{"id":122909,"date":"2026-10-08T12:07:00","date_gmt":"2026-10-08T10:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=122909"},"modified":"2026-10-08T12:07:00","modified_gmt":"2026-10-08T10:07:00","slug":"giornata-nazionale-pcos-pmos-unfer-egoi-non-e-solo-una-malattia-dellovaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=122909","title":{"rendered":"Giornata nazionale Pcos-Pmos, Unfer (Egoi): &#8220;Non \u00e8 solo una malattia dell\u2019ovaio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201c\u00c8 una patologia complessa, multidisciplinare e progressiva\u201d. Non possiamo pi\u00f9 considerarla semplicemente come una condizione che si osserva all\u2019ecografia. \u201cDietro a quella che chiamiamo sindrome dell\u2019ovaio policistico esiste un quadro molto pi\u00f9 ampio, che coinvolge il metabolismo, l\u2019endocrinologia, la fertilit\u00e0 e, in determinate condizioni, anche l\u2019uomo. Per questo \u00e8 importante una giornata nazionale di sensibilizzazione: serve a far comprendere alle pazienti e ai medici che la diagnosi precoce e la prevenzione dei fattori di rischio possono cambiare la storia naturale della malattia\u201d. Cos\u00ec Vittorio Unfer, presidente Egoi-Pcos, The Experts\u2019 Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos-Pmos spiega l\u2019obiettivo della prima Giornata nazionale della sindrome dell\u2019ovaio policistico (Pcos, rinominata di recente Pmos), promossa da Egoi Pcos, che si celebra oggi, 8 ottobre.\u00a0La sindrome dell\u2019ovaio policistico, condizione che interessa circa una donna su otto in et\u00e0 riproduttiva, \u00e8 stata progressivamente reinterpretata alla luce delle conoscenze pi\u00f9 recenti. Non a caso, l\u2019acronimo Pcos- Polycystic Ovary Syndrome \u00e8 stato cambiato in Pmos -Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome. \u201cOggi sappiamo che esiste una componente metabolica molto importante, in particolare legata agli zuccheri e all\u2019insulina &#8211; spiega Unfer &#8211; L\u2019ovaio, quindi, pu\u00f2 essere considerato pi\u00f9 una \u2018vittima\u2019 che il protagonista della sindrome. Come Egoi siamo andati anche oltre alla denominazione tradizionale, perch\u00e9 riteniamo che alcuni elementi endocrino-metabolici e familiari della sindrome possano avere anche un corrispettivo maschile, che stiamo studiando. Per questo proponiamo di parlare di sindrome endocrino-metabolica: eliminare il riferimento esclusivo all\u2019ovaio e sottolineare la componente endocrino-metabolica consente di inquadrare meglio la patologia e di costruire un percorso diagnostico e terapeutico pi\u00f9 razionale\u201d.\u00a0Nelle famiglie in cui \u00e8 presente una ragazza con questa sindrome, \u201canche i fratelli possono presentare gli stessi fattori di rischio: una maggiore probabilit\u00e0 di sviluppare diabete, patologie cardiometaboliche e insulino-resistenza &#8211; chiarisce l\u2019esperto &#8211; Da alcuni anni, insieme al professor Calogero, andrologo che insegna Endocrinologia all\u2019Universit\u00e0 di Catania, stiamo caratterizzando l\u2019aspetto maschile della sindrome. Negli uomini possono essere presenti una maggiore alopecia androgenetica, alterazioni della distribuzione dei peli e problemi di fertilit\u00e0, tra cui l\u2019oligospermia, in un certo senso corrispondente all\u2019anovulazione cronica che osserviamo nella donna\u201d. \u00c8 importante riconoscere precocemente alcuni segnali. \u201cQuando, superata la prima fase fisiologica dopo il menarca, persistono importanti irregolarit\u00e0 mestruali come cicli molto distanziati o periodi prolungati di amenorrea, soprattutto se associate a segni di iperandrogenismo, \u00e8 opportuno rivolgersi al medico &#8211; avverte Unfer &#8211; \u00c8 importante che il medico abbia una preparazione specifica: deve raccogliere un\u2019accurata anamnesi, eseguire un buon esame obiettivo, prescrivere gli esami appropriati e saper interpretare l\u2019ecografia, che in et\u00e0 adolescenziale non \u00e8 sempre semplice da valutare. L\u2019obiettivo \u00e8 riconoscere precocemente una ragazza a rischio di sviluppare la sindrome in et\u00e0 fertile e intervenire prima che la condizione si manifesti pienamente\u201d.\u00a0\u00a0\u201cLa sindrome &#8211; rimarca &#8211; ha una predisposizione genetica, ma l\u2019aumento di peso, la sedentariet\u00e0 e una cattiva alimentazione possono favorirne l\u2019espressione clinica e aggravare il quadro endocrino-metabolico. Per questo abbiamo elaborato, come Egoi, un decalogo della prevenzione\u201d, che viene diffuso in occasione della prima Giornata nazionale della sindrome dell\u2019ovaio policistico. Tra le iniziative c\u2019\u00e8 anche il servizio dell\u2019Help Desk Egoi, accessibile dal sito egoi.it, con gli esperti che rispondono gratuitamente alla popolazione. Sul territorio sono comunque presenti 9 ambulatori dedicati. Il decalogo invita a: conoscere la sindrome e i suoi segnali; ricordare che non riguarda soltanto le ovaie; non affidare la diagnosi alla sola ecografia; ricorrere a un approccio multidisciplinare; rivolgersi a professionisti esperti; controllare la salute metabolica; prestare attenzione ad alimentazione, movimento e sonno; non trascurare il benessere psicologico; ricordare che Pmos non significa infertilit\u00e0; considerare, infine, che ogni donna \u00e8 diversa e anche il trattamento deve esserlo.\u00a0\u201cOltre all\u2019alimentazione e all\u2019attivit\u00e0 fisica per il mantenimento di un corretto peso corporeo &#8211; evidenzia l\u2019esperto &#8211; sul fronte terapeutico ci sono interventi non farmacologici come il mio-inositolo, che pu\u00f2 contribuire a migliorare la sensibilit\u00e0 all\u2019insulina e la risposta all\u2019Fsh. Sul fronte farmacologico \u00e8 importante chiarire che la pillola contraccettiva non cura la sindrome, ma pu\u00f2 avere un ruolo nel controllo di alcuni sintomi\u201d. Inoltre, le \u201cpunturine\u201d contro l\u2019obesit\u00e0, di cui si parla moltissimo, \u201cpossono rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 terapeutica &#8211; afferma Unfer &#8211; ma \u00e8 necessario fare attenzione perch\u00e9 agiscono sul sistema Glp-1 hanno un ruolo nella gestione dell\u2019obesit\u00e0 e, in determinate condizioni, del sovrappeso associato a comorbidit\u00e0. Non devono diventare una scorciatoia, ma un modo per acquisire adeguati stili di vita. Inoltre &#8211; precisa &#8211; per le donne in et\u00e0 fertile \u00e8 particolarmente importante il tema della contraccezione e della pianificazione della gravidanza perch\u00e9 questi farmaci non sono indicati in gravidanza e richiedono quindi un\u2019attenta pianificazione preconcezionale\u201d.\u00a0In generale, anche in altre specialit\u00e0 mediche, \u201cla tendenza \u00e8 di non vedere pi\u00f9 soltanto la singola patologia, ma la singola persona &#8211; sottolinea Unfer &#8211; Qualche giorno fa abbiamo partecipato a Cagliari, come societ\u00e0 scientifica, all\u2019iniziativa Fism for People\u201d, il progetto promosso dalla Federazione delle societ\u00e0 medico-scientifiche italiane che ha l\u2019obiettivo di portare la prevenzione sempre pi\u00f9 vicino ai cittadini attraverso un modello di sanit\u00e0 di prossimit\u00e0. \u201cCredo che Fism stia svolgendo un lavoro importante, perch\u00e9 rappresenta un vero punto di collegamento tra le societ\u00e0 scientifiche, i medici e il mondo politico. \u00c8 qualcosa che mancava. Serve una voce comune e, quando questa voce \u00e8 forte, pu\u00f2 avere un peso importante: Fism rappresenta ormai quasi 300 societ\u00e0 scientifiche italiane, un numero molto significativo di professionisti\u201d.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201c\u00c8 una patologia complessa, multidisciplinare e progressiva\u201d. 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