{"id":123242,"date":"2026-10-09T15:46:39","date_gmt":"2026-10-09T13:46:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123242"},"modified":"2026-10-09T15:46:39","modified_gmt":"2026-10-09T13:46:39","slug":"vaping-in-adolescenti-esperti-simri-attenzione-a-dipendenza-da-nicotina-mascherata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123242","title":{"rendered":"Vaping in adolescenti, esperti Simri: &#8220;Attenzione a dipendenza da nicotina mascherata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Negli adolescenti i segni della dipendenza possono manifestarsi anche in chi fuma \u2018solo\u2019 2 sigarette a settimana. La diffusione del fumo elettronico \u2013 dalle sigarette elettroniche alle pod-mod e agli altri dispositivi da vaping \u2013 sta generando una nuova generazione di adolescenti dipendenti dalla nicotina, spesso prima ancora che i ragazzi e le ragazze si percepiscano come fumatori o svapatori abituali. La particolare vulnerabilit\u00e0 degli adolescenti \u00e8 dovuta alla maggiore sensibilit\u00e0 del cervello, ancora in maturazione, agli effetti della nicotina. A lanciare l\u2019allarme \u00e8 la Societ\u00e0 italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), che porta il tema al centro del proprio Congresso nazionale, in corso a Roma, anche alla luce del position paper congiunto Simri-Sip (Societ\u00e0 italiana di pediatria) di recente pubblicato su \u2018Italian Journal of Pediatrics\u2019 e dedicato alla dipendenza da nicotina negli adolescenti e alle strategie per aiutarli a smettere.\u00a0\u201cNegli adolescenti la dipendenza pu\u00f2 assumere caratteristiche diverse rispetto all\u2019adulto\u201d, avverte Maria Elisa Di Cicco, pediatra ricercatrice presso l\u2019Universit\u00e0 di Pisa e coordinatrice comitato editoriale di \u2018Pneumologia Pediatrica\u2019. \u201cIl consumo \u00e8 spesso intermittente, sociale, legato sempre di pi\u00f9 ai dispositivi elettronici e ai prodotti aromatizzati e pu\u00f2 quindi dare luogo a una \u2018dipendenza mascherata\u2019: quantit\u00e0 apparentemente modeste di nicotina possono in breve tempo rendere difficile smettere e provocare sintomi di astinenza e problemi di attenzione o dell\u2019umore. Un basso consumo, insomma, non significa necessariamente una ridotta dipendenza\u201d. A modificare lo scenario sono soprattutto i nuovi prodotti: sigarette elettroniche, pod-mod, prodotti a tabacco riscaldato e sacchetti di nicotina hanno moltiplicato le modalit\u00e0 con cui gli adolescenti possono entrare in contatto con la nicotina. Una diffusione che ha assunto dimensioni rilevanti. Secondo i dati pi\u00f9 recenti dell\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 &#8211; informa una nota &#8211; nel 2026 il 37,1% degli studenti tra i 14 e i 17 anni \u2013 circa 851 mila ragazzi \u2013 ha utilizzato nell\u2019ultimo mese almeno un prodotto contenente tabacco o nicotina. Rispetto al 2025, l\u2019uso delle e-cig cresce soprattutto tra le ragazze con un aumento di oltre 4 punti percentuali.\u00a0\u201cSiamo di fronte a una vera epidemia di nuovi prodotti tra i pi\u00f9 giovani &#8211; sottolinea Michele Ghezzi, pediatra pneumologo Ospedale dei Bambini Buzzi diMilano &#8211; Il problema \u00e8 che questi dispositivi vengono spesso percepiti come un\u2019alternativa meno rischiosa alla sigaretta tradizionale, mentre espongono i ragazzi a nicotina e a sostanze in grado di danneggiare le vie respiratorie. I dispositivi di nuova generazione, inoltre, consentono di assumere nicotina con grande facilit\u00e0: i sali di nicotina presenti nei pod-mod, ad esempio, non causano irritazione delle mucose e rendono pi\u00f9 facile inalare rapidamente quantit\u00e0 elevate della sostanza\u201d. Alcune pod-mod &#8211; si legge nella nota &#8211; possono infatti erogare 15-30 mg di nicotina per pod, quantit\u00e0 indicata come equivalente a circa 13-30 sigarette tradizionali. Tra i prodotti emergenti ci sono poi le nicotine pouches, sacchetti da tenere a contatto con la mucosa orale che, oltre al rischio di dipendenza, pongono problemi legati all\u2019ingestione di quantit\u00e0 pericolose di nicotina e alla salute della cavit\u00e0 orale.\u00a0\u00a0Il problema non riguarda soltanto la dipendenza. Le evidenze raccolte dalla Task Force Simri associano l\u2019esposizione allo svapo a infiammazione delle vie aeree, iperreattivit\u00e0 bronchiale, riduzione delle difese contro le infezioni respiratorie, tosse, dispnea e riacutizzazioni dell\u2019asma. Sono descritti anche quadri acuti gravi come l\u2019Evali, ovvero una polmonite chimica legata proprio all\u2019uso di sigarette elettroniche o prodotti da vaping. Di fronte a prodotti cos\u00ec diversi cambia anche il modo di fare screening. Il position paper congiunto Simri-Sip raccomanda al pediatra di indagare l\u2019uso di nicotina gi\u00e0 a partire dagli 11 anni, chiedendo non soltanto delle sigarette tradizionali, ma anche di vaping e altri prodotti. Non basta quindi sapere se un adolescente fuma: occorre capire che cosa usa, con quale frequenza e se sono gi\u00e0 comparsi segnali di dipendenza. La sfida &#8211; per gli esperti &#8211; non \u00e8 pi\u00f9 soltanto impedire che i ragazzi inizino a svapare, ma riconoscere precocemente una dipendenza che pu\u00f2 essere gi\u00e0 presente quando ancora non si percepiscono come fumatori e aiutarli a uscirne. Un compito che ricade sempre pi\u00f9 spesso sul pediatra, anche perch\u00e9 i centri antifumo italiani sono rivolti prevalentemente agli adulti. Il pediatra diventa cos\u00ec un interlocutore centrale per motivare il ragazzo a smettere e accompagnarlo nel percorso con counselling, supporto comportamentale e follow-up, tenendo conto anche della famiglia, della scuola e del gruppo dei pari.\u00a0 Accanto all\u2019intervento del pediatra, la Simri indica 10 raccomandazioni pubblicate nel recente position paper. Tra le priorit\u00e0: proteggere bambini e adolescenti dal marketing dei prodotti alla nicotina sui social media e attraverso gli influencer; estendere gli ambienti 100% liberi da fumo e svapo; rafforzare la regolamentazione degli Ends, intervenendo anche su aromi e packaging attrattivi per i minori; promuovere counselling e informazione in gravidanza sui rischi del fumo e dello svapo per il nascituro; potenziare i programmi di prevenzione nelle scuole.\u00a0Per il genitore di un figlio che svapa, le 5 cose che pu\u00f2 fare sono: 1) Parlare senza trasformare il confronto in un interrogatorio. L\u2019obiettivo \u00e8 capire che cosa usa il ragazzo e quanto spesso, evitando un approccio colpevolizzante che rischia di chiudere il dialogo; 2) Non sottovalutare un consumo occasionale. Negli adolescenti la dipendenza pu\u00f2 essere \u201cmascherata\u201d da consumi apparentemente bassi: anche un uso intermittente pu\u00f2 associarsi a difficolt\u00e0 a smettere e sintomi di astinenza; 3) Rendere la casa libera da nicotina, anche dando l\u2019esempio. Il position paper raccomanda ambienti domestici privi di tutti i prodotti del tabacco e sottolinea che il fumo o il vaping dei genitori possono favorire l\u2019iniziazione e la persistenza del consumo nei ragazzi; 4) Aiutare il ragazzo a chiedere supporto. Se prova a smettere ma non ci riesce, il pediatra pu\u00f2 essere il primo interlocutore per valutare il livello di dipendenza e accompagnarlo in un percorso di cessazione. Infine, 5) Sostenere senza invadere. Il coinvolgimento della famiglia pu\u00f2 essere utile, ma non deve cancellare la riservatezza dell\u2019adolescente: il paper sottolinea l\u2019importanza di preservare uno spazio confidenziale nel percorso di cessazione.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Negli adolescenti i segni della dipendenza possono manifestarsi anche in chi fuma \u2018solo\u2019 2 sigarette a settimana. 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