta elettronica e le dichiarazioni sulla fine dell\u2019ottimismo, che disco hanno fatto davvero Grian Chatten e compagni? La risposta, dopo averlo ascoltato (ripetutamente), \u00e8 meno complicata di quanto si potrebbe pensare: \u2018Dopamine Chamber\u2019 \u00e8 un disco pregevole, con venature dark e soprattutto molto pi\u00f9 emotivo di quanto lasci immaginare la sua corazza elettronica. \u00c8 anche un album che non ha una sola anima. Ci sono le atmosfere fredde e pi\u00f9 dreamy, i sintetizzatori (tanti), le batterie pi\u00f9 rigide, sample, trigger, manipolazioni elettroniche e le chitarre che a volte arretrano fino quasi a sparire. Qualcuno potr\u00e0 sentirci echi di New Order e Joy Division, soprattutto nel modo in cui una canzone cresce fino a farsi inquieta prima di lasciare spazio alla voce di Grian Chatten. Ma ci sono anche ballate, aperture pi\u00f9 ampie e improvvise accelerazioni. Sia chiaro: i Fontaines D.C. hanno davvero mantenuto la promessa di lasciare fuori la speranza, come annunciato. \u201cHo pensato che sarebbe stato pi\u00f9 potente lasciare fuori la speranza e riflettere onestamente la bruttezza &#8211; ha detto Chatten presentando il disco -. Questo album doveva suonare pi\u00f9 come un avvertimento catastrofico\u201d. \u00a0Chi cerca rassicurazioni rester\u00e0 deluso. La band scava a piene mani nell\u2019angoscia, nella malinconia, nella sensazione di vivere dentro un presente che continua a produrre immagini, informazioni e stimoli senza offrire direzioni. Il quinto album della formazione irlandese \u00e8 costruito intorno a questa contraddizione: cerca il piacere mentre racconta un mondo sempre pi\u00f9 difficile da abitare. Lo fa attraverso undici canzoni che hanno anime diverse ma sono tenute insieme da uno stesso filo rosso. Ci sono momenti di profonda tristezza, ballate pi\u00f9 ariose e improvvise aperture melodiche ma la luce arriva sempre filtrata, come se anche il sollievo fosse provvisorio. Dopo &#039;Dogrel&#039;, &#039;A Hero\u2019s Death&#039;, &#039;Skinty Fia&#039; e &#039;Romance&#039;, i Fontaines D.C. cambiano ancora pelle senza per\u00f2 snaturarsi. La loro storia, del resto, comincia dalla musica ma anche dalla poesia. Grian Chatten, Carlos O\u2019Connell, Conor Curley, Conor Deegan e Tom Coll si sono conosciuti nel 2014 al Bimm di Dublino e, prima  di diventare una band, hanno iniziato a scambiarsi poesie. \u00a0La passione comune per la Beat Generation, da Jack Kerouac ad Allen Ginsberg, e per i grandi poeti irlandesi, da Patrick Kavanagh a James Joyce e W.B. Yeats, li ha portati a pubblicare insieme due raccolte, \u2018Vroom\u2019 e \u2018Winding\u2019. La poesia \u00e8 parte del loro Dna e anche per questo i testi di &#039;Dopamine Chamber&#039; continuano ad avere una densit\u00e0 che va oltre la forma-canzone. James Ford, gi\u00e0 produttore di &#039;Romance&#039;, ha lavorato con la band tra Londra e la campagna inglese. Chatten ha scritto parte dei testi viaggiando tra Vienna, Venezia e la Sicilia.  Le voci sono state poi registrate a Palermo, in una cabina costruita artigianalmente con materassi e cuscini. Un gesto in controtendenza se messo a confronto con un\u2019epoca in cui anche la musica rischia di affidarsi sempre pi\u00f9 a strumenti artificiali. Nel disco, presentato in anteprima con dei listening party molto partecipati nei negozi indipendenti di tutto il mondo (22 solo in Italia), entrano il collasso ambientale, la dipendenza dagli schermi, la ricerca continua di gratificazione e quella specie di anestesia prodotta dagli algoritmi. E&#039; questo il mondo nel quale vive &#039;Dopamine Chamber&#039;. L\u2019immagine della \u201cstanza della dopamina\u201d da cui prende il titolo arriva proprio da qui: un luogo nel quale entrare per alterare l\u2019umore, per distrarsi, per cercare una fuga. \u201cCi entri e noi testiamo questi brani che alterano la mente o l\u2019umore\u201d, ha raccontato Chatten. \u00a0\u00a0\u201cDove si fugge? &#8211; si chiede il bassista Conor Deegan -. Forse dentro s\u00e9 stessi, oppure nell\u2019edonismo, nella fantasia, nella perfezione estetica, nell\u2019eterna giovinezza o nel refresh infinito di uno schermo&quot;. Parlando con il &#039;New York Times&#039;, Chatten ha detto che non pensa che ogni album debba necessariamente contenere entrambe le cose.  \u2018You Miss Me\u2019 \u00e8 uno dei brani che restano pi\u00f9 facilmente addosso. \u2018Demolition\u2019 \u00e8 un altro dei punti forti del disco, con un sound che ricorda qualcosa dei Cure. E poi c\u2019\u00e8 \u2018Happy for You\u2019, che a un primo ascolto potrebbe sembrare quasi una canzone di separazione, mentre sotto la superficie \u00e8 molto pi\u00f9 dolorosa. \u00c8 un crescendo in cui rabbia, malinconia e sofferenza finiscono per mescolarsi mentre Chatten continua a mantenere quella facciata da \u201cva bene, se te ne vai sono felice per te\u201d. Ma \u00e8 una frase che non regge fino in fondo: dietro c\u2019\u00e8 tutto il contrario. Dopo la morte improvvisa del manager Trevor Dietz, avvenuta a giugno a 47 anni, quella canzone ha cambiato significato anche per Chatten. Intervistato dal &#039;Sunday Times&#039;, ha spiegato che oggi \u2018Happy for You\u2019 parla per lui della morte e di come si impari ad accettarla. Dietz era stato per la band molto pi\u00f9 di un manager. Era arrivato quando i Fontaines erano ancora una band di Dublino che suonava nei locali e per loro era diventato una presenza indispensabile, quasi un sesto membro. Chatten ha raccontato  di avere ancora le chiavi del suo appartamento fino a pochi giorni fa e di aver trasformato la musica in una sorta di collegamento diretto con lui. \u00a0Anche &#039;Marianne,&#039; traccia sintetica e cinematografica ispirata alla serie thriller &#039;Ripley&#039;, \u00e8 legata a Dietz. Era finita tra le circa quaranta canzoni composte durante le sessioni e rischiava di essere esclusa. Fu lui a convincerli a riprenderla. Ed \u00e8 un brano importante perch\u00e9 chiarisce subito che cosa sia diventato il suono dei Fontaines. Con \u2018Tongue\u2019, il secondo singolo estratto il disco cambia ancora volto. Un contrappeso fisico alla parte pi\u00f9 sofisticata e sospesa del resto del lavoro. E conferma una cosa che i Fontaines D.C. hanno ormai dimostrato pi\u00f9 volte: possono cambiare pelle senza perdere la propria identit\u00e0. &#039;Where Is Gone?&#039;, cantata insieme a Rosal\u00eda \u00e8 il brano destinato ad avere la vita pi\u00f9 lunga fuori dal circuito abituale della band. Ha una melodia immediata e un grande respiro. Una ballata d\u2019amore attraversata dagli archi, registrata dalla cantante spagnola appena quattro giorni prima della chiusura definitiva dell\u2019album. Forse esce dal perimetro dei fan della band ma ha una forza melodica immediata e una malinconia che potrebbe trasformarlo in uno dei pezzi di maggior successo dei prossimi anni. Sicuramente lo scopriremo con le tre date italiane previste a Bologna (26 ottobre), Roma (18 giugno) e Milano (19 giugno).\u00a0Il disco racconta un presente in cui abbiamo accesso a pi\u00f9 informazioni di quante riusciamo davvero a gestire, come suggerisce gi\u00e0 l\u2019opening track \u2018Six Shot Morning\u2019. Possiamo raggiungere quasi tutto attraverso uno schermo e, allo stesso tempo, sentirci sempre pi\u00f9 soli. Social, notifiche, ricerca continua di gratificazione: la \u2018Dopamine Chamber\u2019 \u00e8 anche questo, il posto in cui entriamo per cambiare umore o riempire un vuoto. E qui si pu\u00f2 azzardare anche una lettura tra Eros e Thanatos: il desiderio di piacere e di sentirsi vivi da una parte, la consapevolezza della perdita e della distruzione dall\u2019altra. Nella stanza della dopamina, Eros e Thanatos convivono. Forse \u00e8 anche per questo che \u2018Dopamine Chamber\u2019, pur essendo un disco dalle tinte dark, non \u00e8 mai davvero spento. Dentro c\u2019\u00e8 una tensione continua, quella di chi cerca qualcosa a cui aggrapparsi mentre tutto intorno spinge verso l\u2019anestesia. (di Federica Mochi)\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Com\u2019\u00e8 \u2018Dopamine Chamber\u2019, l\u2019album dei Fontaines D.C. in uscita venerd\u00ec prossimo per XL Recordings? La domanda \u00e8 d\u2019obbligo. 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