{"id":122740,"date":"2026-10-07T14:41:00","date_gmt":"2026-10-07T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=122740"},"modified":"2026-10-07T14:41:00","modified_gmt":"2026-10-07T12:41:00","slug":"annese-il-ct-giramondo-in-indonesia-ero-come-mourinho-in-ghana-volevano-regalarmi-tre-leoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=122740","title":{"rendered":"Annese, il ct giramondo: &#8220;In Indonesia ero come Mourinho, in Ghana volevano regalarmi tre leoni&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il mappamondo gira, non si ferma. E Vincenzo Alberto Annese, quella valigia, non ha nessuna intenzione di metterla da parte. &quot;Adesso sono a Malabo, in Guinea Equatoriale. Il mio viaggio nel pallone riparte da qui&quot;. Nato a Bisceglie il 22 settembre 1984, oggi \u00e8 il commissario tecnico nella nazionale della Guinea Equatoriale. Un&#039;avventura che molti, senza conoscere la sua storia di allenatore giramondo, definirebbero esotica, se non estrema. &quot;Il bello \u2013 racconta col sorriso all&#039;Adnkronos &#8211; \u00e8 che ho allenato in quattro continenti differenti, penso di essere l&#039;unico italiano riuscito in un&#039;impresa del genere&quot;. Gi\u00e0, perch\u00e9 il viaggio di Vincenzo \u00e8 partito quasi quindici anni fa dai Paesi Baltici per arrivare in Armenia e quindi in Cina. Poi \u00e8 passato per Ghana, Palestina, Indonesia, Kosovo, Belize, India, Nepal, Afghanistan e Burkina Faso, prima dell&#039;avventura attuale sulla panchina della nazionale dell&#039;Africa centrale. \u00a0<br \/>\nCome inizia la carriera del ct Annese?\u00a0\u00a0&quot;Come tanti ragazzi, ho provato a fare il calciatore e non \u00e8 andata benissimo per una serie di infortuni. Ho giocato nella Primavera del Venezia, poi sono stato a Martina Franca. E a un certo punto, a 22 anni, ho detto &#039;Basta&#039;. Ho cominciato l&#039;universit\u00e0, mi sono laureato in Scienze motorie e ho cercato fin da subito di diventare allenatore. Con qualche lavoretto prima da preparatore atletico e poi da assistente&quot;. \u00a0<br \/>\nIl suo viaggio \u00e8 cominciato in Italia&#8230;\u00a0\u00a0&quot;Nelle giovanili della Fidelis Andria, ho fatto un anno l\u00ec. Poi sono andato a Foggia e ho accelerato. Volevo fare il primo allenatore, ma in Italia, almeno fino a qualche tempo fa, ci voleva solo qualche santo in Paradiso. Oggi la situazione \u00e8 migliorata. Anzi, tornando indietro ora, forse non mi sarebbe servito andare all&#039;estero per un&#039;opportunit\u00e0&quot;. \u00a0<br \/>\nQual \u00e8 stata la scintilla?\u00a0\u00a0&quot;Ho avuto la prima vera chance in Lituania, con l&#039;Alytus Dainava, il presidente era l&#039;ex Lazio Giuseppe Greco. Lo incontrai in una premiazione e venne fuori la proposta. Andai l\u00ec come assistente nel 2014, rimanendo per\u00f2 poco tempo. Poi da l\u00ec andai a Saldus, in Lettonia. E dopo la salvezza in Estonia, con il Paide. Quindi l&#039;Armenia, guidai la nazionale Under 17 e poi l&#039;Under 19&quot;. \u00a0<br \/>\nPoi \u00e8 arrivata la Cina.\u00a0\u00a0&quot;Un&#039;offerta impossibile da rifiutare in quel momento. Era il periodo del boom del calcio cinese. Nike cre\u00f2 delle accademie per formare nuovi tecnici, mi chiamarono a fare il mentor. Una bella esperienza, durata 8 mesi&quot;. \u00a0<br \/>\nE poi?\u00a0\u00a0&quot;Arriv\u00f2 un&#039;offerta dal Beckhem United. Ghana. Era il 2016, in quel periodo la loro Premier League era tanta roba. Mi calai in una bella realt\u00e0. Vincemmo la Coppa, riuscii a togliermi le prime vere soddisfazioni. E poi, realizzai anche uno dei miei sogni&quot;. \u00a0<br \/>\nQuale?\u00a0\u00a0&quot;Amo i leoni, da sempre. E in quel periodo non facevo che ripetere al mio assistente di volerli vedere. Un giorno, dopo una partita vinta 1-0, mi fecero scendere dal bus e mi fecero avvicinare a tre leoncini. Li accarezzai come fossero gattini, un momento bellissimo. Volevano anche regalarmeli, cercai di spiegare che sarebbe stato un po&#039; complicato gestirli&#8230;&quot;. \u00a0<br \/>\nChiusa quell&#039;esperienza, and\u00f2 in Palestina&#8230;\u00a0\u00a0&quot;All&#039; Ahli Al-Khalil. Vinsi la Coppa nazionale, perdendo la Supercoppa. Andai anche a Gaza. Per quel che ho toccato con mano, allora non c&#039;era tutto l&#039;astio che si racconta oggi. I palestinesi sono persone straordinarie. Hanno grande cultura e mentalit\u00e0. E fanno un tifo pazzesco&quot;. \u00a0<br \/>\nNel suo curriculum c&#039;\u00e8 poi l&#039;Indonesia con il Semarang.\u00a0\u00a0&quot;Isola di Giava, atmosfera da film. Una volta, dopo una partita vinta fuori casa, mi tocc\u00f2 restare allo stadio per le 24 ore successive. I tifosi volevano assalirci. L\u00ec, c&#039;\u00e8 un calore pazzesco, a ogni allenamento venivano a vederci 4-5mila persone. Il calcio \u00e8 una religione e facevo fatica anche ad andare in giro. Se sui social i tifosi capivano che mi stavo muovendo, potevano pure bloccare un aeroporto. Non voglio esagerare, ma l\u00ec ero come Mourinho. Qualche tempo dopo mi proposero anche alla Nazionale indonesiana, scelsero il ct in una rosa di candidati in cui era presente anche Gullit&quot;. \u00a0<br \/>\nTappa successiva il Liria, in Kosovo. Come and\u00f2?\u00a0\u00a0&quot;Rifondai la squadra, pescando tanti giocatori in giro per il mondo. Andammo a fare una bella preparazione a Durazzo, presupposti interessanti. Partimmo con una vittoria, una sconfitta e un pareggio. Nemmeno tanto male, ma cambi\u00f2 il presidente della Federazione e mi mandarono via. La squadra poi retrocesse, ma sono convinto che con me sarebbe arrivata la salvezza. Era un gruppo molto valido, ma inutile ripensarci&#8230;&quot;. \u00a0<br \/>\nQuindi il Belize, Mar dei Caraibi&#8230;\u00a0\u00a0&quot;Un agente centroamericano mi parl\u00f2 di alcune nazionali a caccia di un nuovo ct. Mi disse di quest&#039;opportunit\u00e0 e non ci pensai due volte, \u00e8 un posto stratosferico con delle spiagge bellissime. Ha presente &#039;La Isla Bonita&#039; di Madonna? Ecco, \u00e8 il Belize quell&#039;isola tropicale da sogno&quot;. \u00a0<br \/>\nCom&#039;era la vita?\u00a0\u00a0&quot;Una figata, a mani basse l&#039;esperienza pi\u00f9 bella. Dopo gli allenamenti si andava in spiaggia e non esisteva lo stress. Anche perch\u00e9, in quel paradiso, come fai a essere stressato? A volte, per la troppa tranquillit\u00e0, la pressione dovevo crearmela io per stare sul pezzo. Giocavamo le partite e poi, per scaricare, andavamo diretti a tuffarci in mare, circondati da squaletti. Era la nostra crioterapia, anche perch\u00e9 l\u00ec l&#039;acqua \u00e8 abbastanza fredda&quot;. \u00a0<br \/>\nLa cartolina successiva dall&#039;India&#8230;\u00a0\u00a0&quot;Durante l&#039;esperienza con il Belize ci fu la pandemia. Il Covid blocc\u00f2 tutto, si ferm\u00f2 anche il calcio e decisi di cambiare, nonostante l\u00ec non mi mancasse davvero nulla. Venne fuori l&#039;opportunit\u00e0 dell&#039;India e ci andai per continuare a crescere&quot;. \u00a0<br \/>\nE come and\u00f2?\u00a0\u00a0&quot;Ho solo bei ricordi. Con il Gokulam Kerala riuscii a vincere subito, per due anni di fila dominammo il campionato. Partecipammo alla Coppa d&#039;Asia battendo una sfilza di record. Avevamo a disposizione tutto per lavorare bene, il presidente della squadra \u00e8 il famoso produttore cinematografico Gokulam Gopalan. Diciamo che c&#039;era grande disponibilit\u00e0 economica, non mancavano risorse. L\u00ec notai un grande rispetto, i ragazzi seguivano davvero tutto quello che dicevo. Poi andai ad allenare il NorthEast United, prendendo la squadra in corsa. Non and\u00f2 benissimo&quot;. \u00a0<br \/>\nNel 2023 ecco la chiamata della nazionale del Nepal&#8230;\u00a0\u00a0&quot;Penso di aver fatto crescere molto il gruppo nei miei due anni e mezzo. Ho selezionato giocatori da tutte le parti del Paese, convocando addirittura il capitano della nazionale di calcio a 5, Mani Kumar Lama. Con me \u00e8 diventato un giocatore di calcio a undici&quot;. \u00a0<br \/>\nL\u00ec per\u00f2 non si \u00e8 fermato al pallone&#8230;\u00a0\u00a0&quot;Ho scalato la parte media del Monte Everest. Un&#039;impresa sfidante, ma divertente. Ho legato con quei ragazzi anche cos\u00ec, facendo cose che potessero unirci. Negli ultimi vent&#039;anni sono l&#039;unico ct rimasto per due anni su quella panchina. Non penso sia un caso&#8230;&quot;. \u00a0<br \/>\nPoi ha allenato l&#039;Afghanistan&#8230;\u00a0\u00a0&quot;Ma \u00e8 stata un&#039;esperienza di pochi mesi. \u00c8 arrivata subito la proposta del Burkina Faso e non potevo dire di no, mi avevano contattato per allenare la squadra durante la Coppa d&#039;Africa. La proposta economica era importante e ho avuto modo di misurarmi con giocatori forti come Tapsoba, oggi al Leverkusen, o Dango Ouattara, attaccante del Brentford. Volevo alzare il mio livello e penso di esserci riuscito anche lavorando con giocatori di un certo tipo. La collaborazione poi si \u00e8 interrotta per motivi diversi, ma ci siamo lasciati bene&quot;. \u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nEd \u00e8 arrivata subito la proposta della Guinea Equatoriale&#8230;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0&quot;Anche qui alleno giocatori importanti, come Coco del Torino. Spero si possa fare sempre meglio, c&#039;\u00e8 voglia di fare bene&quot;. \u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nIntanto, ha scritto un libro&#8230;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0&quot;L&#039;allenatore del mondo (Feltrinelli). Mi sono divertito e ho raccontato come il calcio mi ha permesso di incontrare il mondo. Vorrei riprendermi, da allenatore, ci\u00f2 che gli infortuni mi hanno negato da calciatore&quot;. \u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nCi ha raccontato il suo percorso, ma come si entra in un giro di opportunit\u00e0 di questo tipo?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0&quot;Devi vincere, c&#039;\u00e8 poco da fare. Io ho avuto la fortuna di vincere in Africa, in Asia e di essere competitivo in tutte le nazioni in cui sono stato a lavorare. \u00c8 il mio biglietto da visita, anche perch\u00e9 non ho una grande carriera da calciatore alle spalle&quot;. \u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nMa con tutte queste esperienze all&#039;estero ha anche preso una laurea in lingue?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0&quot;Comunicare bene non \u00e8 sempre facile (sorride). Io ho cominciato con l&#039;inglese, poi ho imparato il russo tra Armenia, Lituania e Lettonia. L&#039;armeno un po&#039; lo conosco, ogni tanto l\u00ec mi capita di tornarci perch\u00e9 ho casa. Poi so lo spagnolo, il portoghese e ho imparato il francese in Burkina Faso&quot;. \u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\nLe piacerebbe di pi\u00f9 coronare questo suo percorso da giramondo trascinando una nazionale ai Mondiali o tornando in Italia per allenare in Serie A?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0&quot;Portare la Guinea Equatoriale ai Mondiali sarebbe il top, ma penso che entrambe le cose siano fattibili. Io in Serie A mi ci vedo, senza presunzione. E mi vedo anche come ct capace di portare una nazionale ai Mondiali, ci penso ogni giorno e ci credo. Scegliere l&#039;uno o l&#039;altro sarebbe per\u00f2 riduttivo. Abbiamo solo una vita, bisogna sempre sognare al massimo&quot;.\u00a0<br \/>\n&#8212;sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il mappamondo gira, non si ferma. E Vincenzo Alberto Annese, quella valigia, non ha nessuna intenzione di metterla da parte. &quot;Adesso sono a Malabo, in Guinea Equatoriale. 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