{"id":123393,"date":"2026-10-10T14:23:08","date_gmt":"2026-10-10T12:23:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123393"},"modified":"2026-10-10T14:23:08","modified_gmt":"2026-10-10T12:23:08","slug":"donato-il-coach-di-andy-diaz-qualcuno-non-ci-crede-ma-ballando-ci-aiutera-per-puntare-alloro-olimpico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123393","title":{"rendered":"Donato, il coach di Andy Diaz: &#8220;Qualcuno non ci crede, ma Ballando ci aiuter\u00e0 per puntare all\u2019oro olimpico&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Fabrizio Donato si commuove ancora quando ripensa a quella sera. Era novembre del 2021. Sul suo telefono compare una notifica strana. Una chiamata, arriva da Instagram. &quot;Non sapevo nemmeno che sui social si potessero chiamare le persone&quot;, racconta all\u2019Adnkronos. Ad attendere una risposta \u00e8 Andy D\u00edaz. In quel momento Donato non aveva idea di chi fosse. E non poteva immaginare che, nel giro di pochi mesi, sarebbe diventato per lui come un figlio. Oggi D\u00edaz \u00e8 campione d\u2019Europa e concorrente di Ballando con le stelle. Eppure, dietro i successi, resta il ricordo di quella telefonata: una voce impaurita, una richiesta d\u2019aiuto e l\u2019inizio di un percorso che ha cambiato la vita di entrambi.\u00a0L\u2019ex triplista azzurro \u2014 che in carriera ha conquistato anche 23 titoli di campione italiano assoluto \u2014 ripercorre quel primo contatto e racconta come un incontro nato da un emergenza si sia trasformato in un legame sportivo, e prima ancora, umano. Perch\u00e9, se oggi D\u00edaz guarda al futuro con fiducia, Donato sa di essere stato altrettanto fortunato ad averlo incontrato.\u00a0<br \/>\nCosa ricorda di quella chiamata?<br \/>\n\u00a0Ero titubante. Dall\u2019altra parte sentivo una voce spaventata, che faticava a parlare. Non riuscivamo a comunicare: io non parlavo spagnolo e lui non parlava italiano. \u201cDonato, aiutami, aiutami per favore, aiutami\u201d, continuava a ripetermi.\u00a0<br \/>\nPerch\u00e9 ha contattato proprio lei?<br \/>\n\u00a0Avevamo gareggiato insieme. Si ricordava di me perch\u00e9 ero un po\u2019 pi\u00f9 grande: io ero alla fine della carriera, lui era ancora giovanissimo. Conosceva il mio percorso sportivo e sapeva che vivevo a Roma, ma non ci eravamo mai parlati n\u00e9 incontrati. \u00a0<br \/>\nEppure, nel momento del bisogno, ha cercato proprio lei.<br \/>\n\u00a0S\u00ec (sorride, ndr). In chiamata cerco di capire cosa voleva e mi rendo subito conto che la situazione era pi\u00f9 grande di me. Non si trattava soltanto di fare l\u2019allenatore, ma di aiutare una persona che aveva lasciato il proprio Paese per rifugiarsi in un altro, offrendole una seconda possibilit\u00e0. Onestamente, non pensavo di avere le competenze e le capacit\u00e0 necessarie per assumermi una responsabilit\u00e0 del genere.\u00a0<br \/>\nE invece eccoci qua.<br \/>\n\u00a0Gli dissi: \u201cGuarda, mi faccio risentire io\u201d. Dovevo capire, riflettere un momento. Poi la notte ha portato consiglio. Mi confrontai con alcune persone a me care e il giorno dopo gli suggerii di rivolgersi all\u2019ufficio immigrazione di Roma, per ottenere il primo documento che gli consentisse di soggiornare regolarmente in Italia. Lui lo fece.\u00a0<br \/>\nCome si \u00e8 mosso?<br \/>\n\u00a0Si inform\u00f2 su internet per capire dove andare e che cosa fare. La sera prima raggiunse l\u2019ufficio e dorm\u00ec sul marciapiede. La mattina presto si present\u00f2 allo sportello e ottenne il primo documento che gli permetteva di restare regolarmente sul territorio italiano.\u00a0<br \/>\nE il vostro primo incontro?<br \/>\n\u00a0Mi mand\u00f2 la sua posizione e lo raggiunsi in macchina. Aveva uno zainetto e un trolley, niente di pi\u00f9. Gli dissi: \u201cGuarda, ne parlo con la mia famiglia, con mia moglie e con le mie figlie e, per il momento, ti porto a casa. Non so quanto potrai restare, che cosa riusciremo a fare o se riusciremo davvero ad aiutarti. So per\u00f2 che prover\u00f2 a darti una mano, perch\u00e9 me la sento. Tu mi chiedi aiuto e il minimo che posso fare \u00e8 provarci\u201d.\u00a0<br \/>\nUn incontro pi\u00f9 umano che sportivo.<br \/>\n\u00a0Forse, all\u2019inizio, \u00e8 stato soltanto umano. L\u2019atletica \u00e8 arrivata dopo mesi. Si trattava di dare una nuova identit\u00e0 e una nuova vita a un ragazzo che si trovava in Italia senza nulla. Tutto quello che avevo fatto con le mie figlie ho dovuto farlo con lui. C\u2019era ancora il Covid: bisognava occuparsi dei vaccini, del medico di famiglia, del codice fiscale, della residenza e del domicilio. Tutto.\u00a0<br \/>\nIn un\u2019intervista all\u2019Adnkronos, Andy D\u00edaz ha detto che la formazione cubana lo ha aiutato fino a un certo punto, ma che se oggi \u00e8 pi\u00f9 veloce gran parte del merito \u00e8 suo. Che effetto le fa sentire queste parole?<br \/>\n\u00a0Per me \u00e8 motivo di orgoglio e un grande onore. Ma devo essere sincero: siamo stati fortunati entrambi a incontrarci. Lui ha incontrato me e, probabilmente, io ho incontrato lui. Senza Andy forse non avrei avuto un atleta cos\u00ec forte e non avrei potuto dimostrare fino in fondo il mio valore come tecnico. Mi sono trovato ad allenare un atleta gi\u00e0 valido, ma insicuro. Pu\u00f2 sembrare strano, perch\u00e9 oggi Andy \u00e8 l\u2019atleta pi\u00f9 sicuro di s\u00e9 che abbia mai conosciuto. All\u2019inizio, per\u00f2, non era cos\u00ec.\u00a0<br \/>\nForse il suo passato ha influito molto sulla sua personalit\u00e0.<br \/>\n\u00a0Sicuramente. A Cuba gli avevano fatto credere di non essere un buon atleta, di non avere talento, e lui era arrivato a convincersene. Mi chiedeva spesso: \u201cMa tu pensi che io possa fare qualcosa? Pensi che sia un talento? Pensi che possa saltare tanto?\u201d. Io gli rispondevo: \u201cGuarda, magari non capir\u00f2 nulla di questo sport, ma di generazioni ne ho viste passare. Proviamoci. Chiss\u00e0 dove arriveremo. Un tentativo possiamo farlo\u201d.\u00a0<br \/>\nE gli allenamenti funzionavano?<br \/>\n\u00a0Nella preparazione fisica ci sono mille modi per intervenire. Dico sempre che non esiste un unico metodo di allenamento valido per tutti. \u00c8 come cucire un vestito per una sposa. Se oggi Andy \u00e8 quello che \u00e8, il merito \u00e8 di un insieme di fattori: il suo talento, la mia esperienza, la sua voglia di emergere e, soprattutto, il rapporto che abbiamo costruito.\u00a0<br \/>\nQuanto il vostro rapporto ha influito?<br \/>\n\u00a0\u00c8 sicuramente una delle nostre armi vincenti. C&#039;\u00e8 fiducia, rispetto e affetto. Trascorriamo talmente tanto tempo insieme che \u00e8 naturale che sia cos\u00ec.   \u00a0<br \/>\nHa avuto fortuna.<br \/>\n\u00a0Nella vita ci vuole fortuna a incontrare le persone giuste. Ti ho appena detto quanto sia stato fortunato a incontrare Andy. E ancora di pi\u00f9 lo sono stato a incontrare mia moglie.\u00a0<br \/>\nGiusto. Che ruolo ha avuto sua moglie in tutto questo?<br \/>\n\u00a0Senza di lei al mio fianco, niente di tutto questo sarebbe stato possibile. Prova a trovare un\u2019altra moglie a cui dire: \u201cGuarda, porto a casa un ragazzo cubano appena scappato dal suo Paese, senza un euro e senza parlare italiano, mentre in casa abbiamo due figlie\u201d. Non so quante donne avrebbero detto s\u00ec, senza battere ciglio.\u00a0<br \/>\nAndy con lei ha ottenuto ottimi risultati, ora c\u2019\u00e8 la nuova avventura con Ballando con le stelle. Com\u2019\u00e8 arrivata la chiamata di Milly Carlucci?<br \/>\n\u00a0Ci tengo molto a rispondere a questa domanda. Sto leggendo tante cose diverse, alcune anche non vere. Non rispondo perch\u00e9 non vale la pena dare adito a certe voci. \u201cAndy adesso si \u00e8 distratto, non salter\u00e0 pi\u00f9, smetter\u00e0 di fare atletica, sta perdendo tempo\u201d, scrivono. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che anche questa \u00e8 una strategia. Ogni anno devo capire come portare Andy nelle migliori condizioni all\u2019appuntamento pi\u00f9 importante della stagione, che per fortuna finora abbiamo sempre vinto. E il vero obiettivo, naturalmente, \u00e8 quello olimpico, ogni quattro anni. Noi stiamo gi\u00e0 ragionando in vista di Los Angeles 2028.\u00a0<br \/>\nDiaz ha detto che \u00e8 il suo obiettivo principale.<br \/>\n\u00a0Lo \u00e8. Proprio in vista di Los Angeles, ancora prima di ricevere la chiamata, avevo pensato di concederci un periodo di rigenerazione fisica e mentale. Da cinque anni Andy gareggia ovunque e vince ovunque. Ma Sinner ci insegna che, a un certo punto, il corpo presenta il conto. Pochi giorni fa \u00e8 arrivata la notizia che dovr\u00e0 fermarsi e rinunciare al resto della stagione perch\u00e9 il suo fisico glielo impone. E questo fa riflettere. \u00a0<br \/>\nQuindi la chiamata \u00e8 arrivata al momento giusto.\u00a0\u00a0Forse nell\u2019unico momento possibile. Se fosse arrivata a maggio, a dicembre Andy avrebbe rinunciato: ne sono certo. Avremmo detto di no, perch\u00e9 le decisioni le prendiamo insieme. Mi piace pensare che arriveremo a Los Angeles 2028 passando anche da Ballando. Mi diverte questa idea. Il programma sar\u00e0 la nostra arma segreta, un\u2019occasione per rigenerarci e prepararci a fare grandi cose. O almeno, \u00e8 quello che spero.\u00a0<br \/>\nQuesto impegno influir\u00e0 sulla preparazione atletica? Ballando durer\u00e0 fino a dicembre&#8230;<br \/>\n\u00a0No, lo aiuter\u00e0 a rigenerarsi. Ballare gli permetter\u00e0 di fare qualcosa che gli piace: per lui \u00e8 un divertimento, un parco giochi. Potrebbe rivelarsi il mezzo di allenamento migliore che ci potesse capitare in vista di Los Angeles. Poi vedremo come andr\u00e0 alle Olimpiadi, naturalmente, ma di certo non sar\u00e0 Ballando a limitare Andy.\u00a0<br \/>\nE perch\u00e9 Ballando ha voluto Andy D\u00edaz?<br \/>\n\u00a0Andy spesso si mette a ballare nelle interviste con la federazione. \u00c8 probabile che qualcuno in Rai abbia visto quei suoi sketch e ci abbia contattati. Lui mi ha detto che ne sarebbe stato felice e cos\u00ec \u00e8 andata. \u00a0<br \/>\nLo scorso anno abbiamo visto Magnini e Fognini, due anni fa Pellegrini. A Ballando arrivano spesso grandi sportivi, ma quando la loro carriera \u00e8 ormai giunta alla fine. Andy, invece, \u00e8 ancora in attivit\u00e0 e ha un obiettivo importante davanti a s\u00e9.<br \/>\n\u00a0Noi consideriamo il programma uno strumento di preparazione che ci accompagner\u00e0 verso Los Angeles. Vorrei sfatare il mito: non si passa alla televisione solo quando una carriera sta finendo. Ballando render\u00e0 Andy pi\u00f9 forte, pi\u00f9 equilibrato, pi\u00f9 armonico e, probabilmente, anche pi\u00f9 elegante quando salter\u00e0. Il ballo e il salto triplo, infatti, non sono poi cos\u00ec lontani: entrambi richiedono armonia, ritmo e sincronizzazione dei movimenti.\u00a0<br \/>\nAvete pensato al rischio di infortuni, frequenti tra i concorrenti di Ballando?<br \/>\n\u00a0\u00c8 un altro punto che voglio chiarire. Partiamo dal presupposto che ci si pu\u00f2 fare male ogni giorno, persino cucinando o accompagnando i figli a scuola. Da tecnico, allora, dovrei vietargli anche di uscire di casa. Capisco che possa esserci un piccolo rischio, ma forse per un atleta \u00e8 persino minore.\u00a0<br \/>\nAvete interrotto gli allenamenti?<br \/>\n\u00a0Stiamo seguendo una programmazione minima di mantenimento. \u00c8 chiaro che Andy non pu\u00f2 restare fermo per tre mesi limitandosi a ballare: dobbiamo mantenere una certa condizione, cos\u00ec a gennaio potremo ripartire con una base ancora solida. Parliamo comunque di pochi allenamenti alla settimana, tre o quattro.\u00a0<br \/>\nE come sta andando?<br \/>\n\u00a0In queste tre settimane Andy non ha accusato nulla, tanto che lo prendono in giro: Jimmy Ghione gli dice che non suda mai. Non possiamo per\u00f2 sapere in anticipo che cosa succeder\u00e0. Io do la priorit\u00e0 al divertimento, anche accettando un minimo di rischio. Altrimenti, nel tentativo di proteggerlo da ogni possibile problema, finirei per togliergli qualcosa e magari sottoporlo a uno stress mentale. \u00c8 una valutazione che abbiamo fatto insieme: se dovesse succedere qualcosa, lo sappiamo e siamo pronti ad affrontarlo.\u00a0<br \/>\nLa prima puntata \u00e8 andata bene e Andy ha ottenuto un ottimo risultato. \u00c8 rimasto sorpreso o se lo aspettava?<br \/>\n\u00a0Diciamo un po\u2019 entrambe le cose. Mi ha sorpreso, ma non del tutto. Conoscendo la sua intelligenza motoria, so quanto rapidamente riesca ad apprendere.\u00a0<br \/>\nIntelligenza motoria?<br \/>\n\u00a0Per imparare a modificare un movimento nel salto, io impiegavo tre settimane. Lui ci riesce in tre giorni: questa \u00e8 intelligenza motoria. Se apprende cos\u00ec in fretta nel nostro sport, mi sono detto che forse sarebbe successo anche con il ballo. Non potevo esserne sicuro, per\u00f2. Quando l\u2019ho visto, mi sono emozionato: \u00e8 riuscito a fare persino meglio di quanto immaginassi. \u00a0<br \/>\nChe voto gli darebbe da allenatore?<br \/>\n\u00a0Noi due siamo molto simili: siamo terribilmente insoddisfatti di quello che facciamo. Anche quando vinciamo, troviamo sempre qualcosa che non ci soddisfa. Non ci diamo mai dieci: al massimo siamo arrivati a nove. Per essere la prima puntata, quindi, gli do otto.\u00a0<br \/>\nUn voto severo&#8230;<br \/>\n\u00a0Ripeto, potrebbe meritare anche undici. Ma caratterialmente siamo fatti cos\u00ec: puntiamo sempre al massimo. Prendere dieci significherebbe dire \u2018sono arrivato al massimo\u2019. Invece i limiti non vanno soltanto raggiunti: vanno superati.\u00a0<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualche giudice da temere?<br \/>\n\u00a0Direi che sono clementi. C\u2019\u00e8 Zazzaroni, di cui mi fido particolarmente: rappresenta il cuore dello sport. E c\u2019\u00e8 Barbara D\u2019Urso, che \u00e8 brava e buona. Sono fiducioso.\u00a0<br \/>\nChe cos\u2019\u00e8 diventato Andy oggi per te?<br \/>\n\u00a0Il fratello maggiore delle mie figlie. Non immagini quanto mi abbia aiutato, anche a far capire loro quanto possa essere difficile la vita e quanto siano fortunate a crescere in famiglie come le nostre, normali, in Italia. Anche Andy ora fa parte della nostra piccola grande famiglia.\u00a0<br \/>\n&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Fabrizio Donato si commuove ancora quando ripensa a quella sera. Era novembre del 2021. Sul suo telefono compare una notifica strana. 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