{"id":123527,"date":"2026-10-11T11:57:12","date_gmt":"2026-10-11T09:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123527"},"modified":"2026-10-11T11:57:12","modified_gmt":"2026-10-11T09:57:12","slug":"paolo-jannacci-racconta-scimmie-ovunque-autotune-mi-vergognerei-da-sanremo-nessuna-risposta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123527","title":{"rendered":"Paolo Jannacci racconta &#8216;Scimmie ovunque&#8217;: &#8220;Autotune? Mi vergognerei, da Sanremo nessuna risposta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Quante scimmie abitano dentro di noi? Per Paolo Jannacci sono tante, e ciascuna racconta una paura, un fantasma, una fragilit\u00e0 con cui fare i conti. Ma anche un\u2019occasione per provare a evolversi, imparare a essere pi\u00f9 empatici e non cedere all\u2019egoismo. \u00c8 da questa immagine che prende il titolo &#039;Scimmie ovunque&#039;, il nuovo disco del musicista in uscita venerd\u00ec 16 ottobre, frutto di &quot;cinque anni&quot; di lavoro. \u00a0Un album in cui si intrecciano riflessioni sull\u2019essere umano, sul politicamente corretto, sulle nuove generazioni e sull\u2019intelligenza artificiale. Jannacci, che negli anni ha imparato a evolversi anche con il peso di un cognome importante, sembra avere le idee chiare sul percorso da seguire. \u00a0<br \/>\nNella prefazione racconta che ogni scimmia rappresenta un suo riflesso. Quante sono, dunque, queste scimmie?\u00a0\u00a0&quot;Purtroppo, tante. Rappresentano le mie paure, i miei fantasmi &#8211; dice all&#039;AdnKronos -. Sono elementi che diventano un\u2019allerta, una sorta di monito per cercare di fare meglio e di essere persone migliori. Ogni scimmia, che pu\u00f2 far ridere ed essere divertente, nasconde anche un lato animalesco e pericoloso&quot;.\u00a0<br \/>\nLa scimmia rappresenta il simbolo di un\u2019evoluzione umana?<br \/>\n\u00a0&quot;S\u00ec. Un\u2019evoluzione che dipende soprattutto dalla capacit\u00e0 di superare il proprio egoismo, cosa tutt\u2019altro che facile, perch\u00e9 nasciamo tutti con questo sentimento autoprotettivo. Quando non riusciamo a combatterlo, rischiamo di involverci e di diventare violenti. L\u2019egoismo, a volte alimentato dalla rabbia, pu\u00f2 raggiungere limiti orribili&quot;.\u00a0<br \/>\nIl suo suggerimento qual \u00e8?<br \/>\n\u00a0&quot;Dovremmo cercare di evolverci, senza dimenticare la bellezza, diventando pi\u00f9 empatici e sensibili e imparando a rispettare gli altri. Tutti noi amiamo e sappiamo amare: cerchiamo il bene nella nostra famiglia, respiriamo la stessa aria e, pi\u00f9 o meno, ci nutriamo delle stesse cose. Credo che questa ricerca di evoluzione e sensibilit\u00e0 debba essere portata avanti anche attraverso l\u2019arte. L\u2019artista ha il compito di contribuire a questo percorso&quot;.\u00a0<br \/>\nUna riflessione che richiama, almeno per immagini, i primi minuti di \u20182001: Odissea nello spazio\u2019 di Stanley Kubrick.<br \/>\n\u00a0&quot;Si, per esempio. In realt\u00e0, tutto questo percorso \u00e8 stato affrontato anche in chiave cinematografica. Il mio autore ha condiviso con me tutto il lungo cammino di creazione dei brani: li scrivi, li distruggi, li sistemi e li modifichi pi\u00f9 volte. \u00c8 un processo che richiede molto tempo. Se non ti dai una scadenza, rischi di andare avanti all\u2019infinito. Io non me l\u2019ero data: continuavo a lavorarci, finch\u00e9 arriva il momento in cui ti dici che \u00e8 ora di fermarti&quot;.\u00a0<br \/>\nQuindi, questo disco \u00e8 il frutto di quanti anni di lavoro?<br \/>\n\u00a0&quot;Almeno cinque. Ho cominciato a scrivere subito dopo aver finito il mio disco del 2020. In realt\u00e0 non smetti mai di lavorare: anche adesso sto gi\u00e0 pensando al prossimo. Puoi essere pi\u00f9 o meno veloce, ma ogni brano e ogni idea nascono da qualcosa, a volte anche da un film. Quindi s\u00ec, hai ragione&quot;.\u00a0<br \/>\nNel disco racconta le persone, con i loro punti di vista e le loro contraddizioni. Che cosa deve avere una storia perch\u00e9 lei senta il bisogno di trasformarla in una canzone?<br \/>\n\u00a0&quot;A volte basta un\u2019immagine, anche molto brutta, oppure un piccolo oggetto apparentemente semplice, che per\u00f2 racchiude significati importanti. Pensa a un mazzo di fiori dentro un sacco della spazzatura: ti chiedi a chi fossero destinati, quale storia ci sia dietro. Da un dettaglio del genere possono nascere storie importanti&quot;.\u00a0<br \/>\n\u00c8 una visione molto soggettiva.<br \/>\n\u00a0&quot;Certo. Da un elemento isolato, oppure da una tragedia di cui senti parlare al telegiornale o alla radio, pu\u00f2 nascere un discorso pi\u00f9 articolato, pi\u00f9 ampio, che cerca di abbracciare una serie di problematiche. \u00c8 quello che \u00e8 successo, per esempio, con \u2018La faccenda dell&#039;ammazzo\u2019&quot;.\u00a0<br \/>\nIn \u2018Politically Topless\u2019, il brano realizzato con Elio, affronta il tema del politicamente corretto e dell\u2019autocensura. C\u2019\u00e8 qualcosa che oggi teme di dire?<br \/>\n\u00a0&quot;Che si tratti di wokeismo o di politica, non puoi esprimere il primo pensiero che ti viene in mente: devi prima chiederti come edulcorarlo e modificarlo, per riuscire a raccontarlo senza rischiare di offendere qualcuno&quot;.\u00a0<br \/>\nNel brano compaiono anche le parole \u2018uomo\u2019 e \u2018donna\u2019, che sembrano rischiose da pronunciare.<br \/>\n\u00a0(Annuisce, ndr). &quot;Non si pu\u00f2 dire pi\u00f9 nulla. Diamoci una regolata: questo \u00e8 il mio pensiero, da cinquantenne che ha vissuto l\u2019adolescenza senza problemi di questo tipo. Oggi, secondo me, si creano anche delle difficolt\u00e0 inutili&quot;. \u00a0<br \/>\n\u00c8 anche una questione generazionale?<br \/>\n\u00a0&quot;Essendo cresciuti con un\u2019educazione fondata su insegnamenti che si tramandano da centinaia di anni, siamo pi\u00f9 portati a pensare in un certo modo. Ma dobbiamo essere sensibili anche alle novit\u00e0 e cercare di comprendere i bisogni delle nuove generazioni. Ecco perch\u00e9 continuo a parlare di evoluzione&quot;.\u00a0<br \/>\nCome \u00e8 arrivato a maturare questo pensiero?<br \/>\n\u00a0&quot;\u00c8 una cosa che ho imparato da mio padre, che era molto attento ai giovanissimi e li considerava una sorta di benzina della vita. Ecco perch\u00e9, quando avevo 22 anni, mi affid\u00f2 la produzione dei suoi dischi. Secondo te, avrebbe dato a cuor leggero la produzione di un disco a un ragazzo che non sapeva neanche come muoversi? Poi, in realt\u00e0, ero capace di farlo, ma anche da parte mia fu un azzardo. Dovevo occuparmi della pianificazione dei costi in casa discografica, dei musicisti, degli impegni di tutti e persino della partitura scritta per orchestra. Era un lavoro monumentale&quot;.\u00a0<br \/>\nCome ha vissuto questo peso?<br \/>\n\u00a0&quot;Non l\u2019ho sentito come un peso: mi sono buttato. Solo in seguito ho capito quanto fosse grande mio padre. Mi ha fatto compiere un salto nel vuoto, affidandomi una responsabilit\u00e0 enorme e dimostrando di fidarsi di me. Ha sempre creduto nei ragazzi&quot;.\u00a0<br \/>\nNel disco affronta anche il tema dell\u2019intelligenza artificiale. Da musicista, la vede come un pericolo?<br \/>\n\u00a0&quot;L\u2019intelligenza artificiale rappresenter\u00e0 un\u2019importante evoluzione. Nel disco l\u2019abbiamo utilizzata anche per mostrare come, per chi lavora artisticamente, possa esserci il rischio di perdere una parte del proprio ingegno. A noi piace lavorare in modo pi\u00f9 analogico, essere presenti durante il processo creativo. Siamo andati in studio e abbiamo recitato tutto; successivamente, le parti sono state riprese e rielaborate con l\u2019intelligenza artificiale&quot;.\u00a0<br \/>\nQuindi \u00e8 una critica?<br \/>\n\u00a0&quot;Esistono strumenti, come alcuni plug-in, che utilizzano l\u2019intelligenza artificiale in modo complementare oppure come elemento principale, ma sempre a partire da una tua creazione. Per esempio, puoi comporre una linea melodica, costruirci sopra un\u2019armonia e chiedere allo strumento di trasformarla dal punto di vista sonoro, immaginandola per un\u2019orchestra d\u2019archi. Il risultato pu\u00f2 essere straordinario. Molti lavorano cos\u00ec, ma questo non significa necessariamente sostituire l\u2019intelligenza umana. Io non l\u2019ho ancora fatto: non sento il desiderio di scaricare questi plug-in, perch\u00e9 preferisco essere io il motore della ricerca musicale&quot;.\u00a0<br \/>\n\u00c8 pi\u00f9 divertente, no?<br \/>\n\u00a0&quot;S\u00ec. Ma il punto fondamentale della questione \u00e8 la possibilit\u00e0 di creare l\u2019errore. L\u2019intelligenza artificiale non potr\u00e0 mai sostituire completamente il musicista, perch\u00e9 il musicista \u00e8 fallibile, cos\u00ec come lo \u00e8 ogni essere umano. Nei concerti questa fallibilit\u00e0 emerge continuamente: c\u2019\u00e8 un errore nella voce, nell\u2019intonazione, nell\u2019esecuzione. C\u2019\u00e8 sempre qualcosa di imperfetto, e proprio questo contribuisce alla bellezza della condivisione con il pubblico&quot;.\u00a0<br \/>\nLei ricerca l\u2019imperfezione?<br \/>\n\u00a0&quot;Quando si incide un disco si cerca di essere il pi\u00f9 perfetti possibile, perch\u00e9 \u00e8 bello ed \u00e8 parte della ricerca. Un pianista, per esempio, studia per raggiungere la perfezione, ma anche nell\u2019esecuzione della musica classica lo stesso brano viene interpretato in modo diverso da pianisti differenti. Per questo non sono assolutamente preoccupato che l\u2019intelligenza artificiale possa sostituire o danneggiare la musica. Vedremo come si evolver\u00e0 la situazione&quot;.\u00a0<br \/>\nCapitolo Sanremo. Lei ha partecipato come concorrente nel 2020 e, da allora, sono cambiate molte cose, anche nei generi musicali. Come si rapporta alle nuove generazioni?<br \/>\n\u00a0&quot;Scrivono molto bene e sono molto preparate dal punto di vista tecnico, ma a volte rischiano di perdersi in un unico concetto&quot;.\u00a0<br \/>\nIn che senso?<br \/>\n\u00a0&quot;Quando per due minuti e mezzo mi devi raccontare una sola cosa, a volte mi viene un po\u2019 di noia. Alla sesta canzone in cui mi sento dire sempre la stessa cosa penso: va bene, ora parlami anche di qualcos\u2019altro. Parlami del dentista, inventami un personaggio, raccontami una storia diversa. Penso che ci sono quartine bellissime, a volte geniali, con due parole messe nel punto giusto e capaci di lasciare il segno. Per\u00f2, talvolta, il resto della canzone si perde. I concetti non mi danno pi\u00f9 quella sensazione di poter archiviare un brano come se fosse mio, di ricordarne tutta la storia&quot;.\u00a0<br \/>\nPer esempio?<br \/>\n\u00a0&quot;La \u2018Donna Cannone\u2019 di Francesco De Gregori. Ricordo l\u2019intera canzone e la storia che racconta. Oggi faccio pi\u00f9 fatica, perch\u00e9 spesso mi sembra di trovarmi davanti a un prisma di emozioni che ruotano sempre intorno all\u2019introspezione&quot;.\u00a0<br \/>\nE cosa ne pensa dell\u2019autotune?<br \/>\n\u00a0&quot;Dovrebbe essere solo usato come effetto. Un tempo anche l\u2019amplificazione era considerata un artificio e veniva osteggiata. Se vai alla Scala, per esempio, non c\u2019\u00e8 amplificazione, perch\u00e9 viene considerata ancora qualcosa di volgare. L\u2019autotune, invece, pu\u00f2 essere interessante quando viene utilizzato per creare un effetto vocale impossibile da ottenere con la voce umana. Se, invece, deve correggerti nota per nota, io mi vergognerei. Mi sentirei di fare qualcosa che non mi appartiene, che non \u00e8 consono a ci\u00f2 che sono e a chi mi ascolta. Preferisco cantare nel bene e nel male, con i miei errori. Anche sbagliare, per me, ha un valore&quot;.\u00a0<br \/>\nE per Sanremo 2027? Ha intenzione di riprovarci?<br \/>\n\u00a0&quot;Ho mandato due brani di questo disco ma non li hanno presi. Un altro pezzo in cantina c\u2019\u00e8. Se ci fosse interesse, lo invierei senz\u2019altro&quot;.\u00a0<br \/>\nSe potesse chiudere gli occhi e scegliere un luogo dove poter suonare il suo pianoforte?<br \/>\n\u00a0&quot;Ovunque. Per me, per\u00f2, il traguardo sarebbe poter suonare alla Scala, come ha fatto il mio poeta Paolo Conte. \u00c8 un obiettivo quasi irraggiungibile, ma \u00e8 quello&quot;.\u00a0\u00a0<br \/>\n&#8212;spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Quante scimmie abitano dentro di noi? Per Paolo Jannacci sono tante, e ciascuna racconta una paura, un fantasma, una fragilit\u00e0 con cui fare i conti. 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