{"id":123030,"date":"2026-10-08T16:56:43","date_gmt":"2026-10-08T14:56:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123030"},"modified":"2026-10-08T16:56:43","modified_gmt":"2026-10-08T14:56:43","slug":"burlina-unipd-screening-ha-cambiato-la-storia-della-fenilchetonuria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=123030","title":{"rendered":"Burlina (UniPd): &#8220;Screening ha cambiato la storia della fenilchetonuria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Lo screening neonatale svolge un ruolo fondamentale nella fenilchetonuria perch\u00e9 consente di diagnosticare la malattia prima che compaiano i sintomi e di intervenire quindi con largo anticipo. Purtroppo, o per fortuna a seconda di come si guarda alla malattia, i sintomi non sono precoci e non sono presenti alla nascita. L\u2019accumulo di fenilalanina nell\u2019organismo richiede infatti mesi prima di provocare i primi segni neurologici, tanto che la disabilit\u00e0 neurologica compare generalmente dopo il primo anno di vita&quot;.  Lo ha detto  all&#039;Adnkronos Salute Alberto Burlina, ricercatore senior dell&#039;Universit\u00e0 di Padova, intervenuto &#8211; oggi a Roma &#8211; al media turial dedicato alla malattia rara. \u00a0&quot;Questo \u00e8 il ruolo fondamentale dello screening: prevenire con largo anticipo la comparsa dei sintomi. Prima della sua introduzione questo non avveniva e si arrivava a forme di grave disabilit\u00e0 intellettiva e neurologica. Oggi, invece, lo screening consente di evitare il danno neurologico. \u00c8 uno dei grandi successi della medicina preventiva&quot; aggiunge.\u00a0Quando la malattia non viene diagnosticata, i sintomi possono essere complessi e non specifici. &quot;Rientrano nella disabilit\u00e0 neurologica, nel ritardo mentale, nel ritardo delle acquisizioni intellettive e nel ritardo psicomotorio. Non sono quindi facilmente distinguibili da altre condizioni &#8211; sottolinea Burlina -, per esempio da un danno avvenuto durante il parto&quot;. Per l&#039;esperto &quot;esiste anche una caratteristica particolare della fenilchetonuria: l\u2019eccesso di fenilalanina pu\u00f2 provocare un odore caratteristico, simile a quello del cavolo marcio, percepibile soprattutto nel sudore e sulla pelle. \u00c8 un odore che i medici che hanno avuto occasione di seguire questi pazienti possono riconoscere, ma naturalmente non \u00e8 un elemento sufficiente da solo per arrivare a una diagnosi&quot;.\u00a0\u00a0Oggi, grazie allo screening neonatale, &quot;i casi di fenilchetonuria diagnosticati dopo la comparsa dei sintomi sono diventati estremamente rari. Abbiamo quasi debellato questo tipo di situazione e siamo molto vicini, per certi aspetti, a quello che \u00e8 avvenuto con le vaccinazioni&quot;. Secondo Burlina, sarebbe per\u00f2 importante &quot;disporre di un registro nazionale della fenilchetonuria, che permetterebbe di avere dati pi\u00f9 completi sulla diffusione della malattia e sulla storia dei pazienti&quot;.\u00a0Un altro elemento fondamentale nella gestione della fenilchetonuria \u00e8 l\u2019alimentazione. &quot;La dieta \u00e8 molto importante. La malattia \u00e8 dovuta a un eccesso di un aminoacido, la fenilalanina, e per questo bisogna limitare gli alimenti che ne contengono quantit\u00e0 elevate. In particolare &#8211; raccomanda il ricercatore &#8211; devono essere ridotti quasi tutti gli alimenti che contengono proteine, soprattutto carne, pesce e uova&quot;. Questo non significa, per\u00f2, eliminare le proteine dall\u2019alimentazione. &quot;Non si pu\u00f2 vivere senza proteine, ma abbiamo a disposizione sostituti e miscele di aminoacidi privi di fenilalanina, che possono essere aggiunti alla pasta o ad altri alimenti. In questo modo possiamo garantire un normale apporto proteico senza introdurre fenilalanina in quantit\u00e0 eccessive\u201d. Il risultato \u00e8 che, con una corretta alimentazione, \u201cquesti pazienti possono crescere normalmente&quot;.\u00a0La situazione \u00e8 diversa quando la diagnosi arriva tardi e il danno neurologico si \u00e8 gi\u00e0 instaurato. &quot;Se la malattia non viene diagnosticata precocemente, la dieta aiuta a controllare i livelli di fenilalanina, ma non pu\u00f2 annullare il danno neurologico gi\u00e0 prodotto. La terapia, in ogni caso &#8211; avverte &#8211; deve essere seguita per tutta la vita. Non ci sono limiti particolari all\u2019aspettativa di vita. Ci sono pazienti di 70 e 80 anni e possono fare tutto: studiare, lavorare e avere una vita piena. Questo, quando parlavo di un grande successo della medicina, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che intendevo: con le cure disponibili oggi non ci sono particolari restrizioni&quot; conclude.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &quot;Lo screening neonatale svolge un ruolo fondamentale nella fenilchetonuria perch\u00e9 consente di diagnosticare la malattia prima che compaiano i sintomi e di intervenire quindi con largo anticipo. 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