{"id":122426,"date":"2026-10-06T10:24:00","date_gmt":"2026-10-06T08:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=122426"},"modified":"2026-10-06T10:24:00","modified_gmt":"2026-10-06T08:24:00","slug":"neuropatie-disimmuni-rossi-argenx-misurare-impatto-della-cura-sul-paziente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telelaser.it\/?p=122426","title":{"rendered":"Neuropatie disimmuni, Rossi (Argenx): &#8220;Misurare impatto della cura sul paziente&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cL&#039;innovazione, per sua stessa definizione, \u00e8 qualcosa di completamente nuovo, che rompe modelli interpretativi, cambia significati e quindi generalmente fa fatica a essere accolta nei nostri sistemi, se questi sono consolidati. Bisogna avere il coraggio di guardare oltre l&#039;orizzonte avere modi diversi di leggere la malattia, di monitorarla. Con nuovi marcatori, con lenti diverse, potremo riuscire ad accorgerci di un processo di malattia che comunque si muove e che adesso non viene riconosciuto e questo pu\u00f2 portare a evolvere paradigmi di monitoraggio e obiettivi terapeutici. Dobbiamo riuscire a misurare veramente l\u2019impatto che un\u2019innovazione ha sulla vita quotidiana. E credo che questo sia il passaggio fondamentale: dalla significativit\u00e0 statistica al significato per la persona\u201d. Lo ha detto Silvia Rossi, direttore medico Argenx, partecipando al webinar \u2018Dalla ricerca alla vita \u2013 Quando le biotecnologie diventano qualit\u00e0 della vita\u2019, di WeHealth, promosso in occasione della Settimana europea delle biotecnologie 2026 dall\u2019Associazione italiana dei pazienti di neuropatie disimmuni (Cidp) Italia Aps e realizzato con il contributo non condizionato della farmaceutica.\u00a0\u201cSe vogliamo capire come passare dalla ricerca all\u2019innovazione terapeutica, credo che ci siano tre momenti fondamentali: la conoscenza, la collaborazione e, soprattutto, il coraggio &#8211; continua Rossi &#8211; Conoscere il processo di malattia \u00e8 fondamentale per poter anche solo immaginare che cosa possiamo modulare e, soprattutto, dove abbiamo la maggiore probabilit\u00e0 di intervenire in modo sostanziale sull\u2019andamento della malattia. Conoscere i mediatori coinvolti e i meccanismi che sottendono alla progressione o all\u2019attivit\u00e0 di una patologia rende possibile riconoscere un bersaglio e capire dove poter intervenire per modificare o fermare il processo di malattia&quot;. \u00a0La medicina di precisione &quot;\u00e8 stata una delle grandi rivoluzioni di questi decenni. Ma poi serve la collaborazione &#8211; aggiunge &#8211; L\u2019innovazione non nasce da una sola idea o in un solo luogo. Pu\u00f2 nascere in un laboratorio di ricerca, in un ospedale, dall\u2019osservazione di un medico, dall\u2019intuizione di un ricercatore. Ma pu\u00f2 diventare realmente innovazione soltanto mettendo insieme competenze diverse, comprese quelle dell\u2019industria. In Argenx abbiamo sviluppato un modo innovativo di fare anche scouting scientifico: creare una piattaforma di condivisione dell\u2019innovazione immunologica che mette la cooperazione e la collaborazione al centro della possibilit\u00e0 stessa di innovare. Il mondo accademico viene coinvolto lungo tutto il percorso di sviluppo di una possibile soluzione farmacologica. E poi serve il coraggio\u201d.\u00a0\u00a0La ricerca \u201cnon procede in maniera lineare e sicuramente non \u00e8 fatta di tanti successi uno dopo l\u2019altro &#8211; chiarisce Rossi &#8211; Fa tanti piccoli passi avanti e colleziona tanti \u2018Eureka\u2019. Ma credo che i pi\u00f9 importanti, quelli davvero decisivi, possano essere due: uno all\u2019inizio del percorso e uno alla fine. Il primo \u2018Eureka\u2019 arriva quando il ricercatore, nel laboratorio, comprende che cosa pu\u00f2 effettivamente essere cambiato. In quel momento comincia anche tutto il percorso della sperimentazione, che sappiamo essere lungo e difficile. Il secondo \u2018Eureka\u2019, forse il pi\u00f9 importante, \u00e8 quando cambia la vita della persona che riesce a fare qualcosa che prima non poteva fare, pu\u00f2 riprendere un progetto che aveva dovuto accantonare, recupera autonomia o acquisisce nuove possibilit\u00e0\u201d.\u00a0\u201cIn Argenx \u00e8 un tema molto sentito, ma lo \u00e8 sempre di pi\u00f9 anche in molte altre aziende: sviluppare studi di ricerca insieme alle associazioni dei pazienti, ai ricercatori e ai caregiver &#8211; illustra Rossi &#8211; L\u2019obiettivo non \u00e8 fermarsi quando un farmaco viene riconosciuto come efficace, ma cercare di capire che cosa succede realmente nel suo utilizzo quotidiano. Dobbiamo riuscire a quantificare la vera efficacia mettendo insieme la componente clinica e costruendo anche endpoint nuovi, che non siano necessariamente quelli utilizzati tradizionalmente, ma che nascano dall\u2019ascolto delle persone che vivono quotidianamente con quella patologia\u201d.\u00a0<br \/>\n&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u201cL&#039;innovazione, per sua stessa definizione, \u00e8 qualcosa di completamente nuovo, che rompe modelli interpretativi, cambia significati e quindi generalmente fa fatica a essere accolta nei nostri sistemi, se questi sono consolidati. 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